Ci siamo lasciati a luglio scorso sull’Arno aretino, alla conclusione delle prime due prove, con la mente già proiettata alle finali del 4 e del 5 settembre che si sarebbero dovute svolgere nella suggestiva cornice dei laghi di Mantova.
La macchina informativa messa in moto elargiva a piene mani notizie a dir poco entusiasmanti: pesce a volontà per tutti, tante diverse specie catturabili che ben rispondevano alle varie insidie e come una ciliegina sulla torta, la certezza di poter gareggiare divertendosi, trascorrendo anche un gradevole fine settimana in una delle più belle città d’Italia, magari insieme con la moglie o con la fidanzata, per farsi perdonare un po’ delle tante domeniche rubate al focolare domestico.
Poi, come in tutti i migliori romanzi, ecco il colpo di scena che si abbatte come un macigno sugli ignari protagonisti: per decisione della Federazione, le due prove finali vengono spostate nel Canal Bianco ad Ostiglia.
Canal Bianco ad Ostiglia?!?!……Ma perché?!… Detto così, pochi giorni prima della gara quando tutto era già pronto, comprese le prenotazioni per il soggiorno, era una notizia talmente assurda che, se non fosse stato tutto ufficialmente deliberato, io stesso avrei pensato ad uno scherzo di cattivo gusto.
Purtroppo invece era terribilmente vero: la decisione nasceva dalla necessità di chiudere il traffico lungo i laghi, per consentire la diretta in mondovisione del “Rigoletto” di Verdi, che si sarebbe svolto proprio nei giorni delle due gare, nelle strade di Mantova e questo doveva avvenire nel più assoluto silenzio, per non inquinare l’acustica dell’importante messa in scena………Ecco perchè siamo stati sfrattati da Mantova.
Ma i pescatori sono ottimisti per natura e ci vuole ben altro per destabilizzarli. Faremo di necessità virtù, muovendo con il vento in poppa e la barra a dritta verso nuove avventure: perlomeno conosceremo un campo di gara nuovo e sarà uguale per tutti. Poteva andare peggio.
Il Canal Bianco è un canale navigabile, largo una sessantina di metri profondo tre, con l’acqua che scorre costantemente, comodo per il pescatore che ha la macchina dietro le spalle, le sponde però sono malagevoli e senza una solida pedana da posizionare fra le pietre che formano l’argine ci possono essere seri problemi di stabilità. Altra nota dolente è la vegetazione presente nella sponda, talmente rigogliosa da costringere i concorrenti ad aprirsi un varco con falci e machete, per poter accedere al picchetto.
Dalle informazioni tecniche assunte e dalle prove svolte nei giorni antecedenti la gara, emerge subito che la popolazione ittica del Canal Bianco è costituita prevalentemente da piccole breme molto volubili, che raramente raggiungono il mezzo chilo di peso, che rispondono bene alla pastura scura, gradiscono il bigattino “stirato”, anche se non disdegnano quello vivo.
Le altre esche testate di norma non migliorano i risultati, possono però rivelarsi utili per la ricerca di altri pesci, come i grossi carassi presenti, ma non così numerosi da cambiare le sorti di una gara.
Sempre in seguito alle prove è stato appurato che il pesce staziona volentieri sui quindici-venti metri da riva e preferisce un’esca presentata con un amo piccolo, ma con questo si rischiano frequenti slamature durante il recupero mentre, vista l’esigua taglia del pescato, non ci sono problemi nell’utilizzare finali sottili (0,10 o 0,12), anch’essi preferiti rispetto a fili di diametro superiore.
Altro inconveniente al quale porre rimedio è quello delle piccole toccatine sul vettino o delle fulminee flessioni dello stesso, in seguito alle quali si trova sistematicamente il bigattino “speluzzicato”. In questo caso l’inconveniente è stato risolto con profitto con l’innesco di un singolo cagnotto calzato per intero, anziché due o tre lasciati penzoloni.
Così detto sembra che il Canal Bianco non abbia segreti, che il suo dna sia stato completamente decodificato e invece, dalle prove dei giorni precedenti sono riuscito solo a non capirci una mazza.
Sono in testa alla classifica con due primi e invece di trarne forza, vengo assalito da un turbine di dubbi che mi stanno tagliando le gambe: è una sensazione devastante; sono consapevole che sto perdendo la gara ancor prima di iniziarla, ma non riesco a liberarmi da queste briglie anzi, alimento ancora di più la mia insicurezza cercando disperatamente altre notizie utili solo a crearmi ulteriore confusione.
Sabato 4 settembre mi presento in gara senza una sola certezza, tirato come una corda di violino e nonostante il commovente supporto morale e tecnico degli amici Ettore, di suo figlio Andrea e di Giuseppe, il risultato è stato quello annunciato: ne esco fuori quinto in un settore con tre assenti, sgonfio come un cencio bagnato.
I miei diretti inseguitori invece tirano fuori le unghie e mi rosicchiano ben quattro penalità. Da primo in classifica scendo alla terza posizione, superato una conferma che si chiama Michele Moscati e da Eugenio Maggi, elemento dotato di una grinta non comune.
Domenica 5 settembre in gara due, la sorte mi assegna l’ultimo di campo gara e, come se fosse poco, mi trovo accanto l’amico Giuseppe, disposto a tutto pur di non danneggiarmi.
Dopo tre ore e mezza di gara sono ultimo pulito e nonostante i generosi consigli di Giuseppe, non riesco ad entrare in pesca: tutte le variabili risultavano tristemente inefficaci. Poi, ad un’ora e mezza dal fine gara, senza una spiegazione logica inizio a prendere un pesce dietro l’altro, per un momento ho anche creduto di tirarne fuori le gambe, ma il sogno dello scudetto si è infranto contro un deludente sesto di settore, svanendo così insieme alla maglia azzurra dei prossimi Mondiali.
Qui finisce la storia dei vinti ed inizia quella dei vincitori ai quali va il mio sincero attestato di stima e quindi mi onoro di acclamare il Campione Italiano 2010, Michele Moscati del Club Fario Tubertini, al quale mi preme davvero tanto tributare un elogio particolare, il suo è un titolo meritato come pochi altri, ha vinto e la sua è una vittoria vera che non lascia spazio a niente ed a nessuno. Chiudere con quattro penalità è la prestazione di un Campione vero, così come la sua sportività, simpaticamente coinvolgente è la dote che contraddistingue il singolo dalla massa e siccome ho avuto modo di apprezzare personalmente quanto detto………Tanto di cappello Sor Moscati.
Non da meno sono Gregorio Monego e Mirko Garzetti, entrambi dell’L.B.F. Italia di Brescia, rispettivamente secondo e terzo classificati, i quali scendono dal podio per salire insieme al Campione Italiano a bordo della squadra Nazionale che rappresenterà il Tricolore al prossimo Mondiale 2011.
Gli altri tre componenti della Nazionale verranno nominati a cura della Federazione, fra i primi venti classificati e sapremo solo in seguito chi saranno i prescelti.
Concludo salutando calorosamente tutti i concorrenti del Campionato Italiano ringraziando i promotori dell’iniziativa, grazie ai quali posso dire di aver trascorso quattro belle giornate di sano agonismo, un’esperienza entusiasmante condivisa con delle persone gradevoli, animate da uno spirito sportivo da portare come esempio per gli altri.
Per quello che invece mi riguarda personalmente, sto già pensando al 2011 e mentre medito su come vendicare l’affronto subito, mi lecco mestamente le ferite riportate in questa tremenda batosta.
Un momento prima di chiudere……….se qualcuno fra voi lettori fosse interessato nel conoscere la tecnica migliore per affrontare una sessione di pesca nel Canal Bianco ad Ostiglia, è meglio se cercate fra gli articoli di qualcun’altro, io potrei parlarvi solo di……..due gare da dimenticare.
Un caloroso saluto agli amici di Match Fishing da un tristissimo
Marcello Corbelli
IL CAMPIONE ITALIANO USCENTE DANIELE MEOTTI

Aldo Bizzarri, uno degli organizzatori

il concorrente Giuseppe Davini

IL CAMPO GARA CANAL BIANCO A OSTIGLIA

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via Marcello non si disperi io dopo una pessima figura fatta in casa ad Arezzo dove ero sicuro di fare risultato e invece o fatto pena sono venuto ad ostiglia senza nessuna speranza solo per poter pescare per fare esperienza e per la passione che o messo nel ledgering negli ultimi tre anni.
comunque la capisco dopo due primi ritrovarsi fuori dai giuchi è è è ……
onore all’amico Michele e a tutti i partecipanti
arrivederci al 2011
Le rinnovo l’invito per organizare qualcosa la butto li un regionale di ledgerig
Condivido in pieno il tuo scoramento Marcello per il campo gara, non potevi raccontare meglio le sensazioni che molti di noi hanno avuto dopo la comunicazione del cambiamento e delle prove fatte nei giorni precedenti nel canal Bianco.
Solamente un opinione personale, il ledgering visto ad Ostiglia non riflette il mio modo di interpretare tale tecnica, mentre Arezzo si è visto un bel c.g. dove il pesce si è fatto, come si sarebbe fatto ai laghi di Mantova.
Un vero campione si vede da come camaleonticamente si adatta ad ogni situazione e, non essendolo io, posso fare solamente i miei sinceri complimenti a Michele Moscati che ha dimostrato di esserlo.
Chiaramente vanno anche a tutti quanti gli altri i complimenti, anche solamente per i disaggi a cui sono dovuti andare in contro.
Beh, che dire, vi ringrazio veramente per i complimenti, era da 3 anni che ci provavo e finalmente ho raggiunto l’obbiettivo, con un po’ di fortuna ma ce l’ho fatta. Spero di essere all’altezza dell’arduo compito da espletare ilprossimo anno, ma “partita finisce quando arbitro fischia”, e io sarò seduto e concentrato su quel banchetto (anzi, poltrona… ehh ehh ehhhh) fino all’ultimo secondo, del resto, vestire quella maglia penso che sia il sogno di ogni agonista. Non mi dilungo su campi gara e organizzazioni, diciamo tutto perfetto a Laterina, un po meno (un bel po’ meno) a Ostiglia, ma non si può pescare sempre in poltrona e vi assicuro che sul torrente non è poi così comodo. Quindi, accontentiamoci di quello che viene e impegnamoci per portare avanti questa fantastica ed estremamente catturante tecnica. Marcello, mi dispiace non averti con me per il Mondiale, sei davvero un pescatore coi fiocchi, non vedo l’ora di pescare di nuovo con te e a tal proposito rinnovo l’invito per Umbertide e cavedani….. Un bel binomio davvero.
grazie ancora
Michele Moscati
Marcello non disperare, la vita di un agonista è spesso fatta di momenti eclatanti così come di periodi in cui non riescono le cose più semplici. Con Ettore e Andrea abbiamo sempre tifato per te per l’amicizia che ci unisce ma anche per il tuo spessore morale e la tua lealtà nelel competizioni. Parlando della seconda giornata sono coninto che il sorteggio dell’ultimo posto di gara non sia poi stato una gran fortuna, sia per il piazzamento che avevano fatto il giorno precedente sia perchè, secondo me, il fosso che c’era a monte aveva riversato una melma soffice su cui i pesci non ci volevano stare. Sarà per la prossima volta anche se ritengo che essere sconfitti da mickymos sia solo un onore, è una persona che ammiro per la passione che dedica al ledgering e sortatutto per la simpatia che ha dimostrato a tutti. A lui un sincero complimento. Ciao Giuseppe
Ringrazio tutti gli amici per l’appoggio morale, ma sono ancora arrabbiatissimo con me stesso………..non posso incolpare nessun altro.
Quando si perde per sfortuna e tutti noi sappiamo che sono eventi rari, si perde ma non è una sconfitta. In tutti gli altri casi e cioè sempre…..si perde e basta. E siccome, come si dice a Siena: “Chi perde un’ cogliona”, non mi resta complimentarmi con i miei amici-avversari.
Ragazzi io ad Arezzo mi sono adattato troppo tardi all’andamento di gara, ma era un bel campo gara a tutti gli effetti, a ostiglia non ci si poteva nemmeno sistemare la sedia o panchetto, alcuni avevano(come me) i rovi su tutto lo spot e non potevano far altro che mettersi ai limiti dei paletti quasi invadendo l’altro spot.
Tecnicamente ostiglia valeva qualcosina, ma ad essere sinceri non era da ledgering, siluri in caccia insieme a aspi enormi, piatte che passano a ravinarti la pasturazione ecc ecc.
Complimenti a tutti i partecipanti per la loro pazienza, chi ha organizzato forse ricordava i bei tempi di quel campo gara…..
il po a 2 passi con campi gara a bizzeffe ma dai…….
Cmq i miei piu sinceri complimenti a Moscati che ha saputo adattarsi a tutti gli spot comodi o scomodi, pescosi o non pescosi i cui ha affrontato nel migliore dei modi dando il miglior risultato del campionato.
Applauso e tanto di cappello al mio compagno di club!!
eheheheheh
Scusate la leggera polemica iniziale, ma fare un mare di kilometri per pescare in marana mi ha fatto girare le p….
e complimenti a tutti i partecipanti con cui mi sono divertito.