34° MONDIALE PER CLUBS: LA DURA LEGGE DELL’EST

34° MONDIALE PER CLUBS: LA DURA LEGGE DELL’EST

In ogni competizione internazionale eravamo abituati a guardarci le spalle dagli inglesi, francesi, belgi perché la storia e i ranking ci avevano insegnato che questi erano gli avversari più forti.

Invece da po’ di anni a questa parte oltre alle spalle dobbiamo guardarci anche i fianchi perché si stanno facendo largo nell’agonismo della pesca al colpo con tanta autorità anche le squadre dei paesi dell’est.

Lo abbiamo imparato nei recenti mondiali per nazioni e nei mondiali per club dove prevale sempre più spesso la dura legge dell’est.

In Brian 2013 l’anno scorso il podio è stato per 3 squadre dell’est Europa:

1) SERBIA Senta Moros Mix Tubertini 39 (23 + 16)

2) SLOVENIA Sensas Pesnica Team Slovenia 41 (11+30)

3) UNGHERIA Perfect-Tima’r-Mix Team 51 (27 + 24)

in Slovenia 2014 quest’anno il successo è stato ancora per 3 squadre dell’est Europa:

1) SLOVACCHIA Sensas Povazska Bystrica 37,5 (19.5- 18.0)

2) UNGHERIA Perfect-Tima’r-Mix Team 39 (28.0- 11.0)

3) RUSSIA Team Allvega 41 (20.0- 21.0)

LA DURA LEGGE DELL’EST!

Li ho osservati in diverse occasioni e devo dire che mi hanno impressionato davvero tanto sul piano tecnico e su quello della conduzione della gara.

Hanno fatto passi avanti da gigante anche sul piano delle attrezzature, se fino a qualche anno fa si presentavano con attrezzi di scarso pregio oggi invece hanno il meglio che il mercato possa offrire.

Tutte hanno uno sponsor tecnico e dietro ovviamente c’è una organizzazione di persone che li assiste per un gioco di squadra che nella pesca sembra diventato sempre più indispensabile.

La Slovacchia nel 2009, in Olanda, nel mondiale per nazioni vinse la medaglia d’oro, la Russia invece ha vinto un Europeo, l’Ungheria e la Serbia sono sempre tra le prime della classe, la Polonia è diventata campione del mondo in repuybblica ceca nel 2012 e oggi ancora tre squadre dell’est.

Complimenti perchè sono diventati nel giro di pochi anni dei formidabili pescatori e credo che da oggi in poi dovremo guardarci le spalle non slolo dalle squadre anglosassoni nostre avversarie storiche come Inghilterra, Francia e Belgio ma anche dalla folta schiera di squadre dell’est.

Squadre che possono vantare tra al’altro una cultura maggiore nell’utilizzo del fouille e del ver de vase visto che sono i paesi esportatori più rappresentativi di queste larve.

Ma torniamo in Slovenia e al 34° mondiale per clubs.

La locations è da favola, il meglio che si possa desiderare per l’agonismo della pesca al colpo.

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Il fiume Sava è da cartolina, l’argine è pulito, ben curato, la strada costeggia il campo gara e nel fiume sono presenti tanti pesci che favoriscono diverse tipologie di pesca.

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Dalla roubaisienne, alla bolognese, all’inglese, all’alborella, tutte sono valide e tutte, se fatte bene, possono essere vincenti. Bella la città di Lasko e Radece dove il turismo termale riesce ad attirare durante l’anno migliaia di persone.

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Su questo campo gara nel 2015 si disputerà il mondiale per nazioni e penso che l’avvicinamento all’evento debba partire proprio da questo mondiale per clubs considerato che nella formazione toscana militano diversi elementi che fanno parte anche della nazionale azzurra.

Abbiamo visto bene le criticità di questo fiume e i suoi punti di forza e averci pescato ad un anno di distanza dal mondiale 2015 è sicuramente un grande vantaggio anche se un conto è pescarci a giugno un altro sarà la pesca a metà settembre.

Il CT della nazionale azzurra saprà bene come arrivarci al mondiale del prossimo anno e gli auguriamo fin d’ora di trovare le giuste soluzioni per tornare ad essere protagonisti.

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Peraltro il campo gara non è neanche troppo distante dall’Italia, appena due ore di auto dal Brian, e fin d’ora invito tutti i lettori di match fishing a programmare le ferie per il prossimo anno per raggiungere questi luoghi bellissimi non solo per alcuni gioirni di relax ma soprattutto per sostenere con il tifo la nostra nazionale.

I costi d’altra parte sono davvero abbordabili basti pensare che il prezzo del carburante si aggira su 1,30 € al litro.

Il fiume Sava che tutti conosciamo per essere stato teatro di altri mondiali, come quello dei giovani e delle donne, è un campo gara largo non meno di 130 metri con profondità irregolari che variano da 5 pezzi di canna a 9 pezzi di canna.

I settori sono abbastanza comodi ad eccezione di quelli a valle del ponte di Radece dove si deve pescare con il rivale dietro la schiena e si è costretti a smonatre la rouba pezzo per pezzo.

In quel tratto la profondità è notevole e quindi per gestire l’azione di pesca per quattro ore, tra calata della lenza e pasturazione a scodella, serve un fisico bestiale.

I picchetti sono comodi in tutto il campo gara con piazzole costruite in cemento alla distanza uguale l’una dall’altra.

Il fiume crea correnti e profondità diverse e in ogni settore sono richieste lenze diverse.

In questo mondiale i concorrenti hanno trascorso una settimana per provare con giornate che si alternavano tra sole e pioggia mentre nelle due giornate di gara c’è stato un caldo torrido con temperature oltre i 30 gradi.

Questo caldo ha fatto sciogliere le nevi sulle cime dei monti vicini, Maribor è ad appena 40 km, e l’acqua fredda è arrivata attraverso una rete di torrenti nella Sava che di fatto ha bloccato il pesce.

Pensate che nel settore E, nei giorni di prova, si raggiungevano pesi superiori ai 10 kg, Premoli addirittura in gara 2 capita nello stesso picchetto avuto nelle prove, quindi aveva i riferimenti e le lenze pronte ma ha trovato una realtà ben diversa con fatta di pochi pesci. Incredibile!

I grandi fiumi dell’est, hanno masse d’acqua imponenti, con correnti e notevoli profondità, che noi italiani conosciamo in parte e l’unico fiume in miniatura che gli può somigliare è il Mincio a Peschiera.

Per affrontare questi grandi fiumi serve non sollo una conoscenza acquisita con la pratica ma una cultura nata e cresciuta sull’acqua che corre.

Noi italiani in passato avevamo il Po come palestra per la pesca a passata a bolognese e grazie al padre di tutti i fiumi italiani avevamo feeling con tutti i pesci da corrente come cavedani, barbi, lasche, avole, alborelle, savette, mentre non abbiamo mai avuto feeling con i gardons perché non sono mai stati presenti nel nostro paese in modo diffuso. E infatti in Polonia abbiamo pagato dazio nel mondiale del 2013.

Tutti temevano il team italiano non solo perché zeppo di grandi campioni e membri della nazionale seniores ma anche perché è uno dei team più titolati a livello internazionale con l’ultimo successo raccolto due anni fa a Cabecao in Portogallo.

Purtroppo per fermare i nostri campioni ci hanno provato in tutti modi, perché non c’è modo migliore per demolire un pescatore se non quello di rubargli le canne e le lenze a due giorni dal mondiale.

Quello che hanno subito i ragazzi dell’Oltrarno avrebbero messo in ginocchio chiunque, subire l’aggressione della Polizia locale per un controllo fiscale, tanto fiscale, sulle esche e guarda caso solo a noi italiani, aiuta molto a pensare male, e per fortuna che dietro c’era la Colmic, ma se per caso capitava ad una squadra con minori possibilità, poteva anche tornarsene a casa. Ma tutti non si chiamano Oltrarno Colmic!

Quindi un grande applauso lo inviamo comunque ai nostri ragazzi, per come si sono atteggiati durante il mondiale, anche se un velo di nervosismo trapelava nei nostri beniamini.

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Grande Andrea Collini a far rimanere tranquilla tutta la delegazione e a trasmettere serenità a tutto il gruppo. (foto fonte Italian Fishing TV)

Un grande applauso a  tutti gli spondini, erano tanti almeno tre per ogni concorrente italiano, che si sono fatti in quattro per mettere nelle migliori condizioni Frigeri, Falsini, Reverberi, Fini e Premoli.

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A questo mondiale, oltre agli italiani, si sono visti diversi campioni protagonisti con le rispettive nazionali in mondiali degli anni passati, in particolare erano presenti il russo Igor Potapov che vinse il titolo individuale in Olanda nel 2009, il lussemburghese Frank Meis campione del mondo in Spagna nel 2010, Andrea Fini campione del mondo ad Ostellato nel 2011, Alan Scotthorne più volte campione del mondo, Goran Radovic, il serbo sempre tra i migliori e due volte campione di Serbia.

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francesco reverberi

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andrea fini

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igor potapov e frank meis entrambi campioni del mondo individuali capitati a spalla in gara 2 e nello stesso settore c’era anche Alan Scotthorne. Quindi 3 campioni del mondo individuali tutti inseriti in un unico settore.

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Interessante il tratto di fiume nella zona B dove i concorrenti hanno trovato una vasta frega delle breme, molte nuotavano tra le alghe a due metri dalla riva ed è li che in tanti hanno risolto gara agganciandone in bocca e fuori davvero tante. Qui è capitato anche Reverberi Francesco ma era già fuori dalle erbe anche se con la pesca corta è riuscito ad agganciarne una che si è pure slamata.

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sergji burdak dell’ukraina

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lee kerry con una bella cattura

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una grossa breme lotta con forza

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luca pergreffi ha agganciato un grosso pesce che alla fine purtroppo perderà

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il nostro Jacopo falsini con una bremettina presa con la canna all’inglese dove in gara 2 riesce a domare un settore difficile.

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un’altra cattura di un ungherese

Abbiamo visto anche alcuni giovani dal grande futuro, come gli inglesi Lee Kerry e Mat Godfrey, l’olandese Arjan Klop, il forte serbo Goran Radovic alcuni unghreresi e altri ancora.

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goran radovic 2 volte campione di serbia

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mat godfrey

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lee kerry e alex boots

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alan scotthorne

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l’olandese arjan klop

Al mondiale ha partecipato anche la squadra sammarinese del Serravalle Maver  con alcuni agonisti di esperienza internazionale come Biordi Massimiliano, Selva Massimo, Riccardi Andrea e Tasini Alberto oltre a Muraccini Emanuel e Gianni Giuliano.

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I ragazzi del Titano, come gli italiani, hanno incappato in una prima manche da dimenticare, mentre sono andati meglio in gara 2 chiudendo alla fine in 20° posizione.

Per i sammarinesi questa esperienza internazionale si chiude con il bicchiere mezzo vuoto se si considera che nel ranking dei mondiali per clubs era situata in terza posizione assoluta dietro solo all’Italia e Inghilterra.

Bicchiere mezzo vuoto perché su questo campo gara la squadra degli under 23 solo due anni fa ottenne una stratosferica medaglia di bronzo grazie alla performances del più giovane agonista in squadra come Alberto Tasini.

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Inoltre non va dimenticato il fatto che nella squadra sammarinese figurava gente che porta addosso il titolo di vice campioni del mondo a Spinadesco 2008  come Andrea Riccardi, Massimo selva e Massimiliano Biordi.

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Anche loro hanno faticato a trovare una strategia di gara efficace a differenza delle squadre dell’est.

Da quello che si è potuto vedere l’approccio alla gara o la scuola di pensiero è risultato molto diverso tra una nazione anglosassone e una dell’est Europa.

Mentre noi siamo precisi e meticolosi nella preparazione della gara con tutto il necessario e forse anche più di quello che ci serve, altri, come ad esempio i Russi, arrivati a vincere la medaglia di bronzo, hanno fatto una gara d’attacco al pesce grosso e come spesso succede tutto gli ha girato per il verso giusto.

Ho visto i nostri fare il fondo in gara 1 con il solo utilizzo della scodella per non fare rumore e per essere precisi mentre gli altri hanno fatto una pasturazione pesante a mano e con tanta farcitura tra bigatti vivi, caster e canapa oltre alle solite palle di terra e fouille date a scodella.

Per la verità le squadre dell’est, mi riferisco ai russi e ai serbi di fouille ne hanno veicolato poco sul fondo con la terra perché, così mi hanno fatto capire, una dose abbondante di fouille si poteva disperdere nella corrente, che sul fondo era maggiore che in superficie, e disperdere i pesci dalla zona di pesca.

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la squdra della russia

Igor Potapov, che magari non sarà un personaggio di primo piano pur avendo vinto un mondiale individuale, fa parte della squadra russa arrivata terza sul podio e siccome l’ho seguito in gara 2 nel settore E ho visto dare palle di pastura molto dure di pastura e terra di fiume con bigattini vivi in mezzo e qualche palla di bigattini incollati con ghiaia grossa, pescando con dei vela bloccato sulla roba. ogni partenza era un pesce di taglia, della serie “pochi ma buoni”.

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Per l’Oltrarno abbiamo sentito la voce di alcuni protagonisti:

A Rudy Frigeri al termine della prima manche abbiamo rivolto direttamente sul campo gara alcune domande:

Ciao Rudy, da pochi minuti è terminata la prima manche e da quello che si è visto nelle prove sembrava dovesse essere una gara in discesa la vostra mentre invece è venuta fuori una gara difficile, un tuo commento…

“no ma guarda, che fosse una gara in discesa non l’abbiamo mai pensato, il pesce ha risposto molto meno di quello che ci si aspettava in base a quello che avevamo visto nelle prove, nei settori della mia zona hanno fatto l’alborella, c’è stata un po’ di pescosità nelle prime due ore ma poi nelle ultime due ore non s’è preso niente. Ora vediamo i risultati….

D: ho visto vicino a te un avversario prendere dei grossi pesci, pensi che andava fatto qualcosa di particolare per fare questa pesca?

R: durante la settimana i pesci li abbiamo presi ma poi il fiume è cambiato. Siamo passati da un clima normale, con piogge cadute durante la settimana, ad un caldo torrido che ha fatto entrare acqua di neve nel fiume e il pesce si è bloccato subito. Il mio avversario vicino di picchetto ha preso breme con un vela stando appoggiato un metro a terra dando dei bachi incollati. Sono strategie azzardate che noi quando come squadra non azzardiamo mai perchè può succedere che può andare bene ma il più delle volte uccidi la pesca, però oggi ha avuto ragione lui e quindi tanto di cappello. Vedi Alessandro, noi abbiamo impostato la gara con fouille e ver de vase per prendere su tutto quello che c’era perché questo fiume ti offre la possibilità di catturare diverse specie di pesci, domani vedremo.

D: abbiamo visto altri concorrenti pescare le prime due ore con il palo e poi passare alla bolognese o inglese a 35 metri, tu invece non l’hai fatto?

R: si ho pescato sempre a roubaisienne ed ho cercato di prendere tutto ma purtroppo due pesci importanti li ho persi e ne bastava uno di questi per stare nei primi 3. Purtroppo per due ore il pesce non l’ho preso e alla luce dei fatti se fossi uscito con l’inglese forse qualche pesce l’avrei preso.

D: queste gare sono un po’ alla tua portata, anche nel mondiale per nazioni dove tu sei il commissario tecnico si parte sempre nella prima manche un po’ come un diesel, si parte piano per poi recuperare nella seconda manche con una condotta più aggressiva. Come pensi di impostare la seconda manche a questo punto?

R: mah adesso sentiamo le impressioni degli altri ragazzi anche se adesso a botta calda per quello che ho visto in questa zona ti dico che se dovessi rifare la gara non starei quattro ore con la pesca del fouille e ver de vase ma darei del bigatto in colla per una gara più aggressiva e uscirei anche dopo due ore fuori con l’inglese.

8033 la nuova canna 8033 compagna di pesca dei ragazzi dell’oltrarno e dei ladri che ne hanno rubate ben 4 dal furgone di falsini

Per l’Inghilterra ha partecipato la squadra del 5 volte campione del mondo Alan Scotthorne “Drennan Barnsley Blacks”. La formazione era composta dai seguenti agonisti: Matt Godfrey, Alan Scotthorne, Lee Kerry, James Dent, Sam Wildsmith e riserva Dave Brooks jr, supportati dal capitano, Glenn Lawrence, e molti dei loro compagni di squadra sulla riva a fare da spondisti.

Simon Fields, che è stato presente con la squadra in Slovenia ha detto: “speravamo in un risultato migliore perchè durante le prove eravamo in pesca come altre nazioni che stavano facendo bene tra cui Ungheria, Italia, Francia e Belgio. Tra i nostri agonisti ha particolarmente brillato con la tecnica della roubaisienne Matt Godfrey, il quale aveva vinto molte delle sessioni di prove. Matt ha pescato molto bene ogni giorno, battendo sempre quelli intorno a lui”.
La domenica in gara due nella zona B si è scatenato l’inferno con la “rattopesca” e i concorrenti che si sono trovati nel tratto dell’erbaio hanno dato vita aad uno spettacolo di catture, pesci persi e pesci portati a guadino.
Una grossa frega di breme e carassi che circolavano in continuazione nei corridoi tra le erbe a distanza di tre pezzi di canna si sono fatte agganciare facilmente e in diversi hanno risolto la gara con quei pescioni.
Lee Kerry e Andrea Riccardi hanno dato spettacolo con il primo che termnina secondo grazie all’ultima breme catturata ad una manciata dal suono della sirena. Andrea Riccardi per la verità ne ha agganciate una decina ma salpate solo tre ma sono state abbastanza per fargli fare il terzo di settore.
Una lenza da 0,30 con filo robusto e tre fili di ver de vase all’amo hanno piegato le resistenze delle breme e quando se ne agganciava una le altre la inseguivano per amoreggiare.
Incredibile.

La squadra italiana chiude in ottava posizione che ovviamente non rende merito al valore tecnico sportivo rappresentato dai nostri agonisti.

Peccato per il risultato, certamente i toscani troveranno il modo di riscattarsi in altre occasioni.

In conclusione del mondiale abbiamo intervistato Jacopo falsini, bravo a vincere il suo settore con una super pescata frutto di un mix tra roubaisienne e canna inglese.

Jacopo al nostro microfono ha così commentato il loro mondiale:

Posso dire che pescosità nel mio settore è stata più alta rispetto a quella della gara del sabato. sono partito bene catturando pesce per stare nelle prime posizioni anche grazie ad un bel carassio, poi dopo un’ora un quarto visto che le catture calavano mi sono messo a fare l’alborella ma non teneva e così mi sono portato sulla linea dei 25 metri dove avevo fatto un buon fondo e li ho pescato per oltre due ore per prendere una trentina di pesciolotti.

D: abbiamo visto un campo gara irregolare, con picchetti super pescosi e altri dove non partiva mai, vedi il picchetto di Premoli, un tuo commento..

R: ma guarda penso che il fiume in questo periodo si presti molto a queste situazioni, forse ci siamo venuti troppo presto e credo che in altro periodo possa dare maggiore regolarità. Il campo gara è davvero bello nel suo insieme e come abbiamo visto in altri eventi il pesce è uscito e con più regolarità.

Ero fiducioso per questo mondiale grazie alle esperienze maturate in eventi passati ma così non è stato.

poi va detto che la pressione della settimana ha fatto il resto e non è normale che durante la settimana in certi picchetti si facessero 7-8 kg di pesce e il giorno della gara solo un chilo. Qualcosa è successo.

D: certo che il clima ha fatto la sua parte non trovi?

R: beh passare da un clima normale a temperature torride in solo due giorni lascia il segno sulle persone e sui pesci e anche le breme come abbiamo visto sono entrate in frega all’improvviso.

D: ho visto che per questo mondiale avete usato le nuove canne 8033, non ancora in commercio, un tuo commento su queste novità di casa Colmic..

R: ma guarda le abbiamo volutamente utilizzare in questo mondiale per testarle in varie situazioni di stress test e devo dire che le abbiamo sollecitate a pesche leggere per fare l’alborella e in altri più hard per pescate pesanti e si sono rivelate davvero all’altezza. Quelle che ci hanno rubato voglio vedere come faranno ad utilizzarle visto che fino ad ottobre non andranno sul mercato.

D: Jacopo su questo campo gara ci rivedremo il prossimo anno a settembre però..

R: spero di esserci perché il posto è molto bello e mi farebbe piacere perché ho dei conti in sospeso.

D. bene allora tutti a Radece con il mondiale seniores per nazioni nel 2015. Noi di match fishing ci saremo e voi?

Alla prossima.

Alessandro

 

breme in frega

tira la fune

guadino

cattura

nassa

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