BACCI, PER RESTARE IN FORMA!!

BACCI, PER RESTARE IN FORMA!!

La stagione agonistica alle porte ci impone un’ultima revisione delle attrezzature per un buon inizio di stagione. Il galleggiante é uno dei componenti fondamentali per le nostra gare e prove, quindi una buona dotazione di questi fondamentali accessori é indispensabile per mirare al successo.

galleggi e fouillis 1 (FILEminimizer)

Le forme di questi attrezzi importantissimi sono le più svariate; con Gino Bacci, conosciutissimo campione del nostro sport e talentuoso creatore di serie di segnalatori, abbiamo voluto fare un breve ripasso delle forme fondamentali scegliendo alcuni dei modelli di maggior successo della sua collezione personale.

bacci (FILEminimizer)

Quali serie hai scelto, Gino, per questo discorso generale sui galleggianti per competizione?

Le forme originarie dalle quali discendono la grande maggioranza delle serie di galleggianti sono sostanzialmente due: la goccia e la cosiddetta pera rovesciata. Ci sono poi quelle che io definisco “evoluzioni particolari” che hanno una collocazione specifica, ma sono certamente più di nicchia.

Volutamente ho tralasciato i modelli per la pesca in carpodromo estivo, la cosiddetta rattopesca, perché la stagione e l’occasione non sono quelle ideali. In questa sede ho preferito puntare sull’aspetto agonistico in acque libere e in competizioni ufficiali. Oggi ho selezionato due modelli per categoria, attingendo tra quelli che riscontrano maggiormente i favori del pubblico.”

Vediamole più in dettaglio, allora…

“Voglio partire con quello che certamente é la serie che mi ha fatto conoscere nel mondo dell’agonismo di alto livello e che, tutt’ora, dopo 25 anni di presenza a catalogo, continua a darmi grandi soddisfazioni di gradimento da parte del pubblico, ossia il LUNA.

Questo modello, in apparenza estremamente semplice, é uno degli evergreen del nostro sport, essendo talmente versatile da poter essere quasi un pezzo unico. Non voglio esagerare dicendo questo, ma ti garantisco che con il Luna io affronto il 60/70% delle competizioni. Il corpo, come la grandissima parte dei miei modelli, é in balsa selezionatissima e la forma a goccia rastremata verso l’alto lo rendono sia sensibile che stabile anche in acque moderatamente fluenti. La deriva, medio/lunga, é in carbonio e l’antenna é di lunghezza media e realizzata in plastica fluorescente ad alta visibilità. La fortuna del Luna sta anche nel aver trovato l’esatto equilibrio tra lunghezza del galleggiante e le dimensioni di ogni sua parte, qualità che gli conferisce una perfetta entrata in pesca ed un assetto ottimale. Con il Luna io pesco ad Ostellato come in Cavo Lama o in Fiuma o posti similari.

Accanto al Luna, tra le forme a goccia, ho scelto anche il BLUE, un modello certamente più recente, che ho ideato per la pesca delle breme in tutte quelle situazioni in cui é richiesto un pizzico di sensibilità in più perché ci troviamo di fronte pesci, nella fattispecie le abramidi, particolarmente “schizzinose” nell’approccio. In questo caso il baricentro del corpo é leggermente più alto, la deriva in carbonio sempre lunga per una maggior stabilità mentre la sensibilità alle tocche più timide é accentuata dalla lunga antenna in fibra di vetro con ben tre zone colorate alla base, bianche e nere, realizzate appositamente per evidenziare anche le starate minime, tipiche di certe giornate delle breme. La colorazione delle antenne, molto visibili in ogni condizione anche nei diametri più sottili, è un mio procedimento, di cui sono molto orgoglioso. In questo modello ho scelto anche una colorazione lucida per una cosmetica più moderna. Ottimo per Ostellato, fondamentale in Fissero o a Spinadesco, ad esempio. “

luna e blue (FILEminimizer)Il LUNA, a dx, e il BLUE…

Voglio ricordare che il Luna é realizzato nelle misure classiche da g. 0.20 a g. 3 mentre il Blue lo possiamo avere nelle taglie da g. 0.20 a g. 3.

Passiamo alla forma a baricentro alto, ossia la famosa “pera rovesciata”…

“Come per la goccia, anche questa forma vede una moltitudine di interpretazioni o variazioni sul tema, con corpi più lunghi o più rastremati, “spalle” più larghe o ridotte al minimo ecc. Dal punto di vista amatoriale é forse ancora più antica della goccia ma agonisticamente è stata riscoperta più di recente, anche se alcune versioni sono presenti da sempre per l’uso a bolognese. Negli ultimi anni lo si é imparato ad apprezzare anche con la roubaisienne, sia nel carpodromo invernale ma anche in altre situazioni.

Tra i modelli che produco, nel mio paniere non mancano mai alcune lenze realizzate con il modello LAGO, una peretta rovesciata classica, relativamente corta e con il baricento molto alto, grazie al quale tiene molto bene anche un acqua in moderato movimento o leggermente increspata. La deriva é medio/lunga, in carbonio, e l’antenna é cava ma di diametro ridotto, molto visibile ma ancora ben sensibile. E’ perfetto per il laghetto invernale, con carpe e carassi difficili ma si può usare benissimo anche in canale. E’ disponibile nelle grammature da 0.20 ad 1 grammo. Sulla stessa forma anche il DV, una serie recentissima che vede allungarsi molto il corpo in balsa scelta e restringersi il diametro trasversale, con una deriva in carbonio molto lunga ed una antenna in plastica ad alta visibilità. E’ un classico modello da ricerca in calata, con pesci che mangiano anche staccati dal fondo o radere. La dimensione allungata fa evidenziare bene tutti gli eventuali stop dell’esca nella sua discesa verso il fondo. E’ un classico modello per la pesca a mezz’acqua dei carassi in Cavo Lama, ad esempio, o in lago su pesci ancora difficili e su esche leggere come un bigattino o un vermetto piccolo, appena puntato, che cala lentamente. In questo caso misure da g. 0.10 a g. 1.50.”

lago e DV (FILEminimizer)A dx alcuni LAGO, a sx i DV

Hai parlato di evoluzioni particolari…

“Si, sono quelle serie che, partendo dalle classiche, arrivano ad esaltare una delle dimensioni, ad esempio la lunghezza, e si pensano per esigenze particolari o su richieste di qualche cliente. In questo campo penso di essere stato il primo o quasi a proporre dei modelli lunghissimi come quelli che abbiamo qui oggi: l’ICE e l’ARTIC e con il chicco di riso che ormai tutti conoscono.

Sono entrambe evoluzioni di un modello famoso che probabilmente usci troppo presto in Italia, oltre dieci anni or sono, quando le breme quasi non sapevamo quasi cosa fossero e la lavorazione di certi materiali come le antenne in fibra di vetro ancora poco perfezionate. Oggi, con le attuali conoscenze dei pesci e di taluni materiali, si possono proporre modelli estremamente evoluti ed efficaci.

La lunga parte superiore é fondamentale in tutte quell situazioni di profondità medio/alta, in cui si voglia monitorare al massimo ogni strato d’acqua mediante una piombatura anche molto aperta

L’ICE é un segnalatore in balsa selezionata, con forma a goccia molto allungata; la deriva é una lunga asta in fibra di carbonio, mentre dal colletto superiore del corpo esce un supporto in fibra di vetro sottile su cui si innesta un antenna cava di diametro medio, molto visibile, il tutto raccordato dal famoso “chicco di riso” in balsa che funge sia da stabilizzatore che da segnalatore di abboccata.L’anellino passafilo é la classica molletta d’acciaio.

E’ disponibile nelle taglie da g. 0.20 fino a g. 2.

In questo segmento di modelli, l’ultimo nato é l’ARTIC. Per me rappresenta un traguardo, perché ha sostituito il primo modello di questa gamma, il DIK di cui ti parlavo all’inizio, che fu certamente un’innovazione ai suoi tempi, ma aveva certamente il problema della visibilità perché la fibra di vetro dell’antenna aveva una visibilità ridotta.

Oggi, con i nuovi sistemi di colorazione che ho ideato, ho potuto evolvere il modello in un galleggiante molto sensibile, estremamente visibile ma senza penalizzare la sensibilità.

La deriva, sempre molto lunga, é in fibra di carbonio; il corpo in balsa è ancora allungato ma meno panciuto dell’Ice, mentre l’antenna superiore é tutta in fibra di vetro: la prima sezione, in uscita dal corpo, da 0.7 mm é colorata di nero, la seconda, l’antenna vera e propria, è colorata fluo ad alta visibilità con diametro da 1mm. ed é più lunga rispetto alla versione originale del Dik, per aumentarne la versatilità sia nelle situazioni di pesca a radere il fondo o con l’esca a pochi centimetri da esso, che quando sia richiesta una sensibilità estrema e la necessità di far lavorare molto l’esca con continui richiami e sollevamenti. L’anellino passafilo é classico, in acciaio, innestato profondamente nel collarino del corpo, che è stato ridisegnato e rinforzato appositamente. Entrambi questi modelli sono impagabili anche in tutte le situazioni di vento e superficie increspate, quando si deve mantenere la massima stabilità grazie ad un baricentro molto basso.

Lo realizzo nelle misure da g. 0.10 a g. 2″

ICE & ARTIC (FILEminimizer)A sx il nuovo ARTIC, a dx l’ICE

DSC_4784 (FILEminimizer)

bacci 2 (FILEminimizer)

galleggi e fouillis 2 (FILEminimizer)