SPINNING ALLE GROSSE TROTE DELLE ACQUE CORRENTI

SPINNING ALLE GROSSE TROTE DELLE ACQUE CORRENTI

Tutti coloro che con una corta canna da spinning vanno sul fiume in cerca di trote sognano il combattimento con il bestione.
Credo di non sbagliarmi con questa affermazione, se non per tutti vale per quasi tutti; vorrei sapere quanti sperano di pescare solo pesci piccoli o medi e di non attaccare la grossa trota di svariati chili di peso, quella stessa che magari tanti hanno visto e che nessuno è ancora riuscito a tirare fuori.

Naturalmente parlo di trote grosse di quelle vere con tutte le pinne in ordine e l’astuzia che deriva da tante esperienze vissute nel fiume preso d’assalto dai pescatori.
Ci sono grosse fario, talvolta iridee nate nei ruscelli e scese al fiume o seminate di taglia da porzione e riuscite a diventare di peso considerevole e le marmorate, regine indiscusse dei fiumi di fondovalle dell’arco alpino.
Per finire le grandi lacustri che risalgono in determinati momenti dalle profondità dei laghi per riprodurre o in cerca di cibo.
Ma …..bando alle ciance, oggi parliamo di come acchiappare le grosse marmorate, quelle di due, tre, o più chili che vivono nei fiumi alpini ed in zone ben definite dei grossi torrenti.

Naturalmente ciò che scriverò potrà risultare utile anche nella ricerca di iridee, lacustri e fario.
La grande marmorata cerca un ambiente in cui vivere dove esista una buona possibilità trofica, dove, cioè vi sia da mangiare.
Dobbiamo tenere sempre presente che le trote, superata una certa dimensione, tendono ad essere prevalentemente ittiofaghe, e cercano quindi, come cibo, soprattutto pesci.
Questo è relativo per l’iridea, più che frequente nella fario, una vera e propria regola per la lacustre, la marmorata ed i suoi ibridi.
Se vogliamo il pesce grosso dovremo quindi affidarci ad esce voluminose che possano servire per stimolare l’aggressività e l’appetito delle prede che stiamo cercando.
Grossi rotanti, ondulanti, generosi pesci in gomma e soprattutto minnows che con il loro nuoto e le relative vibrazioni potranno far scattare il superstimolo alla predazione.
Quindi le imitazioni di pesciolini dovranno essere di misura compresa fra i 7 ed i 12 cm; fanno eccezione solo i periodi di acqua molto fredda ( febbraio – marzo) in cui sarà bene utilizzare artificiali un po’ più piccoli per trotoni ancora lenti e svogliati.

Per gli ondulanti e soprattutto per i rotanti il discorso è un po’diverso: le loro dimensioni ed il loro peso saranno influenzati dalla corrente e dalla profondità del luogo di pesca.
Ricordiamoci sempre che una grossa marmorata in 9 casi su 10 la troveremo in buche profonde ricche di anfratti e nascondigli dove potrà rifugiarsi in caso di necessità; potremo trovarla anche in piane o ghiareti estesi e poco profondi, luoghi dove sarà anche più facile attaccarla perché si tratta di posizioni dove la grossa trota va a cacciare piccoli pesci, ma si tratterà quasi sempre di spazi non distanti dalla buca dove ha la tana.
L’attrezzatura essenziale non si ferma all’esca in fondo alla lenza, con pesci grossi più che mai è importante la canna, il mulinello ed il filo.
Terribile sarebbe perdere il pesce più importante della stagione qualora tali attrezzi non risultassero adeguati.
Partiamo dalla canna: una 2,70 in grado di lanciare 10/30 grammi o 15/40 per le acque più turbolente, potrà andare bene anche una 2,40 ma la trovo un po’ limitativa in grandi corsi d’acqua ed in special modo se si debbono fare lanci a notevole distanza.
Non va dimenticato poi che spesso nei grandi fiumi di fondovalle si è costretti a pescare in posizioni sopra elevate rispetto all’acqua e che in tal caso 30 cm di canna in più non guastano affatto.
Il mulinello dovrà essere almeno di misura 3000, se poi abbiamo un 3500 o un 4000 benissimo, l’unico inconveniente che aumenteremo un po’ il peso della nostra attrezzatura.
Per quanto riguarda il filo io mi oriento verso uno 0,24, ho amici che salgono addirittura oltre lo 0,30, ma ritengo che oggi sul mercato vi siano prodotti che già con un 22/24 diano garanzie in quanto a carico di rottura e a tenuta al nodo.
L’importante è non fare la fesseria di lasciare in bobina il filo vecchio che ha perso le caratteristiche che dovrebbe possedere,
Poi c’è sempre la possibilità di ricorrere ad un buon trecciato; personalmente non lo uso con il terminale in fluorcarbon o in nylon perché la grossa preda quando caccia ed è allupata non guarda certo il nostro finale.
Non dobbiamo dimenticare che il trecciato ha si un gran carico di rottura, ma, in caso di abrasione, può rovinarsi e cedere con facilità, per cui è sconsigliabile in luoghi ricchi di ostacoli o rocce.
Abbiamo parlato anche troppo, è meglio passare all’azione: andate su quel tal fiume, in quella famosa buca dove in tanti sanno che vi si nasconde una grossa marmorata, cercate di essere lì all’alba, le ore della mattina sono le migliori in assoluto, preparate il vostro grosso artificiale, lanciate e …..in bocca alla balena!
P.S. se invece di una grossa marmorata vi troverete in cima alla lenza una fario big o una panciuta “irideona” non prendetevela, sempre si tratta di big fish, infondo.

Luciano Innocenti