64° CAMPIONATO DEL MONDO PER NAZIONI: PER SAN MARINO GARDON IMPOSSIBILI

64° CAMPIONATO DEL MONDO PER NAZIONI: PER SAN MARINO GARDON IMPOSSIBILI

All’indomani del 64° Campionato del mondo disputato sul canale di Ronquieres in terra belga abbiamo sentito il commento di Renzo Francioni componente dello staff tecnico della squadra di San Marino.

A Renzo, che vanta tanta esperienza internazionale avendo vestito la maglia del suo team i Cannisti Dogana e della Nazionale del Titano in tante occasioni del passato ha  accettato di rispondere ad alcune domande per capire le ragioni di un mondiale sottotono non in linea con le aspettative della vigilia e sopratutto al di sotto del valore tecnico dei suoi atleti.

La squadra sammarinese, guidata dal neo CT Checco Casini, ha terminato il suo mondiale al 32° posto su 38 nazioni partecipanti. Queste le parole di Renzo Francioni…

Allora Renzo, un mondiale da dimenticare…
Si non credevo di chiudere nella parte finale della classifica e a mente fredda mi sento di fare alcune considerazioni. Siamo partiti sapendo che sarebbe stato difficile, come sempre in questi paesi, ma non avrei mai pensato che lo sarebbe stato così tanto.

Mancavi dalla scena internazionale da un pò di anni, come hai trovato l’ambiente?
Si, erano 5 anni che non partecipavo a un mondiale per nazioni e devo dire che il livello si è alzato ancora, le nazionali improvvisate non ci sono più, tutti hanno tutto e tutti sanno pescare bene.
Detto questo cerco di analizzare la nostra spedizione, avevamo notizie vaghe sulla pesca è fin dalle prime prove ci siamo trovati in difficoltà. Nelle prime giornate di prove le nazionali vicine qualche gardon lo prendevano mentre per noi buio assoluto.

Ma sono così difficili da pescare questi gardon?
Ma guarda ci abbiamo provato e già dal mercoledì abbiamo ricevuto delle prime indicazioni tecniche ma anche in quella giornata abbiamo fatto una prova in affanno senza poter verificare ciò che ci era stato indicato in una maniera efficace.
Il giovedì siamo capitati vicino la Repubblica Ceca e abbiamo visto che la pesca dei ghiozzi sotto riva poteva diventare un alternativa concreta visto che i pesci di taglia non lo prendevamo in nessuna maniera.

Ma il venerdì sembrava foste in pesca, e invece?
Si c’è stata la prova del venerdì che ci ha completamente illusi e rovinati. Eravamo ultimi del campo di gara sempre con i cechi vicini e abbiamo fatto una bella pescata di ghiozzi, addirittura superiore ai cechi che sono specialisti di quella pesca. Abbiamo così deciso tutti assieme di puntare su quella pesca, molto corta, con piombature esasperate con il bulk a 7 cm dall’amo e ami grossi per fare in fretta a slamare.
Eravamo determinati su questa strada, 4 ore a testa bassa a macinare pesciolini.
Il sabato in gara dopo 10 minuti dalla partenza i nostri sogni si sono interrotti, mangiavano poco e male.
Li prendevano più lunghi con 4/5/6 pezzi di roubaisienne e con montature assolutamente meno chiuse, e poi andavano molto più veloci di noi anche pescando molto più lunghi, era una questione di ritmo, di poche mangiate sbagliate e di precisione assoluta… anche sti pescetti voraci andavano pescati a modo.

Ma le altre squadre che pesca hanno fatto?
Le nazioni più forti hanno fatto tutte questa peschetta per un’ora facendo 70/80 pesci per poi uscire a fare il peso vero a 11 e 13mt. Per noi è stato buio profondo, siamo usciti sulle canne lunghe non per scelta ma per necessità e non abbiamo preso nulla.

Ma i pesci grossi c’erano per tutti?
Secondo me i pesci grossi c’erano dappertutto, ma li hanno presi solo il Belgio e la Francia a gardon e l’Inghilterra a breme.

Queste tre squadre godevano dei favori del pronostico ma sono davvero dei marziani in questa pesca?
La risposta ce la da la classifica che è impietosa, mai in nessun mondiale c’era stato un divario così grande tra le prime tre ed il resto del mondo.
Il primo giorno ero dietro a Ivan Biordi e avevamo Will Raison nel settore a tre posti, nel settore da 19 pescatori sono state prese solo 4 breme e le ha prese tutte e 4 lui per un totale di 9 kg . incredibile con la 13mt ferma sulla barra e l’esca che non veniva toccata dai ghiozzi… cosa gli avrà buttato? Lo sa solo lui.
Il secondo giorno abbiamo modificato l’impostazione, un’ora ai ghiozzi come tutti poi fuori a 11 e 13 con modifiche sostanziali nel materiale con cui pasturare, il risultato purtroppo non è cambiato.
Abbiamo solo il rammarico di una grossa breme slamata da Filippo ma per il resto dobbiamo proprio ammettere che la pesca ai gardon di taglia non è per noi, come quasi per nessuno, a parte Belgio e Francia, mi viene da aggiungere… è la pesca più tecnica, sofisticata è scientifica che ci sia, mai come questa volta lo si è visto.

E’ davvero una pesca così difficile?
Si perchè nulla deve essere lasciato al caso, tutto è programmato, catture a ripetizione lo confermano, mentre i pescatori a fianco non possono che guardare.
La domenica sempre dietro a Ivan, abbiamo avuto la “fortuna” di avere il francese a due posti, è stato uno spettacolo sublime per un amante di questo sport.

Spiegati meglio….
La lenza da nemmeno un grammo guidata con 4 Mt d’acqua, con un vento che portava via, come se stesse pescando sotto i piedi, la pasturazione con precisione millimetrica e con una tempistica studiata … fantastico!!
E San Marino torna a casa con una grande delusione ma è da queste sconfitte che si deve ripartire più forti di prima…
Purtroppo è così, avremmo preferito avere un ritorno più felice perchè è chiaro che il risultato è stato per noi più che deludente.

Ma cosa si poteva fare che non avete fatto?
.. a posteriori a fare bene il pesciolino per 4 ore si potevano recuperare forse anche 10 posizioni, ma sicuramente è stato un mondiale troppo difficile per le nostre conoscenze e capacità, speriamo solo che questa esperienza oggi ancora così dura da digerire possa servire in futuro se si tornerà a gareggiare in queste acque con questi tipi di pesce.

Un mondiale è sempre un impegno notevole che coinvolge atleti, staff e accompagnatori, ci vuoi presentare tutti i nomi della vostra delegazione?
Hanno pescato in entrambe le giornate: Massimo Selva, Ivan Biordi, Massimo Biordi, Filippo Scarponi, Marco Scarponi. Riserva Sergio Scarponi (avrebbe dovuto pescare il secondo giorno, ma con grande sportività ha lasciato il posto a gente molto più giovane di lui per permettere di fare esperienza. Grande!!!) Capitano Francesco Casini, Delegato Federale Romano Valeriani, Accompagnatori : Romano Pasquinelli, Marco Venturi, Renzo Francioni.

In questo mondiale siete stati guidati da Francesco Casini, sicuramente anche lui sarà rimasto molto deluso alla sua prima esperienza da CT ..
Sicuramente è così. Anche per lui si trattava di una pesca presso che sconosciuta e nonostante le sue grandi qualità e capacità non siamo riusciti a sciogliere il bandolo della matassa.. Spero ci siano altre occasioni di mondiali con pesche più conosciute e sono certo che Checco saprà trasmettere tutte le sue conoscenze. Per quanto mi riguarda conoscevo Checco, si può dire, solo di vista e ho scoperto una gran persona, sempre disponibile e sempre pronto a collaborare con un umiltà e una modestia sconosciuta a tanti che ne sanno molto meno di lui. Noi ce l’abbiamo messa tutta, e questo è un dato importante..per il resto sempre Forza San Marino.

Noi di M.F. ci uniamo al tuo spirito, e sempre Forza San Marino!

Si analizza la situazione durante le prove

In Belgio si è sofferto anche il cattivo tempo passando da giornate di sole a giornate di freddo e pioggia

Ecco i gardon che sono mancati nelle due gare del mondiale

Filippo Scarponi anche per lui una bella pescata durante le prove

Marco Scarponi con un bella pescata di ghiozzi

Massimo Selva, una colonna della nazionale di San Marino

Sergio Scarponi sempre in pista…

la pastura per richiamare i gardon con l’aggiunta degli escrementi di piccione ovvero la fiente de peugion

i vermi dovevano richiamare le grosse breme che però hanno latitato

Anche all’estero la piadina romagnola da sempre grandi soddisfazioni.