PESCA ALLA TROTA: LE PIOMBATURE

PESCA ALLA TROTA: LE PIOMBATURE

Articolo di Gianluca Lattanzi

Link editore: http://www.mageneseditoriale.it/scheda-libro/gianluca-lattanzi/trota-torrente-manuale-tecnico-della-pesca-al-tocco-9788866491569-528217.html

 

Come sappiamo la pesca alla trota al tocco consiste nello stanare il pesce nel suo habitat andandola a ricercare nelle zone di tana, di caccia o stazionamento.

Con questa tecnica è quindi importante sapere affrontare il fiume, ad esempio come sondare il fondale o far lasciar trasportare le esche dalla corrente, o ancora come stazionare in una zona di ricircolo. Il risultato positivo o negativo è legato alla scelta e all’utilizzo della piombatura in acqua.

Scelta

Tra gli aspetti più importanti perla pesca al tocco alla trota vi è sicuramente la scelta e l’utilizzo della giusta piombatura che, se ad occhi esperti può sembrare semplice e banale, la stessa può divenire difficoltosa o errata per un neofita di tale tecnica. La differenza di forma e di materiali dei piombi è fondamentale così come l’uso degli stessi per creare le montature adatte all’azione di pesca. A parità di peso, se realizziamo una montatura concentrata o distribuita lungo la lenza noteremo un comportamento differente una volta immersa in acqua. Ciascuna piombatura avrà quindi una propria e differente reazione alla corrente, al moto delle acque del torrente, alle nostre manovre per la ricerca del pesce e ai movimenti del terminale e di presentazione dell’esca differenti.

Forme

Esistono numerose forme e tipologie di piombi che si possono impiegare nella pesca al tocco grazie ai quali viene realizzata un’innumerevole quantità di montature.

Che siano a forma di goccia, sfera, cilindrici, pallini di varie misure, spaccatine di montagna, spiraline o pallettoni, la scelta di quali utilizzare sarà sempre legata alle valutazioni personali direttamente dipendenti dall’azione che vogliamo svolgere nel torrente.

Un unico piombo di forma sferica, il classico pallettone, verrà utilizzato maggiormente nelle pozze profonde o in zone di cascata per garantire un rapido affondamento dell’esca ed una maggior resistenza alla forza della corrente.

Una serie di pallini che realizzano in serie lungo la lenza una corona verranno usati maggiormente nelle azioni di ricerca e movimento. I pallini per le montature esistono di vari modelli, dimensioni e pesi, e generalmente sono fatti di
“piombo duro” per resistere maggiormente alle deformazioni o agli spostamenti che si possono effettuare a causa delle strisciate sul fondale o sui sassi.

In collaborazione con il mensile Pesca In

Gianluca Lattanzi– gianluca.lavoro@yahoo.it

La catenella di Styls

Corona o coroncina, catena o catenella, di styls o di stik, comunque la si chiami o la si senta chiamare si tratta sempre e comunque della stessa lenza indicata per la pesca delle trote sia se presenti in quantità, quando non particolarmente voraci, sia che per l’azione di ricerca a galla o sul fondo. Le styls o stik sono semplici cilindretti di piombo spaccati lungo tutto il loro lato lungo, come fossero dei pallini di piombo e, come ad esempio per le sonar, sono disponibili in varie dimensioni e quindi peso.

La catenella non è in vendita nei negozi di pesca ma è una montatura facile da costruire ed estremamente personalizzabile e versatile che può essere utilizzata in tutte le situazioni di pesca adottando opportuni accorgimenti non solo durante la fase di recupero, ma soprattutto per quanto riguarda la realizzazione della lenza. Possiamo infatti realizzare catenelle adatte alla pesca in superficie utilizzando styls di dimensioni piccole e quindi peso leggero e mantenendole parecchio distanziate tra loro per una pesca più in superficie con un recupero piuttosto lento oppure, se ci troviamo in presenza di trote più aggressive, possiamo ridurre al minimo la distanza tra una styls e l’altra per poter recuperare più velocemente la lenza. Se dobbiamo invece insidiare pesci a mezz’acqua o in profondità ci basterà utilizzare styls più grandi per poter raggiungere in minor tempo il fondale e per evitare che l’esca effettui brusche risalite verso la superficie durante il recupero; ed anche in questo caso potremo scegliere se mantenere molto ravvicinate o piuttosto distanziate le nostre styls a seconda della velocità di recupero richiesta e dalla sospettosità delle trote durante l’abboccata. Data la moltitudine di dimensioni di styls disponibili sul mercato, ogni pescatore sceglie, a proprio piacimento, quali utilizzare e come disporle sulla lenza madre, ma nonostante tutte le varie tipologie di catenelle che vi potrà capitare di vedere, bisogna sapere che, il peso totale della lenza dovrà sempre e comunque essere compreso tra 1,5 e 4 grammi; in sostanza possiamo riassumere tutte queste lenze in 2 categorie: la catenella raggruppata e la catenella aperta. La catenella raggruppata (particolarmente indicata per la pesca sul fondo) è colma di styls medio/grandi ed è lunga circa 15 cm ed il suo peso è solitamente compreso tra i 3 ed i 4 grammi. La catenella aperta invece (particolarmente indicata per la pesca a galla) è costituita da styls medio/piccole e parecchio distanziate tra loro raggiungendo una lunghezza totale di circa 30 – 50 cm e normalmente il suo peso è compreso tra 1,5 e 3 grammi. In entrambe i casi la catena viene realizzata sul filo della lenza madre, poi viene legata la solita immancabile girella tripla, ed infine lo spezzone terminale, il quale avrà una lunghezza compresa tra i 60 ed i 120 cm, più corto per trote più veloci e meno indolenti, più lungo invece per trote lente ed apatiche; vi illustriamo di seguito due esempi di catenelle consigliate dai Macinator:

Lenza catenella

La canna adatta per questa tipologia di lenza deve avere un’azione morbida e leggera (1-4 gr), particolarmente flessibile per meglio trasferire all’esca le vibrazioni trasmesse dalla tremarella che è la tecnica da adottare per il recupero della lenza.

I vantaggi che una montatura a catenella offre sono:

– Un affondamento più lento dell’esca rispetto ad un piombino superslim di pari peso, offrendo quindi una maggior capacità di “strisciare”, soprattutto in superficie, a basse velocità di recupero.

– Un miglior contatto canna/esca che sensibilizza la trasmissione delle vibrazioni all’esca.

– Una minor sensibilità durante la fase di abboccata che agevola le trote ad ingoiare l’esca ed il pescatore durante il momento della ferrata.

Concludiamo la presentazione di questa lenza con un ultimo suggerimento: se volete prepararvi delle lenze a catenella per non dovervi mettere a rifarle sul luogo di pesca perdendo tempo, che potrebbe essere prezioso, potete preparare le vostre lenze su uno spezzone di filo di diametro 0,20 – 0,22 e terminare lo spezzone da una parte con la solita girella tripla, mentre dall’altra una semplice girella che userete per fissare lo spezzone al filo della lenza madre; così: