CAMPIONATO ITALIANO FEMMINILE: PAROLA ALLE PROTAGONISTE

CAMPIONATO ITALIANO FEMMINILE: PAROLA ALLE PROTAGONISTE

Si è da poco concluso questo campionato italiano femminile 2018 di pesca al colpo ed abbiamo pensato di avvicinare le protagoniste per fare loro alcune domande ad avvicinare un po’ il nostro mondo ma questa volta visto dalla parte delle signore…

FEDERICA BRILLI

Federica… prima di cominciare a conoscerti partiamo dalla parte emozionale… dopo questo titolo cosa ti è passato per la testa e per il cuore?
ciao! È difficile esternare a parole le emozioni che ti attraversano in quel preciso momento, per la testa mi sono passati tanti giorni di sacrifici, nel cuore tutte le persone che hanno fatto si che io potessi raggiungere questo traguardo.

Ora raccontaci un po’ di te… anni, cosa fai nella vita…
sono Federica brilli ho 25 anni nella vita lavoro nell’ambito dell’assemblaggio orafo che mi permette di organizzare le mie battute di pesca come meglio credo.

quando hai iniziato a pescare e chi ti ha indirizzato verso questo sport?
ho iniziato a pescare all’età di 13 anni, anche se fin da bambina andavo a seguire le gare di mio padre e mi entusiasmavano tanto, è stato infatti proprio lui l’artefice di tutto, il mio principale maestro e la persona che ha sempre creduto in me e nelle mie potenzialità.

parlaci un po’ della tua pescata del fissero
ho affrontato questa finale pescando a placchette con un galleggiante da 3 gr con asta in fibra lenza madre del 10 fatta su 3 pallini e bulk a 40 cm, terminale da 25 cm misura 0,8 con amo del 19/20 tirando fuil incollato e pastura scarica.

una annata lunga che alla fine ti ha visto trionfare… ma ci sono stati momenti difficili? ma soprattutto quale è stato il momento più bello?
è stata un’annata molto bella questa per me, in ogni gara son riuscita a mantenere piazzamenti sempre buoni, sicuramente momenti difficili ci sono stati, ma per fortuna con appoggi giusti della mia famiglia e della mia grande socia Veronica sono riuscita a superarli. Il momento più bello sicuramente è stato durante la pesatura del penultimo giorno di gara quando la bilancia ha detto che era finita e che ero riuscita a ottenere il titolo, incrociare gli occhi di mio padre e mia madre abbracciarsi e gioire insieme è stato bellissimo…se ci penso ho ancora la pelle d’oca…

da campionessa italiana probabilmente dovrai anche rappresentare i nostri colori in campo internazionale. Con l’onere e l’onore di farlo da campionessa, quali sono le tue emozioni in questo caso?
son felice di indossare quella maglia, come sempre ci metterò il massimo impegno e grande determinazione, da campionessa italiana provo comunque sia le stesse emozioni che posso aver provato gli anni scorsi, li non conta essere arrivate prime o ultime, li conta fare squadra e essere orgogliose di indossare quella maglia cercando di migliorarsi sempre di più per raggiungere l’obbiettivo di una medaglia da condividere con le mie grandi compagne di squadra e capitani.

vuoi salutare o ringraziare qualcuno in particolare?
voglio per prima ringraziare una persona che si è spenta questo anno e che da lassù mi ha trasmesso la sua energia, ringrazio tutte le atlete del campionato che sono sempre state carinissime nei miei confronti, sono contenta che si sia creato un ambiente positivo e costruttivo. Ringrazio tutta la mia grande famiglia (mamma, babbo, fratelli, nonni, zii) che mi hanno motivato, caricato ed aiutato, i miei capitani che arricchiscono il mio bagaglio di esperienza, la mia grande socia e amica Veronica che mi ha sempre spalleggiata, aiutata e difesa in ogni circostanza aiutandomi a crescere tanto come agonista e come persona. Grazie infinite alla mia società GARISTI ARETINI 88 e al grande sponsor COLMIC. Con il cuore Federica.

 

ANNA SGOBBO

Ciao Anna, intanto complimenti per il risultato ottenuto, è già da qualche anno che fai gare e che ti vediamo sempre in classifica o sbaglio?
Ciao Luca! Ormai questo è il nono anno che faccio il campionato femminile, negli ultimi anni sono sempre arrivata a podio e sono molto soddisfatta.

raccontaci qualcosa di te, di dove sei, quanti anni hai e cosa fai nella vita
Ho 23 anni, abito a Rovigo e per ora lavoro come banconiera in un piccolo supermercato del mio paese. Sto cercando un nuovo lavoro per andare a convivere con il mio fidanzato in un’altra città.

a che età hai cominciato a pescare ed a che età hai cominciato a fare gare?
Non ho ricordo di quando ho cominciato a pescare, nella mia mente lo faccio da sempre, probabilmente avevo 4 anni circa quando ho preso per la prima volta una canna fissa in mano. Ho cominciato a fare le gare con i bambini a 9 anni, tra trofei e campionati provinciali. A 14 anni il primo campionato italiano femminile.

qual’è la tua tecnica di pesca preferita?
Io ho iniziato a pescare con la canna fissa, mi piace molto fare l’alborella.

come hai impostato le gare del fissero?
Vista la classifica dopo 4 gare, ho impostato la gara in fissero a placchette, senza cercare pesci grossi. Mi bastava un buon piazzamento per restare sul podio. Ho fatto un buon fondo a mano di pastura e poi davo terra e fuille soprattutto, quando le mangiate rallentavano davo anche qualche pallina di pastura.

come hai trovato questo canale? ti è piaciuto?
Il canale è stato molto buono con me il sabato facendomi fare l’assoluto di giornata. La domenica era un po’ più difficile per tutti, il tempo non era bellissimo e l’acqua andava su e giù continuamente. È sempre un bel fissero, abbastanza pescoso ma anche molto tecnico.

come vedi il tuo futuro nel mondo della pesca? cosa ti piacerebbe fare e dove ti piacerebbe arrivare?
La pesca per me è una passione che mi appartiene fin da quando sono molto piccola, farà sempre parte della mia vita. Mi piacerebbe raggiungere altri risultati importanti sia individuali che con la maglia azzurra. In primis però voglio continuare a pescare divertendomi, perché è quello che sto facendo adesso.

nella tua società vedo che siete molto attenti ai giovani pescatori, credi che possa essere un volano per la pesca in futuro?
Nella pescatori padovani ci sono molti giovani che pescano anche ad alti livelli. Ritengo sia giusta questa cura per il settore giovanile, tenendo conto che sono (siamo, sono una giovanotta anche io 😝) le leve per un futuro prossimo. Portare dei ragazzi a fare esperienze importanti come può essere un CIS è fondamentale per farli crescere nella pesca, ma anche nel carattere.

vuoi ringraziare e salutare qualcuno?
Certo, vorrei ringraziare la mia società Pescatori Padovani, Paolo e Alberto, l’azienda Tubertini, Ferruccio per i consigli, ma soprattutto i miei genitori e il mio fidanzato che mi supportano e mi sopportano in tutto!

 

ELEONORA LAMORTE

Ciao, Eleonora, complimenti per il risultato ottenuto, ma prima di cominciare a parlare di gare che ne dici di farti conoscere un po’ meglio dagli amici di match fishing?
Ciao Luca certo mi presento. Ho 25 anni e sono una toscanaccia, vivo in provincia di Livorno precisamente a Collesalvetti, per farvi capire meglio a pochi km di distanza dal campo gara dello Scolmatore dell’Arno. Per quanto riguarda il mio lavoro sono un operaia agricola e mi occupo più nello specifico della lavorazione delle barbatelle e quindi di tutti i procedimenti dalla nascita fino al momento in cui sono pronte per la vendita. Oltre a questo sono mamma di un bellissimo bambino di 3 anni e mezzo e nel tempo libero mi dedico alla mia passione, la pesca.

Quando è nata questa tua passione per la pesca?
La passione per la pesca è nata fin da piccola quando mio padre mi portava a pescare in mare. Poi l’ho ritrovata nei laghi grazie ad amici che mi hanno fatto notare che se ci provavo ero anche più brava di loro. Nel 2014 allora decisi di entrare a far parte della mia prima società che ai tempi era il Pesca Club Livorno continuando a fare gare nei laghi e vincendo. Quell’anno provai per la prima volta a fare il campionato italiano femminile, nonostante non fossi mai stata in fiume, che però poi non portai a termine dato l’inaspettato e allo stesso tempo fantastico arrivo del mio bambino di li a breve.

e’ da molto tempo che fai gare?
L’esperienza delle gare in fiume per me è iniziata la scorsa stagione, quindi nel 2017, grazie ad un amico che mi ha fatto entrare nella mia attuale società, la Lomcer ffc Montecatinese Colmic. Sono partita con un provinciale al quale arrivai 11esima ed ho proseguito con un regionale quest anno andato non molto bene e con i campionati italiani femminili direi andati molto meglio.

adesso direi che possiamo cominciare a parlare di pesca… quale è la tua tecnica preferita?
La mia tecnica preferita è innegabilmente la pesca con la roubasienne ma forse perché le altre tecniche devo ancora approfondirle meglio. In realtà a chi piace la pesca, piace tutto quello che la riguarda, basta pescare.

Come hai pescato in questo week end in Fissero?
Questo weekend in fissero non è stato facile soprattutto perché in gara ho fatto degli errori che in prova non avevo mai fatto ma tutto sta nel saper gestire le emozioni e la testa. Il primo giorno ho pescato a placchette per lo più con un galleggiante da 2 grammi appoggiandomi poco al fondo. Pesci di taglia importante non ne sono usciti molti ma confidavo nella quantità cercando anche gli altri stando ferma sulla roba ovvero dove pasturavo. Il secondo giorno sono riuscita a sorteggiare un picchetto esterno quindi confidavo sulla qualità dei pesci e non più sulla quantità. Comunque sia la pesca per le prime ore è stata lenta e l’andamento dell’acqua e il passaggio delle barche non aiutava. Ho fatto la stessa pesca del sabato per le prime ore concedendomi anche qualche passata per cercare di raccattare anche carassi. Quando mi sono accorta che iniziavano a muovere i pesci importanti ho azzardato di più nella pasturazione e, aggiungendo vermi da taglio, è entrata la breme dal kg e mezzo che tanto aspettavo. Pescata però una volta che l acqua si era fermata e con la lenza appoggiata di più al fondo murando pesca sulla roba. Emozione unica averla guadinata.

quale è stata secondo te la chiave di volta per capire il canale?
La chiave di volta per capire la pesca è sempre quella di andare a provare ed avere la consapevolezza di cambiare e non fossilizzarsi su una certa pesca. Sicuramente per una che non ha mai visto fouilles, ho capito che alle breme piace, tanto e molto. Bisogna anche azzardare, ed a volte sono proprio le quantità che ti fanno arrivare a podio. La pasturazione è fondamentale.

ci racconti il momento più brutto ma soprattutto il più bello di questa tua annata agonistica?
Per questa annata direi che non c’è stato un momento brutto in particolare, piuttosto ci sono state paure, ansie, sorteggi non proprio fortunati e pesci persi con cui potevo concedermi anche qualche primo di settore. Il momento più bello è sicuramente avvenuto ieri al momento della pesa perche lí ho iniziato a realizzare che forse sarei riuscita ad arrivare a podio.

quali sono le tue emozioni con una medaglia così importante al collo?
Nonostante abbia targa e medaglia ci credi che sono ancora incredula? È un misto di emozioni un po’ come quando sei innamorato.

vuoi salutare/ ringraziare qualcuno?
Troppe persone da ringraziare. In primis sicuramente Thomas Busatto che ha reso realizzabile il sogno, a lui devo tutto (tra l’altro non so quando verrà pubblicata pubblicata l’intervista ma vorrei fargli gli auguri per il suo compleanno). Stefano Ambrogini che mi ha fatto da spalla in Elsa. La mia società Lomcer ffc montecatinese, il presidente, i vice e tutti i ragazzi compreso Nicola Bonuccelli che mi ha lasciato nelle loro mani. Rosa Micheli e Michele Davena che mi hanno convinto al tempo di passare dal lago al fiume. I miei genitori e il padre di mio figlio per essersi occupati del mio piccolo Gabriel. E chi ha sempre creduto in me fino ad oggi e chi continuerà a farlo. Troppi nomi, troppe persone ci sarebbero ancora, a tutti grazie.