ATTENTI A QUEI DUE 2019: L’ENNESIMA SFIDA IN CASA MATCH FISHING

ATTENTI A QUEI DUE 2019: L’ENNESIMA SFIDA IN CASA MATCH FISHING

Il lumbard-romagnolo Luca Caslini e il romagnolo purosangue Alessandro Scarponi, titolari del portale Match Fishing Italia, da diversi anni cercano attraverso le loro epiche sfide di pesca di conquistare il ruolo di leader per dominare anche nelle loro relazioni che spesso sono fatte di ironici sfottò e goliardia.

Luca e Alessandro alcuni anni fa hanno dato vita ad una saga di episodi dal titolo “attenti a quei due” ovvero pescate contraddistinte da colpi bassi e furbate reciproche che hanno reso pure simpatiche le loro versioni.

La rinomata furbizia di Luca fa da controaltare alla seriosa impostazione di Alessandro e ognuno a modo suo cerca di sopraffare l’altro per evitare al termine di indossare le famigerate “orecchie d’asino” che vanno a finire sul capo di chi soccombe.

Anche quest’anno l’ennesima sfida tra i due si è consumata il primo giorno di gennaio e nonostante le poche ore di sonno l’appuntamento era fissato a metà mattina in una località dell’alta Valmarecchia da dove insieme dovevano raggiungere un laghetto selvatico di montagna dove le carpe la fanno da padrone.

I primi colpi bassi partono già prima dell’inizio della pescata…..

LA VERSIONE DI ALESSANDRO

Ciao Luca sono in ritardo di dieci minuti mi aspetti al bar sulla strada dopo Maiolo?

Si certo, vai tranquillo tanto sono un pò in ritardo anch’io…

Bip Bip Bip….messaggio wapp sul mio cellulare….

Luca Caslini ha inviato la posizione del lago; lo chiamo per capire come mai avesse deciso di cambiare il programma…ma il telefono non trova risposta ..

Arrivo al lago quasi in orario dopo aver percorso un viale di montagna più adatto ad una gip fuoristrada che alla mia vecchia e cara Fiat Multipla e tra me e me penso ….”ecco l’ennesima fregatura, questo mi porta ancora in qualche abbeveratoio di montagna come l’anno scorso dove fui costretto a pescare dove vanno a bere mucche e cinghiali”.

Arrivo sull’argine del lago e al termine della salita vedo questo bel lago e tiro un bel sospiro di sollievo, niente abbeveratoio quest’anno.

Però vedo il Luca che stranamente era già posizionato con la postazione completamente allestita dal paniere sistemato, rullo già in posa, roubaisienne tutta montata come le tre punte aperte e montate delle lenze sulla rastrelliera.

Alla faccia degli accordi e del tempismo, lui per avere allestito tutto in quel modo probabilmente era arrivato al lago di prima mattina almeno un’ora prima e siccome il furbastro aveva più volte provato telefonicamente d accertarsi sulla mia posizione e orario di arrivo non escludo, anzi lo penso sfacciatamente, che abbia fatto anche un bel fondo per attirare il pesce sul suo picchetto.

Insomma in una gara che si rispetti la scelta del picchetto spetta al sorteggio ma con lui no perchè la sua regola è che il primo che arriva sceglie il posto.

Siccome sono un signore, non cerco subito la polemica, in fondo siamo amici, dobbiamo scambiarci gli auguri del buon anno e non va bene iniziare subito con i sospetti e le discussioni. Però qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende!

“Caro Luca io sorvolo, ma sappi che non sono tonto e tanto lo so che prima che arrivassi io hai fatto un bel fondo”.

Nel lago, mi dice Luca, si può pescare solo con pasterello, mais, pellet e in via eccezionale i bigattini.

Luca mi chiede di non pescare a pellet perchè lui ne era sprovvisto e così decidiamo di pescare solo a bigattini e mais.

I bigattini che avevo messo in una magic box aperti per farli rinvenire meglio all’aria calda dell’auto…oddio… maledetta strada di montagna, in uno salto causato da un fosso, la magic box si rovescia e un chilo di bigattini si spargevano per tutto l’abitacolo dell’auto.

Iniziare l’anno con mille imprecazioni non è il miglior biglietto da visita per ambire ad un posto di vantaggio nell’aldilà così mi metto a fare del mio meglio per raccogliere il possibile, ……..grrrrrrr

A Luca ovviamente non gli pareva vero immortalare la mia prima sfiga del 2019 e già iniziava il suo martellante sfottò.

Tra me e me dico…”cominciamo bene” ma non abbocco alla sua azione di destabilizzazione psicologica, il suo sport preferito nei miei confronti.

Così dopo mezz’ora termino di montare la mia postazione di pesca, apro una canna da feeder, inserisco un black cap da 15 grammi, e monto un terminale lungo un metro dello 0,12 con amo del 18 dove innesco due bigattini bianchi.

La gara ha inizio finalmente, il sole splendido fa da cornice a questo posto stupendo, e la cosa più importante che penso in quel momento è …sono a pescare e chi pesca il primo dell’anno pesca per tutto l’anno e soprattutto il mio umore migliora al pensiero di non avere mai più il Luca come avversario nel corso di questo 2019.

In questo lago sono presenti tante carpe, tinche, cavedani, amur, pesci gatto e pure qualche barbo.

Luca pesca 13 metri e noto che sulla punta ha montato una tazzina per pasturare giustificandosi che anche gli inglesi nel mondiale in Ungheria l’avevano utilizzata così ora anche in Italia si può utilizzare.

Mah…. io sapevo il contrario ma lui ha insistito dicendo che lo stesso Fusconi lo ha confermato.

Secondo voi potevo io telefonare al buon Antonio il primo dell’anno di mattina per avere ragguagli in merito? no di certo! quindi anche qui sento odore di broglio da parte del Luca.

Inizia la pescata, lui pesca a 13 e io vado sui venti metri dove trovo una profondità importante di 5 metri e fondale pulito.

Carico bigattini nell’alimentatore e lancio con una certa frequenza per fare un pò di fondo e dopo cinque minuti la canna mi parte e riesco a prendere il primo pesce, una bella carpa sui quattro chili.

Il mio ghigno rivolto a Luca è perfido…

Al pronti via 4000 a 0 non è male, così Luca inizia pasturare a fionda e dopo dieci minuti cattura un pesce, è una carpetta da mezzo chilo che favorisce la prosecuzione del mio ghigno.

Per due ore la pescata continua con lo stesso clichè con carpe grosse per me anche se in numero minore di quelle di Luca che però sono nettamente di taglia inferiore.

Succede che una grossa carpa mi strappa il terminale dello 0,12 così decido di montare uno 0,14 ma le mangiate calano drasticamente.

Luca da vero professore tuttologo della pesca mi chiude di provare a pescare con il feeder e io ne approfitto per prendere un pesce a rouba, insomma ci scambiamo le parti e la postazione.

Quando mi siedo sul suo paniere noto sul piatto esche una magicbox piena di pellet che utilizzava da pasturare…

Bastardo!!!, mi avevi detto che il pellet non lo usavamo e tu è tutta mattina che ne butti…

In ogni modo dopo avergli fatto correggere la taratura del galleggiante riesco a prendere una carpotta e un gatto che ovviamente metto nella sua nassa, lui finalmente prende una bella carpa come del resto tutte le altre che anch’io avevo già catturato e senza accorgermi delle manovre la grossa carpa invece di metterla nella mia di nassa viene a metterla nella sua nassa.
Scorretto!!!

Si ritorna ognuno nel suo posto, e lui cattura altre tre carpotte tra le quali una tre chili, mentre io catturo l’ultima regina , un esemplare stupendo, forse la più grossa della giornata simile alla prima una cinque o sei chili.

Il sole inizia a scendere, Luca ha un forte mal di testa, cosa normale ogni volta che viene a pescare con il sottoscritto e si decide così di chiudere baracca e burattini.

Luca è curioso di visionare la sua pescata, salpa la nassa senza troppa fatica , ne conta una ventina , “lo giuro” ma sono di una media attorno al chilo.


Tocca a me , provo a salpare la mia nassa, non viene, penso si sia impigliata da qualche parte, tiro come farebbe un mulo in salita e la nassa inizia a venire…non è mai stata impigliata, è solo pesante, anzi pesantissima di pesce!!

Conto dieci carpe che sarebbero 11 con quella che Luca ha preso con la mia canna e messa nella sua nassa.
Le mie carpe fanno una media di tre chili e quindi 10 pesci per tre fa trenta chili.

Luca ne ha una ventina da un chilo quindi venti chili.

La partita è chiusa e dunque questa volta le orecchie toccano al Luca ma siccome lui cerca sempre di farla franca si inventa che la gara era a numero a e non a peso e ha pure provato a convincermi ma ormai si era fatto sera anche per Luca e così gli è pure toccato pagare lo spuntino che insieme abbiamo consumato in una bottega locale.

Auguri Luca , il prossimo anno , voglio tornare ancora in questo splendido lago e siccome avrò un anno in più per te sarà più facile essere competitivo.
Buon Anno Ciccio!!

LA VERSIONE DI LUCA

A Natale siamo tutti più buoni, io purtroppo lo devo essere anche a capodanno poiché come sempre mi tocca fare da badante ad un anziano signore che nonostante sia ormai sul viale del tramonto continua a volersi cimentare in sfide che, purtroppo per lui, hanno sempre un esito decisamente infausto.

Inizialmente Ale mi aveva proposto di fare la sfida in un lago dove si prendono pesci a feeder ad 80 metri da riva (voleva vincere facile), avevo quasi accettato ma un problema alla mia automobile mi ha costretto a rimanere vicino casa. Grazie ad un caro amico ho avuto la possibilità di testare un piccolo lago che si è rivelato una autentica sorpresa.

Detto questo Alessandro si è rivelato come sempre un autentico disastro. Appuntamento alle 8 a casa mia, alle 9:30 ricevo un suo messaggio vocale dove mi comunica di essere appena partito. Arriviamo al lago con due ore di ritardo, apre il baulo e scopro che le nostre esche stanno girovagando allegramente nel baule della sua multipla. Poveretto, abituato com’è alle sue piatte terre immagino che non abbia mai visto una curva in vita sua, è da capire… e poi se mi danno l’accompagnamento per girare insieme a lui un motivo ci sarà no?

Decidiamo le postazioni, io a destra e Alessandro a sinistra, poi il volpone all’improvviso cambia idea e decide di spostarsi a destra. Inizialmente non capisco il perché, pochi istanti lo sento smoccolare e capisco tutto: il furbacchione ha visto una pianta sulla sponda opposta ed ha pensato di sfruttare il picchetto, peccato che le radici della pianta gli abbiano fatto perdere un pasturatore al primo lancio.

Rido sotto i baffi e continuo a preparare la mia attrezzatura ma non faccio in tempo nemmeno a sondare che lo vedo già con un pesce in canna:

“Ale, hai già cominciato a pescare?”

“No, stavo sondando e mi sono trovato una tinca attaccata”

“Alessandro, ma a feeder non si usa la sonda”

“Lascia fare a me, che tu queste cose non le capisci…”

Si si, ho capito che il furbacchione è già un’ora che pesca ed io devo affrettarmi. In ogni caso nel guadino finisce una bella carpa a specchi che il buontempone aveva scambiato per una tinca… bah.

Finalmente sono pronto ed anche io posso cominciare a pescare. La sorte mi sorride ed alla prima calata aggancio subito il pesce del pareggio. Nonostante le gufate del mio avversario una bellissima carpa entra nel guadino nuotando ” a dorso”. Scarponi si appella ai regolamento internazionali, chiede l’intervento del Var e sostiene che il pesce che nuota in retromarcia non è valido. Io rispondo “facile prendere quelli che mangiano con la bocca, la vera abilità sta nel prendere quelli che mangiano col sedere”, e così metto in nassa una carpa da oltre tre kg che mi piazza subito in testa.

Da lì in poi è stato un susseguirsi di catture tant’è che ad un certo punto ho dovuto anche fare una pausa brioches per non infierire troppo sul povero Alessandro.

“Facile con la roubasienne, vorrei vederti con il feeder!” esclama l’anziano concorrente… detto fatto, scambio di postazione e subito un bell’amur e poi una grossa carpa per me a feeder mentre il malcapitato vecchietto, appesantito dal cenone della sera prima, si incupisce a tal punto che mi costringe a smettere di pescare per andare dietro di lui a fargli finalmente agganciare un pesce.

Il finale è davvero impietoso ed io, mosso da spirito compassionevole e dai denari che l’INPS mi versa ogni mese, decido di non infierire indossando insieme a lui le temutissime orecchie d’asino.

La pescata è terminata ed un bel tagliere di affettati e formaggi ci attende insieme ad un buon bicchiere di vino rosso. La gioia che mi accompagna nel ritorno a casa mi fa capire che non sono io che ho vinto la sfida, la vittoria è andata all’amicizia che mi lega ad una persona che, anche se è non sa pescare, ha davvero tantissime qualità straordinarie.