La Lenza Senese Colmic inaugura il nuovo lago FIPSAS Niccolini

La Lenza Senese Colmic inaugura il nuovo lago FIPSAS Niccolini

Essere un pescatore sportivo a Siena non è facile, poiché la nostra ridente Provincia Toscana è un luogo povero di acque pubbliche destinate a campi di gara e quindi dobbiamo fare di necessità virtù, arrangiandoci con delle soluzioni alternative, che nello specifico consistono in degli invasi artificiali, adibiti e attrezzati per sfogare le nostre passioni alieutiche.

Questi bacini, presenti perlopiù nelle Crete Senesi, sono specchi d’acqua con un’estensione media di circa sei o sette ettari e sono stati realizzati per scopi irrigui nell’immediato dopoguerra, sfruttando i profondi calanchi naturali esistenti, semplicemente chiudendo gli sbocchi delle gole con delle dighe in terra battuta.

Purtroppo con il tempo, molti questi impianti, ancorché già utilizzati per la pesca sportiva, tendono a riempirsi con la terra portata a dalla pioggia, trasformandosi in acquitrigni inutilizzabili e costringendo gli addetti ai lavori a trovare altre destinazioni, dove ricreare nuovi habitat adatti a ospitare l’attività sportiva, non prima però di averli opportunamente ripopolati e soprattutto dopo averli rodati a dovere, per abituare queste acque selvagge a una pressione mai avuta prima.

L’ultimo acquisto della FIPSAS provinciale è un bellissimo specchio d’acqua a meno di dieci chilometri da Siena, conosciuto come Lago Niccolini, incastonato fra le colline che fanno da corona all’abitato di Monteroni d’Arbia, da dove possiamo godere di uno splendido panorama, con a nord lo skyline di Siena e la vegetazione lussureggiante delle Crete Senesi tutto intorno. Uno spettacolo corroborante per gli occhi e per la mente, sufficiente per stare in pace con noi stessi anche solo stando seduti a guardare.

Ma come abbiamo detto, quando si parla di pesca sportiva, anche un contesto così suggestivo, prima di rendere al meglio, ha bisogno di abituarsi alla pressione di pesca, meglio se, come in questo caso, con qualche garetta organizzata a scopo amichevole.

L’ingrato compito, perché di questo si tratta quando c’è da rompere il ghiaccio, è toccato alla Lenza Senese Comic, storica Società della Città del Palio la quale, grazie al suo gruppo di feederisti, si è accollata l’organizzazione di una garetta alla quale, oltre ai pescatori locali, hanno partecipato anche un nutrito gruppo di amici della APS Grosseto Colmic, venuti dal capoluogo maremmano per trascorrere una giornata in compagnia, prima di entrare nel pieno della stagione agonistica vera e propria.

Purtroppo, com’è facile intuire che possa accadere in un lago pressoché vergine, la pesca è stata davvero avara e difficile, però sempre di gara sui tratta e quindi ci tengo ugualmente a parlare di questo appuntamento inaugurale del Lago Niccolini, gestito con grande spirito conviviale dai ragazzi del Feeder della Lenza Senese Colmic, con i quali ci siamo trovati al raduno presso il negozio di pesca Il Lupetto, a poche centinaia di metri dal lago, per poi recarsi in carovana sul campo gara.

Alle ore 9,00 di una fresca mattina di primavera, il mitico “Alfiere” della Lenza Senese Colmic, al secolo Roberto Manganelli, ha dato il segnale d’inizio e i pasturatori dei concorrenti sono volati all’unisono in acqua, a distanze piuttosto lunghe, soprattutto perché in un lago vergine, alla sua prima gara, tutti noi immaginavamo che il pesce, disturbato dall’inevitabile rumore prodotto dalle molte presenze, si fosse rifugiato in acque più profonde, verso il centro del lago e invece………..

Dopo pochi minuti dall’inizio, nella sponda occidentale, la canna di Michele Zamperini si piega sotto la forza di un bel pesce, quasi a voler sfatare le nefaste previsioni…..quasi, perché solo lo Zamperini ha provato l’ebrezza di un pesce, mentre tutti altri, intanto che il tempo passa, possono solo guardare i loro vettini paralitici.

Dopo una mezz’oretta di gara però, nell’ultimo picchetto della sponda meridionale, Enrico Meiattini, zitto, zitto, ha già guadinato un paio di carassi, attirando l’attenzione e l’invidia di tutti quelli che come me, non hanno ancora visto nemmeno un flebile segno di vita.

A metà gara, fra i pochi con qualche pesce, ci sono tanti che non hanno ancora scappottato e che si arrovellano nella ricerca di qualche soluzione alternativa.

Si girano le esche, si cambiano i metodi di pasturazione, si allungano i lanci, si alleggeriscono le lenze, ma la sostanza non cambia; qualche pesce qua e la viene preso, soprattutto nel settore che ha il sole in faccia, senza però un’apparente senso logico.

Invece un senso logico ci deve essere eccome, perché Enrico Meiattini continua a prendere del pesce. È vero che è ultimo di zona ed è vicino al canneto, ma è anche vero che è stato penalizzato da degli incagli che lo hanno costretto a pescare corto, a meno di venti metri, dove c’è si e no un metro d’acqua

“……….Si e no un metro d’acqua!?……….”Ma certo, come ho fatto a non pensarci prima? Quando siamo arrivati erano zero gradi, mentre ora il sole è alto e fa caldo: saranno 20 gradi; il pesce lo stanno prendendo nella sponda ovest, quella scaldata per prima dal sole, e lo sta prendendo il Meiattini, che pesca in un metro di fondo, dove l’acqua si scalda prima e il pesce trova maggior sollievo termico”.

La lampadina che si è accesa mi esorta a cambiare velocemente linea di pesca, portandomi a una distanza più corta (esattamente a 16 metri più la canna), dove ho circa un metro di fondo.

Dopo meno di un quarto d’ora, al secondo lancio, ho già un bel carassio in canna; trascorsi si e no un’altra ventina di minuti replico con un secondo bel pesce e poi con una scardolotta sui tre etti.

Finisco la gara con cinque pesci presi in un’ora e mezza, battuto dal Meiattini che ne ha presi sette o otto, fra i quali anche un bel paio di carpette. Se ci avessi ragionato un po’ prima avrei fatto una gara diversa, ma ormai è andata, sarà per la prossima volta.

Alla fine dei salmi, purtroppo sono stati tanti quelli che non hanno scappottato, soprattutto nei settori della parte est del lago e quelli in diga, dove l’acqua è molto più fonda che altrove. Chi è capitato in quei settori non ha niente da rimproverarsi, se non di aver “pescato male al sorteggio”. Sicuramente fra qualche settimana sarà tutta un’altra storia, ma oggi è andata così.

Tuttavia anche in questi casi c’è chi vince e chi perde e quindi non resta che applaudire Michele Zamperini della Sporting Club Val D’Arbia (Trabucco), che vince il settore C davanti a Israel Galli dell’APS Grosseto (Colmic) e a Bonacchi Ferdinando del GSR Vigili Urbani di Siena. Il settore B, in assoluto il meno pescoso lo vince Graziano Cipriani dell’APS Grosseto (Colmic), mentre il secondo e il terzo se lo giocano a sorte Rossano Becatti della Lenza Senese (Colmic) e il grossetano  Mauro Vivarelli. In ultimo il settore A lo vince in scioltezza Enrico Meiattini della Lenza Senese (Colmic), seguito dal sottoscritto Marcello Corbelli dell’Oltrarno (Colmic) e dal terzo classificato Omar Pasquinuzzi, della Sezione FIPSAS di Siena.

La classifica generale viene vinta con 4500 punti da Enrico Meiattini (Lenza Senese Colmic), seguito da Michele Zamperini (Sporting Club Val D’Arbia Trabucco), secondo con 3150 punti, e da Graziano Cipriani (APS Grosseto Colmic), terzo con 1820 punti.

Purtroppo non possiamo dire che sia stata una gara entusiasmante, tuttavia la scarsa pescosità niente toglie alla bella e coraggiosa iniziativa dei ragazzi della Lenza Senese Colmic, che si sono impegnati a fare il primo passo per inaugurare il nuovo impianto sportivo della Sezione FIPSAS di Siena. Oggi è andata così, ma c’è da giurare che sentiremo ancora molto parlare del Lago Niccolini.

Un saluto agli amici di Match Fishing da

Marcello Corbelli