ALBORELLE: SI RINNOVA LA MAGIA AL “LAGO D’ARGENTO”

ALBORELLE: SI RINNOVA LA MAGIA AL “LAGO D’ARGENTO”

Tra le varie specialità della pesca al colpo, indubbiamente la più affascinante è quella alle alborelle, che richiede abilità, concentrazione, sincronismo.

Se durante le gare di qualunque tipologia bisogna fare ricorso ad ogni lecito espediente per primeggiare, qui, oltre a ciò, è importante fare i conti con il proprio equilibrio psicologico per non perdere il ritmo che, una volta acquisito deve essere proiettato sull’intera durata della prova: basta distrarsi correndo dietro ai propri pensieri oppure a ciò che ci turba delle vicende della vita, che il ritmo è perduto.

Perso il ritmo della cattura, della slamatura, del lancio della pallina di pastura e così via e così via, la frittata è fatta!

Anche quest’anno, per la ventesima volta, con poche discontinuità, si è rinnovata la sfida tra personaggi nuovi ed anziani che sicuramente onorano questa tecnica di pesca, diremmo “sopraffina”, presso il lago di San Donato, in provincia di Grosseto. Gara ad invito ed a carattere nazionale organizzata egregiamente da Giampaolo Ricci con l’aiuto della Lenza Follonichese Stonfo Colmic.

Gara ormai quasi unica nel suo genere tanto più che prevedeva solo la detenzione in nassa della alborelle con l’immediato rilascio di eventuali altre specie.

Tra i personaggi presenti, alcuni mitici, abbiamo deciso di intervistare lo stesso Giampaolo per parlarci dell’aspetto organizzativo e due personaggi che hanno fatto la storia della Lenza Orvietana Colmic, una delle tante Società presenti, per il versante agonistico: Valentino Maggi e Mario Rampini.

Per la cronaca, l’assoluto di giornata lo ha fatto registrare la coppia GaliganiBazza.

D. Giampaolo: Trofeo Alborella, 20 anni, tanta roba ?

R. Considerato che è passata una generazione di agonisti, si, tanta roba; il trofeo è nato da una conversazione con il compianto Ivo Stoppioni in cui si parlava di “bestioline” e da lì è scaturita l’idea del Trofeo al pesce piccolo, perché, come diceva sempre Ivo, “chi sa fare il pesce piccolo sa fare anche quello grosso, viceversa, raramente“.

D. Una gara particolare a cui si è subito affezionata la categoria degli Alborellisti??

R. Direi che parlare solo di Alborellisti sia assai riduttivo, evidenzio che da Grosseto è passato il meglio deII’Agonismo Nazionale e Internazionale come dimostra l’albo d’oro, oltre ai Dirigenti Nazionali dal Presidente Claudio Matteoli ad Antonio Fusconi e Maurizio Natucci, al grandissimo C.T. della Nazionale Carlo Chines in coppia con Lamioni, fino alla bravissima Anna Sgobbo della Nazionale Femminile a tantissimi altri, impossibile citarli tutti, visto che sono oltre 3.000. A tutt’oggi resiste ancora il record 2006 effettuato nello splendido bacino di Poggio Perotto da Milo Colombo e Riccardo Galigani che, con le canne da 2,50, catturarono quasi 9 kg. di “bestioline” .

D. Agonismo e non solo ?

R. Certamente. Il segreto della riuscita della manifestazione sta nel mix di agonismo, di ottimi rapporti interpersonali, di buona tavola, di accoglienza: elementi che ben amalgamati producono quel risultato che è il Trofeo, con la T maiuscola. L’ unica pecca che posso rilevare è la mancanza di quel fantastico campo di gara che era il Bacino di Poggio Perotto, fattore che limita fortemente da qualche anno la partecipazione.

D. In futuro ?

R. In futuro speriamo che tra non molto qualcuno si appassioni all’iniziativa, magari rinnovandola in qualche particolare, e la porti avanti. Come ho detto è già passata una generazione, quando abbiamo cominciato avevamo i capelli biondi, ora sono bianchi, e se non ci sarà un cambio di passo, specialmente della Federazione Nazionale, gli agonisti saranno sempre di meno. Ringrazio il gruppo di persone che mi consente di portare avanti la gara, e per il momento ci godiamo il successo attuale, e già si lavora per iì prossimo anno.

D. Mario e Valentino, come è andata?

R. Si è trattato di una gara fortemente condizionata dai fattori climatici: la bassa temperatura, infatti, ha tenuto lontano dalle lenza le tanto attese avole. Solo poche alborelline che sono state inserite in nassa assieme a piccoli persici sole la cui cattura era stata ammessa, in sede di raduno, dall’Organizzazione, prevedendo che le catture sarebbero state scarse.

D. Quindi cattive condizioni metereologiche?

R. Si, rese ancor più negative dal forte vento che faceva traslare continuamente il galleggiante, condizione negativa per le alborelle.

D. Come avete pescato?

R. Essenzialmente con canne corte nel sottoriva anche alla ricerca dei piccoli persici. Nel complesso si è trattato di una pesca molto tecnica. Alcuni picchetti sono stati penalizzati anche dal basso livello delle acque del lago che le recenti piogge non sono riuscite ad innalzare.

D. Bilancio complessivo?

R. Indubbiamente positivo per l’ottima organizzazione, per la presenza di tanti amici, per il ricco pranzo consumato presso il ristorante “Da Guido” in quel di Magliano in Toscana.

Renato Rosciarelli