SULLA DIGA DELL’ALENTO SI IMPONE IL LENZA CLUB BREZZA COLMIC

SULLA DIGA DELL’ALENTO SI IMPONE IL LENZA CLUB BREZZA COLMIC

C’era un po’ di timore, inutile negarlo, sabato primo giugno, allorquando un bel temporale si è abbattuto, nel pomeriggio, sulla diga dell’Alento. Memori di quanto era accaduto due domeniche prima in occasione della 1^ prova del Trofeo di Serie A4, ci si chiedeva cosa sarebbe successo l’indomani mattina. Ed invece, un bel sole caldo ha fatto capolino tra le nuvole, che, man mano si sono diradate, lasciando posto ad un bel cielo azzurro!

Meno male, abbiamo detto tutti! Meno male, perché venire a gareggiare su questa splendida diga è sempre un piacere, sia per gli occhi, incantati nel vedere quel meraviglioso paesaggio, sia per la pesca, avendo ritrovato una diga sempre piena di pesci.

A dire il vero, quest’anno non c’è stata la mattanza cui eravamo abituati qualche anno fa, tuttavia le nasse non sono rimaste all’asciutto, anzi! Vincere il settore con 9/10 chili è sempre bello, specialmente se si ha a che fare con quelle carpette, che io, scherzosamente, ho ribattezzato carpesaure, per la loro incredibile forza e vivacità.

E proprio perchè non c’è stata mattanza, la pesca si è rivelata particolarmente complessa e difficile, come ci racconta Francesco Maresca, del Fishing Club Pontecagnano Colmic, che ha saputo interpretare al meglio il campo gara amico, conquistando un ottimo primo di settore:

Ciao Michele, effettivamente questa volta abbiamo trovato una diga un po’ diversa dal solito, con un livello dell’acqua piuttosto basso, di circa 2 metri e mezzo di profondità, per cui si poteva pescare già ad 11 mt con l’esca appoggiata sulla strada. Queste condizioni di acqua bassa ci hanno portato a capire che i pesci erano molto diffidenti, in confronto agli altri anni quando l’acqua era molto più profonda. Abbiamo provato per due domeniche consecutive e ci siamo resi conto che le parole leggerezza, sottigliezza del filo e grandezza dell’amo erano le parole chiave. A dire il vero, il sabato in 2 ore e mezza di pesca ho portato al guadino 21 pesci, a differenza degli altri agonisti ai miei lati che ne avevano solo 5 o 6, per cui ho capito di essere in pesca e pronto per la gara del giorno dopo”.

Quindi, hai dato le direttive alla squadra in funzione delle tue prove, giusto?

Sì, Michele. Il sabato pomeriggio ci siamo messi a tavolino con mio fratello Fabio e gli altri componenti della squadra e abbiamo cercato di definire il tutto. Per quanto riguarda la gara, abbiamo avuto la sfortuna di prendere il picchetto A8 della prima zona, che, come noto, in confronto ai picchetti esterni, è decisamente poco promettente. In più Antonio (Nigro) ha avuto anche la sfortuna di dover rilasciare una grossa carpa che aveva agganciato un’altra lenza. Mio fratello Fabio, invece, capitato al picchetto B4 della quarta zona è riuscito a portare a casa un ottimo secondo posto”

Ma, insomma, che cosa hai suggerito alla tua squadra?

Allora, la mia tattica di pesca è stata questa: ho pasturato poco e spesso con palline piccole e frequenti di pastura. La prima ora metto in nassa 12 pesci, ma poi si ferma tutto, per cui, dopo altri 4 pesci, rimango fermo a 16, ma anche se in vantaggio mi invento una pescata ultra sottile con terminale 0,8 e amo 22 con un solo bigattino che negli ultimi 15 minuti mi regalano 4 mangiate con 3 carpe portate al guadino e 1 persa. Alla fine chiudiamo con 22 penalità e 12^ squadra (1/2/9/10) un risultato che ci sta un po’ stretto, ma va bene così”.

E’ evidente, quindi, che se la pesca è stata difficile per tutti, bisogna fare doverosi complimenti al Lenza Club Brezza Colmic che ha portato entrambe le squadre sui gradini più alti del podio.

Vale la pena menzionarli tutti, con il risultato in parentesi: Di Rienzo Fabio (2), Piccolo Ernesto (2), Fedeli Giuseppe (6), D’Abrosca Antonio (1), Palmese Pasquale (1), Esposito Gianluca (6), Rinaldi Armando (5) e Moschella Mario (3).

All’ultimo gradino del podio troviamo i bravissimi ragazzi dei Pescatori Normanni Maver, che con 14 penalità, a pari merito con i secondi, portano a casa un meritatissimo 3 posto.

Segue un terzetto con 17 penalità formato da A.S.D. Volturno Vairano, Lioni Colmic e Pietrelcina Hydra e poi, tutti gli altri a seguire.

A fine gara ho sentito anche l’amico Peppe Petrillo che, anche se un po’ deluso per aver perso il secondo posto per soli 10 grammi, mi ha raccontato la sua pescata con la consueta allegria.

Peppe, è stata una bella gara, combattuta fianco a fianco questa mattina, ma lasciami dire che mi ha fatto molto piacere.

“Certo Michele, ma il piacere è stato il mio. Come hai visto questa mattina sono partito abbastanza bene, con 5/6 pesci presi nei primi minuti, poi dopo qualche altro pesce, tutte carpe, mi sono fermato, come si sono fermati un po’ tutti, per poi riprendere lentamente. Alla fine sono contento della mia pescata, anche se dispiace aver perso il secondo per soli 10 grammi, ma nella pesca ci sta, quindi va bene così”.

Ho visto che a differenza di molti altri, me compreso, hai iniziato la pasturazione pesante a mano e non a cupping kit, come mai? Non era meglio fare meno rumore, vista la sospettosità di questi pesci in queste condizioni?

Secondo me qui i pesci vogliono sentire il botto della pastura nell’acqua, perché vengono da fuori e non sostano nei pressi della sponda. Quindi il rumore, anche se non esagerato, serve sempre. Lasciami dire che sono molto contento che questa gara si sia disputata perché sarebbe stato un vero peccato non gareggiare in questo splendido lago. Io sono di Eboli e, quindi, questo è il mio campo gara, sempre bello e pescoso. Poi sono innamorato di queste carpe che sprigionano una forza davvero elevata una volta allamate. Quindi sono veramente soddisfatto perché sarebbe un vero peccato se questo lago uscisse dal circuito dei campionati.

Hai perfettamente ragione Peppe, è sempre un piacere venire qui, anche se, ogni volta, devo buttare le scarpe!

Per Match Fishing Italia

Michele Lozupone