MONDIALE DIVERSAMENTE ABILI: IL CT MAURIZIO FEDELI CI SPIEGA COME E’ ANDATA

MONDIALE DIVERSAMENTE ABILI: IL CT MAURIZIO FEDELI CI SPIEGA COME E’ ANDATA

“Mamma mia che Italia” è stato il titolo che ho coniato sabato sera in preda al delirio da vittoria e sospinto dall’entusiasmo del momento. Adesso che sono passati un paio di giorni e devo fare l’approfondimento tecnico l’entusiasmo…. è sempre lo stesso! Sarà perchè sono di parte, sarà perchè i ragazzi di questa nazionale li conosco tutti personalmente e li stimo profondamente, sarà per qualsiasi strano motivo passi nella mia mente bacata ma la pelle d’oca ancora non si abbassa e vorrei abbracciare personalmente uno ad uno tutti gli artefici di questa vittoria.
Ma i doveri editoriali mi richiamano ad una realtà obbligatoriamente più pacata e così ho raggiunto telefonicamente il CT di questa nazionale per un approfondimento, anche tecnico, sul mondiale appena concluso.

Maurizio Fedeli, un oro in Serbia un argento in Croazia e poi ancora un altro oro in Italia vincere è difficile ma confermarsi lo è ancora di più…
Sì, uno pensa che ci si può abituare ma ogni volta si riparte da zero. Non è vero che l’anno dopo è più facile poiché in quello prima si è fatto bene. È sempre una nuova sfida.

Quali difficoltà avete incontrato quest’anno?
Probabilmente in molti pensavano che essendo questi mondiali in Italia partivamo avvantaggiati ma il canale Scolmatore è poco conosciuto anche da noi, specialmente in questo periodo poiché per la maggior parte delle volte le gare si sono svolte sempre in estate o in autunno. Quindi la prima difficoltà era proprio capire il campo di gara. Poi c’era anche una difficoltà tattica poiché nei giorni di prova abbiamo provato di tutto, c’era la pesca ai pesci gatto e alle carpe ma abbiamo provato anche l’alternativa al pesce piccolo ovvero i cefali, una pesca che andava fatta con fouilles e ver de vase.

Dopo le prove cosa avevate capito?
Avevamo intuito che bisognava preparare due linee di pesca che fossero diverse per evitare di sovrapporre due pescate differenti. La prima linea era con bigattini e mais alla ricerca dei pesci grossi mentre la seconda linea doveva essere fatta con pastura e fouilles alla ricerca dei cefali. Era importante separare queste due linee di pesca per evitare le “finte mangiate” dei cefali che una volta entrati in pastura toccavano spesso il filo e rendevano difficoltosa l’azione di pesca. Sabato abbiamo affrontato la gara cercando i pesci grossi e la seconda linea di pasturazione non l’abbiamo utilizzata. Abbiamo preso pochi pesci, tre o quattro esemplari a testa, ma erano di grossa taglia e sono stati sufficienti per fare una buona prova e vincere la giornata. Domenica invece abbiamo fatto la stessa partenza forti del successo del giorno prima ma così non è stato, siamo partiti abbastanza male e poi abbiamo girato la gara a cefali in due settori mentre in un altro settore dove anche la pescata a cefali non stava dando i risultati sperati dopo un primo pesce abbiamo girato la gara ad alborelle con un terzo posto che nessuno si aspettava.

Maurizio vogliamo approfondire dal punto di vista tecnico la vostra pescata?
I pesci grossi li abbiamo affrontati con lenze abbastanza robuste , ami del 14 e filo dello 0 18 sia a roubasienne sia all’inglese. Per quanto riguarda la pesca all’inglese abbiamo utilizzato galleggianti da 18 grammi poiché pescando contro le cannette della sponda opposta il vento e la leggera corrente tendevano a spostare i galleggianti più leggeri. La lenza l’abbiamo preparata libera per quando l’acqua era ferma e abbiamo aggiunto alcuni pallini da appoggiare a terra per quando l’acqua era più veloce. A roubasienne invece abbiamo utilizzato galleggianti da 1 fino a vela da 3 grammi per i pesci più grossi , mentre per la pescata a cefali abbiamo utilizzato galleggianti più leggeri da 0 50 g fino ad un massimo di un grammo e mezzo sui vela con ami del numero 14 e filo dello 0 16 che completavano queste lenze da cefali che potevano variare da 150 grammi fino ad un chilo. Sembrava impossibile riuscire a fare selezione però domenica pescando un pochino più appoggiati abbiamo preso dei cefali di taglia un po’ maggiore.

Maurizio cosa ti rimane nel cuore dopo una vittoria come questa ?
Sono 5 anni che sto con questo gruppo, un gruppo davvero consolidato in tutti i suoi elementi, staff tecnico, atleti e accompagnatori e questo sicuramente ci avvantaggia moltissimo anche sulla pesca. Chi pesca o chi sta giù contribuisce in egual maniera sempre al bene del gruppo.

Vuoi dare un voto finale a questo mondiale?
Il 10 non sta bene darcelo da soli ma direi che un 9 e mezzo ci sta, anche perché siamo andati molto vicini al trionfo anche nella classifica individuale ma la fortuna non ci ha aiutato poiché chi ha vinto aveva le stesse penalità nostre ma con un peso superiore dovuto al fatto che è capitato esterno di gara in una delle due prove. Però aver vinto due prove su due ed aver portato a casa anche una medaglia individuale ci da grande soddisfazione. Devo ringraziare tutti i ragazzi e gli accompagnatori, che voglio ricordare sono uno per ogni atleta, voglio ringraziare inoltre la Federazione e tutti quelli che hanno collaborato per rendere questo mondiale davvero speciale e che resterà nella storia.