CIS FEEDER TEVERE UMBERTIDE: LUCI E OMBRE SULLE PRIME DUE PROVE

CIS FEEDER TEVERE UMBERTIDE: LUCI E OMBRE SULLE PRIME DUE PROVE

Luci e ombre ad Umbertide…., forse più ombre che luci.

E’ bastato un temporale sabato pomeriggio per stravolgere la bellezza del fiume e mandare all’aria la regolarità delle prime due prove di finale del più importante campionato a squadre nazionale di pesca con il feeder, il CIS Feeder.

Se nella prima prova la situazione si presentava accettabile, tant’è che i concorrenti hanno portata alla pesa una media pescato sui quattro chili, la domenica il fiume era impescabile tant’è che a bollare sono stati in 6 mentre gli altri 74 concorrenti hanno presentato busta bianca.

Il fiume Tevere rimane uno dei più belli campi gara d’Italia, questo è indiscutibile, ma come tutte le cose belle possono avere delle spine sempre pronte a pungerti e questa volta è toccato ai feederisti sentire un buon profumo al sabato e il dolore alla domenica.

L’acqua stretta di fango, color caffè latte, non ha consentito nessuna strategia di gara e le poche catture, rappresentate da un siluro (e la dice tutta), una alborella e un carassio preso sul finale di gara, sono probabilmente frutto di una casualità piuttosto che di un risultato di ricerca.

E’ andata così…punto. Speriamo che l’Annus Horribilis per l’agonismo termini al più presto e si possa ripartire nel 2020 con scelte di campi gara e date più adeguate magari sfruttando anche delle novità che sembrano essere davvero interessanti.

Una cosa è certa, il fiume visto la domenica non era da gara di pesca e se non ricordo male, qualche anno fa di fronte ad una identica situazione, si decise per l’annullamento della gara della domenica.

Perchè giustamente una gara di pesca deve essere sinonimo di competizione tra un concorrente e l’altro e se queste condizioni non ci sono non si deve parlare di lotteria o di botta di c…, e non penso sia bello assegnare un titolo che porta ad un mondiale per clubs sulla base di una cattura fortunosa.

Quindi in conclusione come tutti pensano, questo campo di gara manifesta un livello di rischiosità troppo elevato e quindi non adeguato per una finale di qualsiasi campionato di pesca.

Per quello che si è visto ad Umbertide c’è poco da scrivere, il Tevere è un fiume da cavedani, (la pesca al colpo ce lo insegna) erano pronte canne morbide per pescare con terminali dello 0,9 e invece ci siamo trovati a pescare con approcci da pesca alla carpa.

Infatti chi ha vinto al sabato, o meglio coloro che sono andati meglio hanno affrontato una pescata con fili robusti in bobina e terminali financo dello 0,25 con amo del 12 per innescare due o tre vermi.

I pasturatori large tipo open end venivano caricati di canapa, mais, caster e tappi di pastura scura e le linee di pesca prescelte da quasi tutti erano quelle dei 14 metri, dei 18/20 metri e a ridosso della sponda sulla riva opposta.

Quando la canna partiva dal feeder arm era una lotta da tiro alla fune e ho sentito qualcuno che ha pure smoccolato per avere strappato addirittura un terminale dello 0,23.

Ci sono barbi bellissimi, cavedanoni jurassichi, carpe da copertina ma ci sono anche tanti cavedani da un etto a un chilo e mezzo e oltre che possono essere insidiati con l’assetto da cavedani con terminali dello 0,10 e ami del n° 20/24.

In gara 1 sono capitato in zona fili davanti all’albero in acqua e chiudo con tre pesci catturati con l’approccio “cattivo” con vermi e filo dello 0,20.

Invece il concorrente che avevo alla mia sinistra, Pelosi della società il Pellicano, ha avuto una condotta di gara spettacolare impostata a cavedani sulla linea dei 15 e dei 18 metri usando un blackcap dove metteva dentro bigattini rossi sfusi e canapa e all’amo uno o due cagnotti rossi.

Ogni tanto mungeva e la canna gli partiva che era una meraviglia con il suono della frizione che ancora adesso mi echeggia nella testa.

L’altro problema riscontrato sono state le distanze tra i pescatori.

Per pescare a feeder è necessario avere più spazio in un fiume, in particolare su questo fiume, pescare su tutte le piazzole è davvero troppo impattante.

Nel feeder non si calano lenze da 0,10 gr ma pasturatori pesanti che quando impattano nell’acqua fanno rumore mettendo i pesci sulla difensiva.

Per la cronaca, queste sono le classifiche delle due prove con il team Lanza Fishingitalia.com che torna a casa con la testa della classifica in saccoccia e con le altre due prove sul Mincio che potrebbero regalare altre belle soddisfazioni.

Parlare di titolo già assegnato è troppo presto anche perchè la classifica è molto stratta e con i settori da 20 tutto può ancora succedere.

1° prova completa CIS

2° prova completa CIS

finale dopo 2

Gianni Breda durante le premiazioni finali con Riccardo Sisani organizzatore con la sua società delle due prove

INTERVISTA AL TEAM LANZA FISHINGITALIA.COM CHE VINCE LA 1° PROVA

INTERVISTA ALL BLACK FEEDER TEAM CHE VINCE LA 2° PROVA

GALLERIA FOTOGRAFICA DI NATASCIA BARONI clicca qui

Il campo gara in occasione della prima prova:

Il campo gara in occasione della seconda prova:

la cattura di un cavedano

IL PODIO DELLA PRIMA GIORNATA

1° LANZA B

2° GAMBERO MILORDS

3° LANZA A

IL PODIO DELLA SECONDA GIORNATA

1° ALL BLACK FEEDER GTEAM

2° LENZA EMILIANA

3° LENZA CLUB RAVENNA