REGIONALE COLPO GIR. B EMILIA ROMAGNA: TEAM CREVALCORE SENZA RIVALI IN ACQUE ALTE

REGIONALE COLPO GIR. B EMILIA ROMAGNA: TEAM CREVALCORE SENZA RIVALI IN ACQUE ALTE

Era nell’aria, dopo le tante prove del mese di agosto che li aveva visti protagonisti ma la 3^ prova del Trofeo di serie B Emilia Romagna, gir. B, ne ha dato conferma: il Team Crevalcore Tubertini in Acque Alte oggi giocando in casa ha lasciato poco ai rivali!

Sono state ben due, infatti, le formazioni della compagine crevalcorese a salire sul podio di giornata, rispettivamente la B e la C con 8 e 10 penalità; molto bravi anche i cannisti Renazzesi sempre con 10 penalità.

I risultati odierni confermano la Camaldoli Maver squadra A al comando della classifica generale con 22 punti, con l’Amo Santarcangiolese Colmic squadra A a ruota con 23 penalità , mentre segue terza in classifica generale la Sasso Marconi Colmic squadra A con 25 penalità.

In chiusura le dovute note di merito per l’organizzazione, sempre precisa e puntuale degli uomini di Laura Woo e Claudio Garuti, ottimi padroni di casa ed esperti organizzatori di ogni genere di evento.

Il commento finale va al campo di gara delle Acque Alte di Crevalcore, che non finisce mai di stupire ma che ha in questa sua imprevedibilità anche un punto di forza, oggi ha messo a dura prova un po’ dappertutto le convinzioni di tutti, con alcuni settori vinti con pesi ridotti rispetto alle aspettative.

Va detto che i pesci che popolano questo campo di gara, carassi e carpette, sono veramente numerosissimi e di taglia generalmente abbastanza omogenea, per cui in genere le competizioni diventano gare di regolarità, sia che si debbano realizzare 8 chili o 3 per vincere il settore.

A Crevalcore il galleggiante affonda sempre tante volte, che siano diverse decine o alcune centinaia poco importa, ma la gara resta tale sino alla fine; qui generalmente viene premiata la regolarità, la cura dei particolari, la capacità di capire se sarà una pescata povera, ricca o ricchissima e, di conseguenza, impostare la pasturazione nel modo più conveniente.

Quello che é certo é che quasi mai qui si vince con il pescione ma servono sempre tanti pesci e questo é sinonimo di regolarità.

E la regolarità, di solito, premia i migliori.

La tecnica prevalente sono state le canne fisse da 2 a 4 metri, allestite con lenze da 4×14 a 4×18 ed ami a gambo lungo di taglia dalla 18 alla 20 a seconda della pescosità e diffidenza dei carassiotti e delle carpette; nella gara odierna è stata anche impiegata la ruba sulla distanze medie, da 3 a 6 metri, anche se non sono mancati coloro che hanno tentato la fortuna anche su una linea più lunga.

Archiviata la pratica Acque Alte, l’attenzione si sposta in Cavo lama per la penultima prova fra una ventina di giorni.

Per M.F., Gabriele Bandini

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