LO SVASSO STELLA MARINA MAVER: UN ANNO DA INCORNICIARE!

LO SVASSO STELLA MARINA MAVER: UN ANNO DA INCORNICIARE!

E’ stato un capolavoro e se fosse stato uno spettacolo di fuochi d’artificio i botti sarebbero stati assordati e pieni di colori.

Questo spettacolo c’è stato per davvero lo hanno messo in scena i ragazzi della società di pesca Svasso Stella Marina impegnati con la squadra A e la B nel trofeo di serie A4 giunto a conclusione con la doppia prova disputata sul lago di Corbara.

La squadra B, composta da Daniele Catani, Dario Salvati, Serafino Iezzi, Riccardo Angelini,  ha sferrato l’attacco al campionato chiudendo con 8 penalità in gara quattro e 4 penalità in gara cinque.

Risultati che non si riscontrano facilmente nell’agonismo italiano e per questo , nonostante il magico week end si trascorso da alcuni giorni, ci premeva tornare a parlarne per dare la giusta visibilità ad un gruppo di amici che hanno saputo costruire gara dopo gara il loro affiatamento e l’apoteosi del successo con un podio finale tutto colorato di verde.

Lo Svasso Stella Marina (Maver) 59,5
Lo Svasso Stella Marina (Maver) 64,5
Arabona Fishing Club (Tubertini) 65,5

Quarta prova: Lo Svasso Stella Marina B (Maver) 8, Arabona Fishing Club (Tubertini) 11,5, Lo Svasso Stella Marina A (Maver) 13.

Quinta prova: Lo Svasso Stella Marina B (Maver) 4 , Lo Svasso Stella Marina A (Maver) 6 , Team Blue Marlin Roma Ggianty (Colmic) 12.

Il nostro Andrea Romanelli, non poteva farsi scappare questa occasione per sentire uno dei leader della squadra che ha vinto il campionato, Riccardo Angelini.

Riccardo, domenica avete fatto qualcosa che rimarrà nella storia dell’A4.

Sicuramente un weekend ed una stagione da incorniciare che rimarrà impressa a lungo nelle nostre memorie. Al di la di ogni più fervida immaginazione, preghiera o auspicio, abbiamo raccolto il massimo risultato matematicamente possibile. In questo momento ci da una grande gioia, una carica speciale per tutti gli agonisti della società. Come ho detto io stesso agli altri: momenti stupendi da ricordare per le giornate future più dure e amare, quando magari sara più difficile sorridere! La spinta, secondo me, è arrivata dalla prova nel Bacino di Bomba. Li si era manifestata una “strana” sinergia tra gli atleti con confronti e condivisioni di ogni dettaglio. A Corbara, nelle settimane precedenti, siamo andati a provare in giornate lavorative, insieme. Proprio da lì le prime indicazioni sono uscite: schivare il pesciolame era impossibile. Unica alternativa aumentare la possibilità di avere in percentuale più mangiate di bream possibili in mezzo a decine di lisci.

Dicci qualcosa su come avete impostato la gara a livello di pasturazione

Come detto prima, dalle prove precedenti e dal weekend di gara del CIS era evidente l’impossibilità di schivare il pesciolame. Ci siamo confrontati con gli amici della Blu River e della Castelmaggiore dai quali abbiamo avuto preziosissime indicazioni, comunque non definitive in quanto loro avevano a disposizione il ver de vase e il fuille. Quindi, siamo partiti dal loro identico mix di pasture, la Fish Dream Black e Brown diluiti in maniera importante con la classica terra di fiume. Abbiamo però via via modificato le percentuali del mix, aumentando la presenza di pastura da carpa, per esempio. Alla fine il concetto era sempre lo stesso: come fai fai il pesciolame ci sarà, allora tanto vale spingere sulla pastura per mettere sotto quante più bream possibile. Stessa identica linea guida per le esche. Abbiamo da subito capito, grazie all’esperienza di Iezzi e Salvati nel leggere il campo gara, e dalle prove millimetriche eseguite, che sarebbe stato meglio partire da subito caricando il fondo iniziale. Qualsiasi cosa succedesse dopo, abbiamo sempre seguito questa linea. Poi si sa , la squadra imposta la gara, poi singolarmente si vive la gara ognuno a modo proprio sul proprio picchetto. Sicuro è che non abbiamo avuto remore nel camere esche e pasture, tagliare verme o usare il caster. Nel momento di ferma o di troppo disturbo anche 3,4 palle di pastura senza problemi. Nell’impossibilità di usare poi inneschi animali, abbiamo selezionato per ogni gara chicchi di mais più duri, a volte lasciandoli asciutti, sia giallo che rosso. Questo ci ha aiutati con i tanti lisci, risparmiando tempo. Abbiamo usato ami dal 12 al 16 dell’ 1130 o 1090 a seconda dei gusti personali. Galleggianti non troppo pesanti dai 16 ai 22 gr, anche lì secondo convinzione personale.

Avete già pensato al prossimo anno? …. Il CIS vi aspetta

L’impegno di una società nel portare una squadra al CIS è già notevole, con due posso solo immaginarlo e non solo dal punto di vista economico ma anche organizzativo. Nel mio pensiero il provinciale è il motore della società e il regionale la palestra migliore che c’è! Rischiare di trascurare sia economicamente che con le dovute attenzioni le persone in questi due campionati, secondo me, sarebbe un errore gravissimo. Premesso ciò, al momento “i rumours” sono di portare ambo le squadre al CIS. Personalmente, come Presidente, lavorerò per questo, vorrei poter portare avanti sempre le ambizioni degli atleti. Siamo già alla ricerca di piccoli sponsor che ci possano aiutare oltre, ovviamente, all’imprescindibile e mai venuto meno sostegno della Maver e della Paioli. Per ora dico sì , tutti al CIS! Intanto cominciamo con il rabboccarsi le maniche e aspettiamo le finali del regionale… L’appetito come si dice vien mangiando e noi abbiamo ancora fame.


5 prova

6 prova

Trofeo di Serie A4 classifica finale