22° BAZZA DAY: PECCATO…

22° BAZZA DAY: PECCATO…

 

Peccato, perché la cornice ambientale era perfetta.

Peccato, perché il Circondariale si é presentato perfettamente liscio e con l’acqua straordinariamente trasparente.

Peccato, perché gli amici del Team Bazza avevano risposto bene a questo appuntamento ormai classico.

Peccato, perché gli sforzi dell’Azienda per allestire l’ennesima edizione di un day prestigioso c’erano stati appieno anche quest’anno.

Peccato, perché gli ingredienti per vivere una bella giornata di pesca ed amicizia c’erano tutti.

Peccato che siano mancati solo loro alla festa: i pesci…

Questo il leit motiv del 22° Bazza Day organizzato dall’Azienda di Lavino di Mezzo venerdi 1 novembre: la totale assenza dei pesci!

Dopo le deludenti tre giornate di finale del CIS 2019 disputate solo tre settimane prima, durante le quali la pescosità era andata via via scemando sino a rasentare il ridicolo nell’ultima prova, nelle settimane seguenti sembrava che qualcosa stesse evolvendo in meglio; oggi, però, la situazione é diventata surreale con il passare delle ore, durante le quali la sessantina di partecipanti all’evento sono diventati via via sempre più consapevoli che non sarebbe stata un edizione memorabile di Bazza Day quella che stavano vivendo, ovvero sarebbe stata la più indimenticabile di sempre per la totalità di cappotti che la dea della pesca stava confezionando per tutti: 100% di buste bianche!

Una distesa di roubaisienne spianate, belle, dritte, tutte rigorosamente marcate Team Bazza; tutte perfettamente immobili ed inutilizzate, nessuna sollecitata dalla men che più timida mangiata!

Peccato, e qui una nota ironica me la dovete concedere, che ci sia stato un guastafeste che ha voluto rovinare la media: Michele Buzzoni!

Eh si, nonostante la privacy e la delicatezza dell’argomento, il nome di chi ha rovinato tutto non me lo potevo proprio risparmiare, perché, nonostante Michele sia un amico, quando ci vuole ci vuole: ma dovevi proprio beccarlo quel innocente ed innocuo luccioperca da 10 grammi che ti ha consentito di essere l’unico a portare una preda alla bilancia, vincere il 22° Bazza Day e, di conseguenza, il fantastico panchetto Costellation messo in palio per il primo della graduatoria generale?

No, dico: si stava cercando di realizzare un record assoluto ed insuperabile, con il 100% di cappotti e… tutto sfuma per un perchetto da asilo nido fregato con una lenza leggera stesa al volo sull’unica bollata vista su tutto lo specchio d’acqua del Circondariale, nel tratto delle Vallette compreso tra le pedane 220 e 320 sul quale era stato allestito perfettamente il campo di gara dai soci della Minerva RossoBlu68 Team Bazza, sodalizio che da sempre si fa carico della logistica del Bazza Day.

Non ci sono parole…

Ed infatti non so cos’altro aggiungere a queste note su questa edizione del Bazza Day, ironiche ma soprattutto tragiche perché aggiungono un altro tassello ad un puzzle indecifrabile ma inequivocabile sul declino inesorabile del più famoso campo di gara italiano, che sta vivendo l’ennesima crisi profonda, un “De Profundis” al termine di un’annata sportiva che definire “sfortunata” per molti campi gara é poco più che un eufemismo.

Tralasciando l’innumerevole serie di esclamazioni di “ammirazione” ed gli intuibili “complimenti” rivolti da compagni ed amici all’indirizzo di Michele al momento della premiazione finale, non si possono tralasciare i momenti di suspance durante il sorteggio dei tantissimi premi destinanti a migliori classificati di ogni settore ed agli assoluti, tutti variamente colorati da esclamazioni di “congratulazione” ma nella più grande sportività (e questa volta sono assolutamente serio!) da parte di tutti.

Proprio questa è stata la prima considerazione fatta a caldo da Luciano e Maurizio Bazza dopo aver officiato la ricca premiazione e smontato il campo di gara: la sportivissima accettazione, da parte di tutti, delle condizioni del campo di gara e il riconoscimento che, ancora una volta, il Team Bazza ce l’ha messa tutta per organizzare una manifestazione all’altezza della sua tradizione; ma, nella pesca al colpo, si gioca sempre in due e se uno dei due giocatori manca, non ci può essere partita.

Ed oggi, alle Vallette, é mancato il giocatore principale: i pesci.

Lasciando la sponda del Circondariale, nel pomeriggio, mi é parso di sentire risuonare l’eco lontano di una campana che scandiva tocchi radi e cupi, a morto. Forse era la stanchezza…

Angelo Borgatti