1° International Fisheries Challenge: Al lago Borghese vince l’Ungheria e Ettore Ciotti l’individuale

1° International Fisheries Challenge: Al lago Borghese vince l’Ungheria e Ettore Ciotti l’individuale

La prima edizione dell’International Challenge Feeder, leggasi pesca a feeder nei laghi commerciali, si è svolta nel lago Borghese situato a Monsummano Terme.

1° prova completa

2° prova completa

FINALE INDIVIDUALE

FINALE SQUADRE

Evento fortemente voluto dalla federazione FIPSAS per valorizzare questa specialità che anno dopo anno sta prendendo sempre più piede in Italia ma che negli altri paesi, soprattutto quelli anglosassoni, è la tecnica che va per la maggiore.

La federeazione FIPSAS, presente con Gianni Breda responsabile del feeder e Maurizio Natucci Presidente nazionale del settore pesca di superficie, ha fatto molto per questo evento e alla fine i risultati si sono visti.

Il lago è stato perfetto con il pesce che ha risposto nonostante il clima abbia in parte condizionato le giornate di pesca, presenti le aziende del settore Maver, Trabucco, Tubertini, Matrix, Colmic, MKQuattro e Preston con Betti Sport, con propri stand dove era possibile visionare le novità specifiche per questa specialità.
A questa prima edizione i team in concorso sono stati dieci tra i quali alcune formazioni straniere con l’Ungheria e i suoi campioni già protagonisti in altri eventi internazionali ma grandi assenti sono stati gli inglesi veri maestri in questa specialità.

Non è un caso se la pesca nelle fisheriers l’hanno inventata proprio i britannici con tutto ciò che ne consegue in fatto di prodotti, accessori e varie esche.
La pesca a feeder nei laghi commerciali per certi versi è partente stretta del Carp fishing dovendo importare da questa specialità le svariate formule magiche per insidiare le carpe che rimangono in ogni caso l’unico pesce a cui era mirata questa competizione.

Anche in questa occasione sono usciti pesci più adatti al Carp fishing che al feeder con un esemplare, ad esempio, catturato da un ungherese che superava i sedici chili.

La differenza tra gli ungheresi e i team italiani è stata la capacità di lanciare a distanze importanti anche 70/80 metri e far cadere l’esca in un fazzoletto.
Scegliere le distanze giuste e dare le esche giuste e necessarie perchè in questa specialità sbagliare alimentazione a volte può risultare deleterio per la resa del picchetto.

La scelta della pastura o del pellet, i bandum dal sapore fruttato o speziato, le mini boiles, le esche vive, non è mai facile trovare subito il bandolo della matassa ma certamente l’esperienza in questo caso fa sempre la differenza.

Come ha detto Gianni Breda:

“siamo partiti con il vento in poppa, bella location e bella la manifestazione che ha visto tutti i concorrenti e accompagnatori soggiornare tutti nello stesso albergo e socializzare tra loro parlando di pesca valorizzando il clima che si intende dare a questa specialità. Noi italiani abbiamo voluto fortemente questo evento e lo riproporremo anche per il prossimo anno, nella speranza che qualche federazione straniera chieda di poterlo organizzare. Per quanto riguarda la costruzione della nazionale italiana di questa specialità ci riserviamo di adottare un regolamento specifico e non è un caso se a questa prima edizione abbiamo fatto partecipare alcune rappresentative italiane compreso alcune compagini particolarmente vocate a questa specialità. Stiamo attenzionando più da vicino tutto l’ambiente delle commercial per capire quali strade percorrere in proiezione futura”.

La prima edizione la vince l’Ungheria come detto ma subito dietro sul podio c’è l’Italia che ha mostrato di essere molto competitiva e di non temere il confronto con nessuna altra compagine straniera.

Non è un caso se il titolo individuale lo conquista l’italiano Ettore Ciotti un romagnolo di Riccione che ha vinto entrambe le manche, l’unico con 2 penalità, con il peso complessivo di kg. 89,180.

Il secondo posto a squadre lo conquista il Team Tubertini Europe e se non fosse stato per una carpa persa da Marchese in gara 1 forse il trofeo avrebbe preso una strada diversa. Poi Italia A e Team Errea e al quinto posto il Team Browning Germany anche loro grandi specialisti di questa disciplina.

1 class. Team UNGHERIA
2 class. Team Tubertini Europe
3 class. TEAM Italia A
4 class. TEAM ERREA
5 class. TEAM BROWNING GERMANY

Invece per il podio individuale già detto del successo di Ettore Ciotti la seconda piazza è per il grande campione ungherese Nemeth Balazs che abbiamo visto più volte in Italia in occasione dell’Italian Master e del Trabucco day. Terza piazza individuale per Jacopo Baldan del Team Tubertini Europe.

Per concludere questo servizio ci corre l’obbligo di ringraziare come sempre la nostra Natascia Baroni per i servizi video, le dirette facebook e le foto sempre gradite dalle migliaia di persone che ogni giorno seguono questo portale.

GALLERIA FOTO DI NATASCIA BARONI