43° MONDIALI PESCA AL COLPO “DA SBALLO” PER LA SQUADRA AZZURRA E PESCHIERA

7-8 SETTEMBRE 1996 FIUME MINCIO PESCHIERA DEL GARDA

Lasciata alle spalle la cerimonia di apertura, ben organizzata e bene incorniciata nel centro storico di Peschiera anche se lontana dalle punte di coinvolgimento che si vivono in certi paesi esteri, aspettiamo con ansia il via della prima gara fissato alle ore 11:00 di sabato 7 settembre.

A dispetto dei metereologici il tempo è sereno il Mincio è favoloso come sempre (buona davvero questa immagine dell’Italia) a guastare la festa c’è solo un vento a spingere che dovrebbe favorire la pesca senza mulinello.

Tra le chicche degli organizzatori le società Veronesi, la sorgente Milo e la Arilicense Golden fishs, con in testa gli infaticabili Giorietto e Verità, uno sbarramento piazzato a monte del campo di gara col compito di bloccare la processione di erbe galleggianti e le bici fornite ai capitani per agevolarli a percorrere i 4 km di campo gara.

Infatti sulla sponda veronese del Mincio sono stati concessi ben 18 mt per ogni concorrente una cosa davvero maestosa anche se considerando che le nazioni in gara sono 32, nuovo record assoluto che migliora il 29 delle ultime due edizioni, ahinoi durante le tre ore ce la facciamo a stento a visitare tutti e cinque i settori.

Sapendo già che gli azzurri punteranno molto sulla RBS, siamo curiosi di vedere come andrà a finire il duello con gli inglesi, belgi e soprattutto francesi che hanno avuto la buona sorte di piazzare Fougeat ultimo del campo di gara e Guessard in un bel picchetto nel settore di Milo.

La gara prende il via puntualmente sotto la direzione di Claudio Matteoli ed avendo come giudice di gara il francese Fortunè .

I nostri fanno una bella pasturazione sulle RBS da 14,50 e ci vanno quasi subito, dopo qualche passata all’inglese che si è che si rivela in genere poco proficua per il vento e anche per le erbe nei settori a valle, non ancora ripuliti.

Ma con la RBS fioccano subito le abboccate, in prevalenza belle scardole, portando subito gli azzurri in evidenza.

Chines, come sempre è piazzato al centro dello schieramento e la rete di informatori che comprende anche gli esclusi dalla nazionale tra parentesi (Gabbino, Bruzzi, Bagarello e Pasotti) che, insieme alla riserva Falsini, seguono ciascuno un azzurro, gli fornisce il tempo reale via radio telefono l’andamento delle catture e l’evolversi della pesca.

L’ultimo ad avviare, tra i nostri è Vanni Ferrari, che solo dopo mezz’ora prende un paio di scardoline, ma è tutto calcolato:

la sua pastura è un diesel programmato a rilento, che però, quando si mette in moto…

Dopo un’ora Chines comunica che dovremmo essere attestati sulle otto dieci penalità, con Milo secondo o terzo, Ballabeni primo o secondo, Trabucco primo o secondo, Guicciardi primo o secondo e Ferrari primo… Roba da non credere con alle nostre spalle il vuoto.

Pickering è ridotto a fare alborelle, Wilmart ha preso un paio di scardole, Nudd sta rimontando ma Trabucco è davanti anni luce, Chaumet sembra un cagnolino spaurito e così via…

Chi impressiona è l’inglese Alan Scotthorne che pesca in un bel picchetto in mezzo al curvone a destra del fiume con un bel fondale dove riesce a far lavorare bene la bolognese, agganciando qualche cavedano, scardole e perfino un paio di Barbi.

Ma Ballabeni non dorme e lo controbatte colpo su colpo cercando qualche lancio a mulinello ogni qualvolta il vento si attenua e riuscendo alla fine a piegarlo.

Vanni Ferrari è indomito lottatore, ma alla fine deve cedere al francese Fougeat  che innescando il mais riesce a sfruttare il posto terminale chiudendo con il miglior punteggio della giornata: 6408 g.

L’Italia termina la prima prova con uno strepitoso sette penalità con i primi di Ballabeni 5110, Trabucco 3176 e Guicciardi 5338, il secondo di Colombo che cede di appena 90 g a Guessard, oltre al secondo posto di Ferrari 5354.

Il distacco inflitto all’Inghilterra è abissale, mai riscontrato: 24 penalità, dato che gli uomini di Klegg chiudono a 31, mentre i francesi (nonostante due primi) sono ancora più indietro, a 44, appaiati ai sorprendenti austriaci e davanti alle quotate Olanda e Belgio.

Alla domenica il Mincio si presenta in condizioni leggermente peggiorate, per via di una burrasca notturna e questo potrebbe favorire la cattura di qualche cavedano.

Si prevede che i nostri avversari, dopo aver visto all’opera gli azzurri, aggiustino il tiro, rendendosi più temibili ma non sembrano esserci dubbi sulla vittoria finale, né a onor del vero sulla vittoria di tappa.

Ci concentriamo molto sulla lotta per il titolo individuale che vede impegnati tre azzurri e due francesi uno dei quali Fougeat sembra abbastanza baciato dalla fortuna, pescando il penultimo picchetto del secondo settore prima dell’interruzione per i fili dell’alta tensione.

Ad impegnarlo oltre a Wilmart che è il terminale, ci pensa subito Milo che mette in saccoccia un paio di bei cavedani pescati con il grumo di caster a RBS dopo un quarto d’ora.

Anche Ferrari che è il primo in alto oggi ha lasciato il diesel per il turbo e va subito a segno con scardole e un cavedano.

Guicciardi è capitato a valle dove le erbe imperversano per tutta la gara rendendo impossibile l’uso della sua amata bolognese e molto difficile la passata con la canna ad innesto.

Qualche apprensione arriva da Ballabeni che ha avuto in sorte l’unico posto del Mincio dove l’acqua è quasi ferma, ed a Trabucco anche lui piazzato in un picchetto da lacrime.

A metà gara entrambi sono dati attorno a metà classifica e non c’è molto da scherzare perché gli inglesi vanno molto meglio del sabato con Nudd e Gardener e il solito Scottthorne che impegna Milo più di Fougeat che sta invece scomparendo.

Ballabeni ha un gesto di rabbia ma fa “obbedisco” come Garibaldi, quando Chines gli ingiunge di difendere il piazzamento mettendosi alle alborelle, mentre Trabucco rifà pazientemente il fondo e rimonta caparbio con tre scardole di fila portandosi nelle zone alte.

Nel finale di gara soffriamo dietro a Guicciardi, unico dei nostri a poter puntare al titolo.

Guicciardi fa miracoli nel calare la lenza nelle corsie libere da erbe, prende qualche scardola, poi vola di rapina tre bei persiconi, e poi insiste ancora fuori, ma il belga Carroyer lo contrasta efficacemente con nove scardole e alla fine lo batte per tre etti.

Attendiamo con ansia il responso dei settori alti, ma Milo non riesce a fare il miracolo e deve cedere ad uno strepitoso Scotthorne che ha preso anche un cavedano all’inglese a galla in mezzo al fiume che lo batte per via della taglia, oltrechè all’olandese Deelen.

Ballabeni conclude al 15º posto, Ferrari non scivola oltre il quinto e c’è ancora souspance per la medaglia di bronzo che Trabucco perde e s’incazza con la scardola che si slam mentre Matteoli scandisce tre secondi alla fine.

Così è ancora un argento per Guicciardi come in Irlanda e bronzo per Colombo come in Belgio il titolo stregato ci sfugge ancora per premiare l’inglese Scotthorne, comunque meritevole.

C’è ancora da dire che chiudiamo a 29 penalità, sempre davanti all’Inghilterra 32 con un brutto 18º di Pickering ridotto alle alborelle e dalla Francia che ritrova Desquè ma ritrova gli altri ed esce dal podio dopo sei anni.

La manche va sorprendentemente alla cheta Austria, con una pescata di scardole a RBS chiude a 28, guadagna con sesto bronzo della sua storia e non è da poco.

Alla fine per noi è il gradino più alto del podio, con 27 penalità di vantaggio sull’Inghilterra, davvero un record clamoroso.

Il nostro rendimento aumenta a dismisura, a discapito dei galletti d’oltralpe che hanno accusato un brutto colpo.

Belgio Olanda Portogallo e San Marino completano una classifica che, a parte l’inserimento degli austriaci era molto prevedibile.

Il Mincio ha sorpreso tutti per l’ottima pescosità, con un pesce di taglia che gli stranieri non si aspettavano in questa quantità.

E nella suggestiva conca della Piazza di Peschiera, tra i cori calcistici dei ragazzi della curva, applausi scroscianti e brillar di flash, c’è in giro molta soddisfazione mentre si chiude il sipario su questa memorabile 43ª edizione del campionato mondiale.

 

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