CLUB AZZURRO: VINCE L’EDIZIONE 2011 GIULIANO PRANDI

Salve amici di Match Fishing, in questo reportage vi vogliamo parlare della finale del Club Azzurro edizione 2011 svoltasi sul Circondariale di Ostellato nel fine settimana del 15 e 16 ottobre.

Iniziamo a dirvi che anche qui come in tutta Italia il clima è stato davvero impietoso con le temperature scese a pochissimi gradi sopra lo zero termico e ovviamente oltre ai pescatori anche il pesce ne ha risentito.

Basta dirvi che fino al venerdì, in occasione delle prove degli agonisti, le breme rispondevano molto bene alle solite impostazioni di pesca ma già nella giornata di sabato, 1° manche del C.A., la pescosità era notevolmente diminuita.

Il sole meno male presente, ha alleviato i disagi ma non ha evitato comunque l’uso da parte dei pescatori di ricorrere al vestiario tipicamente invernale per proteggersi.

La pescosità come dicevamo è stata presente anche se i settori esterni hanno beneficiato della minore pressione agonistica evidenziando catture più continue.

Pesca che si è sviluppata interamente sulla linea dei 13 metri con l’ausilio della roubaisienne anche se nei box si sono viste tante canne inglesi aperte e pronte all’uso.

Come sempre i concorrenti in lizza per la maglia della nazionale erano 50 con le ali degli stopper ad annullare i vantaggi del picchetto esterno.

Non sarebbe male che una simile soluzione fosse applicata anche nella finale dei più importanti campionati nazionali quali l’italiano di società e l’italiano individuale.

Non sarebbe difficile trovare volontari per ricoprire questo ruolo a beneficio della regolarità assoluta della gara.

Le lenze ad Ostellato montate sui kit delle roubaisienne hanno variato tra quelle leggerissime da 4×12 a quelle da 2 e 3 grammi.

All’inizio scopiettante con la pasturazione pesante ha replicato l’uso della coppetta durante le quattro ore di gara per essere più precisi e cercare sulla “roba” quei pesci che in molti casi sono stati rappresentati da breme e in altri, sporadici per la verità, rappresentati da carassi.

Il pesce di taglia, uscito in qualche picchetto ha aiutato notevolmente la classifica di settore per coloro che sono riusciti a portare a guadino la cattura.

Nella parte finale di gara, quando il pesce si è mostrato più sospettoso ha fatto la differenza una lenza leggera montata con galleggiante da 4×12 , terminale dello 0,8 e amo finanche del 22.

Innesco rigorosamente fatto di larve di ver de vase, una e a volte due, anche se i bigattini sono stati usati ma senza positivi riscontri.

Osservando le esche preparate sul piatto abbiamo notato anche vermi, caster e canapa.

Il caster, per la verità, da alcuni mesi è una componente quasi insostituibile perchè pare che alla breme in estate o in inverno piaccia particolarmente.

Dopo otto ore di gara, suddivise nelle due manche, i verdetti sono arrivati ufficialmente con le classifiche stilate dal giudice di gara Antonio Fusconi e risultano promossi in nazionale i seguenti agonisti:

1   Prandi   Giuliano   9,00   58.880       Lenza Emiliana (Tubertini)
2   Carraro   Simone   10,00   48.725       Lenza Emiliana (Tubertini)
3   Bruni   Alessandro   11,00   53.715       S.P.S. Ravanelli (Trabucco)
4   Gelli   Andrea   13,00   57.660       ASD L.P. Valdera L. Pontederese (Colmic)
5   Premoli   Stefano   13,00   57.760       Polisportiva Oltrarno (Colmic)

I primi due, Prandi e Carraro, sono in forza alla Lenza Emiliana Tubertini mentre Bruni, targato Team Ravanelli Trabucco, ritorna in nazionale dopo un breve periodo di assenza; assapora la maglia azzurra per la prima volta Andrea Gelli, della Valdera Pontederese, un giovane toscano che farà parlare molto di sè in futuro, mentre al quinto posto troviamo un agonista che non ha certo bisogno di presentazioni Stefano Premoli della Polisportiva Oltrarno Colmic.

A questo punto il Commissario tecnico della nazionale seniores si ritrova tra le mani ben 12 elementi, contro i 10 che ha avuto fin’ora, poichè ai 5 della nazionale che entrano per scelta tecnica (Gabba, Ballabeni, Sorti, Defendi, Falsini) si aggiungono anche, oltre ai 5 del club azzurro, anche il campione del mondo individuale Andrea Fini e il campione italiano Moreno Ravaglia.

Una bella squadra di campioni a disposizione del CT Rudy Frigeri da utilizzare nell’attività internazionale del prossimo anno.

Come dice il CT “è meglio avere problemi di abbondanza che carenza di campioni da valutare” e speriamo che il gruppo ancor prima che i singoli, si cementi ancora di più per andare il prossimo anno in repubblica Ceca a dettare legge da campioni del mondo.

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CARRARO PERDE LA VOLATA FINALE

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