CAMPIONATO ITALIANO DI SOCIETA’: IL FILM DELL’APOTEOSI FIRMATA RAVANELLI TRABUCCO

Arriviamo a Medelana avvolti in una nebbia incredibile tant’è che pure il cameramen è riuscito a perdersi nonostante avesse il navigatore satellitare.

In auto siamo il sottoscritto, Luca Caslini e Michela Malossi, una romagnola purosangue alle prime armi con le telecamere di Italian Fishing Tv.

Ci attende la gara delle gare, la sfida delle sfide, la finale del campionato italiano di società.

La due giorni di Medelana era iniziata il sabato con la quinta prova al termine della quale i giochi per la conquista del tricolore venivano riaperti da una super prestazione dell’Oltrarno Colmic.

In testa i ragazzi della Ravanelli Trabucco resistevano all’assalto dei toscani mantenendo un buon margine di vantaggio ma sentivano il fiato sul collo sempre più pesante.

Non oso immaginare come possano avere trascorso la notte Sorti, Bruni, Defendi e Fedeli, e con quale tensione abbiano raggiunto la mattina della domenica l’argine del Po di Volano.

Dopo una sosta per un caffè, raggiungiamo il canale, cerchiamo un posto dove parcheggiare e fatichiamo a trovarlo. Addirittura vediamo un angolo di prato transennato con un cartello “riservato Ravanelli” dove di li a poco sarebbe stato occupato da un pulman di “hooligans” soresinesi bardati da capo a piedi con i vessilli della loro squadra del cuore.

L’auto carica di attrezzature fotografiche e telecamere ci costringe ad entrare oltre la transenna lungo la strada del canale e scorgiamo in mezzo alla nebbia sagome scure silenziose muoversi con ritmo pacato.

Il ritardo ci fa perdere la fase del controllo delle esche ma non ci preclude la possibilità di avvicinare i concorrenti ancora intenti a sistemare le pasture e preparare le bocce di pongo per la pasturazione pesante.

Luca si perde a chiaccherare con tutti, mentre io, il cameramen Giuseppe e Michela ci portiamo a ridosso dei personaggi che avevo deciso di seguire da vicino.

Sorvegliati speciali dovevano essere, per ovvie ragioni di classifica, i componenti della squadra A della Ravanelli Trabucco e gli assi della Oltrarno Colmic ovvero i primi e i secondi della classifica progressiva.

Cerco Sorti, lo raggiungo quando ancora sta lavorando la terra in riva all’argine, faccio un cenno a Luca e subito gli pianta il microfono sotto il naso per alcune domande di circostanza.

Il servizio che intendiamo realizzare per Italian Fishing Tv deve essere speciale, voglio cogliere le sfumature della tensione per far rivivire ai telespettatori le stesse emozioni che si sono provate in quei momenti.

Ci spostiamo da Falsini, preferisco prima chiedergli il permesso ad una breve intervista, al si di Jacopo il Luca gli è già addosso per alcune domande.

Mancano ormai pochi minuti al via, la pasturazione pesante mi trova sul picchetto di Andrea Fini il quale lancia le sue “mine” tutte nello stesso posto tanto che se dovesse darsi al gioco delle bocce sarebbe un ottimo bocciatore.

Arriva il giù le canne, cerco di fotografare le prime catture, ma questa nebbia mi impedisce di fare foto di buona qualità, la nebbia addirittura non mi permette di individuare nemmeno le antenne dei vela.

E’ anche freddo, il pesce non arriva subito, qualche breme qua è là, ma tanta calma.

E pensare che il giorno prima, in gara 5, si sono fatti pesi esagerati come altrettanto lo sono state delle carpe di taglia XXXL, addirittura qualcuna a ridosso dei dieci chili.

Tra me e me penso che sia solo questione di aspettare che la nebbia si dissolvi, ma alla fine ci abbiamo dovuto convivere per quasi tutta la gara.

I picchetti non sono regolari, c’è chi prende con regolarità e chi invece stenta, chi prende bene e poi all’imrovviso con l’ingresso di un pesce grosso in zona pesca vede la luce spegnersi senza pietà.

I siluri sono in caccia, tant’è che qualcuno ha il coraggio di attaccare le breme attaccate all’amo nella fase di recupero.

Elastici cavi del 1,8 – 2,1 verdi o gialli  montati abbastanza lenti ti fanno capire, in fase di allungo, se trattasi di un pesce da pochi etti o più grosso.

Si corre da un concorrente ad un’altro, e nel tragitto in molti mi chiedono ….”Alessandro allora? che notizie hai?, come va Sorti?

“lo danno tra i primi” rispondo…

e Bruni?….

“è un pò attardato ma sembra che stia recuperando”

Io sono li per filmare, fotografare, cercare particolari da mettere in evidenza mica posso fare lo speaker di radio gara…

Vedo in difficoltà la Lenza Emiliana, mi soffermo spesso sul picchetto di Gabba, non riesce a pescare, tutti gattini , tutti gattini, non c’è verso, che sf…. , le prova tutte anche la pesca corta sotto l’albero per vedere se acchiappa una grossa carpa ma niente da fare.

Anche Jacopo Falsini mi viene riferito che ha preso in mano la lenza da pesce grosso, da grande bomber della pesca qual’è cerca il jolly per mettere il sigillo sulla sua gara ma non arriva, scodella bachi in colla e gli pesca sopra ma la baffona non ne vuole sapere.

Jacopo sa che quel pesce gli serve come il pane per sperare di rosicchiare quelle posizioni, che per la classifica valgono doppio e sperare in un sorpasso clamoroso.

Ci hanno provato tutti quelli dell’Oltrarno perchè ci credevano ma alla fine nulla hanno potuto contro la determinazione dei ragazzi di Zangani e Ferrari.

Suona la sirena dopo quattro ore tirate e finalmente il sole esce allo scoperto a riscaldare un ambiente già rovente di suo.

Iniziano le operazioni di peso, le bilance sono implacabili e anche oggi si registrano dei pesi eccezionali.

I capitani li vedo accantonati con telefoni, ricetrasmittenti, a cercare conferme sui risultati dei propri agonisti.

Seguo la pesa nel settore di Sorti, il primo a pesare è Fini…azz….. 17.330 punti maremma che pescata si prosegue ma le altre pesate non lo superano.

Arriviamo da Sorti, però… una bella nassa, siamo lì… 16.930 punti…un pesce di distacco.

Che sfida, che campioni, due agonisti che tutto il mondo ci invidia, due stelle del firmamento agonistico, due fuoriclasse, due colonne della nazionale che lottano insieme a livello internazionale ma che oggi per interessi diversi dovevano farsi del male.

Alla faccia tirata e rabbiosa di Sorti per quel secondo posto fa da contraltare quella rilassata e sorridente di Fini.

Per diversi minuti girano avanti e indietro sensa sapere cosa fare, sono entrambi in attesa di una notizia che tarda ad arrivare.

Walter Zangani lo vedo teso nel volto e scoraggiato, arrivano brutte notizie dal settore di Bruni, passa uno che riferisce che non prendeva molto…

Zangani è distrutto dalla tensione, per un attimo incrocia i miei occhi e scuote la testa come per dire “non ce l’abbiamno fatta”.

In quel momento mi arriva al cuore una forma di dispiacere perchè so quanto possa valere per questa persona un risultato favorevole, quanta attesa ci sia da tutto il gruppo Ravanelli e da un’intera città chiamata Soresina.

Per un attimo mi sono immedesimato in loro, gente che vive per la Ravanelli, tanto quanto la gente di Maranello vive per la Ferrari, anche a Soresina infatti come a Maranello le campane suonano a festa in caso di vittoria e ….arriva un urlo liberatorio.

La somma dei punti ora è matematica, l’Oltrarno fa un’altra gara super con 9 penalità ma la Ravanelli con tutte le forze lotta e chiude con 13,5 penalità.

La classifica finale dice  primi Team Ravanelli Trabucco con 164,5 punti e secondi Oltrarno Colmic  con 175,3 punti.

Accompagno Walter Zangani lungo la strada, ha gli occhi lucidi, si commuove, e tutti quelli che lo incontrano lo abbracciano con affetto.

Anche gli avversari ora più rilassati si avvicinano e si complimentano con i vincitori, Fini da grande campione stringe la mano a Sorti mentre Frigeri abbraccia Zangani calorosamente.

Questa è sportività, questa è la parte migliore della pesca sportiva.

Hanno vinto i migliori Sorti, Defendi, Bruni e Fedeli, ed è giusto omaggiarli con la massima sportività e infatti così fan tutti.

Scoppia la festa…, macchè il delirio! gli holigans di Soresina iniziano a scatenarsi, dopo cinque lunghi anni possono finalmente tirare fuori tutta la rabbia che si accumula dopo anni di digiuno.

Le bandiere azzurre sventolano, la curva sud è già in escandescenza, i cori e le musiche sparate al massimo dei decibel sono coinvolgenti, si balla all’ombra del pulman, si beve e si mangia,  e ad ogni auto che passa gli si intona la canzone…”i campioni dell’Italia siamo noi ohee, i campioni dell’Italia siamo noi ohee” tanto che un’auto con dei tifosi dell’inter passando chiedono se il campionato di calcio fosse già finito.

Si, il campionato è finito, l’Inter non sarà campione e chi se ne frega, ma la Ravanelli Trabucco  si, è campione d’Italia per la settima volta.

Alessandro Scarponi

IL FILM FOTOGRAFICO DELLA GARA

 

 

 

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