A POLVERINA TRA AMICIZIA, SAVETTE E CAVEDANI

La giornata di pesca che sto per raccontarvi parte qualche giorno fa dopo una pescata a feeder al lago di Fano.
Oltre al sottoscritto facevano parte della compagnia Peppe Trani, Marco Mazzetti e Claudio Giaconi con i quali si era deciso di replicare sul canale di Ostellato ma il maltempo in programma faceva saltare l’appuntamento.

Ma l’Italia è lunga e stretta e spesso capita di vedere regioni sotto la pioggia e altre baciate dal sole.

Uno sguardo veloce ad uno dei siti meteo e si scopre che nelle Marche per sabato 4 gennaio non ha messo pioggia e così con una telefonata si decide per una pescata al lago di Polverina in compagnia di altri amici marchigiani tra i quali alcune “penne” note di matchfishing come Belli e Cirilli.

Il viaggio in autostrada è difficile per via di una fitta nebbia ma una volta imboccata la superstrada Civitanova – Roma si notavano in lontananza spiragli di bel tempo.

Ad attenderci gli amici di match fishing che fin dalle prime luci dell’alba avevano presidiato il tratto di sponda sinistra del lago per avere le postazioni disponibili.

Io e Mazzetti, dopo due ore e mezzo di viaggio, arriviamo al lago con ancora negli occhi la bellezza del panorama delle prime cime dei monti Sibillini innevati e il lago di Caccamo sempre colorato di verde smeraldo.

Arrivati e scambiati i saluti si inizia a preparare le postazioni di pesca.

L’acqua è alta e così siamo costretti a collocare i panieri a bagno, inizia la pescata ma le mangiate non arrivano.

Così c’è spazio nella testa anche per alcuni pensieri e subito penso alla cosa più importante scritta nella pescata.

Cos’è che spinge le persone ad affrontare lunghi viaggi, sostenere costi e rubare ore al sonno?

Tutto nasce dalla forza di questa passione che noi tutti nutriamo, una passione che ci aggrega e che ci fa girare per l’Italia, una passione che fa nascere nuove amicizie, una passione che unisce sconosciuti verso la stessa meta, una passione che appiana le divergenze…una passione che fa incontrare dei romagnoli e dei marchigiani a Polverina per realizzare dialoghi e momenti da ricordare per sempre.

E ancora penso al luogo che mi ospita, le Marche; una regione dove i laghi la fanno da padrone, come non ricordare Fiastra, Caccamo, Polverina, le Grazie e tanti altri minori.

Alcuni di questi sono per la verità degli invasi idroelettrici realizzati per mezzo dello sbarramento di fiumi come il Chienti per i laghi di Polverina e Caccamo e Fiastra per il medesimo invaso.

In queste chiare e fresche acque sono presenti pesci “nobili” come cavedani e savette pesce quest’ultimo ormai sparito dalle acque italiane.

Ed ecco che dai miei pensieri mi scollego e vengo riportato alla realtà grazie ad una vibrazione improvvisa del cimino, non seguita dall’affondo finale per la ferrata decisiva.

Il tempo passa e le mangiate non arrivano e così, seguendo gli insegnamenti di Mazzetti, che mi pesca a fianco, si apportano le prime modifiche alla lenza.

Il cimino da un’oncia viene sostituito con uno più sensibile da mezza oncia, il feeder viene alleggerito a 15 grami e pure l’amo e il terminale passano al 22 e allo 0,8.

Il primo a “bollare” è Marco Mazzetti, seguito da Federico Cirilli che per l’occasione decide di pescare a roubaisienne e poi via via seguono a ruota anche gli altri amici.

La mattinata passa veloce con qualche bella cattura fatta che ha permesso lo scatto di alcune foto e arriva così il momento di suggellare il gemellaggio tra due regioni vicine con lo scambio di prodotti tipici.

Dalla Romagna si offrono alcune bottiglie di sangiovese doc e dalle Marche un buon salame da spalmare che da queste parti chiamano Ciauscolo.

Il Peppe Trani, grande feederista della lenza Emiliana Tubertini, decide di stupire tutti e mette sul tavolo anche del buon formaggio e dei dolci ai quali è stato difficile rinunciare.

La pausa è stata l’occasione per scambiare qualche riflessione sulla pesca in generale e sulla pescata della giornata ma si è spaziato anche su argomenti della quotidianità.

D’altra parte tra persone che si stimano è facile improntare un dialogo a tutto campo ma la pescata reclama i cannisti e così si torna ai posti di combattimento.

Il livello dell’acqua intanto è sceso parecchio, i panieri sono in asciutta e le savette ora mangiano con maggiore frequenza e più determinazione.

I feederisti hanno attuato due impostazioni, la prima con il classico cage caricato di pastura rossa al formaggio e bigattini sfusi mentre la seconda solo a bigattini semi incollati.

Le nuvole nere che si intravvedono sopra le montagne circostanti spostano anche masse d’aria che a terra si trasformano in vento tanto che anche l’azione di pesca ne risente parecchio.

L’acqua increspata, tinge di marrone i primi sei sette metri di lago da riva, e per tutti è il campanello del fine pescata.

Le foto di rito con il bottino della pescata chiude la giornata e la comitiva si sposta verso il primo bar dove poter gustare un caldo caffè e salutarsi con l’impegno di ritrovarsi in una prossima occasione in qualche altro posto dove acqua e pesci continueranno a sugellare una vera e solida amicizia in nome di una sana passione chiamata pesca.

Alessandro Scarponi

IL FILM FOTOGRAFICO DELLA PESCATA

L’arrivo sul lago all’alba per presidiare i posti di pesca. Da notare il panorama e i colori all’orizzonte.
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Luigi Belli guarda il lago prima di allestire la sua postazione
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Alessandro ci mostra una bella savetta catturata alla distanza di 20 metri innescando due bigattini rossi su un amo del 22 e un terminale dello 0,8

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Federico Cirilli ci prova con il feeder ma pare non avere le idee chiare
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Federico Cirilli, gran conoscitore di questo lago, si diverte ad insidiare cavedani con la roubaisienne e alla fine avrà la meglio portando a guadino un paio di esemplari da fotografia
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Altre catture di cavedani per il Cirilli
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Per Luigi Belli è la prima volta con il feeder, l’importante era mettersi in gioco tra gente più esperta come Trani, Mazzetti e Giaconi, alla fine il “Gigio” patron della Goldenfish Tubertini , mette in nassa le sue prime catture.
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Ecco una savetta appena salpata
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Claudio Giaconi gli è a ruota e porta a guadino delle belle savette e001

Claudio con un altro pesce
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la pausa pranzo
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E’ pomeriggio e il vento si alza prepotente tanto da far volare le nasse messe ad asciugare
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Marco Mazzetti con il suo pesce
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