PROFILI E PERSONAGGI: i campioni della pesca al colpo, sotto la lente di Natascia Baroni.

Anche questo mese ho avuto la fortuna di poter intervistare un grande campione, soprannominato il “gigante buono”: Stefano Defendi.

Amante non solo della pesca ma anche della montagna, Stefano possiede una casa a Moena, in Val di Fassa, dove va spesso a sciare,  pescare ed a funghi.

Da poco tempo ho scoperto anche che è un cacciatore e possiede un bel setter.

Juventino, ama cucinare ed è legato da 24 anni alla sua dolce Elena.

E’ stato in nazionale dal 2000, si è fregiato del titolo di campione italiano individuale nel 2009 sul Po di Volano a Medelana, riportando a Soresina questo titolo che mancava da diversi anni  e lo ricordiamo ancora nel 2012  laurearsi campione d’Italia per clubs, con la sua Ravanelli Trabucco sul filo del rasoio.

Lo scorso anno nell’ultima prova sul Mincio, sempre del C.I.S., in tanti hanno potuto assistere alla bellissima gara  tra lui , Jacopo Falsini e Luca Pera; dove con un bel terzo di settore, ritorna nuovamente sul podio diventando vice-campione d’Italia a squadre insieme a:Sorti, Bruni e Fedeli.

Cari lettori vi racconto un altro simbolo della pesca italiana, un Defendi come non l’avete mai conosciuto prima, ringrazio lui ed Elena per loro immensa gentilezza.

Buona lettura.

Natascia

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Stefano, eta’ e segno zodiacale? Ho 41 anni e sono del Capricorno.

Sei sposato ed hai figli? No, non sposato e non ho nessun figlio.

Nella tua famiglia c’è qualche altra persona appassionata come te di pesca? Una volta mio padre, che purtroppo ci ha lasciato nel 2010, ed ora mio fratello.

Che lavoro svolgi? Sono un commerciante, gestisco una tabaccheria- ricevitoria- lotto.

Il tuo colore preferito? Il bianco della neve ed il blu dell’acqua.

L’auto che possiedi e quella che vorresti un giorno comprare? Ho un Audi A6 e ricomprerei un Audi.

Ascolti la musica? Ami una canzone od un cantane in particolare? Si spesso, Whitney Houston.

Hai un programma televisivo o un film che guardi spesso? Il canale D-MAX ed il canale tv dedicato a noi pescatori.

Se potessi trascorrere una notte con una bellissima donna, chi sceglieresti? La mia ragazza Elena, con la quale sono fidanzato da 23 anni.

Sai cucinare? C’è un piatto che adori? Si , cucino spesso ed adoro i crostacei.

Ed il vino? Bianco o rosso? Sono astemio.

Pratichi qualche altro hobby oltre la pesca? Si, lo scii, forse piu’ della pesca.

Come riesci a far coincidere questi due sport insieme? Uno d’inverno e l’altro d’estate, per fortuna.

Ma se dovessi sceglierne solo uno, quale sarebbe? La pesca, anche se sarebbe una scelta molto difficile.

Ogni tanto riesci a staccare ed andare in vacanza? La tua meta preferita? Vado spesso in montagna a casa mia a Moena, dove riesco ad andare a sciare, funghi ed anche a pescare.

Il viaggio che sogni di poter fare un giorno? Non ho mete preferite, penso che in ogni posto ci siano cose belle da vedere e da apprezzare.

Hai una squadra di calcio del cuore? La vecchia Signora: Juventus.

Il personaggio sportivo, al di fuori della pesca, che segui con piu’ affetto? Passando l’inverno in montagna, ho la possibilita’ di conoscere molti sciatori di coppa del mondo, tra questi in particolare Cristian De Ville, un moenese doc.

Il tuo piu’ bel pregio ed il tuo peggior difetto? Sono troppo buono, ma nello stesso tempo troppo impulsivo.

Che cosa sogna Defendi? Di riuscire sempre a fare quello che gli piace.

Sei una persona romantica? Si, abbastanza.

La caratteristica che ammiri nelle persone? La sincerita’.

Conta piu’ il cuore o la ragione? Contano entrambi.

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Ed ora conosciamo meglio il grande pescatore: Stefano a quanti anni sei andato a pescare per la prima volta e ti ricordi con chi eri? Fin da piccolo mio padre e mio nonno, mi hanno sempre portato con loro a pescare insegnandomi i trucchi del mestiere. Portandomi lungo i fiumi dove ho imparato ad apprezzare questo mondo.

Il primo pesce che hai catturato e con che canna? Un pesce gatto, nel fiume Serio dietro casa, con una canna fissa.

Ti ricordi la tua prima gara di pesca e chi ti ha convinto a parteciparvi? Avevo 5 anni. Era una gara alla trota in una piscina del Grest ,accompagnato dal papa’. Avevo una canna di tre metri e mi sembrava pesasse due chili, le trote sembravano dei giganti.

Com’è andata a finire? Bene, l’importante era partecipare.

Con quali societa’ hai gareggiato fino ad oggi? Ho gareggiato con poche societa’: per prima la Soc. del paese “Castelleonese”; poi a Pandino; dopo qualche anno a Lucca, nel Fisching Club di Carlo Chines ed infine il salto di qualita’, nell’attuale mia societa’ la Ravanelli Trabucco.

La gara piu’ bella e sofferta che hai affrontato in tutti questi anni? La finale del Campionato Italiano 2012 a Medelana, dove ci siamo laureati Campioni D’Italia 2012.

Il tuo campo gara preferito? E’ Peschiera del Garda, sul Mincio.

Il pesce piu’ grande che hai catturato quanto pesava e dove l’hai pescato? Ho la fortuna di abitare nelle vicinanze di tre grossi fiumi :il Serio, l’ Adda ed il Po, dove nel tempo libero vado spesso a pescare. Il pesce piu’ grosso è stato un siluro di 2,26 mt. , per 86 kg.

La tecnica di pesca che ti rappresenta di piu’ e quella invece dove credi di dover migliorare? Mi piace molto pescare con la bolognese. Dovrei forse migliorare nella pesca con i galleggianti vela di grosse dimensioni.

Il pesce che adori particolarmente? Il cavedano per la sua astuzia ed il luccio per il suo fascino.

Sei piu’ istintivo o tattico? Sicuramente istintivo.

Come ti alleni con il tuo club la Ravanelli Trabucco? Ci alleniamo sempre insieme, nei campi di gara dove andiamo a svolgere le competizioni .

Quando avete vinto nel 2012 il Campionato Italiano di societa’ a squadre, che sensazione hai provato a fine gara? E’ stata una bellissima sensazione , dato che tutti hanno visto quanta gente della societa’ Ravanelli è venuta a vederci e supportarci. E’ un’emozione a cui non ci si fa’ l’abitudine. Solo chi la prova sa’ cosa vuol dire ed è quello che ti da’ lo stimolo per far sempre meglio.

Nel 2009 ti sei fregiato del titolo di Campione Italiano Individuale, cosa ricordi di quel giorno? Una grandissima emozione, il coronamento di un sogno ambito da ogni pescatore.

Qual’ è la forza della Ravanelli? Sicuramente il gruppo, ma soprattutto Marco Ferrari e Walter Zangani.

Stefano, nell’ultima prova del C.I.S. ad ottobre a Peschiera sul Mincio, ce l’avete messa davvero tutta per conquistare per il secondo anno consecutivo lo scudetto tricolore, anche se la fortuna non è stata dalla vostra parte? Sicuramente non siamo stati fortunati, ma nemmeno aiutati. Da parte nostra e della societa’ abbiamo messo tanto impegno, forse se ci fosse stata la possibilita’ di pescare nel campo di gara un po’ di piu’, le cose sarebbero cambiate, dato che per quasi un anno nessuno è potuto andare a provare a causa dei lavori che stavano facendo. Ci è servito per rafforzare il gruppo e per lottare come dimostrato lo scorso anno. Ci davano finiti e siamo comunque saliti sul podio. Comunque il campo di gara è stato bello e tutto è stato organizzato benissimo, peccato che non ci si torni……

Avevi un settore di ferro, avete dato spettacolo? A Peschiera con Jacopo e Luca Pera, abbiamo dato una bella dimostrazione di come un campo di gara puo’ essere interpretato. Jacopo ha vinto il settore pescando dei cavedani mostruosi a roubaisienne; io ho preso le scardole con la canna all’inglese e Luca dei cavedani a bolognese. Tre pesche diverse ma altrettanto redditizie. Certo che uno scontro cosi’, con tante catture, non è facile da vedere! Se abbiamo dato spettacolo lo lascio decidere a voi, per noi è stato un immenso piacere avere cosi’ tanta gente dietro e spero di aver fatto una bella impressione, magari facendo capire a tante persone, il rispetto che fra di noi abbiamo: un’ agonista leale quando ti batte, merita una stretta di mano con stima e rispetto…questo è lo spirito giusto!!!

Come si prepara una gara cosi’ importante? Tutte le gare sono uguali, ci si va’ sempre per vincere!! Sicuramente con dei compagni come ho io, non è difficile trovare la pescata giusta. Ognuno di noi nelle prove, cerca la situazione migliore per sfruttare al meglio il campo di gara. Dedichiamo tanto tempo alla preparazione e la societa’ molti sforzi, mirati ad un solo risultato: la vittoria! Purtroppo a volte si deve dare merito ai vincitori!

E mentalmente come si riesce a stare “tranquilli” senza farsi prendere dal panico? Mentalmente da parte mia non ho problemi a rimanere concentrato, ci ho fatto l’abitudine. Quando sono in prova ed in gara, non sento i commenti e le parole della gente dietro, mi concentro nel mio mondo con un unico scopo: vincere la sfida con il mio rivale..il pesce!!

Prima di questa ultima prova, eravate in quarta posizione in classifica generale, vi siete giocati il “tutto per tutto” pur di salire sul podio? Noi della Ravanelli, non molliamo mai!! Non conta dove si è in classifica o dove gareggiamo, ma dove si vuole arrivare, tutti insieme. Dovevamo recuperare e ci siamo messi a pescare nel modo piu’ sicuro per noi, dato che con la canna all’inglese, i pesci li’ prendiamo sempre. Anche nelle prove lo abbiamo fatto, vincendo molte volte i settori con delle pescate favolose. Purtroppo in gara, le condizioni meteo, hanno fatto in modo che il fiume si velasse quel tanto da permettere la cattura dei cavedani, impedendoci di completare la rimonta in tutti i settori. Ci proveremo sempre…mollare mai!!!

Non si sente un po’ di pressione con dietro tante persone che fanno il tifo, specialmente la vostra societa’ che è famosa per il calore con cui appoggiano i propri campioni? Chi ci segue lo fa’ con passione. In societa’ siamo un gruppo di amici e quando vengono alle gare, per noi è un immenso piacere. Lo fanno per passione e con la voglia di spingerci a vincere tutti insieme. Siamo una famiglia ed è per questo che ci seguono in tanti.

C’è un po’ di rammarico per non essere riuscito a vincere il titolo di campione italiano per clubs 2013? Non c’è rammarico, ma un po’ di delusione. Ci riproveremo ancora, sempre di piu’, consapevoli di essere forti!!

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Sei più un pescatore da squadra o individuale? Sicuramente piu’ pescatore di squadra.

Rappresenti, insieme ad i tuoi compagni, l’azienda Trabucco in tutto il mondo, hai un ruolo particolare all’interno di questa prestigiosa ditta? Sono molto contento di pescare con il materiale della ditta Trabucco e di far conoscere i suoi prodotti in Italia ed all’estero.

Secondo te Roberto Trabucco ti ha dato qualcosa sul piano tecnico avendoci pescato insieme? Sicuramente Roberto, è una miniera di conoscenze e di esperienze che ha messo a mia disposizione, insegnandomi moltissime cose. Mi reputo molto fortunato di far parte della Ravanelli Trabucco e di avere come compagni personaggi del calibro dello stesso Trabucco Roberto e Sorti Luigi, pluri campioni che hanno contribuito sicuramente alla mia crescita agonistica.

L’esperienza piu’ bella che hai avuto indossando la maglia azzurra? Indossare la maglia azzurra è sempre un’esperienza indimenticabile, sicuramente il momento piu’ bello e’ stato il mio primo mondiale vinto in Ungheria nel 2009. E’ un ‘emozione unica. Una cosa bellissima.

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C’è una Nazione all’estero che ti ha colpito e perche’? Mi ha colpito molto la Bosnia, per i suoi aspetti contrastanti. Paesaggi stupendi, ma segnati ancora oggi e ben visibili dalla guerra.

Ed un campione di pesca che ammiri italiano e non? Ammiro Luigi Sorti, in quanto non molla mai! All’estero ammiro l’inglese Raison.

C’è una persona con cui hai legato maggiormente sia a livello di nazionale che di club? Non ho problemi a legare con qualsiasi persona. Con il club siamo un gruppo di giovani pescatori e ben uniti con un solo obbiettivo: vincere!!

Un campo gara dove riesci sempre a dare il meglio di te? Mi piace molto Ostellato, per l’imprevedibilità dei pesci.

Cosa rappresenta per te la pesca? Sicuramente uno stile di vita che mi ha insegnato molte cose.

Quale consiglio daresti ai giovani che vogliono avvicinarsi a questo sport? Io personalmente, mi impegno ad organizzare manifestazione in paese, dove portiamo a pescare molti bambini e spero che qualcuno di loro si avvicini a questo fantastico mondo. La natura e’ bella, basta saperla rispettare e vivere.

La dote che non deve mai mancare ad un garista? La pazienza e il saper preservare tutti i particolari, che tante volte fanno la differenza.

Cosa contraddistingue un pescatore da un’agonista, a parte i risultati? Tutti siamo pescatori, agonisti lo diventiamo al via della gara e si da’ il tutto per tutto in quell’asso di tempo. E’ impossibile essere agonisti senza essere pescatori. La pesca e’ una passione che porta poi all’agonismo. Io personalmente, quando non gareggio vado a pescare per rilassarmi, a contatto con la natura. E’ una sfida tra me ed il pesce.

Perche’ in Italia la pesca non trova il successo che hanno altre discipline? Sicuramente la mancanza di visibilita’ e forse la poca conoscenza delle manifestazioni.

Ti piacerebbe un giorno aprire una scuola di pesca per i bambini? Certo, sarebbe una bellissima cosa.

Sei d’accordo con chi aveva proposto di limitare i giorni per provare i vari campi gara? Si, ero uno di quelli che aveva fatto la proposta. Ci arriveremo per rispetto di chi ha meno possibilita’ di noi.

Se potessi dare un suggerimento alla Federazione, per incrementare i praticanti, quale sarebbe? Penso che la Federazione stia facendo il possibile, avendo creato le varie scuole di pesca giovanili ed i relativi club azzurri, che sfornano nuovi campioni. Purtroppo il nostro sport, ci costringe a molti sacrifici, non solo nostri ma anche delle famiglie.

Un tuo parere su questa nuova formula del Campionato Italiano di societa’? Preferivo la formula precedente con qualche modifica. Questa formula e’ un po’ devastante per le piccole societa’.

E per il 2014 che Defendi dobbiamo aspettarci? In questo nuovo anno, mi vedrete ancora piu’ accanito che mai:” Voglio vincere! Vogliamo vincere! Visto che ho una squadra cosi’ forte come non l’ho avuta mai..e li’ ringrazio.

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare? Ringrazio la mia societa’: la Ravanelli Trabucco che mi permette di provare sempre nuove emozioni.

Grazie mille ed in bocca al lupo per le prossime gare. Grazie a te.

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PALMARES:

1 oro Campionato Italiano Individuale nel 2009

5 ori al Campionato Italiano per squadre ed altre volte a podio

3 ori al Mondiale per Clubs

2 ori al Mondiale per Nazioni

1 oro Camp.Europeo per  Nazioni

4 ori in Gare prestigiose Nazionali od Internazionali (Van den Eynde – Italian Master etc..) coppe CEE .

Stefano è in nazionale dal 2000 ed ha anche vinto il club azzurro 1 volta.

Il CONI e la FIPSAS gli hanno assegnato  le seguenti  medaglie al valore atletico :

2 Medaglie d’oro , 1 medaglia d’ argento ed 1 di bronzo.

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