Next Adventure e Black Queen per un feeder da protagonisti – Colmic vola dritta verso “Altre Avventure e Regine Nere”

Con un titolo del genere ci sono solo due possibilità: o l’autore è ancora reduce dai bagordi alcolici di una notte brava, oppure ha fatto uso di qualche sostanza strana.

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…E siccome qualche dubbio potrebbe anche sorgere…., è meglio chiarire subito che si tratta solo di un giochetto di parole, nato sull’eco della nuova linea di canne “Match Feeder” Colmic, chiamate appunto Next Adventure e Black Queen: canne molto belle e innovative, sapientemente plasmate nella fucina di Mastro Collini e presentate ancora in embrione per il Match Fishing Cup 2014, dove queste perle di un ingegno tutto italiano hanno subito fatto registrare un alto indice di gradimento.

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Tuttavia il solo consenso estetico non può essere sufficiente. La Colmic non metterebbe mai sul mercato un prodotto senza certezze ben più solide ed è per questo che dopo i severi test di laboratorio, mi è stato chiesto di provare direttamente sul campo, sotto ogni aspetto e senza alcun riguardo, le Next Adventure e le Black Queen.

Per farlo ho scelto il canale di Ostellato, unico luogo in Italia che per le sue caratteristiche è capace di esaltare o mortificare le doti dei migliori attrezzi da feeder fishing. Proprio ciò che serve quando, come in questo caso, si devono analizzare a fondo dei prodotti di pregio, dedicati nella loro essenza all’agonismo di livello.

Prima però di addentrarmi nella relazione degli articoli in esame, è necessario descrivere brevemente cosa si intende per Next Adventure e cosa invece per Black Queen.

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La Next Adventure, è una linea di canne suddivisa a sua volta in tre serie, rispettivamente riconducibili a tre azioni ben distinte, così per come segue:

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1)        azione power-light (cosmesi azzurro-argento) nelle misure di 9 ft. (25 gr), 10 ft. (35 gr.) e 11 ft. (45 gr.). Tre canne dall’azione parabolica dedicate alla corta distanza, particolarmente indicate per compiti gravosi come quelli dei carpodromi e quindi, per ovvi motivi, non utilizzate nel test in questione;

2)        azione medium-light e medium (cosmesi giallo-argento) nelle misure di 11 e 12 ft. (casting weight 60 gr.). Canne di punta, scattanti, ma docili, perfettamente adattabili alle normali condizioni di pesca dei nostri campi gara;

3)        azione medium-power (cosmesi rosso-argento) nelle misure di 12 e 13 ft. (casting weight 90 gr.). Due canne nervose e potenti in fase di lancio, ma fluide e progressive con il pesce, in grado di rispondere ad ogni ragionevole esigenza di pesca.

Nota: nelle foto delle Next Adventure si leggono le scritte “70 e 100 gr.”; è un errore serigrafico. Il giusto riferimento è “60 e 90 gr.”; per come riportato nella descrizione.

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La Black Queen è invece una serie unica composta da due canne: la 13 e la 14 ft.; due veri e propri strumenti di precisione che permettono lanci pressoché balistici alle massime distanze, con un’accuratezza unica; sensibili agli accenni ed estremamente reattive nella risposta……..Mi azzardo a definire questi due gioielli semplicemente “Avveniristici”.

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Canne molto tecniche dunque, dove lo studio dei particolari conta, soprattutto quando incide sull’aspetto pratico, come per esempio, sulla funzionalità delle Next Adventure e delle Black Queen, entrambe le quali montano vettini intercambiabili con l’innesto da 3,5 mm., il che equivale a disporre di ciò che serve, nel preciso momento in cui serve.
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In concreto questo significa che, indipendentemente dalla loro potenza e dalla loro azione, su ogni canna delle due serie in questione potranno essere utilizzati vettini in fibra di vetro da ½ oz., 1 oz. 1 ½ oz., 2 oz. e 2 ½ oz., o in carbonio da 1oz., 1 ½ oz., 2 oz., 2 ½ oz., 3 e 4 oz.; una gamma completa che permette di far fronte ad ogni ragionevole circostanza di pesca.
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Passiamo ora alla relazione del nostro test.

La prima canna che abbiamo provato è stata la light medium da 11 ft., con un vettino in fibra di vetro da mezza oncia, decisamente troppo morbido per questa canna così rapida e quindi subito sostituito con uno in carbonio da un’oncia, perfetto sotto tutti i punti di vista, tanto da esaltare le doti armoniose di questo oggetto così tanto “ruffiano”, da lavorare in una progressione tale, come se il suo fusto non avesse mai fine.

Identiche sono le sensazioni trasmesse dalla sua sorella maggiore, la medium di 12 ft., montata con un cimino in carbonio da 1,5 oz. la quale, grazie ai suoi ulteriori 30 cm. di lunghezza, sebbene altrettanto pronta nella ferrata, risulta un po’ più determinata, sia in fase di lancio, che nella gestione della preda.

L’azione di pesca più consona alle caratteristiche di queste canne si è rivelata quella esercitata entro la distanza dei 50 mt., dove ho spaziato agevolmente con feeder fino a 45 gr., senza mai esasperare i lanci con i pesi massimi previsti, poiché non ha senso farlo con canne simili, che non sono cavalli da tiro, bensì dei puro sangue da corsa.

Le due medium power di 12 e 13 ft., montate entrambe con vettini da 1,5 oz., si sono rivelate canne dalle potenzialità insospettabili, in grado di “sparare” in scioltezza dei bullet feeder da 50 e 60 gr. di tara, ma carichi di pastura, dall’altra parte del canale, avendo solo cura di non spingere troppo, per non oltrepassare lo specchio d’acqua.

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Nella pesca alla massima distanza si sono dimostrate sensibili e reattive all’accenno, dimostrando allo stesso tempo tutto il valore di quell’azione morbida, ma incisiva che le caratterizza, rendendole superiori ad ogni aspettativa…… Un solo termine per descriverle: “no limits”.

Infine, un particolare occhio di riguardo mi preme riservarlo alle Black Queen. Due canne “magiche” che, indipendentemente dalle diverse lunghezze, si sono esaltate in ogni singola fase di pesca, lasciando a me il piacere di assaporare appieno quell’insieme di doti, che solo prodotti di qualità superiore possono esprimere: dalla potenza esplosiva dei lanci, alla loro precisione chirurgica; dalla chiara percezione del più flebile segnale, alla fulminea reazione…….Una Black Queen affascinante e voluttuosa, ma letale come un “Black Mamba”.

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Potrei parlare ancora a lungo delle sensazioni trasmesse da questi nuovi prodotti, ma concludo cercando di condensare in poche parole l’esito di questo test, dicendo che le Next Adventure e le Black Queen non sono canne per tutti, ma solo per chi dalla pesca non vuole solo del pesce.

Un saluto a tutti gli Amici di Match Fishing e un particolare un ringraziamento all’amico Alessandro Scarponi (e alla sua inseparabile fotocamera digitale) per il prezioso aiuto.

Marcello Corbelli

Ed ora un po’ di pesca…. 

Marcello Corbelli sceglie la canna sulla rastrelliera
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Il primo pesce è già in canna
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il recupero del pesce con il mulinello ZARTAN è continuo e senza strappi a dimostrazione che questo importante accessorio è di grande qualità

guarda altri mulinelli COLMIC
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Un altro pesce ha abboccato all’esca di Marcello e la canna inizia ad ammortizzare le sfuriate del pesce

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Il pesce di grossa taglia inizia la sua lotta per la salvezza quando si avvicina alla riva ma con le nuove canne COLMIC sarà troppo tardi
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A Marcello sono entrati i pesci grossi e questa ottima occasione ha permesso al forte agonista toscano di testare anche l’altra canna per valutare l’azione della stessa nel momento del massimo sforzo. Tutto perfetto!

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Una pescata perfetta si ottiene grazie ad ottime canne e mulinelli ma grazie anche a pasture appositamente studiate per i canali italici. In questo caso ad Ostellato le breme hanno risposto senza indugi al richiamo della Wonderblack, della Speedo e della nuova Atomic. Marcello ha preparato per Ostellato un composto così ripartito: 40% wonder, 40% Speedo, 20% Atomic. Il mix di due colori ha perfettamente ricreato lo stesso colore presente sul fondale del canale e le breme si sono avvicinate molto rapidamente.

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Da notare come tutte le canne COLMIC siano caratterizzate dalla particolare forma dell’impugnatura in sugaro
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Da notare la finezza delle nuove canne da feeder con una boccola in titanio fissata sopra il calcio.
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E per finire non poteva mancare il nuovo guadino COLMIC ARES
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