Profili e Personaggi: i campioni della pesca al colpo sotto la lente di Natascia Baroni…….GIAMPIERO ANELLI “DRUPI”.

Questa volta cari amici, ho avuto l’onore ed il piacere di poter intervistare un famosissimo cantante, appassionato da sempre della pesca. Lo conosciamo con il suo nome d’arte Drupi, ma per gli amici è semplicemente Giampiero.

Nato a Pavia nel 1947, spontaneo e simpatico, ha preso in mano la sua prima canna da pesca grazie allo zio che lo portava sul fiume Ticino, che lui adora e dove ancora  va sempre con la sua barca .

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Il suo primo pesce catturato fu’ un cavedano. Ha iniziato a pescare con la Garisti Ticino di Pavia ed attualmente , quando non è impegnato con la musica, gareggia con la Ravanelli Trabucco, avendo anche come insegnate personale il forte agonista Maurizio Fedeli.

Ha frequentato personaggi come Milo, i mitici pluri campioni del mondo Nudd ed Heaps, ma soprattutto nutre una profonda stima per Adriano Fumagalli.

Gli fu’ anche assegnato nel 1981 il premio “Buon Samaritano”, per aver salvato due donne che stavano affogando nel Naviglio Pavese. Nel 1973 partecipa a Sanremo, con la sua voce molto particolare “nera”, dove ha la fortuna/sfortuna di arrivare ultimo, ma di vendere tantissimi dischi.

E’ famosissimo in tutta Europa e soltanto lui ed i Rolling Stones hanno suonato nella famosa piazza dell’orologio di Praga.

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Impossibile non ricordare i suoi piu’ grandi successi: “Piccola e Fragile”,” Sereno è”, ”Sambario’”, ”Regalami un sorriso” , ”Vado via” e l’ultimo suo lavoro “Ho sbagliato secolo”.

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Per la realizzazione di questa intervista devo ringraziare Drupi per la sua gentilezza e disponibilità e Maurizio Fedeli, che mi ha fatto da tramite.

Concludo semplicemente riportando una  frase da lui scritta in una sua canzone: “  il rispetto che io sento per la gente è qualcosa che fa’ bella la mia mente”.

Buona lettura.

Natascia B.

Questo Drupi, da sempre innamorato della pesca e dell’agonismo, lo abbiamo visto tantissime volte spettatore a manifestazioni di pesca importanti e meno. Segue gli amici, e partecipa spesso a gare di rilievo nazionale come il Matchfishing Cup e l’Italian Master.

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Una persona di questo spessore meritava un premio alla carriera sportiva, una riconoscenza per l’uomo, per l’appassionato, e così il Comitato di settore della Fipsas gli ha proposto di far parte del Club Azzurro 2015 in qualità di stopper. Drupi ha accettato e ha ringraziato tutti per l’attenzione ma in verità siamo noi che lo ringraziamo perché questo nostro mondo fatto di tanti appassionati che si sobbarcano sacrifici immensi  ha bisogno di questi ambasciatori che rappresentano la parte più bella della pesca.

E tato per stare in tema, Drupi per il prossimo club azzurro 2015 è già pronto per cantarle e per suonarle.

Alessandro S.

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Ciao Drupi,per gli amici Giampiero, sei un famoso cantante con la passione per la pesca, a che eta’ hai iniziato a pescare e chi è stato a farti conoscere questo sport? 

Credo di aver iniziato a pescare già nel liquido amniotico di mia mamma quando era incinta . A parte gli scherzi,  a 5/6 anni mio zio mi portava con lui a pescare  sul Ticino  e se non ricordo male mi lasciò toccare la canna quasi subito (per lui la canna era sacra , nessuno la poteva nemmeno sfiorare).

Ti ricordi il tuo primo pesce e dove l’hai preso?

 E chi se lo dimentica !  Eravamo in barca, e lo zio  per farmi stare tranquillo mi diede in mano il pezzo finale della “gira” (una canna di bambù che si usava in quel periodo), legò un amo che a me sembrava enorme su cui innescò un fico intero (le esche erano troppo rare ) e mi disse di farlo ballare tra i gorghi che la barca creava  sperando che in quel modo avrei smesso di “rompergli le palle”.  Dopo qualche minuto qualcosa di enorme quasi mi tirò in acqua , un cavedano di quasi 2 kg. aveva deciso di farmi innamorare per sempre di questo sport (lo zio non l’ha prese molto bene: finì la giornata a cappotto).

Da giovane hai fatto anche qualche garetta?

Ho fatto molte gare in provincia , le ricordo con tanto affetto.

Ed anche dopo hai continuato a fare qualche campionato?

Non molti , per fortuna nel frattempo era arrivato il successo e non avevo molto tempo , ma qualche soddisfazione me la sono tolta .

Per quali società hai pescato nella tua vita?

Quasi sempre con la Garisti Ticino di Pavia , tranne un breve periodo  con Milo.

 Hai vinto qualche gara importante?

Qualcuna.  Le due che ricordo con più orgoglio sono state:  la prima un regionale (allora si chiamava serie B) ,dove si gareggiava in campi favolosi: Peschiera, il Cereso  ed Ostellato, pieni di tutti i tipi di pesce  e con la mia squadra lo vinsi.  La seconda un meeting internazionale in Irlanda organizzato dalla BBC dove erano state  invitate mi sembra 18 Nazioni tutte zeppe di campioni o ex campioni del mondo. Io ero l’unico elemento estraneo , in quel momento avevo un disco in classifica in Inghilterra, ho sempre sospettato che mi avessero invitato solo per quello . La nostra squadra era composta: da me, Milo, se non ricordo male da Aurelio Faccioli e da Paolo di cui ora mi sfugge il cognome , c’era anche Mario Molinari . Era una gara ad eliminazione e dopo due prove gli unici Italiani rimasti in gara eravamo io e Paolo ,che dovette abbandonare la gara, perché Milo per impegni di lavoro, doveva tornare in Italia . Ero rimasto solo e qui.., venne fuori la sportività di due mostri sacri come Ian Heaps ( noi lo chiamavamo castorino per via dei due incisivi sproporzionati che gli spuntavano dai baffi) e Bob Nudd, due pluricampioni mondiali e leggende viventi della pesca , che si offrirono di aiutarmi nonostante fui proprio io ad eliminarli.  Mi spiegarono che quegli strani pesci  si chiamavano breme (mai viste prima)  e soprattutto come pescarle . Nella  gara di semifinale con il loro aiuto   feci il primo assoluto con 54 kg. ed arrivato in finale portai l’Italia sul podio, arrivando  terzo assoluto.  Regalai il trofeo a Bob, chissà se lo conserva ancora!!      

La tua tecnica di pesca preferita?

In questo momento l’inglese.

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E quella che vorresti provare?

Credo di averle provate tutte non sempre con grandi risultati …ma le ho provate tutte!!

C’è un personaggio del mondo della pesca che ammiri in particolare?

Tantissimi.  In quel periodo ho frequentato personaggi come: Lele Tubertini , ho visto all’opera garisti come Barbetta , Milo,  Faccioli, per non parlare di Trabucco e di tanti altri . Ora pesco con la Ravanelli e mi ritrovo a provare i campi di gara con Gigi Sorti, di  fare gare in coppia con Alessandro Bruni e succede anche di fare conoscenza con fantastici pescatori come Ferruccio Gabba o Jacopo Falsini ed ho come insegnante personale un ragazzo che ha mosso i primi passi come garista nella mia società ed ora viaggia ad alti livelli: Maurizio Fedeli (basta che non canti!). Tutti pescatori incredibili , ma uno mi è rimasto nel cuore e cerco di ricordarmi sempre  di quello che mi ha insegnato allora, sto parlando  di Adriano Fumagalli, un campione ed un uomo eccezionale.  Se legge questo articolo spero che gli arrivi tutta la stima che ho per lui.

Sei praticamente nato sul Ticino e so anche che possiedi una barca, vuoi raccontarci come peschi di solito li’?

E come chiedere ad un ballerino come balli.  Sul Ticino puoi “ballare” di tutto: fare qualche alborella; puoi pescare a bolognese prendendo: pighi, barbi , breme, cavedani e gardon; puoi andare a lucci, siluri , perca, rarissime anguilla ed altrettanto rari storioni. Insomma hai presente il secondo paradiso: questo è il Ticino! Il primo paradiso per me è Peschiera!

Un consiglio agli amici lettori sulle montature, i galleggianti , le pastura etc. per la pesca in Ticino? Con tutte queste tecniche di pesca come fai a consigliare montature, pasture e galleggianti. Il Ticino è come una bellissima donna ogni giorno cambia look, prova a conquistarla e vedrai che meraviglia e che fatica!!

Voi artisti siete sempre molto estrosi, ti è mai capitato di inventare un tuo galleggiante od un  tipo di pastura?

Non solo, ho anche creato una mia linea, purtroppo per i troppi  impegni con la musica, ho dovuto abbandonare, ma con Ignesti inventammo cose che sono ancora adesso attuali ed imitate .

È vero che anni fa volevi aprire un negozio di pesca a Pavia, la tua città?

Vero!!!  Ma come ho sentito in un film di qualche anno fa :” si può fare bene solo una cosa alla volta” ed io ho la musica .

Di solito vai da solo o con gli amici?

Indifferentemente alcune volte preferisco da solo.

Il bello della pesca sono anche gli “sfottò”, ti capita piu’ di riceverli o di farli?

Di solito faccio pari , ma per ora alla Ravanelli ne sto subendo da tutti , appena inizieranno le gare serie mi rifarò  (continuo a dire che Fedeli non deve cantare si rischia il cappotto!).

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Ti piace stare al passo con i tempi, oppure utilizzi vecchi materiali?

Assolutamente al passo con i tempi.

Quando entri in un negozio di pesca, quali settori attirano di più la tua curiosità?

Gli artificiali,  come assoluto ignorante in questa tecnica mi chiedo come  fanno ad abboccare a dei pezzi di plastica (ribadisco la mia assoluta ignoranza in questa tecnica).

La cura degli inneschi per qualcuno è maniacale e tu invece?

Non ho mai curato particolarmente le esche, forse è per questo che alla Ravanelli mi stanno facendo un mazzo tanto , soprattutto Giulio  Nervi, storica sponda di Fedeli , me ne sta dicendo di tutti i colori . Rimedierò, con tali maestri sarà facile!

Hai qualche mania particolare a pesca?

No!! Ma credo che cambierò, nella prossima stagione  porterò con me un corno antisfiga nel caso dovessi fare ancora una gara in coppia con Luca Caslini ha!..ha..! Naturalmente scherzo (ma non troppo!).

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La giornata piu’ bella di pesca che ricordi?

Sono tutte speciali per me.

Il pesce piu’ grande che hai preso quanto pesava?

Non mi ricordo , ne ho presi tanti anche grossi (non li peso mai) , mi ricordo invece di quelli che mi hanno ” preso per il culo”. Mi ricordo di un luccetto di circa 2 chili che per 5/6 giorni mi fregava l’esca qualsiasi cosa io facessi , ed  alla fine riuscii a catturarlo e lo mollai subito come faccio sempre .  Tornai a casa soddisfatto! Che grande pesce e spero che sia diventato nel frattempo di 12 Kg. , se lo meriterebbe era davvero furbo!!

E quello che vorresti tanto mettere in nassa, ma ancora non sei riuscito a prendere?

Penso che tutti i pesci che speravo di prendere poco o tanti, li abbia catturati almeno una volta.

Sognavi mai di diventare un grande pescatore e di indossare la maglia azzurra?

Il mio sogno vero era di diventare un buon musicista e credo che qualcosa di buono ho combinato in carriera , per indossare la maglia azzurra bisogna dedicare uno spazio alla pesca che non ho mai avuto. Vuol dire che mi farò prestare la maglia azzurra da Gigi Sorti, lui ne ha una collezione. Sarà l’occasione per perdere qualche chiletto di sicuro non entro nella sua taglia!

Vai spesso a fare concerti nei paesi dell’Est, dove sei molto popolare, ti porti mai dietro l’attrezzatura per pescare?

Mai!!!!  O si pesca o si canta (basta che non lo faccia Fedeli).

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Che cosa cambieresti di questo sport?

Tante cose , ma non credo che questa sia la sede adatta per farlo.

Hai mai scritto una canzone sulla pesca?

Si, era la sigla di un programma RAI sul mare:  si chiamava “Vita di mare”.

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Mentre pescavi hai mai avuto l’ispirazione per scrivere una canzone?

Quasi sempre il guaio che prima di arrivare a casa il più delle volte, le ho già dimenticate.

Per te la pesca è: sfida con il pesce o contatto con la natura?

Quando vado a pesca da solo e’ totale amore per la natura. In gara è diverso , ho sempre il coltello fra i denti , ma non con i pesci , con me stesso per primo e poi con gli altri concorrenti.

Ad ottobre 2013 ti ho visto a Peschiera del Garda, sul fiume Mincio, per l’ultima prova del campionato italiano di società, in particolare stavi seguendo la gara del tuo grande amico Maurizio Fedeli, ti sei divertito molto quel giorno e che sensazione hai provato?

Purtroppo sarà un giorno che non dimenticherò facilmente, seguendo quella fantastica gara, e parlo di tutti gli agonisti in campo, mi è scattata la voglia di riprovare quelle sensazioni che avevo quasi dimenticato. Per quella manifestazione ho vissuto due giorni con la Ravanelli:  ho imparato a stimare personaggi come Marco Ferrari o come Walter Zangani, in loro ho visto una passione ed un’ amore inconsueti  in altri sport.  Sono stato colpito dalla disponibilità di personaggi come: Mario Guarnieri , con cui anni fa’ mi scornavo sui campi di gara;  dalla divertente follia di personaggi come il mitico Lipra, la concentrazione totale di Giulio Nervi mentre studia come bagnare la pastura alla domenica  e soprattutto l’amicizia che permea tutta la società.  Vedere la  prima squadra, che durante le prove del sabato, si ferma da te per darti consigli sulla gara che farai a Peschiera  fra due settimane, mentre il giorno successivo loro si sarebbero giocati il Campionato Italiano, è stato mitico!!  

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Cosa ti è piaciuto di questo campo di gara?

Tuttoooooooo!!!!!!!!

Sono  alcuni anni che partecipati all’Italian Master ad Ostellato, in coppia con il “nostro” Luca Caslini, com’è stata quest’esperienza sul canale ferrarese?

Nell’edizione del 2013 Luca Caslini ci ha messo tutto l’impegno possibile ,ma aveva due grandi handicap: il primo si chiamava Drupi ,da troppo tempo non pescavo ad Ostellato e quando lo facevo era tutto diverso; il secondo purtroppo: è che eravamo a spalla spalla con Defendi e Bruni ,ci hanno fatto neri!!!  Non preoccuparti Luca ci rifaremo con gli interessi!

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Come trovi questi canali/fiumi rispetto a tanti anni fà quando ci gareggiavi tu?

È tutto un altro film , ti risponderò meglio quando avrò fatto qualche altra gara .

Che consiglio daresti ad un giovane per convincerlo nell’ avvicinarsi alla pesca?

Vai lungo un fiume , fermati ed ascolta … vedrai che qualcosa o qualcuno ti risponderà.

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Ed ora conosciamo meglio il Drupi cantante, come è nata questa passione che poi è diventata un lavoro?

Come sempre le donne sono uno dei motivi per cui si muove il mondo. Mi ero accorto che i musicisti sul palco cuccavano maledettamente , detto fatto comperai una chitarra e ci provai. In un secondo tempo venni totalmente beccato dalla musica e dalla sua magia.

Quando è esploso, artisticamente parlando, il Drupi cantante?

Con il primo disco  nel ’73, Mia Martini che doveva partecipare a Sanremo decise improvvisamente di non andarci , la Ricordi non aveva nessuno da mandare al suo posto e si ricordò di un ragazzo che suonava nel pub vicino alla sua sede , risulato? Arrivai ultimo ma vendetti 9.000.000 di dischi in tutto il monda “ avevo pescato  un ultimo di campo”.

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Hai una voce particolare, è naturale o quando canti la trasformi ?

Ma come si fa a trasformare una voce!!!!! Questa è quella che mi ha dato Dio per fortuna dico io!!

C’è qualcuno che ti ha aiutato ad inserirti nel mondo della musica ?

Nessuno!!!!!!  E’  stato un mix di talento e di fortuna , è passato un treno ed io per bravura o per fortuna ero lì alla fermata, non me lo sono fatto scappare.

I tuoi genitori ti hanno appoggiato fin da subito?

Ho sempre avuto solo la mamma , il padre purtroppo e’ morto pochi mesi dopo la mia nascita. Lei mi avrebbe voluto idraulico per tutta la vita , ma non mi mai ostacolato, una ” grande donna”!

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Da giovane hai fatto tanti lavori: idraulico, barista, meccanico, benzinaio etc…., se non  avessi

sfondato in questo campo, quale avresti preferito fare e perchè?

L’ idraulico sicuramente ,così avrei fatto felice quella santa donna di mia madre.

Hai partecipato per la prima volta a Sanremo nel ’73, cosa ricordi di quell’esperienza?

La felicità di partecipare a Sanremo e la delusione  per l’ultimo posto.

A quale delle tue canzoni sei più legato e perchè?

È come chiedere quale delle breme nella nassa ami di più…. l’ultima quella della vittoria. Cioè “Vado via” ,“Piccola e fragile”, “Sereno è” ,“Sambariò” e “Regalami un sorriso.”

Tra tutti i vari personaggi famosi che conosci, con chi hai legato un’amicizia vera?

Nella musica avere della amicizie vere è molto difficile, ci si incontra  troppo raramente. Ho tanti conoscenti ma pochi amici e di solito sono quelli un po’ fuori di “melone” uno fra tutti Nico di Palo, dei New Trolls.

Il cantante italiano che ammiri di più e quello straniero?

Assolutamente Lucio Dalla,  uno di quelli che viveva davvero per la musica e uno di quelli che potevo considerare un amico. Per gli stranieri Ray Charles in assoluto.

Parliamo di cucina: il tuo piatto preferito?

Pasta e fagioli , non nella quantità che si “sbaffa” Defendi però……

Parliamo di calcio: la tua squadra del cuore?

Non mi interessa il calcio ho seguito il Milan per un certo periodo quando frequentavo Franco Baresi e Paolo Maldini, poi ho abbandonato il calcio troppi soldi e troppa violenza per il mio carattere.

Parliamo di vacanze: dove le trascorre Giampiero Anelli?

Mai fatto una vacanza in vita mia, mi annoio a morte, potrei dirti che la mia vita è tutta una vacanza, vivo per merito di una passione e mi diverto con un’altra  (musica e pesca), che posso chiedere di più? Si, una cosa potrei  chiedere ancora  che Fedeli non canti!!!!!!!

Ti sei esibito con enorme successo in mezza Europa: Londra, Parigi, in Russia allo stadio Lenin, hai radunato 100.000 persone, tu ed i grandi Rolling Stones, siete stati gli unici a suonare nella piazza dell’orologio di Praga, fra tutti questi palcoscenici, quale ti è rimasto più impresso?

Se devo dirti la verità  il palcoscenico che mi ricordo di più ‘e quello di un cinema alla periferia di Pavia, dove debuttai per la prima volta a 19 anni.  Di quello mi ricordo tutto: l’odore, la polvere e lo sguardo di una ragazzina  che mi mangiava con gli occhi, mi ricordo che pensai io da qui non scendo più. Beh sono passati tanti anni e da quel palco non sono più sceso….. che culo!

Perchè tu ed altri tuoi colleghi, riuscite a trovare molta più popolarità, fuori dall’Italia?

Ma non è vero!!!  Ti assicuro che sono molto apprezzato anche in Italia , il motivo è che mi sono allontanato dalla TV per scelta, non ci sono trasmissioni musicali adatte alle mie caratteristiche , ma nei concerti è tutto un altro film se ti capita vieni a vedermi!!

C’è un posto, in particolare, dove ti piacerebbe vivere?

C’è  già, ci vivo:  Pavia, anzi… il Ticino!!

Come nasce l’ispirazione per scrivere una canzone?

Se lo sapessi brevetterei il metodo, di sicuro farei soldi, è qualcosa che nasce e non ho mai capito come e perché .

Quanto tempo si impiega per finire una canzone ed un album ?

Varia da 20 minuti a 20 anni oppure mai.  Quando parli di musica non parli di una scienza esatta.

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E’  uscito nel 2013 il tuo ultimo lavoro, in collaborazione con tua moglie Dorina Dato, ce ne vuoi parlare?

Posso dirti che si intitola “Ho sbagliato secolo”, credo sia il lavoro più bello che ho mai fatto.Sono restio nel parlare delle mie canzoni . Le canzoni si devono ascoltare non se ne deve parlare.In questo album c’è dentro tutta la mia passione per la musica e l’amore,che si respira in casa mia .  Un consiglio agli amici pescatori: ascoltatelo magari in riva ad un fiume e vedrete come sarà più bello pescare.

Che consiglio daresti ad un giovane che vuole intraprendere la carriera di cantante?

Cambia lavoro!!!!! Fai musica per la passione che ti trasmette e non pensare al successo ,quello se arriva il più delle volte arriva per caso , ed in questo momento è più difficile che mai , c’è la possibilità che da quella cosa meravigliosa che è la musica ,possano arrivare grandi delusioni.Gli consiglierei , primo: impara a pescare lì troverai te stesso se quello che trovi ti convince prosegui altrimenti continua a pescare ti divertirai di più.

Grazie mille Drupi per la tua gentilezza, è stato un onore per me, poter intervistare un personaggio importante della musica italiana.

Che parolona!!! “Onore” basta una stretta di mano (possibilmente non sporca di pastura ah…ah) 

con maurizio fedeli
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con giulio nervi
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con alberto Bevilacqua della RAI
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Drupi durante il concerto del 31 dicembre 2014 in Polonia
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