PESCA DI FRODO: A GONZAGA LE ISTITUZIONI SI CONFRONTANO COI PESCATORI

Nato nel 1999 da un’idea di un gruppo di amici, Carpitaly giunge quest’anno alla 16^ edizione. Affermatasi nel tempo come una delle più rilevanti manifestazioni del settore a livello europeo con una superficie espositiva in continua crescita di oltre 12000 mq vede la partecipazione dei maggiori produttori italiani ed europei, oltre a distributori e numerosi negozi.
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Attualmente Carpitaly è organizzato in partnership fra Fiera Millenaria di Gonzaga Srl e La Mincio, che ogni anno lavorano con l’obiettivo di soddisfare le aspettative di espositori e visitatori, per proporre interessanti e ricchi contenuti intorno al carpfishing e alla pesca al siluro. A margine del momento espositivo nella sala assemblee è stato organizzato un incontro tra appassionati di pesca alla carpa e siluro e i vari rappresentanti delle varie istituzioni che hanno responsabilità diretta nella gestione e sorveglianza delle acque.
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Il tema molto delicato è stato quello del bracconaggio e pesca di frodo che ha assunto negli ultimi anni dimensioni tali da annientare intere popolazioni ittiche nei canali del Polesine e mettere a rischio non solo una passione ma anche numerose attività economiche.

Noi di match fishing eravamo presenti e abbiamo colto la grande amarezza e la preoccupazione di migliaia di appassionati e oggi anche dei rappresentanti delle Istituzioni. Diciamo che è stata una bella riunione, la prima di una lunga serie, speriamo, che possano tenere alta la tensione su questa problematica.

Non sono mancati gli interventi, alcuni dalla platea con toni esasperati, ma questo è quello che ci vuole per smuovere le coscienze contro il fenomeno del bracconaggio che sta distruggendo le nostre amate acque pubbliche.

Alcune critiche sono state indirizzate alle aziende del settore ree di avere disertato questa assise.
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Non sappiamo se ormai sia troppo tardi, ma certo è che indietro non si torna ed è inutile quindi piangere sul latte versato e cercare di addossarsi colpe l’un con l’altro, che non porterebbero da nessuna parte.

In quest’ottica ha riscosso molti consensi l’intervento di Alan Fabbri, consigliere regionale Emilia Romagna ed ex Sindaco di Bondeno (FE) che pur ammettendo di non essere un pescatore si è preso a cuore la questione ed ha spiegato quali saranno le mosse a livello politico per contrastare il problema ma conoscendo i tempi di risposta della burocrazia (solitamente medio lunghi) ha anche consigliato soluzioni immediate per provare a contrastare questa che ormai è diventata una vera e propria piaga e si è detto disponibile ad attivarsi in prima persona a fianco delle altre istituzioni ma soprattutto di noi pescatori.
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Le autorità presenti erano moltissime, oltre al già citato Alan Fabbri era presente il sindaco di Ostellato Andrea Marchi (da sempre vicino ai problemi dei pescatori) il comandante della polizia provinciale di Ferrara sig. Castagnoli, il presidente della Fipsas Matteoli, il presidente del parco del Mincio Pellizzer, il presidente della provincia di Rovigo Trombini, il deputato On. Carra, ed il presidente della Fipsas di Mantova Boccola carbonello, e altri ancora, un insieme di personalità davvero importanti tutti uniti nel cercare di trovare soluzioni a questo problema.

La sala era gremita all’inverosimile tant’è che numerose persone non sono riuscite ad accedervi nemmeno per un posto in piedi, testimonianza di quanto sia sentito il problema.
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Addirittura a causa di un black out si è rimasti tutti al buio per qualche minuto ma nonostante questo la riunione è andata avanti tant’era il coinvolgimento di tutti i presenti.

Gli argomenti trattati sono stati davvero molti e verranno esposti in maniera più approfondita nei prossimi giorni, in ogni caso maggiore sinergia e coordinamento tra le varie forze in campo è apparsa la soluzione tampone in attesa che vengano create leggi necessarie a contrastare il fenomeno.

Interessanti, o meglio, agghiaccianti i dati di questo scempio: nello scorso anno nelle sole provincie di Ferrara e Rovigo si stimano prelievi abusivi di pesce per circa 2.000 tonnellate che commercializzate a circa 3 euro al kg hanno fatto guadagnare al malaffare oltre 6 milioni di euro.

Secondo quanto sottolineato in alcuni interventi dei relatori, le famiglie (quasi esclusivamente di nazionalità rumena) che gestiscono questi traffici sono organizzate con rigide gerarchie ed i “capifamiglia” sono in grado di incassare fino a 20.000 euro a settimana.

Di fronte a queste cifre appaiono davvero irrisorie le sanzioni emesse che ammontano ad esempio nella provincia di Mantova a 27.000 euro, dei quali ad oggi risultano incassati solo 7.000 euro.

Purtroppo le sole sanzioni amministrative, quasi un regalo ai predoni delle acque dolci, non fanno paura visto che non vengono quasi mai pagate ma oltre ad un inasprimento delle sanzioni servirebbe il sequestro e la confisca dei mezzi come battelli, auto e furgoni per il trasporto del pesce.

Per farvi comprendere meglio la situazione vi proponiamo un articolo tratto da Gazzetta di Mantova:

I predoni del Po divisi in otto bande

Sabato al Carpitaly di Gonzaga il convegno: il fenomeno coinvolge tutto il corso dal delta del fiume fino a Parma e Reggio Emilia con un giro d’affari illegale di centinaia di migliaia di euro e pesanti danni ambientali

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GONZAGA. Le inchieste hanno rilevato che i pescatori di frodo attivi sull’asse mantovano del Po sarebbero più di 150, organizzati in almeno otto gruppi che si spartiscono il corso del fiume con ruoli precisi e modalità d’azione da criminalità organizzata. Si stima che mediamente ogni gruppo sia in grado di smerciare due carichi a settimana da 20 quintali ciascuno di pescato che in gran parte finisce sul mercato romeno con profitti altissimi. Di questo si parlerà sabato 21 alle 11.30 a Carpitaly, fiera internazionale del carpfishing e della pesca al siluro (21-22 febbraio – Polo fieristico di Gonzaga) si terrà un appuntamento dedicato all’emergenza bracconaggio sul Po, che vede la presenza costante sulle acque del grande fiume di almeno 150 bracconieri a caccia di pesce siluro, il “mostro” del Po.

Organizzati in reti criminali internazionali, i bracconieri danno vita a un giro d’affari di svariate centinaia di migliaia di euro. Per non parlare dei danni provocati ai fondali del fiume a causa dei sistemi di pesca illegali e del rischio per la salute dei consumatori, visto che buona parte di questo pesce inquinato finirebbe sulle tavole e nei mercati italiani.

L’iniziativa, dal titolo “Bracconaggio 2.0: dai problemi alle soluzioni”, si terrà nella sala convegni della Fiera Millenaria. Non sarà solo una riflessione, ma avrà anche il carattere di stati generali visto che al tavolo di discussione siederanno gli esponenti politici che si sono maggiormente impegnati a livello nazionale sul tema, i rappresentanti delle forze dell’ordine preposte al controllo sul Po e i referenti delle associazioni nazionali dei pescatori, che da sempre si battono per debellare il bracconaggio. L’obiettivo è dare il via a una proposta di legge in grado di tutelare maggiormente le nostre acque.

Al tavolo dei relatori ci saranno i deputati Marco Carra e Diego Crivellari della commissione agricoltura della Camera; il capogruppo della Lega nord in Regione Emilia Romagna Alan Fabbri; il presidente nazionale Federazione italiana pesca sportiva Ugo Claudio Matteoli; il comandante della polizia provinciale di Ferrara Claudio Castagnoli; il presidente della Provincia di Rovigo Marco Trombini e il sindaco di Ostellato (Fe) Andrea Marchi. A moderare sarà Roberto Ripamonti, giornalista di Sky Caccia e Pesca.
La scelta di tenere l’incontro a Carpitaly non è casuale: il tratto mantovano del fiume Po è uno dei più colpiti da un fenomeno che, tuttavia, coinvolge pesantemente tutto il corso del fiume dal delta del Po fino a Reggio Emilia e Parma. Oltre 200 chilometri di acque in pericolo.

Il fenomeno dei predoni affligge il Po da oltre dieci anni. I pescatori di frodo provengono in gran parte dall’Est Europa (Romania e Albania principalmente), dove la carne del siluro è considerata prelibata e venduta nei mercati dell’est a 15 euro al chilo. Non si esclude che possa finire illegalmente anche sui banchi italiani, come già accertato in più di un caso.

I bracconieri agiscono prevalentemente di notte utilizzando metodi di pesca illegali e invasivi che danneggiano pesantemente il letto del fiume: stendono km di reti e utilizzano la corrente elettrica. Il pescato raccolto illegalmente viene trasportato e stoccato in mezzi e strutture non idonee ad alimenti, senza alcun controllo sanitario.

Associazioni di pesca e aziende del settore hanno più volte lanciato l’allarme anche per l’impoverimento della fauna del fiume, altro effetto del bracconaggio. Non ultimo, l’aumento di furti di motori e imbarcazioni su tutto il territorio. Il danno, quindi, è ambientale, economico e sanitario.

Principale punto di riferimento nazionale per il settore, Carpitaly richiama ogni anno alla Fiera di Gonzaga oltre 10mila persone dall’Italia e dall’Europa con i suoi 12mila metri quadrati di stand, incontri e intrattenimento. Il programma completo è su www.carpitaly.it. Orari di apertura: sabato 21 febbraio dalle 8.30 alle 18.30, domenica 22 dalle 8.30 alle 17.30. Ingresso: 10 euro.

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