PAIOLI SPORT MAVER: PER CONTINUARE AD ESSERE PROTAGONISTI! COME PRIMA PIU’ DI PRIMA!

Dopo il temporale di solito torna il sereno. In questi anni di grande crisi economica finanziaria in Italia sono state tante le aziende ad avere patito difficoltà. Ci sono quelle che non hanno resistito, quelle che invece hanno deciso di mettere mano ad una profonda riorganizzazione per tornare ad essere protagoniste come prima e più di prima. Una di queste aziende che ha fatto la storia della pesca in Italia e nel mondo è la Paioli Sport, proprietaria del marchio Maver, sul mercato da oltre 100 anni. Questa azienda ha preso la crisi come un’ opportunità per riordinare il suo DNA e per continuare ad essere protagonista sul mercato delle attrezzature da pesca. In questi mesi nell’ambiente sono circolate tante voci, molte delle quali infondate , e per questo noi di Match Fishing abbiamo deciso di andare alla fonte, direttamente dai proprietari, la Famiglia Pirazzini, per capire effettivamente cosa bolle in pentola in casa Paioli Sport. Abbiamo fatto una lunga intervista al Patron Paolo Pirazzini e sentite cosa ci ha detto….. paolo Paolo in giro ci sono tante voci sull’atteggiamento tenuto in questi ultimi due anni dalla vostra azienda, vogliamo fare un po’ di luce per fugare ogni dubbio? Alessandro ti ringrazio di questa opportunità che ci dai per cercare di fare chiarezza nei rapporti con i nostri amici pescatori, che sono i nostri veri clienti e utilizzatori finali, ed i nostri clienti (negozi) e i fornitori rispetto a diverse voci create appositamente per cercare di destabilizzare un ambiente che di tutto avrebbe bisogno in questo momento ma non di certo di questo chiacchiericcio. Bene, la nostra è una azienda storica che ha festeggiato i 100 anni di attività nel 2011 ed in questi anni si è creata le condizioni per diventare una tra le più capitalizzate, è una azienda che ha delle proprietà, delle risorse accumulate nel tempo. E’ vero che abbiamo avuto due, tre anni non positivi, ma un conto è la patrimonializzazione dell’azienda un conto è il cash flow, sono due cose completamente diverse. Oggi tutte le aziende che vogliono essere attrici nel mercato debbono fare i conti con il sistema finanziario, che premia quelle aziende che hanno forte liquidità. La nostra azienda ha certe caratteristiche che nessuno può mettere in dubbio, marchio, patrimonialità e grande conoscenza del mercato. Spiegaci Paolo l’assetto dell’azienda, Paioli, marchio Maver, Maver UK, Reglass etc…. Si certo la nostra azienda, la Paioli Sport è nata nel 1911 ed è proprietaria del marchio Maver, il marchio è nato come acronimo di MAnifattura VEtro Resina, le prime canne in Italia in vetro resina le abbiamo prodotte noi. L’azienda era nata a Imola, ma poi a seguito ad un grave incendio che ha raso al suolo lo stabilimento, abbiamo deciso di trasferirci a Minerbio e lì è nata la Reglass. Maver che era il vecchio nome dell’azienda di Imola è così rimasto come marchio nel vero senso della parola. Maver è il marchio storico, oggi conosciuto a livello internazionale. Ovunque ci presentiamo i nostri prodotti vengono molto apprezzati, questo anche in Cina ove i nostri prodotti sono conosciuti dai maggiori produttori. Oltre alla Paioli Sport, oggi conosciuta anche come Maver Italia, c’è la sister company Maver UK che è deputata alla distribuzione nel mercato Inglese. Le aziende produttive sono invece la Reglass S.r.l. che è coinvolta nel settore sportivo ed in particolare in quello della pesca sportiva e la Reglass HT che segue il settore di forniture industriali. Essendo un produttore italiano, Maver assicura all’ utilizzatore finale, cioè il pescatore, un tipo di assistenza di altissimo livello ed efficienza, che non ha eguali sul mercato , noi siamo in grado di dare assistenza e garanzia su tutti i nostri prodotti, che lo ripeto sono caratterizzati da un elevato standard qualitativo. Abbiamo acquisito una esperienza così elevata nel settore che colossi a livello internazionale come la Toray o la Mitsubishi ce lo riconoscono quotidianamente. Non è un caso, infatti che mio fratello Luca sia stato premiato più volte alla Fiera Internazionale di Parigi del Composito per le innovazioni portate ai prodotti e la tecnologia avanzata di cui disponiamo. Scusa paolo, d’accordo sulla qualità dei vostri prodotti, che tutti i pescatori vi riconoscono, ma allora perché sul mercato c’è tutto questo chiacchiericcio sul vostro conto? Guarda, non so, e non do peso a questo, penso che queste voci siano create ad arte da persone ovviamente estranee all’azienda che hanno interesse di dare un’immagine non buona della nostra società, occupiamo un posto importante nel mercato e facciamo notizia. Per fare una frittata le uova vanno rotte, questo va detto, è vero che stiamo lavorando per apportare una profonda revisione della nostra azienda, è un fattore ciclico, che può valere per tutte le aziende, dopo un determinato numero di anni devono fare un esame e per stare nel mercato devono adattarsi e se necessario fare radicali cambiamenti. Il mercato è radicalmente cambiato e con lui le abitudini dei clienti pescatori, se ci sono cose che debbono essere rinnovate è per noi arrivato il momento di guardare bene quali migliorie apportare per continuare ad essere leader sul mercato come lo siamo sempre stati. E’ nostro dovere adottare un piano industriale per ottimizzare costi e obiettivi da perseguire, sarebbe da stupidi non farlo. Se le cose vanno bene nessuno muove nulla ma a fronte di qualche sintomo di difficoltà è bene mettere mano a qualche azione correttiva. E noi siamo in questa fase. In che direttive intende muovere il nuovo piano industriale la Paioli Sport? Le direttive sono molteplici, non si raggiunge un obiettivo toccando un solo settore aziendale, stiamo ridisegnando l’azienda a 360 gradi, per ottenere il miglior risultato. Per esempio, per ottimizzare i costi, noi abbiamo cambiato la ragione sociale da SPA a SRL, alcuni l’ hanno recepita come una retrocessione, invece per noi è stata una scelta appropriata ai tempi, ad esempio nel 2014 ho sostenuto costi importanti per il Collegio sindacale che con la nuova società SRL non devo più sostenere. Perché l’ho fatto? per ottimizzare i miei costi, la società è rimasta una società di capitale, non abbiamo toccato un centesimo del capitale versato, non abbiamo toccato nulla delle parti patrimoniali mi spieghi perché questa operazione viene vista come negativa? Per me è fatta benissimo. Di azioni di ottimizzazione come la precedente ne faremo tante, per ottimizzare l’azienda. Guarda Alessandro noi stiamo ridisegnando l’azienda anche in proiezione di un passaggio generazionale, e questo è un messaggio che deve essere chiaro, noi stiamo inserendo i nostri figli con l’intenzione di assicurarle una continuità, magari per altri 100 anni. Ma voi continuerete ad essere specializzati nella produzione di canne di alta qualità, di alta prestazione come sono le roubaisienne? Si certo, questa strada non la abbandoneremo mai perché è il nostro segno distintivo nei mercati internazionali. Quando mi chiama un cliente dalla Finlandia, e ti assicuro che là ci sono tanti pescatori ma pochi di quelli della pesca colpo, mi cercano per canne belle e di alta qualità, perché considerano il marchio Maver top di gamma che esprime il Made in Italy, oggi famoso nel mondo. Io sono estremamente convinto che il nostro bene più prezioso è il pescatore, l’utilizzatore finale, cioè colui che sceglie il prodotto, poi c’è tutta una catena distributiva in mezzo, che è importante, ma è una conseguenza del processo distributivo. Fino a 15 anni fa era il negoziante che andava a proporre il prodotto al mercato oggi non è più così è il pescatore che va a chiedere al negoziante il prodotto ed è la prima cosa che dobbiamo capire e portare avanti. Il pescatore per chiedere il prodotto al negoziante deve sapere che c’è, che dietro ci sono delle innovazioni, una politica di sviluppo e di ricerca, giusto? Si noi dobbiamo prendere atto di questi cambiamenti e dobbiamo adattarci. Hai parlato di inserimento dei vostri figli in azienda ci vuoi spiegare meglio? Si l’azienda Paioli del domani è ovvio che sarà dei nostri figli, che per fortuna sono portati per questo settore, ad esempio Matteo Pirazzini entrerà in Paioli come responsabile commerciale, deve sostenere ancora pochi esami per laurearsi in economia, mentre mio figlio Livio, si sta dedicando al settore della produzione in Reglass, dove è inserito da oltre un anno. E’ un processo lento e difficile ma il nostro futuro sono loro e noi stiamo ridisegnando l’azienda anche per un passaggio di consegne proprio come avvenne con nostro padre e nostra madre quando ci affidarono l’azienda che oggi ha oltre 100 anni. Ma fare una canna da pesca è complesso ? La canna da pesca è un prodotto tra i più sofisticati a livello mondiale, si può dire che è più difficile fare una roubaisienne perfetta che un satellite spaziale. La canna da pesca, di fatto, è una estensione del proprio corpo e deve trasmettere delle sensazioni un po’ come farebbe uno strumento musicale, il pennello per un pittore, è difficile fare una canna da pesca perfetta e noi abbiamo l’ orgoglio di avere acquisito tutte queste capacità, le conoscenze che ci rendono orgogliosi di essere una tra le migliori aziende al mondo di produzione di prodotti in carbonio. Guarda stiamo fornendo ,come Reglass, parti per satelliti, per cannocchiali geo-stazionali, cose meccaniche difficilissime, ma una canna è assolutamente più complicata da produrre perché dopo che hai rispettato il protocollo tecnico, se non dà la sensazione giusta vuol dire che c’è qualcosa che non va bene nel progetto. Quindi il vostro piano industriale è quello di rivolgervi sempre di più verso il pubblico? Si certamente affidando la nostra qualità assoluta ai pescatori e alle società di pesca, tramite la catena distributiva . Quindi volete rafforzare il rapporto con la base come i pescatori gli agonisti? Certo, l’ho appena detto, per noi per primo viene l’utilizzatore finale, il pescatore, ma anche in questa direzione saremo molto attenti e selettivi, cambierà radicalmente la nostra politica nei confronti delle società sponsorizzate alle quali chiederemo di rispettare dei disciplinari ben precisi. Noi investiremo solo in quelle squadre che credono nel marchio Maver a 360 gradi. Scusa Paolo ma il mercato è fatto anche di negozi e di agenti venditori, come pensate di regolarvi con questi anelli importanti della filiera? E’ chiaro che nel mezzo di profondi cambiamenti anche questo settore verrà riorganizzato, e il mercato non deve leggere negativamente la fuoriuscita di qualche agente, come un problema, ma come il frutto di una riorganizzazione. Se ci sono situazioni ferme da anni è chiaro che occorre intervenire per dare impulso alle vendite, le cose vanno viste sempre più in profondità e non solo da come appaiono all’esterno. Alcune scelte che abbiamo apportato alla rete di vendita, ad esempio, ci hanno portato dei risultati positivi; zone statiche stanno rifiorendo di nuovo e questo grazie ai cambiamenti adottati. Alcuni rinnovamenti interesseranno anche il personale interno, per noi i dipendenti sono importanti sono la ricchezza dell’azienda e fanno parte della squadra. L’imprenditore che deve dare l’indirizzo, ma senza dipendenti bravi non si va da nessuna parte. Serve riportare entusiasmo e fare sempre più squadra. Noi abbiamo inserito alcuni giovani che hanno portato una ventata di freschezza di nuove energie positive che fanno bene a tutto l’ambiente. Quindi la Paioli, da quello che mi hai fatto capire, vuole affrontare la prossima stagione con un piglio diverso… Si certo stiamo lavorando proprio per questo per farci trovare pronti fin dalla prossima stagione per essere sempre protagonisti sul mercato, con scelte importanti che adotteremo nei prossimi 4 mesi. Noi crediamo in questa azienda, crediamo nel mercato, crediamo e vogliamo tranquillizzare tutti i pescatori che la Paioli Sport con il marchio Maver c’è e ci sarà sempre e più forte di prima. Stiamo avendo tante soddisfazioni all’estero per esempio con l’azienda Maver UK della quale la famiglia Pirazzini è proprietaria al 100%, siamo molto conosciuti e molto apprezzati per i nostri prodotti. L’azienda sta ottenendo degli ottimi risultati, il direttore è molto bravo e siamo molto contenti. Lo abbiamo visto nell’ultima fiera a cui abbiamo partecipato con un mega stand presso l’ esposizione ‘Big One’ molto visitato da pescatori e commercianti. Il cuore dell’azienda è la produzione delle roubaisienne, parliamoci chiaro, ma stiamo crescendo molto anche nel settore del Surf casting e dello spinning dove vediamo un movimento interessante che ci sta regalando tante soddisfazioni. In questi due settori abbiamo messo a punto dei prodotti a prestazioni elevatissime che il mercato ci riconosce e su questa strada continueremo ad investire. Quindi pensate a maggiori sinergie tra Paioli Sport e Maver UK? Si è inevitabile per ottimizzare il sistema aziendale occorre rafforzare anche questa sinergia. Lavoreremo affinché questo accada. In Inghilterra vendiamo bene le canne da feeder, quelle da match fishing, e se sono apprezzate dal mercato inglese che notoriamente è patria di questi prodotti, pensiamo di poter affermarci sempre di più anche in Italia. Ad esempio quest’anno inseriremo in Inghilterra le nostre canne da surf casting perché abbiamo visto un notevole interesse da parte dei pescatori. Quindi Paolo lanciamo un messaggio chiaro alle migliaia di pescatori italiani che da anni utilizzano i prodotti Maver Dico solo di avere fiducia, tranquillità, che la nostra azienda c’è e ci sarà, più forte di prima e con i prodotti migliori del mercato, e come sempre con la migliore assistenza. Bene Paolo, sull’onda di questi ragionamenti auguriamo a te a e a tutta l’azienda Paioli un futuro ricco di successi e in bocca al lupo. Grazie e un caro saluto a tutti gli amici pescatori e continuate ad essere orgogliosi di avere tra le mani i prodotti tra i migliori del mercato. massimo e paolo

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