MONDIALE MASTER: INTERVISTA AL C.T. MASSIMO ARDENTI

Appena ritornato dal Portogallo con una medaglia di bronzo a squadre sul collo.

In sei anni in cui è CT della nazionale Master, ha vinto tantissimo e sta ancora vincendo molto.

ardenti

ALBO D’ORO MASTER

Veterani classifica finale 2015

Insaziabile di vittorie e di continue sfide. Ha creato un gruppo unito che crede ciecamente in lui.

podio master

A Cabecao, sul fiume Raia, era aiutato dal suo vice Serafino Iezzi, suo grande amico e tutti dagli agonisti, allo staff tecnico presente in questa trasferta, hanno dato “ l’anima” per portare l’ Italia sul podio e questa volta per pochissimi punti gli azzurri Bagarello, Galigani, Pagliari e Torri, hanno dovuto arrendersi ai forti inglesi ed agli ungheresi, quest’ultimi ormai diventati veramente molto competitivi.

master 2015

Un mondiale che se fosse stato a “senso unico” ovvero pescando le alborelle, anche se a 9 metri, i nostri avrebbero detto la loro, essendo fortissimi in questa tecnica.

Ma nel fiume Raia, sono presenti numerose carpe che partono dai 700 gr. circa in su e quindi rappresentavano un’incognita.

Fondamentale era il compito degli “spondisti”, nel monitorare i vari settori ed aiutare il CT nel decidere quando era il momento migliore, per abbandonare la pesca alle alborelle e passare a quella delle carpe.

Gli azzurri hanno tirato fuori la loro esperienza, portandosi a casa un’altra meritatissima medaglia a squadre e confermando che l’Italia è una tra le Nazioni più forti del mondo, nella pesca al colpo.

Ma ora vi lascio all’intervista che Massimo mi ha rilasciato.
Per Match Fishing Italia
Natascia Baroni
BARONI 3

 

Ma sei terribile Massimo….. ritorni a casa con un’altra medaglia?
Grazie Natascia, ma terribili sono i miei ragazzi. Anche quest’anno non scendiamo dal podio, lo definirei un risultato molto “robusto”, tanta roba insomma. Sai, pensi sempre che prima o poi si debba scendere ed invece… Sono sei anni consecutivi, l’intero mio mandato, sono molto orgoglioso.

Anche se con un po’ di fortuna potevate giocarvela visto che avete perso l’oro per 7 punti e l’argento per soli 5 punti, no?
Mah, non mi piace recriminare, ritengo che sia un modo per negare la realtà.

Leggendo la classifica finale, mi viene subito all’ occhio che l’italia ha catturato il maggior numero di pesci, piu’ di 2.000 in entrambe le due gare?
Da buoni Italiani non ci siamo fatti sfuggire l’opportunità di pescare nel modo probabilmente più congeniale a noi ovvero l’alborellla, senza però tralasciare il “mantenimento” delle due linee (roubaisienne 11,50 mt. ed inglese a 40 mt.) per la pesca alle carpe. Abbiamo pescato l’alborellla con la roubaisienne a 9 mt. sul fondo, salvo che nelle posizioni più esterne dove era possibile pescare con una 6 mt. a mezz’aria. Ti assicuro che se la pesca fosse stata solamente alle alborella, non c’è n’è sarebbe stata per nessuno, eravamo decisamente superiori.

Gli inglesi saranno forti, però tu ed i tuoi “ragazzi” avete dimostrato in tutti questi anni, di non essere da meno anzi…..?
Gli Inglesi sono indubbiamente una squadra molto forte, considera che nei miei sei anni di “capitanato” noi ne vinciamo tre; due l’Inghilterra ed uno il Belgio. Quindi “da meno” non credo proprio, probabilmente noi siamo più “squadra” sia perché non siamo mai scesi dal podio e sia perché sono due anni che non vinciamo un settore ma siamo sempre lì. Un plauso va alla squadra Ungherese, ormai, secondo me, la terza forza della categoria.

Come hai trovato questo difficile fiume Raia, a Cabecao?
Lo definirei “il fiume delle opportunità”, in quanto fino alla fine puoi sovvertire l’andamento del settore e quindi della gara. Nonostante che la pesca all’alborella sia difficile e molto tecnica, non credo che sia distribuita omogeneamente.

Avevi un po’ le idee chiare sul da farsi già prima di arrivare là, oppure hai capito la pescata da fare solo durante le prove?

Non amo particolarmente “inzepparmi” di informazioni che poi al dunque sono relative al comportamento del campo nelle competizioni ordinarie. Un campionato mondiale, nei suoi giorni di prove, con le quantità di materiale immesso in acqua e con la pressione asfissiante della settimana, provoca inevitabilmente una trasformazione del rendimento del campo stesso. Preferisco fare le valutazioni durante le prove.

Quant’è difficile stabilire la tattica di gara, in un fiume dove ci sono carpe, barbi ed una quantita’ enorme di alborelle?
Difficile o no, è chiaro che il risultato finale è strettamente legato alle valutazioni ed alla preparazione delle prove, almeno per chi si comporta da “squadra” come noi. Secondo il mio personalissimo pensiero, mi impegno a fornire all’atleta, un “percorso” che gli garantisca di non trovarsi mai nelle condizioni di dire: “ed adesso che faccio? “, tenendo conto, chiaramente, delle caratteristiche della zona dove è impegnato. Non mi piace sentire: “adesso proviamo…..”

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Credi che i nostri erano avvantaggiati visto che sono dei grandi pescatori di alborelle?
No anzi, credo che il vantaggio lo avessero i “carparoli” vista la determinante presenza di carpe. Se ad essere determinanti fossero state le alborelle, ti assicuro che sarebbe finita diversamente.

Ci racconti come avete pescato in queste due gare?
Certamente. La nostra condotta prevedeva nella pasturazione pesante, di prepararsi nell’ordine: fondo a 9 mt. a scodello con pastura da alborella sfarinata e ben chiusa con fouilles e raparini e qualche bigatto; successivamente fondo a granaglie miste ad 11,50 con pochissima pastura da fondo ed infine fondo a circa 10 / 12 mt. dalla sponda opposta con pastura da fondo ricca di granaglie. La partenza era d’obbligo a roubaisienne a 9 mt. sul fondo alle alborelle, con pasturazione a scodello ogni 12 / 15 minuti, con aggiunta di fouilles solo per farle entrare bene, evitando di pasturare troppo spesso per non farle “alzare”. Nelle posizioni più esterne se si avevano troppe abboccate in calata, si poteva pescare con una fissa di 5 o 6 mt. con 1,0 / 1,5 gr. pasturando a mano in maniera classica. La scelta di “uscire” per primi a carpe l’abbiamo lasciata agli altri senza però, abbandonare la pasturazione a granaglie sulla roubaisienne. Chiaramente ogni settore era costantemente monitorato dal nostro preziosissimo staff tecnico che ci teneva aggiornati sulla classifica, e quando l’attività delle carpe cominciava ad essere pericolosa, si valutava , insieme a Iezzi, l’opportunità di “uscire “in cerca di fortuna. Peccato per il nostro Torri che il sabato “perde” ben quattro carpe, due delle quali probabilmente prese fuori ma quattro su quattro….. Non è stato sicuramente fortunato.

Da più soddisfazione vincere un oro in “casa” oppure una medaglia all’estero?
Ogni medaglia ha il suo profumo ed il suo sapore. Non riesco a fare differenza. Nascono tutte da contesti diversi: l’oro di Roma era un “obbligo” ; l’oro di Capljina una conferma; il bronzo di Cabecao una sfida e così via.

Una cosa che rimane tra te e me: ma questi “ragazzacci” ti fanno mai arrabbiare?
No, sono fantastici, sono sicuramente un privilegiato a condurre un gruppo così, sono una vera squadra e soprattutto sono bravissimi. Concedimi di ringraziare il mio vice Serafino Iezzi che ha contribuito al mio pari in questa impresa, la riserva delle due giornate Giampiero Magistri, utilissimo in ogni dove; Domenico e Paolo dello staff tecnico….. veramente impagabili, ed infine la Federazione in tutti i suoi esponenti che ci fornisce queste opportunità.

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Grazie mille Massimo e tanti complimenti a tutto lo staff della nazionale Master di pesca al colpo, da parte mia, di Match Fishing Italia e sicuramente anche da parte di tutti i pescatori italiani.
Naturalmente grazie a te e Match Fishing per il vostro lavoro di informazione di cui questo settore può finalmente usufruire. C’è n’era bisogno!

 

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