Regionale Toscano Feeder a Coppie: Ricci e Carmignani della P.F.P. Colmic guidano la classifica a punteggio pieno.

Laterina, luglio 2015: La poca pescosità e il caldo torrido di questa estate ce l’hanno messa proprio tutta per cercare di dissuadere il gruppo dei partecipanti alla seconda prova del “Regionale Feeder”, ma ogni tentativo è stato inutile. La voglia di competere e (spero io) quella di stare insieme, ha avuto meglio su tutto e nonostante un’insieme di circostanze dal sapore nefasto, alle ore 6,30 di una calda mattina d’estate, come da regolamento, i concorrenti del Campionato Toscano Feeder si sono fatti trovare a disposizione del Direttore di Gara, Sig. Marcello Mazzarella.

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L’Arno a Laterina è stato il teatro dell’evento; un teatro famoso, ma ormai quasi completamente privo di quello smalto che per oltre trent’anni, lo ha reso uno dei campi gara più belli dell’intero circuito agonistico, dove era possibile spaziare dalla pesca all’alborella a quella del cavedano a galla, fino alle “nassate” carpe e carassi, fatte sia con la roubasienne che con l’inglese, per non parlare poi del feeder fishing, dove per vincere non bastavano 20 kg.

Oggi non è più così e non è stato un lento declino, ma un improvviso mutamento che, nel breve giro di un paio d’anni, ha da prima registrato un fortissimo calo dei cavedani (prime vittime dei siluri) e poi a seguire tutto il resto, tranne che per le grosse carpe, vittime queste di ben altri predatori, tanto discussi fra i pescatori, quanto poco interessati da provvedimenti che dovrebbero limitarne l’azione.

In questo oscuro contesto, un flebile raggio di luce lo si intravede attraverso le Associazioni dei pescatori e la Provincia di Arezzo che hanno deciso di unire le loro forze, impegnandosi seriamente per il contenimento del siluro (spero anche del bracconiere) e per dei ripopolamenti adeguati, già iniziati, ma da portare a compimento con l’abbassamento delle temperature, nel prossimo autunno/inverno.

Ora però veniamo al sodo, parlando della nostra gara, dove i feeder man provenienti dai quattro angoli della Toscana hanno posto in essere una gara che, nonostante le tristi premesse dei giorni di prova, si è rivelata meno pessima di quanto previsto e dove a vincere sono stati quelli capaci di cavare il sangue da quella rapa che è ora l’Arno aretino.

Per quanto era stato possibile capire con le sessioni di prova, la pesca era su due linee ben distinte e cioè: all’ombra delle piante sporgenti, o comunque a ridosso della sponda opposta per cercare quel grosso esemplare che serviva a fare la differenza; oppure sul centro canale, dove l’acqua è leggermente più fonda, alla ricerca di qualche carassio (non sono rari quelli intorno al chilo) o di quelle carpette da 100/150 gr. che si muovono in piccoli branchi e che non disdegnano per niente un fiocchetto di bigattini ben presentati, sempre a patto di arrivare prima delle fameliche alborelle, ancora numerosissime in queste acque.

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Le classiche pasture di colore giallo, magari con l’aggiunta di altri componenti a base di farina di pesce; la canapa e il mais, quest’ultimo elargito senza parsimonia e un po’ di bigattini, ma non tanti, sono stati gli ingredienti per il menù della casa, al quale credo pochi abbiano derogato e che nella maggioranza dei casi non ha tradito le aspettative, anche quando, come in molti casi, non sono stati sufficienti finali di lenza da oltre 0,20 mm. per riuscire a reggere i molti “Ottobre Rosso” che hanno spazzato via montature decisamente muscolose, espressamente dedicate al pesce di taglia, opzione alla quale almeno uno dei due componenti della coppia si è affidato fin dall’inizio, sapendo bene che prendere un “pezzo” di quella portata, sarebbe stato come pescare il quarto asso in una mano di poker.

Una manovra questa ben studiata (e meglio riuscita) dalla coppia Batignani-Migliorini della Lomcer, i quali hanno vinto il loro settore portando alla pesa quasi nove chili di pesce, oltre sei dei quali addebitabili a due carpe, una più bella dell’altra, lasciando così l’amaro in bocca alla coppia Nocentini-Baccelloni della Lenza Senese Colmic la quale, con ben sette chili di soli carassi, pescati nel primo picchetto di zona, si è dovuta accontentare del secondo piazzamento di settore.

Un bel jolly, ma molto più che meritato, anche quello pescato della coppia Pampaloni…..e basta il quale, a causa di un impedimento dell’ultimo minuto, si è trovato costretto a gareggiare da solo, riuscendo comunque a mettere in cascina un buon primo di settore, ottenuto con quasi cinque chili, quattro dei quali per “colpa” di una splendida regina (di quelle con la squame).
Anche la coppia Zamperini-Boschetti è potuta salire sul primo gradino del podio di giornata, grazie a tre carpe che, con qualche carassio di contorno, hanno consentito ai due alfieri della P.F.P. Colmic l’ottimo risultato assoluto e di settore.

Altra gara, quella della coppia Ricci-Carmignani, ancora una volta della P.F.P. Colmic i quali, seppur distinti con una buona pesca al carassio, hanno avuto la meglio sugli avversari solo al rush finale, grazie a una carpetta di quasi due chili, pescata con testardaggine dal buon Ricci che ha creduto fortemente in quella pesca, lasciando al suo compagno Luca Carmignani il compito di esibirsi con i carassi.

Alla resa dei conti, quello che salta subito agli occhi è il risultato eclatante della compagine P.F.P. Colmic che vince tre settori su quattro e porta tre delle sue coppie nelle prime cinque della classifica generale provvisoria, con la coppia Ricci-Carmignani prima a punteggio pieno, seguiti a una sola lunghezza di distanza da due veri e propri “mastini” del feeder come Michele Batignani e Gionata Migliorini della Lomcer, mentre in terza posizione, a due penalità dai primi, troviamo la coppia Gautieri-Guglielmucci, altra pattuglia della P.F.P. Colmic.

In conclusione, volendo analizzare meglio gli eventi, non resta altro da dire che quella di Laterina, è stata una gara tutto sommato piuttosto interessante, giostrata fra le insidie di un pesce poco attivo e poco presente, dove di contro la taglia si è dimostrata una pregiudiziale troppo influente ai fini dei risultati. Tuttavia ancora una volta, come sempre accade, chi ha saputo meglio interpretare i messaggi dell’acqua e la voce del proprio intuito, ha prevalso sugli altri, anche se la soddisfazione di una gara vinta meritatamente lascia subito spazio alla malinconia del ricordo di quell’Arno che fu.

Un saluto agli amici di Match Fishing da

Marcello Corbelli

settori

classifica progressiva

 

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