IL RISVEGLIO DEL CIRCONDARIALE

L’inverno è alle spalle da diverse settimane, la primavera presto lascerà il posto all’estate, la natura si risveglia, i pesci dopo il lungo letargo sentono il bisogno di recuperare calorie e energie.

Li aspetta la fase biologica della riproduzione, meglio conosciuta come il periodo della frega, e pescare in questo periodo è più divertente perché le abboccate non mancano mai.

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Sul canalbianco ad Adria le breme sono già iperattive, a Medelana sul Po di Volano pure, ma sul Circondariale di Ostellato come stanno le cose?

Per scoprirlo ci sono andati pochi giorni Alessandro Scarponi e Gianluca Baruffaldi per cercare di capire come stano le cose e dare così le giuste informazioni ai tanti lettori di M.F. che scrivono per avere notizie sulla pescosità nel canale più importante d’Italia.

Per la pescata Alessandro e Gianluca del team “Gambero Milords” di Reggio Emilia decidono di pescare nel tratto denominato “cavalli” forse uno tra i più belli del Circondariale caratterizzato da un argine comodo e ricoperto da un bel prato verde.

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La pescata viene affrontata con la tecnica del feeder e visto la giornata perfetta, assenza di vento, assenza di corrente, temperatura di 17 gradi, tutto lascia immaginare ad una giornata di puro divertimento.

D’altronde le notizie che ci erano state consegnate riferivano di una grande pescosità nel tratto delle vallette dopo il picchetto 200 a scendere ovvero dopo gli “animali”.

Decidiamo così di impostare la pescata sulla linea dei 21 metri (Gianluca) e 42 metri (Alessandro) per non disturbarci a vicenda e vedere quale fosse la più redditizia.

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Utilizziamo una pastura da breme scura integrata di Krill e sul piatto non mancano tutte le esche possibili dai bigattini ai vermi oltre alle granaglie quali mais e canapa.

La pescata parte alle 9,30 ma il cimino per diverso tempo non manda segnali di vita. Iniziamo a preoccuparci, ma insistiamo imperterriti convinti che qualcosa prima di sera deve succedere.

Per cercare di vedere una mangiata proviamo ad affinarci con amo e filo e finalmente con l’innesco di un solo bigattino arriva la prima toccata sulla distanza dei 21 metri.

Un leggero invito alla lenza e subito arriva la serie continua di vibrazioni alla cima da mezza oncia e la ferrata è automatica.

Arriva così il primo pesce della giornata, trattasi di una super alborella, sufficiente per far si che le preoccupazioni lascino il posto alla speranza di vedere altre mangiate.

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infatti subito dopo arrivano altre mangiate e finalmente escono delle breme piccole di taglia ma questo significa che nel canale c’è vita.

Per provare a fare la taglia si cambia esca, si innesca il verme e si carica il pasturatore con pastura, caster e canapa.

Passa il tempo ma i pesci non rispondono anche perché l’acqua è molto fredda e il pesce forse non è ancora attivo.

Finchè l’acqua non raggiunge una certa temperatura, almeno 14 gradi, è difficile riscontrare una buona pescosità in questo canale.

Una massa d’acqua così imponente non riesce a riscaldarsi con alcune giornate di sole, serve una perdurante situazione di caldo per alzare di qualche grado la temperatura dei 55 km di acqua del canale.

Tra i vari inneschi manca quello segreto, l’innesco magico, quello che non si dice mai che questa volta sveliamo.

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Non si sa mai che funzioni davvero …. e infatti come d’incanto la cima parte decisa e la canna nella ferrata si inarca decisa e il recupero che segue è molto delicato per paura di perdere la preda.

A guadino arriva finalmente un bel pesce, una grossa breme, di quelle ricercate dai pescatori a feeder e che fino a qualche anno fa erano la normalità su questo canale.

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Cosa è successo per far accadere questo miracolo?

L’innesco che ha fatto la differenza per far abboccare la grossa breme, l’unica della mattinata, è stato un semplice chicco di canapa e un bigatto stirato arancio innescato su un amo Katana serie 1135.

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I chicchi di canapa da innescare vanno scelti tra i tanti presenti in un comune barattolo, si sceglie il più grosso e lo si innesca facendo entare la punta dalla parte più morbida e facendo uscire l’amo sulla parte laterale bucando il guscio del seme con una leggera pressione.

Solitamente questo innesco rende bene se oltre al chicco di canapa inneschiamo un bozzolo di caster ma in questo caso ha fatto la sua parte anche un bigattino morbido stirato.

La pescata prosegue ma nella nassa finiscono altre bremette e la foto finale suggella una bella mattinata di pesca di Alessandro e Gianluca sul Circondariale di Ostellato.

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