FEEDER E SURFCASTING CONTAMINAZIONE TRA TECNICHE

Una delle domande che molti lettori ci porgono è la seguente: Se pescando con attrezzatura da Surfacasting invece del piombo, inseriamo un pasturatore, oppure durante una sessione di feeder fishing anziché del pasturatore lanciamo un piombo secco..che tecnica stiamo adottando??, la riposta è semplice, in entrambi i casi di fatto la tecnica è sempre quella, abbiamo semplicemente adattato l’assetto pescante alle esigenze del momento. Tante sono le contaminazioni tra le varie tecniche di pesca, anche se i puristi storceranno un po’ il naso, dobbiamo tenere presente che ognuno deve sentirsi libero di pescare come gli piace, spesso si dimentica che alcune regole nascono per l’agonismo e le competizioni, e quindi nella pesca amatoriale non siamo tenuti a rispettarle.
Una delle situazioni, soprattutto nel feeder fishing in mare, nelle quali l’uso di una zavorra secca diventa quasi obbligatoria, si presenta allorquando si affronta uno spot, dove la presenza di minutaglia rende impossibile restare con l’esca sull’amo più di qualche minuto. In queste situazioni, che abbiamo già affrontato in passato e che si sono ripresentate in occasione dell’ultimo tour nella splendida Sardegna, la strategia che ci consente di selezionare o comunque evitare le piccole orate o saraghetti è quella di pasturare abbondantemente una zona distante circa 30-40 metri da riva, e poi dopo aver sostituito il feeder con un piombo, lanciare le nostre esche a circa 50-60 metri. In questo modo raduneremo la minutaglia vicino a riva e le possibilità che la nostra esca rimanga intatta in attesa di un bel pesce aumentano tantissimo.

Altra situazione dove il piombo diventa una scelta obbligata è quando le condizioni di vento forte, rendono impossibile raggiungere distante notevoli, con un pasturatore pieno, che offrirà in volo una resistenza maggiore, a parità di zavorra, di un piombo a forma di olivetta.

Come anticipato capita di sovente nella pesca in ambienti marini di dover fare i conti con famelici pescetti che fanno man bassa dei nostri vermi, e di qualsiasi altra esca, in pochissimo tempo, per questo motivo con gli amici del Nautilus Club Tubertini di Nuoro, compagni di quest’ avventura in terra sarda, prima di iniziare l’azione di pesca vera e propria, con un cage di dimensioni large abbiamo pasturato abbondantemente una fascia di mare distante circa 30 metri, per poi lanciare con un piombo di circa 50-70 grammi gli inneschi costituiti da coreano e bibi a circa 50 metri.

Dalle notizie assunte, nella zona prescelta ci sono buone possibilità di incontrare esemplari di orate over chilogrammo, per questo motivo inizialmente abbiamo optato per un terminale del Next Flourine dello 0,20 e amo serie 229 del numero otto. Però dopo quasi due ore di assenza totale di attività, durante le quali i cimini delle nostre nuovissime Concept Sea, una serie studiata e realizzata appositamente per il feeder in mare composta da una 12” ad azione medium-Light, una 13” Medium e una 14” strong, rimangono immobili, decidiamo di rischiare il tutto per tutto riducendo il diametro del finale ad uno 0,16. Forse sarà stata una semplice coincidenza, ma dopo nemmeno alcuni minuti dal cambio di strategia, notiamo alcuni movimenti sospetti sulla 14 piedi, sicuramente il mare quasi calmo con un’acqua cristallina rendono diffidenti questi pesci, per questo motivo allentiamo la tensione del monofilo, e attendiamo in silenzio la nostra prima partenza, che non tarda ad arrivare, e finalmente siamo in combattimento con un bell’esemplare di orata, che dopo alcuni minuti, trascorsi con i battiti rallentati, arriva finalmente a guadino.

La giornata proseguirà con altre catture di superbi esemplari di orate, cefali e qualche sarago pizzuto, effettuate sia dalla scogliera naturale e sia da quella artificiale, trasformando questa sessione di feeder fishing in un’altra pagina da aggiungere nel capitolo “giornate di pesca da ricordare”. Non ci resta che salutarvi dandovi appuntamento alla prossima avventura di Tubertini Feeder, e ringraziando di vero cuore tutti i ragazzi del Nautilus.

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