AL GRAN BAZAR DI MARINA DI RAVENNA

“Al gran bazar” di Marina di Ravenna potrebbe essere il nome di un negozio di articoli da spiaggia invece non è altro che una semplice scogliera artificiale lunga tre chilometri capace di ospitare in ogni periodo dell’anno decine e decine di pescatori amanti della pesca in mare.

Si può pescare in ogni momento dell’anno anche se i più esperti considerano i mesi invernali quelli più pirotecnici.

Non fatevi ingannare dal titolo di questo articolo, al gran bazar non significa che la pesca sia sempre miracolosa, tutt’altro, sono maggiori i giorni di sofferenza e di cappotto di quelli dove, quando va bene, puoi prendere qualche pesce.

Il problema è proprio questo, quando si prende un pesce quello ti semina dentro un virus che può essere letale.

E’ la forza della pesca da sempre!

Come si inizia a pescare nessuno lo sa, in molti non lo ricordano nemmeno più, ma si sa come a distanza di anni la voglia rimane la stessa con le stesse emozioni che solo una cattura, un’alba, un tramonto, o una nottata di stelle sa regalarti.

Riuscire a catturare una spigola, una orata, un cefalo una mormora o una ombrina è la scintilla che brilla, una scintilla vicino ad una tanica di benzina, che a volte può incendiare e poi rimane impossibile spegnere.

Sarà l’aria frizzantina del mare, l’odore della salsedine, la brezza gelida che spesso di fa gocciolare il naso, il galleggiante che passa mille volte in corrente e che quando affonda, fino a quando non affiora la sagoma argentata, non si riesce mai a capire che cosa si possa avere preso all’amo.

Capita a volte di prendere un barbacane, così le chiamano i locali quelle spigolotte di pochi etti, ma attenzione può succedere di incappare nella spigola da portare a casa vicino al chilo di peso e …..a volte i sogni si avverano.

Capita di ascoltare anche storie di catture incredibili ma si sa come la categoria dei pescatori, per le grandi catture raccontate, rientri a pieno titolo nella specie dei “pinocchio”.

Spigole da 10 chili, terminali del 30 fumati come niente, pesci grandi come navi che tiravano come treni slamati a guadino, ma a volte invece succede che certe storie non sono raccontate o sentite dire ma succedono sul serio e allora tutte le diffidenze sulle varie catture da urlo raccontate dai vecchi marpioni del posto capisci che potrebbero essere state vere.

E così ti viene la smania di guardare l’agenda del lavoro e individuare le giornate utili per poter correre in palizzata per tentare la sorte e sperare di incontrare una regina del mare, un pesce jolly da raccontare un giorno ai nipotini.

Pescare in mare significa, guardare il blu dell’acqua che si perde all’orizzonte, seguire il navigare lento delle barche che solcano il mare sospinte dal vento, scatenare l’immaginazione sognando pesci incredibili che nuotano negli abissi.

Immagini che la nostra esca spesso rappresentata da un gamberetto vivo possa essere il giusto spuntino di una vecchia e affamata spigola o una tenace e affascinante ombrina.

Capita di sognare e a volte il sogno diventa realtà come accaduto qualche giorno fa ad un pescatore assiduo frequentatore della scogliera sud di Marina di Ravenna bravo e fortunato a catturare una ombrina da record pescando con canna bolognese innescando il classico gambero vivo.

Questo pesce da record, lo iscriviamo di diritto nel libro dei guinnes dei primati, perchè nessuno a memoria d’uomo è riuscito a catturare una ombrina del peso vicino ai 5 chili.

Parliamo di una ombrina e non di una spigola, non so se vi rendete conto, un pesce nobile catturato con la bolognese con monofilo del 0,28 in bobina e del 0,25 come terminale con un robusto amo del 4 a sorreggere il tenero gambero.

Di fronte a questa meraviglia della natura, arrivata al capolinea incrociando l’esca di una pescatore che per giorni e forse per mesi la insidiava e che forse altre volte l’aveva agganciata e magari persa per via della lenza spezzava sotto la pressione della forza del pesce.

La tenacia di insistere, la pazienza di aspettare, la passione per crederci, la bravura di gestire il combattimento, la qualità della lenza e il miracolo di quel gambero che ha invogliato la regina degli abissi a farne un sol boccone, meriterebbero la scrittura di un libro o il racconto di quale emozione avrà provato quel pescatore quel giorno al gran bazar di Marina di Ravenna.

Un trofeo stretto tra le braccia del suo giustiziere che rimarrà per sempre nei ricordi di tutti noi.

Questa è la storia della sfida tra il pesce e il pescatore e laggiù a tre chilometri in mezzo al mare regno delle storie più incredibili di pescate storte e memorabili, laggiù dove esiste il gran bazar di Marina di Ravenna.

Alessandro Scarponi

Anche le cozze abboccano all’amo, incredibile.

Nel gran bazar si prende di tutto anche questi ingordi uccelli ittiofaghi che sott’acqua ci mangiano la nostra esca

Questa è una spigola catturata dal sottoscritto a bolognese in diga sud

Foto fonte social webEcco qual la stupenda ombrina catturata da Manuel nel gran bazar di Marina di Ravenna

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