MONDIALE CLUBS FEEDER: IL COMMENTO DI MAURIZIO SETTI ALTO PANARO SENSAS STONFO

Il primo mondiale per clubs di feeder si è disputato lo scorso fine settimana a Fortaleny e Riola nella provincia Valenciana sul fiume Xucar.
In virtù dei risultati conquistati nel campionato nazionale hanno acquisito il pass per partecipare al mondiale spagnolo la squadra campione d’Italia dell’Alto Panaro Sensas e la seconda classificata I Cagnacci Colmic.

Prima del mondiale, sullo stesso campo gara, si era disputata la gara dell’Iberian Master alla quale avevano partecipato diversi italiani sia nella categoria match sia in quella del feeder.

Qualche italiano si era anche presentato sul campo gara per osservare le caratteristiche del fiume, per capire meglio l’approccio da adottare, le esche e le pasture idonee.

Le squadre italiane dunque non hanno lasciato nulla al caso per onorare al meglio questo primo mondiale per clubs di feeder fishing ed erano così composte:

Alto Panaro Sensas Stonfo: Manni Marco, Costantini Marco, Setti Maurizio, Cauzzi Fabio, CT Manni Stefano, Capoccia Michele;

I Cagnacci Colmic: Casalini Maurizio, Salvalaglio Ivan, Pozzi Alessandro, Franzosi Roberto, Riserva: Baldan Jacopo;

Capitano: Zanotti Ivo, Negri Stefano Accompagnatore: Girotto Claudio


Per l’Alto Panaro Sensas Stonfo abbiamo sentito il commento di Maurizio Setti:

“siamo arrivati sul luogo del mondiale dopo lunghe interminabili ore di viaggio in furgone e subito abbiamo provato il campo gara simulando la pesca che solitamente viene eseguita dai pescatori locali.

Per l’occasione ci siamo avvalsi pure della collaborazione di Michele Capoccia che abita e vive proprio da queste parti e che spesso pesca in questo campo gara.

Purtroppo durante le prove le cose non sono andate bene, abbiamo faticato parecchio ad entrare in pesca, tant’è che Manni Marco il venerdì era molto avvilito.

Alla fine per lui le cose sono andate bene, grazie a due ottimi picchetti, Marco riesce a riscattare una settimana difficile e vince entrambe le manche tanto che se ci fosse stata la classifica individuale avrebbe conquistato la medaglia d’oro.

Sicuramente abbiamo forzato con la pasturazione indotti a questo approccio dalle informazioni ricevute. Ma un conto sono le gare locali dove quando va bene sono una quarantina mentre nel mondiale eravamo 120 persone e con un fiume testato e stressato per tutta la settimana.

E’ chiaro che dopo una settimana di pesca con tanto cibo veicolato sul fondo la pescosità ne risente parecchio.
Il posto è molto bello, ben curato, ma è un fiume e se ti trovi davanti un picchetto NO non puoi avere scampo.

Dovevamo prendere carassi, ibridi e carpe e invece sono uscite alcune carpe le quali stravolgevano la classifica dei settori a favore di chi riusciva a portarle a guadino.

L’errore che posso avere fatto, a mondiale chiuso, posso dire di avere pescato troppo a ridosso dell’argine opposto.
La domenica avendo un canneto sporgente mi sono impigliato parecchie volte e questo è stato un problema che mi ha condizionato per tutta la gara.

Probabilmente se avessi pescato più staccato dalla sponda opposta forse avrei fatto ben altre gare.

E ancora se potessi tornare indietro non rifarei mai più l’errore di dare tanta roba ma bensì avrei usato i bigattini con parsimonia tant’è che sono convinto che 6-7 etti di bigattini sarebbero bastati per fare la gara.

Speravamo in risultato migliore ma devo dire che comunque torniamo a casa con grande soddisfazione perchè fare una competizione di questo livello ti lascia sempre qualcosa dentro.

Io e Marco Manni bene o male abbiamo pescato ancora a certi livelli ma per Fabio Cauzzi e Marco Costantini era la prima volta in assoluto e per loro l’emozione è stata davvero grande.

Cosa posso dire…il campo gara non è adeguato per fare una gara così importante, le carpe hanno premiato maggiormente i picchetti esterni e non è un caso se in gara 1 al sabato in un picchetto esterno è stato realizzato un peso di oltre 60 chili di pescato”.

 

A breve potete leggere anche il commento di Stefano Negri sul mondiale della squadra I Cagnacci Colmic.

 

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