PARLIAMO DI FIOPS CON LELE TUBERTINI

 

“…la prima sfida per la FIOPS é certamente questa, quella di distinguersi da altre esperienze per la capacità che saprà dimostrare  di farsi sentire ed apprezzare là, dove occorre. Ai pescasportivi la scelta di affiancarsi in questa sfida tramite una modesta quota associativa di 2,5€. Di certo un sacrificio non troppo grande …

 

A distanza di circa sei mesi dalla sua costituzione, la FIOPS si sta muovendo nel settore Pesca Sportiva secondo i programmi prefissati; con Lele Tubertini, uno dei Soci fondatori dell’Associazione, abbiamo voluto tracciare un primo bilancio…

Lele, dopo sei mesi circa dalla presentazione del progetto FIOPS proprio sul nostro Sito e ad un trimestre della presentazione ufficiale alla Fiera di Vicenza, proviamo a fare il punto sullo stato dei lavori dell’Associazione…

“Si, sono circa sei mesi che abbiamo iniziato il nostro percorso come FIOPS, durante i quali abbiamo cercato innanzitutto di divulgare la notizia della nostra costituzione come Federazione Italiana degli Operatori della Pesca Sportiva e delle nostre finalità alla platea dei pescasportivi, dei negozianti e delle Istituzioni.

E un primo risultato posso dire che é già stato ottenuto: proprio in questi giorni si é tenuta una riunione alla Commissione Agricoltura e Produzione Agroalimentare del Senato, alla quale siamo stati invitati come soggetto interessato. Era presente anche il Ministro della Giustizia e durante questo incontro sono stati presentati programmi e Disegni di Legge da portare in Parlamento per legiferare in tema di bracconaggio in acque dolci. E questo é un grande punto di partenza, perché significa che anche le Istituzioni stanno prendendo contatto con questa complessa e pericolosa realtà.

Credo che si sia arrivati a questo, ed é giusto sottolinearlo, non solo per opera delle organizzazioni come la nostra che gravitano attorno al mondo della Pesca Sportiva ma, innanzitutto, per il grande lavoro di questi anni di Forze dell’Ordine, Volontariato e Società di Pesca Sportiva, con il quale si é arrivati ad individuare ed identificare alcuni gruppi criminali che operano da anni in questo ambito.”

 

Vogliamo chiarire questo punto, Lele?

“Come ormai risaputo, siamo di fronte a gruppi di bracconieri, di origine prevalentemente rumena, che negli anni hanno strutturato una vera e propria rete criminale che razzia in maniera sistematica tante acque nella zona del Delta del Po ma non solo. Per correttezza dell’informazione, va detto che questi soggetti spesso si avvalgono di soggetti italiani che fungono da fiancheggiatori o ricettatori.

Sembra che tra le ipotesi al vaglio del Ministro della Giustizia ci sia anche quella di configurare per questo tipo di reato la connotazione di ‘associazione a delinquere’, una classificazione che comporta un deciso inasprimento delle pene in caso di condanna. Sarebbe una svolta molto importante nella lotta contro questo fenomeno.”

 

Speriamo che questo percorso giunga brevemente a compimento, per dare un colpo importante a questo preoccupante fenomeno che coinvolge non solo gli interessi dei pescasportivi e del mondo commerciale del settore ma ha anche importanti risvolti nel campo della salute pubblica. Torniamo a quanto sta portando avanti la FIOPS in questi mesi…

“Oltre a muoversi in ambito politico con il confronto con le Istituzioni, FIOPS ha iniziato la campagna di tesseramento presso gli operatori commerciali del settore, i negozi e, tramite loro, con i pescasportivi. Abbiamo già tanti punti vendita associato alla FIOPS e tanti sono in procinto di esserlo, grazie alla nostra rete di contatti che sta sensibilizzando il settore. I negozi, dal canto loro, promuovono l’associazione del singolo pescatore alla FIOPS tramite una tessera del costo di 2,50 €.”

 

Vogliamo ricordare, Lele, perché FIOPS tende a tesserare anche il maggior numero possibile di singoli pescatori oltre che i negozi?

“Tra le finalità della FIOPS c’é quella di creare un movimento numericamente ‘pesante’, perché riteniamo che questo sia uno dei pochi modi per attirare l’attenzione dei soggetti politici che possono legiferare ai fini del bene della Pesca Sportiva.

E’ un discorso estremamente semplice nella sua importanza. Le Istituzioni si muovono quasi sempre dietro la spinta di interessi che rappresentano una fascia ampia di persone; se noi siamo tanti, e numericamente i pescasportivi in Italia sono tantissimi, ed abbiamo la capacità di farci sentire tramite Associazioni strutturate, maggiore é la possibilità che qualcosa possa cambiare. La FIOPS in questo ha le idee estremamente chiare, ora è necessario che anche i pescasportivi se le schiariscano e capiscano questa cosa, altrimenti non conteremo mai nulla. La FIOPS rappresenta una fetta del  settore economico e dei pescasportivi e, assieme ad altre Associazioni che lo vorranno, si prefigge di difendere i diritti dei pescasportivi. Non sappiamo se riusciremo in questo; certamente molto dipenderà dall’interesse e dal coinvolgimento che sapremo suscitare e condensare nei prossimi mesi”

 

Quali sono i punti, secondo te, su cui é necessario muoversi nei prossimi mesi?

“Un ipotetico elenco di argomenti urgenti, secondo me, sicuramente comprende la riforma della legislazione sulla Pesca Sportiva, obsoleta e superata da anni, con leggi chiare e semplici alle quali tutti si dovranno attenere, pescatori ed Istituzioni. Questo é un compito specifico della Politica, alla quale dobbiamo far capire che non ottemperare a questo dovere può avere anche conseguenze elettorali serie. Posso dirti che, personalmente, in questi ultimi tempi ho avuto occasione di incontrare diversi parlamentari e mi sono reso conto che non conoscono assolutamente nulla del nostro mondo, semplicemente perché non sono pescatori e non hanno contatti con i pescatori. Diventa quindi difficile far capire loro certe dinamiche e talune situazioni specifiche; per far questo devono consultare i loro esperti, referenti di cui si fidano che magari sono nelle medesime condizioni e quindi ogni cosa diventa oltremodo difficile e complessa e spesso si blocca. Se avessimo a che fare con politici pescatori, questi capirebbero in pochi minuti le necessità del nostro settore e potrebbero muoversi di conseguenza. Ai politici che non sono pescatori, innanzi tutto occorre far capire che questo mondo é costituito da centinaia di migliaia di praticanti, muove interessi economici importanti, tanti posti di lavoro ed un indotto notevolissimo. Questi sono gli unici argomenti in grado di smuovere e coinvolgere chi deve legiferare sul nostro settore.

Un altro punto importante riguarda la possibilità di frequentare liberamente le acque pubbliche, sia interne che in mare, senza balzelli e/o regolamenti astrusi, divieti di transito, ecc. Dobbiamo far comprendere alle Istituzioni e all’opinione pubblica che i pescasportivi sono i primi guardiani dell’Ambiente e non dei semplici fruitori e, come tali, debbono essere tutelati e non osteggiati.

La lotta al bracconaggio, come detto, resta tra le nostre priorità, compresa l’istituzione di sanzioni penali per coloro che commercializzano il pescato di frodo, vivo o morto che sia, con l’istituzione del reato di ricettazione ed evasione fiscale.

Tra le nostre priorità anche il superamento della classificazione tra specie alloctone ed autoctone, soprattutto quando determinato senza la consultazione di organismi scientifici e senza tener conto delle mutate condizioni ed equilibri delle nostre acque; a tal proposito voglio ricordare che FIOPS si é dotata di un proprio Comitato Scientifico, presieduto dal Prof. Paolo Melotti, Docente di Ittiologia dell’Università di Bologna.

In quest’ottica noi proponiamo, laddove occorrano, ripopolamenti con avanotti e/o soggetti adulti provenienti da allevamenti italiani autorizzati e certificati.

Proponiamo anche misure atte a contenere l’impatto dei cormorani sull’ambiente acquatico.

Per quanto concerne la pesca in mare, noi siamo assolutamente contrari all’istituzione di un permesso/licenza di pesca in mare per i pescasportivi, se i relativi proventi debbono andare a foraggiare le lobby dei pescatori professionali, che non ne hanno certamente bisogno; anzi, molti pescatori di professione, mi riferisco soprattutto a quelli dotati di attrezzature importanti, sono i principali colpevoli del depauperamento delle nostre risorse ittiche e alla devastazione dei fondali costieri. Come rappresentanti della categoria, comunque, siamo favorevoli ad una consultazione on line tra i pescatori su questo argomento, fermo restando che se le risorse raccolte fossero effettivamente convogliate in opere di riqualificazione dell’ambiente e a ripopolamenti mirati, non saremmo certamente contrari alla sua istituzione; siamo anche favorevoli alla destinazione di una quota di questa licenza, qualora istituita, per la Guardia Costiera e per la fondamentale opera di vigilanza che questa deve compiere sugli abusi professionali.

Altro argomento che travaglia il pescasportivo in mare é la possibilità di fruire di zone dei porti attualmente vietate al passaggio, anche laddove non ci sono lavori o motivi di pericolo.

Ancor,  sul mare, noi proponiamo l’istituzione di zone di rispetto e di ripopolamento nell’Adriatico mediante la creazione di barriere artificiali sommerse create con rifiuti metallici inerti e bonificati, zone che diventerebbero ben presto delle vere oasi per i pesci, come ci insegna l’esperienza delle piattaforme di estrazione attorno alle quali si sono creati veri e propri acquari naturali; inoltre questi manufatti potrebbero  essere un deterrente fondamentale allo strascico indiscriminato che avviene ora da parte di professionisti senza scrupoli, strascico che devasta irrimediabilmente e per lungo tempo l’habitat, zone di frega, avannotti, alghe, ecc.

Altro argomento importante che interessa FIOPS é quello dell’acquacoltura nazionale, settore che rappresenta solo il 3% del fabbisogno nazionale. In un Paese circondato dal mare come il nostro, questo é un dato incredibile ed inspiegabile; la sensibilizzazione della Politica anche in questo ambito, con iniziative che promuovano aziende nazionali in questo settore, é un tema alla quale noi siamo sensibili, sia per le ricadute economiche che ne deriverebbero che per il nostro sport.

Coma Associazione siamo anche profondamente favorevoli all’istituzione di zone protette in mare destinate alla frega, una scelta che, ancor prima che ai pescasportivi, dovrebbe stare a cuore ai professionisti, perchè rappresenterebbe una sorta di assicurazione per il loro futuro. Ma così non é!

La politica, i partiti, devono arrivare a capire che la pesca, sportiva ma anche quella professionale che rispetta leggi e regolamenti in un’ottica biosostenibile, sono una risorsa innanzitutto economica e, come tale, devono essere tutelate con norme e leggi adeguate.”

 

Voglio tornare ad un argomento che, immagino, molti solleverebbero se fossero al posto mio in questo momento: i soldi raccolti dal tesseramento, come saranno utilizzati dalla FIOPS?

“Immagino, e sono ben lieto di risponderti e di fare chiarezza, se ce ne fosse bisogno. Innanzitutto voglio portare a conoscenza del pubblico che ci legge che i quattro soci fondatori di FIOPS, Colmic, Olympus, Trabucco e Tubertini, per costituire materialmente l’organizzazione hanno anticipato 100.000€, cifra servita per tutta la parte burocratica e per i primi mesi di vita dell’associazione.

Venendo alla quota del singolo pescatore, i 2,50 € per intenderci, innanzitutto questi sono ridotti a 2 per FIOPS perché abbiamo ritenuto giusto corrispondere un compenso di 0.50 € al negoziante che raccoglie materialmente l’adesione; di questi 2 € una percentuale servirà materialmente alla vita della FIOPS, per pagare chi lavora in seno all’associazione ossia l’A.D. avv. Ruscelli e la segreteria, indispensabile all’opera di raccordo tra le varie entità. Ci sono delle spese da sostenere per i rimborsi di chi lavora per FIOPS, come il Comitato Scientifico, ad esempio. Tutti  i fondi, in modo assolutamente trasparente, saranno depositati su di un conto intestato alla FIOPS e saranno rendicontati periodicamente in modo pubblico e consultabile da tutti.

Le rimanenze dalle spese di gestione, siamo concordi nel destinarle ad iniziative particolari, valutate di volta, come ripopolamenti, messa in sicurezza di tratti di fiumi o altri progetti. Una caratteristica di queste tessere associative é che la loro durata non sarà annuale ma durerà fino a quando vi saranno fondi sufficienti alla vita della FIOPS e ai suoi progetti; terminati questi fondi, si procederà ad un nuovo tesseramento e così via. In quel momento, analizzando i bilanci e, soprattutto, valutando il tipo di lavoro fatto dalla FIOPS, ogni singolo associato potrà valutare l’opportunità o meno di rinnovare l’adesione, il tutto nella massima trasparenza.

Una cosa che tengo a sottolineare personalmente e sulla quale metto anche la mia faccia, é che non ci sarà lo spreco di neppure un euro e i bilanci saranno della massima trasparenza. Nel momento in cui mi rendessi conto di anomalie in questo senso, sarò il primo a mollare il progetto. Garanzia personale di Lele Tubertini!”

 

Abbiamo parlato delle quote dei singoli pescasportivi. E per i negozi come funzionerà?

“Per quanto concerne le quote di associazione dei singoli negozi, e qui parliamo di somme differenti, la loro destinazione é simile a quella del singolo pescasportivo, con la differenza che, a fronte di un impegno economico certamente maggiore, corrisponderanno anche dei vantaggi di tipo commerciale che possono rendere oltremodo appetibile l’adesione all’Associazione, oltre alle motivazioni di ordine politico e le finalità.

Tra le finalità, la prima che deve saltare all’occhio del negoziante é che la FIOPS ha tutto l’interesse a promuovere la Pesca Sportiva e quindi se i pescasportivi vanno a pescare il negoziante lavora, in caso contrario no. Capisco che per certi punti vendita anche una quota associativa di 200/300 € possa avere una certa rilevanza; a tal ragione, per rendere meno gravoso questo impegno, le quattro Aziende che hanno costituito la FIOPS hanno deciso di promuovere l’adesione applicando tre tipi di quote: 100€ per l’affiliazione semplice, 200€ per l’affiliazione ed uno sconto supplementare dello 0,50% oltre alla normale scontistica in vigore per gli acquisti su merce delle quattro Aziende fatti fino al 31/12/2017, 300€ per l’affiliazione ed uno sconto supplementare dello 1% oltre alla normale scontistica in vigore per gli acquisti su merce delle quattro Aziende fatti fino al 31/12/2017. Salta subito all’occhio che in caso di acquisti un po’ corposi la quota associativa praticamente si paga da sola o quasi; se a questo aggiungiamo che la quota da luogo ad un recupero fiscale di 1/3 in sede di denuncia dei redditi, ecco che associarsi a FIOPS praticamente non costa nulla, anzi…

Ogni negozio associato avrà una vetrofania con il logo FIOPS e, come aziende, applicheremo sui nostri prodotti il logo dell’Associazione per farli identificare meglio al cliente, che potrà essere motivato a preferire un prodotto di una Azienda che si sa essere impegnata in attività di promozione e tutela della Pesca Sportiva.”

 

In una visione futura, vedi la FIOPS aperta anche ad altri produttori e grossisti del settore o rimarrà una peculiarità di Colmic, Olympus, Tubertini e Trabucco?

“La FIOPS è, sin da ora, aperta anche ad altri soggetti di questo settore e ne abbiamo già stabilito anche le condizioni economiche, ossia la quota d’ingresso a loro carico, che sarà pari allo 0,15% del loro fatturato. E poiché i bilanci sono pubblici, la cifra é presto fatta.

Ma la premessa fondamentale é che eventuali aziende interessate condividano lo spirito e le strategie operative della FIOPS, altrimenti é meglio che restino dove sono!

Una cosa che tengo a sottolineare, per fare ulteriore chiarezza, é che noi siamo e saremo Aziende del Made in Italy, con sedi in Italia, che intendono distinguersi da tutte quelle realtà che operano sul nostro mercato ma che per la Pesca Sportiva in Italia non hanno mai voluto e non fanno, non investono nulla.”

 

Come FIOPS vi siete dati una prossima scadenza di verifica del lavoro in corso?

“Come detto, abbiamo iniziato da alcune settimane il tesseramento presso i negozi e posso già comunicarti che il primo lotto di 500 tessere per i negozianti é stato esaurito e le stiamo ristampando. Sono già state stampate le tessere per i pescatori, che i primi negozianti stanno già proponendo ai loro clienti. Stiamo allestendo il sito web della FIOPS, attraverso il quale sarà possibile anche iscriversi e sul quale sarà possibile esprimere pareri ed opinioni sull’operato dell’Associazione e sulle iniziative che, di volta in volta, saranno portate avanti. Queste sono tutte cose che nel prossimo futuro dovranno fornire dei dati, dei risultati che dovremo analizzare.”

 

Appuntamento a breve, quindi? Diciamo a prima delle ferie?

“Assolutamente.”

 

Come sua consuetudine, Lele Tubertini è molto determinato nelle sue intenzioni e le battaglie che sposa le porta avanti con decisione e con le idee molto chiare.

Il progetto, dalle parole di Tubertini, é indubbiamente ambizioso e le strategie certamente condivisibili anche se non facili da perseguire.

La prima sfida per la FIOPS é certamente questa, quella di distinguersi da altre esperienze per la capacità che saprà dimostrare  di farsi sentire ed apprezzare là, dove occorre.

Ai pescasportivi la scelta di affiancarsi in questa sfida tramite una modesta quota associativa di 2,5€.

Di certo un sacrificio non troppo grande a fronte di un progetto di questa portata!

 

Angelo Borgatti

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