CAMPIONATO EUROPEO: GIANLUIGI SORTI UN’ICONA ASSOLUTA

Con quella a Gianluigi Sorti chiudiamo la carrellata di interviste ai Campioni d’Europa 2017. Un Europeo non brillantissimo, quello dell’icona di Soresina, come ammette lui stesso nel corso dell’intervista, ma che non inficia il valore della nostra Selezione e, soprattutto, il valore di un’ icona assoluta del nostro sport come lui, che oltre ai grandissimi risultati sportivi ha il pregio di esserci sempre, da oltre un quarto di secolo, pronto e puntuale alle convocazioni dei vari CT con i quali ha lavorato. Grande Sorti!

Gigi, un’altra medaglia d’oro con la Nazionale da aggiungere alla tua bacheca lunghissima…                           

Sì, proprio un’altra bella soddisfazione. Nel campionato europeo questa è la seconda medaglia d’oro. E’ stato fatto un ottimo lavoro di squadra e di gruppo. Vincere in Italia, sfruttando il vantaggio della conoscenza del campo di gara, era doveroso ma non certo semplice. Le migliori squadre europee di pesca alle brèmes erano preparatissime alla cattura di questi pesci.”

Quante sono le tue medaglie con la Nazionale, di ogni tipo?

“Se devo essere sincero ricordo solo quelle d’oro:  6 al campionato mondiale e 2 all’europeo. Voglio però ricordare anche le 4 vinte ai mondiali per club con il Team Ravanelli. Altre medaglie d’argento e di bronzo mi ricordano competizioni in cui abbiamo ben figurato, ma quelle in cui ho sentito l’inno sono le più belle.” 

Non voglio girarci attorno: quest’ultime sono state le tue gare meno brillanti, dopo che ad Adria, negli ultimi anni, avevi fatto sempre bene e benissimo. Perché secondo te?

“I miei risultati personali nelle due prove direi proprio che sono stati poco brillanti, quasi deludenti. Personalmente sono tuttora molto amareggiato e deluso ma la pesca riserva anche di queste sorprese. Aspetti con piacere l’arrivo di una manifestazione importante proprio in Italia, giochi in casa, e poi non riesci a fare quello che spesso ottieni nelle tante gare nazionali. L’importante è aver fatto del proprio meglio e aver raggiunto l’obiettivo principale: l’oro a squadre. Ho pensato spesso a cosa possa essere successo per non riuscire a catturare molti pesci e l’unica spiegazione che posso darmi è che non sempre tutti i posti di gara hanno la medesima conformità di fondo, poi avrò anche fatto altri errori. In molte manifestazioni internazionali sono stato il migliore e stavolta il peggiore.”

Ti sentivi in pesca dopo le prove?

“Assolutamente sì, tranquillo e sereno come tante altre gare preparate bene, con una strategia e un’impostazione concordata con il gruppo. Durante la settimana abbiamo sempre preso bene in tutti i tratti e le differenze tra di noi non erano notevoli. Tutti eravamo bene in pesca, grazie alle tante prove effettuate e alla conoscenza del canale.”

Le tue impostazioni di gara per i due giorni?

“Come concordato abbiamo fatto una buona pasturazione iniziale di pastura e scodellato 3-4 litri di terra con la coppetta nel punto preciso in cui poi avremmo atteso le brèmes. Poche esche nella pasturazione iniziale e in aumento durante la gara. In entrambe le prove abbiamo trovato una marea che scendeva e quindi acqua corrente con vele da 6 a 15/20 gr. Innesco di vèr de vase e qualche volta anche il verme, utilizzato anche nella pasturazione.”

Come giudichi il campo gara?

“Il campo di gara è bellissimo, unico in tutta Italia. E’ stato giudicato uno dei migliori campi di gara di tutta Europa da molti pescatori con cui ho parlato. Ogni volta che ci vai trovi una condizione diversa e devi interpretare al meglio la pescata. Avevo molti dubbi su come avrebbe risposto dopo una settimana intera di pesca e come avrebbero risposto le brèmes rilasciate dopo ogni giorno di prova. La pescosità è stata buona e tutti sono rimasti soddisfatti.”

I tuoi compagni della Ravanelli non ti hanno fatto mancare il loro sostegno anche in quest’occasione, ad iniziare da Maurizio Fedeli…

“Sì, sono proprio stati bravissimi e sono molto dispiaciuto anche per loro, non hanno visto due belle gare, non si sono proprio divertiti per nulla. Oltre a Maurizio c’erano Andrea Trabucco, Paolo Cauzzi, Merlo Massimiliano, Vitali Stefano, Bosi Stefano e tanti altri. Sono rientrati delusi e amareggiati per i miei risultati ma la pesca è fatta anche di questi episodi. Sarà per la prossima.”

Belle conferme anche da giovani come Reverberi e Nardi, oltre ad un grande Prandi e un Falsini sempre molto costante…

“Tutti i ragazzi sono stati bravissimi e disponibili alle diverse prove di pesca che ci ha chiesto il Mister e il suo Staff Tecnico durante la settimana. Nessun dettaglio è stato trascurato, perché si doveva capire se con l’utilizzo di certe esche, consentite in queste manifestazioni, il pesce avrebbe risposto diversamente.”  

Sapevi già che avresti pescato anche la domenica o pensavi all’avvicendamento?

“No, nessuno ha la certezza di pescare! Durante la settimana i pescatori sono osservati attentamente e al termine i CT decidono chi sarà la riserva.  La domenica spesso il peggiore viene sostituito, ma non sempre avviene. Pensavo di non pescare ma mi hanno concesso nuovamente la fiducia ed ho affrontato la seconda prova con tanta voglia di fare bene e recuperare lo svantaggio che avevamo dai Belgi. Io purtroppo ho peggiorato ma i nostri rivali hanno fatto peggio e sul gradino più alto ci siamo saliti TUTTI quanti noi.”  

Se vuoi concludere con un tuo commento…

“Con l’occasione permettimi di ringraziare tutti i ragazzi, il Capitano Rudy, Gino Govi, Marco Manni e Antonio Fusconi. E’ stata una settimana intensa e impegnativa, come sempre in queste manifestazioni, ma con il loro supporto tutto è filato liscio e finito al meglio. Forza Italia!!!”

Angelo Borgatti

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