L’ “A8” PORTA BENE A GIOVANNI BOTTAZZI!

 

 

L’edizione 2017 del Campionato Italiano individuale di Pesca al Colpo per la categoria Diversamente Abili si é svolta il 28 maggio scorso nell’impianto FIPSAS Valmarecchia, a Poggio Berni, sul territorio di Rimini.

Ancora una volta il protagonista della kermesse é stato Giovanni Bottazzi, talento emiliano della pesca al colpo, non solo in questa categoria, in cui ha raccolto tanti prestigiosi risultati a livello italiano ed internazionale, ma anche nelle competizioni per normodotati, nelle quali si é distinto tante volte a vari livelli.

Giovanni Bottazzi pesca praticamente da sempre e nella categoria Diversamente Abili ha già collezionato 4 Titoli italiani individuali negli anni 2012, 2014, 2016 e 2017 e due argenti; a livello mondiale ha appeso nella bacheca di casa sua 2 vittorie a squadre in Meeting internazionali di categoria, con un argento individuale colto in Germania, 8 medaglie di bronzo a squadre nei Mondiali, un argento individuale vinto in una edizione memorabile in Portogallo e, in generale, é l’Azzurro più longevo con 16 presenze all’attivo, e il più titolato. E anche nel campo delle competizioni disputate con i normodotati, “Giova” vanta numerose vittorie assolute, sia a livello singolo che di squadra.

Quest’anno, con il suo Club, l’Aurora Castelletto Tubertini di Parma, ha deciso di dedicarsi all’avviamento alle competizioni di alcuni giovani e con loro disputerà il Promozionale di quella provincia emiliana.

 

Giovanni, posso dire con sicurezza che Poggio Berni ti é particolarmente congeniale, visto che hai bissato il successo dello scorso anno…

“Si, aI Laghi Marecchia vado sempre molto volentieri, perché vi si pratica una tipologia di pesca che mi piace molto; e, se vuoi una curiosità, quest’anno mi é capitato lo stesso picchetto dello scorso anno, A8, un picchetto centrale, ed anche quest’anno é andata bene!”

 

Che condizioni hai trovato a Poggio Berni? Medesima impostazione dello scorso anno?

“No. Stesso lago ma condizioni differenti: lo scorso anno nella notte ci fu un temporale molto forte che disturbò non poco i carassietti che popolano questo lago, riducendo molto la pescosità; quest’anno é  stato fatto un ripopolamento di carpette pochi giorni prima, il meteo é stato ottimo e la pescosità molto maggiore, con una media attorno ai 3.500 punti.”

 

 

Raccontaci come si pesca a Poggio Berni, Giovanni, un impianto molto particolare, fatto di diversi invasi rettangolari, tutti simili, disposti tutti in fila, molto naturali come vegetazione…

“Pur essendo artificiali, le vasche di questo impianto federale presentano condizioni simili a quelle di un canale di pianura, con una popolazione di carassi di taglia medio/piccola e carpette, pesci che vanno pescati con lenze più simili a quelle che si usano in competizione che quelle utilizzate in carpodromo. Io ho impostato la gara alla massima lunghezza consentita, 11.50 mt, ed ho montato sui kit della mia Concept 8 Ice Yellow delle lenze da 0.30 fino a 1 grammo realizzate con i galleggianti della serie 204 Tubertini, una carotina di forma classica che uso sempre in lago e che dalle mie parti chiamano “il transistor” (ma non chiedermi perche…). Come madre lenza ho usato del Tatanka Evo Silver da 0.12 mm e terminali fatti con spezzoni di Next dello 0.10 e 0.09 mm. Come ami ho usato la serie 202 del 18 poi del 16 quando sono passato ad innescare il mais, perché c’era disturbo delle alborelle. Come pasturazione scodellavo delle palline piccole di bigattini incollati con la ghiaia fine di Tubertini, mais sfuso e piccole quantità di pellet; ogni tanto alternavo anche qualche pizzico di bigattini stirati o vivi, sfusi, sempre nel cupping, e pescavo filo fondo con il mais.”

 

Come mai la tua scelta é caduta sulla serie 202 come amo?

“La 202 é una serie nuova, la cui forma ricorda la classica serie 2 ma il filo é più fine ma più robusto; me lo avevano fatto provare ad Adria nelle misure più importanti e mi sono trovato subito molto bene e lo sto usando un po’ ovunque e mi sta dando molte soddisfazioni per la tenuta del pesce e la robustezza anche con pesci importanti.”

 

So che hai pescato senza aiutante…

“Si, ho scelto di pescare solo perché i miei aiutanti soliti erano tutti impegnati e quindi ho deciso di non disturbare nessuno; d’altra parte io pesco generalmente sempre solo durante l’anno, nei circuiti classici, quindi non é stato un grosso problema.”

 

So che sei da tempo molto impegnato anche sul fronte della promozione della pesca sportiva ed agonistica nel mondo dei Diversamente Abili; vorrei fare con te il punto sulla penetrazione della nostra disciplina in questo settore di popolazione del nostro Paese…

“Il discorso della pesca sportiva nel mondo Diversamente Abile é molto complesso da affrontare ed occorre fare una distinzione tra i praticanti la pesca sportiva, che sono veramente tanti, e chi si approccia al mondo dell’agonismo, una condizione che crea probabilmente molte resistenze in molti. Se analizziamo le varie manifestazioni promozionali, tipo ‘Pesca un Sorriso’ per intenderci, si registrano molte adesioni ma il livello agonistico é altra cosa, perché l’agonismo richiede un impegno molto maggiore, sia a livello di attrezzatura, che di Società disponibile a supportarti, oltre ad avere la necessità di un accompagnatore per gli spostamenti; puoi capire che questi sono ostacoli non semplici da superare. Molto poi dipende anche dalla tipologia di disabilità, il cui grado e localizzazione nel corpo condiziona sicuramente la pratica di una attività agonistica. Altra problematica, poi, é legata alla visibilità del nostro sport anche sui media dedicati allo sport Diversamente Abile. Con Franco Bisi, Dirigente Federale che ha fatto tantissimo per il nostro settore, abbiamo tentato in passato di incrociare altri rappresentanti di specialità Diversamente Abili e siamo riusciti, in alcune occasioni, ad avere visibilità su qualche media locale, anche con buoni risultati di visualizzazioni e condivisioni sui Social, però manca forse anche la continuità in questo senso. Certo occorrerebbe impiegare tempo e risorse in questo settore, che secondo me é fondamentale per portare l’idea della pesca sportiva e dell’agonismo ad essa collegato come fattibile e praticabile da tantissimi Diversamente Abili.”

 

Angelo Borgatti

 

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