FERRUCCIO GABBA E MARCO GENOVESI CI RACCONTANO LA LORO LAMA

Dopo il commento a caldo raccolto dal nostro Luca Caslini nell’immediato dopo gara da Marcello Corradi, uno degli interpreti della bella performance della Lenza Emiliana Tubertini nel primo week end del CIS 2017 sul Cavo Lama, ho voluto sentire Ferruccio Gabba e Marco Genovesi per un approfondimento su queste due gare dal punto di vista tecnico, anche a favore dei prossimi impegni di tanti agonisti delle serie inferiori che su questi campi gara saranno impegnati nelle prossime domeniche.

Marco, comincio da te come rappresentante della formazione B della Lenza, che da subito ha fatto vedere di che pasta é fatta andando a vincere la prima prova e registrando un ottimo quarto posto la domenica…

“Credo che il week end sia stato molto positivo per tutta la Lenza Emiliana Tubertini, perché dopo le due gare la squadra B é in testa ma la A é subito a ridosso, al quarto posto, quindi io preferisco parlare di un grande week end di tutta la Società e di un perfetto lavoro di squadra svolto nelle settimane precedenti. La differenza, su di un campo di gara così generoso ma anche estremamente tecnico come il Cavo Lama di questi giorni, stava nel capire come operare al meglio in ogni fase della gara, perché ogni momento di stasi nelle catture voleva dire perdere qualche posizione, perché in quasi tutti i settori le classifiche sono risultate molto corte tra il primo ed il decimo. Credo di poter dire che la nostre belle gare in Lama sono il frutto di una strategia condivisa e messa a punto in ogni dettaglio durante la settimana, una strategia che ci ha indubbiamente pagato, visto che le due squadre, sulle due gare, hanno totalizzato complessivamente solo 44 punti. Poi é chiaro che, in questo momento, noi siamo al settimo cielo per la testa della classifica!”

 

Diciamo allora che la squadra B continua il bel cammino intrapreso lo scorso anno, anche in considerazione dei cambi che ci sono stati…

“Anche questo io lo considero un sintomo di un ottimo amalgama generale tra le due squadre: lo scorso anno ci furono scambi all’interno delle due formazioni per varie necessità, quest’anno abbiamo avuto l’innesto di un ottimo elemento giovane come Lorenzo Bruscia e le sinergie interne tra tutti gli elementi delle due formazioni si sono consolidate ulteriormente. Un segnale di questo lo abbiamo avuto anche dalla necessità di inserire all’ultimo momento Andrea Polesi al posto di Andrea Giambrone per gravi motivi familiari;  questi si é affidato totalmente a quello che gli abbiamo detto delle prove fatte in settimana, dando fiducia al lavoro svolto dal gruppo e i risultati sono stati buoni anche per lui.”

 

Ferruccio, parliamo un po’ del campo gara: é statala Lama che vi aspettavate o é stata una sorpresa?

“Direi sicuramente una sorpresa, una piacevole sorpresa! Fino ad un paio di settimane fa la pescosità era minore e le stesse condizioni dell’acqua erano diverse. La gara voleva interpretata, secondo noi, proprio alla luce delle condizioni degli ultimi giorni. Secondo noi il campo gara era diviso in due tratti come approccio alla gara, con la prima e parte della seconda zona da affrontare sostanzialmente a tutta canna ed eventualmente ripiegare sulla breve distanza mentre nel resto del campo la gara si faceva quasi esclusivamente sullo scivolo, dai 6 ai 9 metri circa.”

 

Prima di entrare nello specifico delle impostazioni tecniche, Ferruccio, qual’é secondo te il motivo che determina la differente distribuzione dei pesci nelle varie zone?

“Secondo me la qualità dell’acqua. La differenza di qualità dell’acqua tra le zone alte e quelle a valle e i movimenti d’acqua avutisi nei giorni immediatamente prima delle gare, quando l’acqua è stata fatta correre di più  rispetto ai giorni passati, ha determinato diverse ossigenazioni tra i vari tratti e conseguente cambio di disposizione dei pesci. Nei tratti a valle probabilmente l’acqua era un po’ meno ossigenata alla distanza dei 13 metri, dove si registra una profondità maggiore, e di conseguenza i pesci si avvicinavano di più a riva.”

 

Vi siete resi conto di questo durante la settimana?

“Purtroppo no, é stata una osservazione fatta il sabato mattina, durante la gara. La mia stessa gara é stata non perfetta, in terza zona, proprio perché non mi sono reso conto subito di questo ed avevo impostato la gara a 13 metri, come avevamo deciso per tutti. La mia prima ora è stata disastrosa proprio perché ero sicuro che i pesci sarebbero entrati ed ho perso del tempo prezioso; quando mi sono convinto che non sarebbe stato così ho dovuto rincorrere poi fino alla fine ed ho perso una o due posizioni preziose per pochi etti.”

 

 

Marco, guardando le foto di diverse pesate, ho notato una taglia media comunque discreta, considerando il tipo di campo gara ed il periodo di inizio stagione…

“Si, anche se molto dipendeva dall’approccio che si andava a scegliere come impostazione. La media peso é un dato relativamente importante, perché questa poteva variare moltissimo in relazione a come si pescava e pasturava, visto che nel canale ci sono tantissimi carassi di tutte le taglie tra i 20 ed i 100 grammi. Infatti anche il numero delle catture che gli spondisti riportavano durante le gare era pressoché ininfluente proprio perché la taglia dei pesci é molto varia. Stava nell’agonista, durante la gara, intuire se stava andando bene o meno in relazione a quanto stava prendendo e al tipo di impostazione. Poi, ripeto, la zona é importante, perché ci sono tratti dove la pescata era corta, comunque, mentre in altri i pesci più belli entravano a 13 metri nel proseguimento della gara, pasturando con regolarità. Pescando corto si poteva arrivare a cavallo dei 150/200 pesci per vincere, mentre sulla linea lunga 100/120 pesci ti consentivano di fare una gara molto bella, ma solo dove questi entravano, nelle zone alt, dove nell’ultima ora generalmente entravano pesci di taglia migliore che consentivano il recupero.”

 

La tua impressione, Ferruccio?

“Secondo me, oggi, in Lama é importante sapere a quale peso medio devi arrivare per poterti piazzare bene. In questo caso per vincere bisognava stare oltre i 6.000 punti, mentre per piazzarsi ne occorrevano almeno 5.500; questi pesi li puoi fare con 100 o 200 pesci, non importa, ma devi arrivare lì.”

 

Quindi, secondo te, esiste il modo di fare la taglia, oggi, in Lama?

“Sicuramente, si può fare la differenza trovando il giusto compromesso tra l’impiego dei bigattini rispetto alla pastura. Questa é la discriminante solitamente.”

 

Veniamo a parlare, allora, delle impostazioni che avete scelto nello scorso week end, Ferruccio…

“Noi  non abbiamo fatto altro che fare la classica impostazione da Lama, da vent’anni a questa parte, ossia scodellare la pastura più corta rispetto al punto di pesca, qualsiasi fosse la linea scelta, ed i bigattini incollati sotto la punta della canna, sul punto di pesca.

Come pastura abbiamo preparato un mix scuro, a granulometria medio/fine per avere maggiore uniformità di bagnatura e tempi di sfaldamento più rallentati, miscelando Gold Medal Brown e Gold Medal Black in parti uguali, facendo attenzione alla bagnatura giusta affinché le palle scodellate non perdessero nessuna particella durante la discesa sul fondo per evitare di richiamare pesci piccoli; abbiamo anche aggiunto circa mezza busta di Big Fish, un additivo nero di Van den Eynde, molto aromatizzato e legante, che ci ha aiutato ad ottenere la giusta consistenza. La scelta di un colore scuro ci era sembrata quella migliore anche per ridurre il disturbo dei gamberi. Una particolarità riguardo la pastura é stata la forma che abbiamo dato alle palle da scodellare, non perfettamente rotonde ma appiattite per evitare che rotolassero sul fondo che tende a digradare verso il centro canale.

 

 

I bigattini, invece, li abbiamo mescolati con tanta Ghiaia Rossa, nella proporzione di 1 a 4, ed incollati con tantissimo Legante Bianco e rifiniti poi con la Rubber Tubertini, proprio per evitare che la pallina si aprisse troppo velocemente e potessero far alzare dal fondo i pesci. Abbiamo preferito una ghiaia colorata perché é leggermente migliore come risultato quando é necessario fare incollaggi così tenaci come quelli richiesti oggi in Lama, visto che é più pulita e levigata rispetto a quella naturale.”

 

Dacci il tuo consiglio per un incollaggio efficace da usare in Lama…

“Una volta decise le proporzioni, li mescolo assieme a secco in un secchio capiente per poi inumidirli bene ed uniformemente. Cospargo il tutto con il Legante Bianco, rigirandoli alcune volte fino ad ottenere un composto molto appiccicoso e bagnato. Dopo si cosparge il tutto con la Rubber, in modo uniforme, senza esagerare perché la Rubber é molto forte e stabilizza il tutto, asciugandolo velocemente.”

 

E per quanto riguarda le lenze, Marco?

“Anche in questo caso una scelta abbastanza classica, con delle madre lenza fatte con del Next da 0.118 e 0.128 mm e terminali da 20 cm di diametro 0.108mm. 

I galleggianti per pescare a 13 metri sono stati quelli fino a 3 grammi delle serie PRO91 e PRO103,

 

 

mentre per la pesca corta abbiamo scelto i PRO128, un modello nuovo, con la deriva in vetro che garantisce migliore stabilità e l’antenna di diametro più sostenuto che può essere tarata all’estremo per una migliore percezione delle mangiate. Un capitolo importante in queste pescate copiose lo rivestono gli ami, che sono stati tanto il classico Serie2 nichelato che i nuovi 202 e, soprattutto per me, il nuovissimo 203BN nella misura del 16, un modello a filo fine ma estremamente affidabile in termini di tenuta del pesce grazie alla curvatura leggermente più ampia e alla punta alta.”

 

 

Una grande quantità di catture significa anche un certo stress per gli elastici. Immagino vi siate indirizzati sugli Hybrid, Ferruccio…

“Assolutamente! Man mano che usiamo questo tipo di elastico, ne valorizziamo sempre di più le caratteristiche. Come dicevi nei due giorni questo componente é stato certamente molto sollecitato, non tanto dalla taglia, quanto dalla continua sollecitazione in entrata ed uscita, oltre che dalle temperature esterne e dal sole. Io ho montato quello di diametro 1.2, che si é rivelato un ottimo alleato in fase di ferrata perché offre la giusta resistenza sull’illamata per poi diventare estremamente performante in fase di recupero perche segue bene ogni movimento del pesce. A volte, con pesci di taglia contenuta, un elastico poco dinamico ti fa slamare dei pesci, importantissimi quando si hanno classifiche di settore spesso determinate da poche catture di differenza. Quindi Hybrid promosso a pieni voti anche in Lama!”

 

Ferruccio, nei prossimi giorni la Lama vedrà impegnati centinaia di agonisti in vari campionati. Vorrei da te un consiglio per chi si troverà in questa condizione…

“Intanto le condizioni dell’acqua, la sua velocità durante la settimana. In condizioni di acqua ossigenata la pesca a13 metri dovrebbe offrire una taglia migliore; in caso contrario, in presenza di acqua ferma, di colore scuro e meno ossigenata, mi orienterei sulla linea corta, a raccogliere tutto, oppure cercherei i pesci a galla, spesso un’ottima alternativa in Lama. Da considerare con attenzione il livello dell’acqua e gli appoggi dell’esca sul fondo, che per me non deve essere mai troppo, al massimo una decina di centimetri.”

 

Vorrei concludere con una previsione sul futuro del campionato, con tutte le scaramanzie dl caso, dopo un inizio così promettente. Qual’é il campo gara che temete di più di qui alla fine?

“Non saprei quale dire perché le sorprese sono sempre dietro l’angolo in un campionato così lungo. Certamente questo sarà un campionato diverso a quelli degli ultimi anni, perché ci saranno solo 4 campi gara, da affrontare in 4 week end, quindi ogni fine settimana sarà vissuto come una finale e sarà vissuto in modo differente, con maggior paura di sbagliare. Per fortuna il primo Week end é stato a nostro favore e abbiamo potuto capitalizzare un vantaggio sulle concorrenti; ma in questa formula non si deve sbagliare nulla in un’ottica finale ed ogni campo sarà importante. Ostellato, il Fissero e Corbara dovranno essere affrontati al massimo.”

 

Marco, incognita Ostellato?

“Oggi forse si, ma vedremo nelle prossime settimane come risponderà il campo gara. Lo scorso anno, in questo periodo, ci fu il Mondiale per Club e il canale era in forma smagliante; speriamo sia lo stesso quest’anno. Dipenderà come girerà l’acqua, se entrerà il pesce… “

Angelo Borgatti

 

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