La lunga attesa è finita

Stamani è stato bello risvegliarsi e rendersi conto che non si è trattato di un sogno. Gli Azzurri del Feeder sono davvero Campioni del Mondo, e stamani il cielo del Portogallo ha il bel blu intenso della nostra divisa.

La lunga attesa è finita. Dopo sette anni di partecipazioni con poche gioie e molte delusioni, il gradino più alto del podio è stato scalato con determinazione, grande spirito di squadra, e pieno merito.

Si apre così un ciclo che mi auguro possa solo riservarci grandi soddisfazioni per il futuro, e avendo avuto l’onore e l’onere di guidare la nostra rappresentativa di questa disciplina della pesca per quattro anni, posso affermare che ve ne sono tutti i presupposti.

La mia più grande soddisfazione, in questo momento, è quella di vedere che il lavoro di Maurizio Setti, che ancor prima delle mie dimissioni, dopo il Mondiale in Irlanda, avevo indicato ai vertici federali quale mio ideale successore, ha pagato i giusti dividendi per tutti gli sforzi volti ad un progetto credibile.

C’è voluto tempo e pazienza, e la disponibilità di Marco Manni ad aiutare Maurizio, pur se già gravato dal suo incarico con la nazionale di Pesca al Colpo. Oggi il binomio di guida degli Azzurri del Feeder è in mani sicure, e soprattutto, di persone che hanno le idee chiare per assicurare alla Federazione il conseguimento degli obiettivi di un progetto che non ammette più dannosi personalismi.

La parola “gruppo” è spesso spesa in ogni sport come quella determinante per arrivare alla meta. Oggi Maurizio e Marco lo hanno costruito, ed il risultato è stato subito immenso.

Ho vissuto con loro le giornate di gara, ed ho percepito le stesse sensazioni di quel gruppo che guidai con Fulvio Forni e Verter Bergonzoni in Belgio, e che ci portò la prima medaglia della nostra disciplina, con il bronzo individuale di Andrea Caruso. Rispetto dei ruoli, dedizione, passione, tutto ciò che serve per arrivare insieme al traguardo. Ora si tratta di cementare ancor più le fondamenta di questo progetto che ha già basi solidissime.

Il mio personale augurio è che non vi siano mai più sbandamenti di strategia.

La gara perfetta

Il campo di gara portoghese di Cabecao, nel fiume Raia, fin dalle giornate di preparazione, ha mostrato la scarsità numerica di catture di grossi pesci, carpe e barbi, inoltre messa a nudo dalla loro poca uniformità di distribuzione nei 110 picchetti, ma una consistente presenza di alborelle di discreta taglia. Maurizio e Marco hanno cercato di tenere quanto più nascosta possibile, agli occhi degli avversari, la potenzialità di cattura dei piccoli ciprinidi nel sottosponda grazie all’uso di piccoli feeder, ma i nostri ragazzi hanno dimostrato di saperci davvero fare in questa tecnica, in grado di garantire basse penalità in ogni settore.

Lo stage di preparazione al precedente Mondiale in Serbia ha mostrato qui l’utilità di non sottovalutare mai nessuna opzione, e prepararsi al meglio anche quando si tratta di mettere in nassa pesciolini che, agli occhi dei più, parrebbero insignificanti. Il primo oro Azzurro si è sposato così con la specie degli albori del nostro agonismo, quell’amata o odiata alborella che, fortunatamente per noi, in questa occasione, molti avversari hanno sottovalutato nella sua potenzialità.

La scelta tecnica dei CT, impartita agli Azzurri, era di iniziare la gara di sabato, provando nelle prime battute a catturare un grosso pesce a tre quarti canale o a ridosso della sponda opposta, lontana mediamente dai 40 ai 70 metri, a secondo dei settori del campo gara. Per carpe e barbi, prevalente innesco di un chicco di mais, onde evitare il disturbo delle alborelle. Poi, dopo un quarto d’ora, di ripiegare subito a pescarle nel sottoriva, e di continuare fino ad ordini di variazione del tema, tornando, se necessario, a pesci.

Angelo De Pascalis, al numero tre del settore A, quello con maggior presenza di grossi pesci, ha condotto una gara alternando le due tecniche, catturando alborelle con punte di due al minuto, e alcune belle carpe, conseguendo 297 pesci e oltre otto chili di pescato, e mancando la vittoria solo per l’obbligato rilascio di un grosso pesce impigliatosi alla lenza del vicino di campo.

Nel settore B, vinto all’esterno di campo a mani basse dal rumeno Prisacariu, poi medaglia di bronzo individuale, il nostro Angelo Pizzi non ha disatteso gli ordini dei capitani, portando a guadino ad inizio gara una carpa da chilo, e unendovi poi un centinaio di alborelle per un brillante quarto posto con oltre due chili e mezzo di pescato.

Al settore C Mirko Govi, senza l’aiuto di grossi pesci, ha riempito la nassa di 354 alborelle per quasi tre chili e mezzo di peso portando alla squadra un utilissimo terzo di settore, battuto dal moldavo Sterbet all’esterno di campo, e dall’ungherese Erdei, bravo ad unire alle sue alborelle una carpa di circa un chilo e mezzo.

Al settore D, Andrea Canaccini, seguito sulla sponda da Marco Manni, ha dato vita ad un bel testa a testa ad alborelle, con l’irlandese Cathal Hughes.

Andrea ha scelto di pescarle sul fondo, privilegiando la ricerca di una taglia di pesci maggiore, portando così alla pesa due etti in più dell’avversario, nonostante circa ottanta alborelle in meno.

Ufficialmente 384 per Highes e 307 per Andrea con 3.622 punti di pescato ed il quarto di settore, vinto dal nuovo Campione del Mondo Marius Bodea della Romania, con sei carpe ed un barbo per quasi sette chili di peso, davanti all’inglese Mick Vials.

Nell’E, ultimo settore di gara, ha fatto il suo esordio il nostro Mario Casale, con un ottimo quinto, frutto della cattura di 286 alborelle per 2.753 punti di peso. Mario non si è fatto tradire dall’emozione e con l’aiuto sulla sponda di Alessandro Cappoia, ha migliorato di ora in ora il numero di catture degli argentei pesciolini.

A fine giornata, le 19 penalità complessive assomate dagli Azzurri hanno confermato la condotta della gara perfetta, eseguita con autorevolezza e maturità.

Un punteggio con grandi margini di difesa in gara due, viste le distanze dagli avversari più temuti alla vigilia. Un abisso, per dirla a voce bassa, con Ungheria a 41 penalità, Olanda a 42, i campioni uscenti della Germania a 47, e soprattutto Inghilterra a 52. Non benissimo anche i padroni di casa del Portogallo con 44 e mezzo.

Da temere e rispettare i punteggi dei Bielorussi secondi con 26 e l’Irlanda terza a 30 e mezzo.

Gara 2

La gara di domenica, vede una mutata situazione atmosferica. Dalla brillante giornata di sole del sabato si passa ad un cielo nuvoloso che rilascia scrosci di pioggia, al punto che la partenza viene ritardata di mezz’ora per garantire l’afflusso dei veicoli sulla sponda anche nel tratto del settore B, dove ci sono problemi di sicura percorrenza. Al sorteggio dobbiamo giocarci al meglio il bonus di un esterno di campo, non avendolo avuto al sabato in nessun settore.

Maurizio Setti fa la magia di estrarre B1 dove il rumeno Prisacariu ha vinto facile, e di regalarlo alla matricola Mario Casale.

Angelo De Pascalis torna al settore A al numero 19, Mirco Govi resta nel C al picchetto 9, mentre Pizzi e Canaccini si scambiano il settore del sabato, con Angelo al D14 e Andrea all’ E14.

Riconfermata la scelta tattica del sabato, l’inizio gara da subito segnali positivi.

Sia De Pascalis che Casale prendono ai primi lanci una carpa, mentre gli altri Azzurri ripiegano dopo un quarto d’ora all’alborella, che però a causa delle mutate condizioni climatiche si dimostra molto meno attiva e difficile da pescare.

Si tratta di attendere le abboccate molto più a lungo, pescando un po’ più fuori, e usando ami ed inneschi più piccoli, scelte subito indicate dai CT a tutti i nostri atleti, e che ci permettono di essere competitivi, seppur senza brillare per rapidità di catture come il giorno precedente.

E’ subito chiaro che anche un solo pesce da chilo, potrà cambiare le sorti delle posizioni nei settori, ed un po’ di apprensione è palpabile tra chi si muove sulla sponda per coadiuvare i concorrenti.

Nel settore A De Pascalis, dopo la carpa d’inizio, prende bene le alborelle, ma dopo due ore i grossi pesci cominciano a farsi vivi appesi alle lenze di più concorrenti.

Maurizio Setti gli ordina così di tornare a pesci, ma la scelta si rivelerà infruttuosa e per Angelo la gara si chiuderà con il 12mo posto su 22, penalità comunque utili per mantenerci sotto il target delle 50 complessive.

Nel settore BMarietto” Casale, sempre assistito da Alessandro Cappoia, ingaggia un bel duello con il tedesco Sheuermann, al picchetto contiguo, che a fine gara lo vedrà comunque vincente con una dozzina di pesci di taglia notevolmente superiore a quella dell’avversario.

Il suo primo di settore ha il profumo dell’oro mondiale, e lo porrà al sesto posto nell’individuale, quale migliore degli Azzurri.

Nel settore C Mirko Govi, concede un po’ di margine agli avversari andando alla ricerca di un grosso pesce ad inizio gara ed a un’ora dalla fine, vista la rarefazione del branco di alborelle di fronte a lui.

Non lo troverà, ma portando alla pesa circa 200 pesci per quasi un chilo e mezzo di pescato per un 11mo posto, resterà in linea con le aspettative di metà classifica.

Al suo fianco l’inglese Mick Vials compie l’impresa di portare a guadino oltre dieci chili di pesci nonostante un fitto erbaio a centro fiume gli complichi enormemente il loro recupero.

La sua performance gli varrà un argento individuale strameritato, dopo la delusione patita in Serbia lo scorso anno.

Nel settore D, Angelo Pizzi fa una gara di puro contenimento ad alborelle che meriterebbe miglior sorte. Negli ultimi dieci minuti di gara viene infatti superato dalle catture di un pesce da parte di ben tre avversari, chiudendo così al 9no posto di settore, vinto dal rumeno Bodea con tre pesci di taglia che gli varranno l’oro individuale.

Nel settore E, all’ultimo di campo c’è il veterano ungherese Attila Erdei, che nel picchetto dove il sabato Phil Ringer ha stravinto, chiude la sua gara con una sola cattura, affossando le speranze di podio della sua nazionale.

Il nostro Canaccini fatica a mettere in fila le alborelle come nella gara di apertura, ma con l’esperienza sua e di Marco Manni che lo assiste sulla sponda, trova una discreta continuità nelle ultime due ore pescando più corto e portando alla pesa un chilo e mezzo di alborelle per il 13mo posto.

La giornata si chiude così con l’oro per gli Azzurri a 65 penalità complessive, ed un ulteriore miglioramento del margine su Romania e Serbia appaiate a 79 per argento e bronzo.

Considerazioni finali

Sono trascorsi sette anni dal primo mondiale di Montemolino, dove Italia e Germania si spartirono ultimo e penultimo posto. Sembra ieri, ma di strada ne abbiamo comunque fatta tanta, nel bene e nel male.

Lo scorso anno l’oro è andato a i nostri rivali di fondo classifica di quei giorni, quest’anno ce lo siamo preso noi, e Romania e Serbia hanno dato il segnale che il movimento Feeder è ora in grado di proporre nuove realtà in grande crescita.

C’è posto per tutti per una giornata di gloria, perchè ora nessuno lascia più al caso nulla, e volti nuovi, e giovani, si affacciano alla ribalta.

Lasciatemi spendere due parole per Cristian Gadda, Alessandro Cappoia e Massimiliano Tacchetto che i nostri CT hanno voluto portare al Mondiale per far vivere loro l’atmosfera della massima competizione iridata.

Credo di rappresentare il pensiero di Maurizio e Marco nell’affermare il totale gradimento del loro atteggiamento di dedizione e rispetto dei ruoli, per tutta la settimana dell’evento.

Gadda, che ebbi compagno di squadra alla fine degli anni novanta con i Diavoli di Torino (aveva solo 15 anni), dopo una settimana di prove promettenti, è stato nominato riserva.

I CT gli hanno fatto il grande regalo di non caricarlo di una responsabilità troppo grande in un momento molto delicato per il cambiamento di strategie in corso nella nazionale Feeder.

Metterlo in campo con il rischio di bruciarlo sarebbe stato un errore ed un azzardo.

Felice decisione, che Cristian ha accettato con consapevolezza ed umiltà, raddoppiando le sue energie per mettersi al servizio del gruppo, aiutando con passione Angelo Pizzi dalla sponda.

“Cris” avrà modo e tempo di fare tanti mondiali, questo per me è più di una certezza, e so che ne è consapevole.

Un grosso grazie ed un in bocca al lupo per il loro futuro azzurro a Cappoia e Tacchetto che hanno coadiuvato in modo esemplare Casale e Govi.

E’ stato un week end che non dimenticherò mai.

Grazie ragazzi per avermelo fatto vivere. Peccato non averlo potuto condividere con Maurizio Natucci, assente per altri impegni federali. So bene quanto ci avrebbe tenuto ad essere con noi, e quanto possa aver gioito alla notizia della vittoria.

Un ringraziamento particolare al Vice Presidente Sarti, al delegato federale Enrico Tricoli, alla collega Natascia Baroni e a Stefano Linati per il loro appassionato contributo.

Viva l’Italia del Feeder.

Mario Molinari

 

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