MONDIALE FEEDER: LA PAROLA AI VETERANI DE PASCALIS E GOVI

Proseguiamo l’approfondimento sul mondiale feeder dove l’Italia si è laureata per la prima volta Campione del mondo con le interviste di Natascia Baroni ai campioni del mondo Angelo De Pascalis e Mirco Govi.

Iniziamo con Angelo De Pascalis:

Angelo, per prima cosa complimenti da tutta la redazione di Match Fishing, per questo strepitoso risultato a squadre, che tutta l’Italia del feeder aspettava da tanti anni. Quali emozioni hai provato  salendo sul gradino piu’ alto ?

Sinceramente non riesco a descriverla a parole, è stata un’ emozione forte, unica nel suo genere, che auguro di provare ad ogni agonista almeno una volta nella vita. Sono convinto che solo grazie alla Nostra Federazione FIPSAS, invidiataci da tutti i paesi del mondo, sia possibile vivere una “favola” come quella avvenuta in terra Portoghese.

Una tua opinione sul campo di gara?

Logisticamente ben preparato e sicuramente all’altezza di una competizione così importante. Per quanto riguarda le specie di pesci presenti e i vari aspetti tecnici da mettere in essere per catturarli, posso tranquillamente affermare che è stato un “Campo gara” completo e allo stesso tempo difficile da affrontare a causa delle caratteristiche morfologiche del fiume, delle condizioni climatiche e dell’aggressività dei pesci.

Ed ora passiamo alla gara, ci racconti il tuo mondiale?

Come si evince dagli articoli precedenti, ho pescato entrambe le gare nella zona “A”, l’unica a valle dell’isola. Una zona resa accattivante dalla presenza di numerose carpe, barbi e alborelle anche da 20gr ma allo stesso tempo difficile da affrontare a causa della larghezza del fiume che nel primo tratto del settore raggiunge 80 metri. Ho pescato ambedue le gare sotto la direzione del Capitano Maurizio e con il supporto di Stefano, che per dieci ore mi hanno coadiuvato in maniera perfetta, dandomi la calma necessaria che mi ha consentito di affrontare al meglio anche i momenti più difficili. E credetemi che ce ne sono stati diversi. Come per le altre zone la tattica per il settore A era articolata su tre tempi, con partenza a pesce di taglia, fase centrale ad alborelle e fase finale da valutare a seconda dell’andamento e dell’attività delle carpe. Alla fine posso affermare che questa esperienza Portoghese ha accresciuto notevolmente il mio bagaglio tecnico regalandomi momenti che rimarranno indelebili nella mia memoria.

Vuoi ringraziare qualcuno?

Si, mi sento di ringraziare i Capitani Maurizio e Marco, i compagni di squadra Mirko, Andrea, Mario, Kristian e Angelo, lo Staff di supporto Federale composto da Stefano Sarti ed Enrico e gli accompagnatori Alessandro e Massimiliano capitanati dal mitico Linati. Inoltre vorrei ringraziare la Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee Nuoto Pinnato e il Presidente delle Acque di Superficie Maurizio Natucci per la pazienza profusa in questi sette anni di attesa.  Per concludere un ringraziamento particolare a Preston Innovations e Betti Sport per il supporto fornitomi in ogni momento.

Come sempre “ FORZA ITALIA!”

Ed ora la parola a Mirco Govi:

Mirko,finalmente un sogno che si avvera dopo tanti anni di sacrifici. Che emozioni hai provato sul podio, sentendo l’inno nazionale?

Si Natascia, dopo 5 anni di nazionale, di cui 4 da pescatore ed 1 da accompagnatore, finalmente è arrivata una medaglia tanto desiderata.Una medaglia a squadre è condivisa con tutta la spedizione, questa è la cosa piu’ emozionante.

Un tuo parere su questo  gruppo, che è stato in parte rivoluzionato rispetto lo scorso anno?

Il bello di questo gruppo è stato l’affiatamento ed il rispetto di ogni ruolo, tutti hanno ascoltato i capitani, ogni giorno, ognuno aveva un compito da fare, anche se non prendeva niente. Poi alla fine, tutti insieme abbiamo valutato la tattica che ci sembrava vincente. Questo gruppo è stato affiatato fin dall’inizio, i buoni segnali si erano gia’ visti al primo stage in Brian e lo si è dimostrato ancora  di piu’, in una settimana cosi’ impegnativa fisicamente ed emotivamente.

In questo mondiale, la preparazione durante la settimana, ha portato ad avere sei agonisti, che a livello tecnico, sia per prendere i pesci grossi, sia per prendere le alborelle, erano preparati identicamente. I capitani potevano estrarre tranquillamente un nome a caso da un’urna e sorteggiare chi pescava e chi non. Eravamo preparati tutti allo stesso modo!

Come ti è sembrato il campo di gara?

Molto bello, ma fin dal primo giorno ci ha stupito la temperatura esterna di 47 gradi e l’acqua trasparente, ma fredda. E questo ci ha fatto capire che i pesci di grossa taglia avrebbero mangiato solo in alcune zone ed in certi picchetti. Ne approfitto per fare i complimenti agli organizzatori ed a tutta la federazione portoghese.

Ci racconti le tue due gare e che attrezzatura hai utilizzato?

Ho eseguito le indicazioni dei capitani durante tutta la settimana, partenza di 15 minuti sulla sponda opposta per cercare di catturare qualche carpa, e se questa non arrivava, alborella fino alla fine, salvo altre comunicazioni da parte dei capitani.  Per questa pescata, nella mia zona, settore c, dove sono capitato in entrambe le giornate, ho utilizzato per la pescata alle carpe, pasturatori Zippla di circa 40 grammi, per non avere dispersione in caduta, chiudendo il tappo con pastura, per avere meno disturbo delle alborelle, ma l’utilizzo del pasturatore è un discorso molto personale.

Invece abbiamo   inserito tutti all’interno canapa, mais, trigo e pastura, innescando mais.

Per pescare le alborelle ho utilizzando un cage feeder da 10 grammi, attaccato con moschettone e girella, ed un finale da 50 cm come da regolamento. Qualcuna si riusciva a prendere in calata, ma la nostra pesca è stata prevalentemente sul fondo, dove le alborelle erano piu’ grandi, di media circa 8 grammi di peso, innescando all’amo, il sabato un bigattino, perche’ ce n’ era di piu’, invece la domenica, quando si è visto nettamente che la pescata era piu’ scarsa, abbiamo innescato un ballottino con un amo del 22 ed un filo dello 0.08.

Ho utilizzato le nuove canne della Preston Innovations DUTCH MASTER FEEDER SENTIENT dagli 11” ad un massimo di 12”, in base al fondale di erba che avevo davanti.

Vuoi ringraziare qualcuno?

Certo, il primo ringraziamento, visto che sono in nazionale dal 2013, lo voglio fare a Mario Molinari e Fulvio Forni, che furono i primi a darmi fiducia. Poi, sono sempre riuscito a rimanere in nazionale tranne nel 2015, dove ho fatto l’accompagnatore al mondiale, poi da li’ è partito il ciclo di Maurizio Setti e Marco Manni, e li’ ringrazio per aver creduto in me.

Inoltre Betti Sport; la Federazione italiana che non ci fa’ mancare mai nulla; il Presidente  Maurizio Natucci, che ha sempre avuto a cuore il feeder italiano, e finalmente dopo tanti anni siamo riusciti a dargli una soddisfazione; il Vice Presidente  Stefano Sarti; il delegato federale Enrico Tricoli i miei compagni di squadra; tutti gli accompagnatori; e la mia societa’ LBFItalia, presente ormai da ben 7 anni nei mondiali con il Presidente Stefano Linati, che ha sempre accompagnato gli azzurri.

 

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