COPPA ITALIA FISHERIES: TERMINATE LE SEMIFINALI NAZIONALI ED ORA LAGHI SEGUGIO!

Il 17 e 18 marzo i concorrenti qualificatesi dalle selettive provinciali si sono affrontati nelle semifinali delle varie zone al termine delle quali si sono decisi coloro che parteciperanno alla finalissima che verrà disputata quest’anno presso l’impianto di pesca Laghi Segugio.

Al lago Bezze di Parma si sono qualificati sei concorrenti:

Selettive Coppa Italia Fisheries Zona Toscana: Uno Strepitoso Alfonso Arminante doma un Borghese avaro e bizzarro

Solo trenta in, sui trentadue aventi diritto, si sono presentati al raduno della semifinale toscana della Coppa Italia Fisheries, che si è tenuta nelle acque FIPSAS del Lago Borghese, in quel di Monsummano Terme (PT).

Purtroppo l’inclemenza meteo, di questo inizio di primavera, ha complicato molto una pesca già di per se ancora assopita dai rigori della neve e dalle temperature siberiane di una quindicina di giorni fa, ma anche in questo caso, come sempre accade quando si parla di agonismo, hanno prevalso coloro i quali meglio si sono adattati alle circostanze del momento, facendo appello all’esperienza e all’istinto che come sempre contraddistingue chi riesce sfruttare meglio i dettagli della pesca, magari apparentemente insignificanti, ma indispensabili per strappare dall’acqua quel pesce in più che fa la differenza.

Da non dimenticare però che un gruppo di semifinalisti non è mai formato da sprovveduti e in questa due giorni del Borghese, sono stati tanti quelli capaci di cavare il sangue da una rapa e i punteggi acquisiti ne sono la prova più eloquente tant’è che i numeri delle catture, ancorché influenzati spesso dalla taglia dei singoli pesci, variano di poco gli uni dagli altri.

Tuttavia sappiamo bene che anche al Borghese ci sono i picchetti buoni e quelli meno buoni, ma anche questo fa parte del gioco e va accettato (quasi sempre) di buon grado, soprattutto con il regolamento della Coppa Fisheries dove, tramite il calcolo dei punteggi, è prevista l’inversione di picchetto fra la prima e la seconda gara (il primo classificato in gara uno, il secondo giorno pesca nel picchetto dell’ultimo classificato; il secondo va al posto del penultimo e così via).

La logica vorrebbe che una formula del genere fosse la massima garanzia di pari opportunità, invece pare proprio che sia una delle norme più contestate, poiché sono sempre di più quelli che preferirebbero due gare a punteggio di settore rispetto all’inversione di picchetto, a parere di molti, troppo soggetto a essere influenzato da astuzie varie, che esulano dal concetto di correttezza sportiva.

Detto questo però, ricordiamoci tutti che la Coppa Italia Fisheries è un campionato ancora molto giovane e per questo costantemente sotto osservazione e quindi soggetto a correzioni, proprio nell’intento di far quadrare al meglio un cerchio non ancora ben definito. L’importante è tenere bene a mente che per sua natura questo è un circuito di gare che ha come obiettivo principale quello di promuovere il feeder agonistico, cercando di avvicinare i pescatori a questa tecnica.

Ora però torniamo alla semifinale del Lago Borghese, con una breve cronaca degli eventi.

Sabato 17 marzo, al raduno un cielo plumbeo minaccia una giornata ricca di pioggia, che per fortuna invece non rispetta le previsioni, lasciando all’asciutto i concorrenti per tutte le cinque ore di gara, agevolando così l’azione estrema dei lanci, buoni per guadagnare distanze siderali, anche di oltre cento metri dove, vicino alle lingue di terra sul centro del lago, pare stazionino la maggior parte dei pesci.

Confermando l’andamento del periodo, un inizio molto in sordina caratterizza tutta la prima ora di gara, facendo registrare sparute catture da parte di pochi concorrenti, tranne che nel caso di Andrea Belloni, che da un picchetto centrale della sponda nord, sta inanellando un buon numero di carpe.

Alla seconda ora di gara, nessuno oltre al succitato Belloni e le due “civette” poste a ridosso dei “pennelli” laterali, ha più di tre o quattro “pezzi” in nassa e fra questi si ci sono i due fortissimi padroni di casa, Modesto Niccolai e Alfonso Arminante, Andrea Canaccini, Federico Ermini e i due grossetani Graziano Cipriani e Giuliano Montedori, quest’ultimo con all’attivo due “navi” di oltre cinque chili ciascuna prese, contrariamente a ogni previsione, a pochi metri da riva: una pesca a lui molto congeniale.

Solo dopo la metà gara, il pesce incomincia a distribuirsi in modo più uniforme sul campo gara e le catture, seppur senza enfasi, ora si susseguono un po’ ovunque; alla fine si possono contare una media di gara con cinque o sei pezzi a testa, fatti salvi gli oltre 29 kg. portati alla pesa da Andrea Belloni, vincitore di giornata, e minimi, intorno ai due chili, di chi si è dovuto accontentare delle briciole.

A differenza della giornata di ieri (sabato), oggi una pioggia insistente ha flagellato per tutto il giorno la seconda gara di semifinale, ma il disagio si è quasi del tutto vanificato grazie una pesca, mediamente ben più abbondante di ieri, con delle catture più numerose e distribuite su quasi tutto il campo gara, tranne che in alcuni picchetti dove ieri c’era stato un pessimo risultato e ribadito anche oggi.

Da notare il clamoroso crollo verticale di Andrea Belloni che dal primo posto di ieri, passa al terz’ultimo di oggi con soli 720 gr. di pescato, così come al contrario, Federico Galletti, dal ventisettesimo di ieri, passa al secondo di oggi, rendendo chiaro che un picchetto bello o brutto, è bello o brutto per tutti, bravi o meno che siano e basta guardare la somma delle due giornate per vedere quanti sono stati quelli che, con il cambio di picchetto, passano dalle stelle alle stalle e viceversa.

Oggi però c’è anche da dire che la pesca è molto diversa, poiché tutto si è prevalentemente svolto poco oltre la punta delle canne, dove le carpe si sono fatte trovare, molto probabilmente proprio sugli avanzi delle esche e pasture gettate in acqua ieri, dopo il fine gara.

Probabilmente questo evento è cosa nota a chi frequenta il Borghese in gara e la dimostrazione vivente è data dal bravissimo Alfonso Arminante, che dopo una prima prova bella, ma non travolgente, sbaraglia tutti in gara due, portando alla bilancia oltre 35 kg. di pesce, davanti a un altro eccellente carpista come Giuliano Montedori e all’indiscusso Modesto Niccolai, un vero e proprio colosso, difficilissimo da tenere a freno in queste acque.

Stando ai conteggi dei singoli quorum, alla semifinale del Borghese dovrebbero essere assegnati 4 posti e quindi i meritevoli rappresentanti della Toscana sono: Alfonso Arminante, Giuliano Montedori, Modesto Niccolai e Federico Galletti. A tutti loro le nostre più sentite congratulazioni e che un enorme “IN BOCCA AL LUPO” vi accompagni.

Un saluto agli amici di Match Fishing da Marcello Corbelli

Classifica Progressiva individuale finale

Invece al PARCO LAGHI di Orvieto si sono affrontati i concorrenti della zona 7 al termine della quale sono promossi al lago Segugio:

1º Brunetti Paolo (all blacks feeder )
2º Di Stasi Cristian (san raniero)
3º De Federicis Marco (Hornets)

Al lago Mezzaluna di Roma stravince Francesco Di Veronica con un grande primo in gara 1 e un terzo in gara 2.

Di Veronica di questa semifinale ha detto: “In gara due inverto con l’ultimo e dato il risultato ottenuto in gara uno pesco rilassato sicuro di aver accumulato un tesoretto molto difficile da recuperare per gli avversari. Faccio intorno ai 50 carassi e due carpette chiudo terzo di giornata e primo della semifinale staccando il biglietto per il Segugio. L’ anno scorso ho saltato la finale per 100 grammi avevo un desiderio insaziabile di giocarmi il podio quest’anno e ci sono riuscito già al primo giorno”.

Al lago Le Due Isole vince le selettive Iosue Antonio dell’Arca lenza Campobasso con tre penalità le stesse del secondo classificato Roberto Rossetti.

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