CAMPIONATO ITALIANO INDIVIDUALE FEEDER NORD: SCARDOLE E CAVEDANI NELL’ACQUARIO DI PESCHIERA

La seconda prova del C.I. individuale feeder girone nord si è disputata sul bellissimo fiume Mincio a Peschiera.
Ho detto bellissimo sapendo di non esagerare perchè il campo gara veronese ha regalato a tutti i partecipanti una giornata memorabile da incorniciare.
Giornata calda e soleggiata, acqua trasparente di un colore azzurro unico, e poi la pesca, mai facile dove l’acqua corre in uscita dal lago di Garda per dirigersi verso i laghi Mantova.

Tante mangiate con diversi pesci presi ma anche tanti strappati, numerose pure le ferrate andate a vuoto a dimostrazione che qui i pesci sanno leggere e scrivere.
Cavedani e soprattutto scardole in quantità industriale sono state le prede degli oltre 200 concorrenti e per insidiarli si sono adottati approcci molto differenti da pescatore a pescatore.

Tutto viene regolato dalla velocità della corrente, distanza di pesca, peso del pasturatore, modalità di pasturare e esche da gestire.
Gli approcci sostanzialmente sono stati di due tipi, il primo più semplice è quello di lanciare il pasturatore in un punto prescelto, dove il fondo risulterà pulito da erbe e aspettare la mangiata, quindi una pesca statica, l’altro è quello di far correre il pasturatore e sentire la mangiata del pesce tenendo la canna in mano, quindi una pesca al tocco.

Necessari almeno 10 litri di pastura per affrontare le cinque ore di gara, e sul piatto anche tanto caster affondante e galleggiante, casteroni da innesco, bigattini, orsetti, e c’è pure chi aveva la crisalide bollita oltre al mais giallo e rosso e canapa.
I 2,5 litri di esche ci vogliono tutti.

La pescata inizia con la sondatura del fondo, servono tanti lanci nel pre-gara per trovare una zona pulita da erbe e questa può variare da zona a zona, da picchetto a picchetto.
Una volta trovato il posto giusto si spera che anche il concorrente a monte scelga la stessa linea per sfruttare una scia fatta di esche che viaggiano in corrente richiamando quindi il pesce nella stessa distanza di pesca.

I pasturatori utilizzati sono stati i classici open end da 50 a 80 grammi, i cage sempre da 50 a 80 grammi e i blackcap per bigattini sfusi per pescare in scarroccio.
Le distanze come detto sono state le più disparate, c’è chi ha pescato sulla classica linea compresa tra i 18 e i 30 metri, chi ha azzardato anche una linea lunga sotto l’argine sulla sponda opposta, e c’è stato chi ha scelto la pesca corta sui 10 metri, oltre la gronda dell’erbaio, dove solitamente stazionano le grosse carpe ma anche tanto pesciolame.

Ed è proprio li che Salvatori Domenico del Lenza Club Riccione ha impostato la sua gara realizzando un pesco di 19 chili. Il forte agonista della pesca al tocco ha scelto di pescare a 10 metri con un blackcap da 10 e 15 grammi, per fare una passata come se si pescasse a bolognese. Amo piccolo da un bigattino e filo sottilissimo dello 0,10.
Per alimentare solo bigattini sfusi.

Anche il primo assoluto di giornata, Massimiliano Cavicchini della Lenza Mantovana Team Feeder ha pescato lungo alternando la pesca classica con pasturatore opemn end al blackcap, prima dando pastura e caster e poi con soli bigattini semi incollati per cercare i catturare i cavedani.
E i cavedani sono stati presi, diversi esemplari tra i 2 e i 3 chili che gli hanno permesso di fare una pescata da favola e da primo assoluto.

Massimiliano ha fatto una pescata da sogno, in un Mincio spettacolare, chiudendo con 19400 punti e portandosi così al 44° posto della classifica progressiva.
A pochi etti di distanza troviamo Maurizio Casalini dei Cagnacci Colmic stratosferico con una pescata da 19150 punti. Anche per lui un buon recupero nella classifca progressiva con il 43° posto.
Domenico Salvatori si piazza sul terzo gradino del podio di giornata con 19080 punti e sale così al 33° posto nella classifica progressiva.

Dopo la seconda prova di Peschiera, in attesaa della terza prova che determinerà i qualificati alla fase finale del campionato italiano individuale feeder, troviamo nelle prime posizioni a punteggio pieno con 2 penalità Umberto Mazzolini del team LBFItalia Preston, Marco Costantini del Team Alto Panaro Sensas, Cristiano Barbaro della Lenza Emiliana Tubertini, Daniel Dalsecchi della Futura 2000 Colmic, e Oscar Grandoni del Lenza Club Riccione Artico.

I pesci del Mincio con un’acqua così azzurra non possono che esser stupendi e con la corrente che è sempre presente hanno una forza incredibile.

Le carpe, molto presenti in questo acquario, non si lasciano portare a guadino facilmente, pensate che un pescatore nel picchetto vicino al mio ne ha strappata una pescando con il cordino del 17 nel mulinello e terminale in naylon dello 0,40 con 10 bigattini innescati.

Solo le più piccole possono essere vinte, ma quelle più grosse da 4-5 chili in su è un’impresa impossibile.

La gara è stata ottimamente organizzata dalla società Cannisti Club Team Master Trabucco un plauso alla Sezione Fipsas di Verona per come conserva e gestisce questo impianto di pesca.

La terza e ultima prova è in programma sul canale San Siro a San benetto Po dove la pesca sarà indirizzata sui piccoli carassi.

A. S.

class prova 2

progressiva

alcuni scatti della gara di Peschiera

Mario Molinari con due bei cavedani

la pesa di SuperMario

Luciano ha strappato una carpa enorme e poi si è rifatto con un bel cavedano

la mia pescata fatta da 36 scardole e 14 chili alla pesa

Diego Bruina sempre al top

Alessandro Cappoia con 41 pesci fa registrare oltre 16 chili di pescato

Alessandro Furlan vince il settore con oltre 16 chili

Un bel cavedano

Domenico Salvatori, il Re della pesca al tocco

La mia pescata durante le prove del sabato

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