PESCA IN PASSATA CON COLMIC

Non ricordo bene dove è iniziata la passione che ho per la pesca, se nel laghetto vicino casa a pescare pesci rossi, o al molo di Numana a prendere boghe, o al lago sociale catturando le trote, ma sicuramente è diventata sempre più grande da quando ho iniziato a prendere i cavedani in passata.

I fiumi che ho in prossimità della mia residenza non sono fiumi grandi e non hanno molta portata d’acqua. All’epoca però erano ricchissimi di pesce, anche se in estate rimanevano poche “buche” e a volte subivano scellerati inquinamenti dovuti a scarichi abusivi di liquami zootecnici o industriali (scarico dalla lavorazione della barbabietola da zucchero).

Sto parlando del fiume Esino in provincia di Ancona, del Potenza in provincia di Macerata e del Musone, che divide geograficamente la due province.
Ho passato molte ore del mio tempo sulla sponda o sul letto di questi corsi d’acqua, e ricordo con molta nostalgia bellissime pescate di cavedani, barbi, anguille, lasche, savette e cefali dove gli accessi al fiume erano ben visibili, per la costante frequentazione di pescatori amatoriali come me.

Oggi purtroppo l’accesso a questi fiumi è sempre più difficile per la folta vegetazione e per la minor frequentazione dei pescatori, e dove ne hai la possibilità, al parcheggio i frammenti di vetro delle auto in terra ti creano perplessità e preoccupazione per un futuro ritorno in quel luogo.
Transitando i ponti che li attraversano ho sempre voglia e curiosità di sapere come sia oggi la loro condizione in merito a specie e quantità di pesce che li abitano.

In occasione di una mia visita al negozio Pesca Point a Castelfidardo (AN), parlando di fiumi con il titolare Gianni Tabacchetti è sorta l’idea di andare a verificare la condizione del fiume Potenza in località Montelupone (MC), e di cogliere l’opportunità per testare i prodotti della ditta Colmic indicati per la pesca in passata.

Il punto vendita è sito in zona industriale Cerretano (Castelfidardo) ed è specializzato in molte discipline e ben fornito di prodotti del marchio fiorentino. Quindi con Gianni abbiamo scelto quelli che ritenevamo più opportuni per la nostra pescata.

Per le modeste dimensioni dell’alveo la scelta delle canne del fiume è stata limitata solo alle misure di 5 e 6 metri. Abbiamo optato per due canne al top di gamma come la FIUME 160 e la FIUME 180. Entrambi i modelli sono molto leggeri e bilanciati, ottimi per la pesca con terminali sottili e differenti tra loro solo per il Casting con la Fiume 160, leggermente più morbida rispetto al modello 180. Canne ottime anche per la pesca in mare.

Per quanto riguarda il mulinello, il miglior abbinamento che abbiamo scelto è stato con il TIFF nella misura 3000 per la sua versatilità a ogni tipo di pesca. Un mulinello leggero a frizione anteriore, dotato di otto cuscinetti ed una bobina match che raccoglie il filo in maniera impeccabile. Ottimo anche per il feeder e lo spinning.

Per imbobinare il mulinello quale scelta migliore del conosciutissimo e molto apprezzato STEEL RESISTANCE, un filo di ottima qualità. Versatiltà, resistenza al nodo e all’abrasione, oltre all’assenza di memoria, sono le caratteristiche che rendono questo filo uno dei migliori per imbobinare mulinelli. La scelta della misura è stata per un diametro dello 0,14.

Il galleggiante per la pesca in passata, dove la trattenuta risulta fondamentale, doveva avere forma a carota ed essere molto resistente con filo passante. Quello che meglio corrispondeva alle nostre esigenze (e che abbiamo scelto) era il modello LIRI con deriva in carbonio e antenna in plastica, nelle grammature di gr 1,0 gr 1,5 e gr 2,0.

Per quanto riguarda il teminale mi sono affidato allo STREAM, per le sue caratteristiche di leggerezza e morbidezza che mi hanno soddisfatto in tante ore di pesca.

Gianni invece già lo conosceva per averlo usato in mare, così ha voluto testare e convincere anche a me a provare il nuovissimo SEAGUAR SECOL MATCH, che con le sue quattro caratteristiche fondamentali: invisibilità, resistenza all’abrasione, straordinaria tenuta al nodo, morbidezza e naturalezza nel movimento dell’esca, collocano questo fluorocarbon al top della gamma.

Per l’amo nessun dubbio. Abbiamo scelto lo storico, affidabilissimo e insostituibile WB400 della serie NUCLEAR, nelle misure del 21 e 23. Un amo senza ardiglione molto leggero e robusto, che permette di innescare le esche senza danneggiarle.

Scelta l’attrezzatura non rimaneva che prendere i bachi e andare al fiume.

Come sospettato, rispetto al passato questi corsi d’acqua sono molto meno frequentati dai pescatori e dei vecchi accessi che ricordavo non ve n’è più traccia.

Per arrivare al fiume è stata veramente una grande impresa tra canne e piccoli arbusti poi, una volta arrivati in acqua, si camminava bene perchè la portata non era molta ed era uniforme. Le passate sono state limitate a piccole buche, dove il solo continuo rilascio di bachi poteva richiamare pesci a valle di queste.

Comunque abbiamo iniziato a pescare e subito è iniziata la cattura di piccoli barbi autoctoni. Insistendo sono arrivati anche cavedani di modeste dimensioni ma la qualità dell’acqua, leggermente sporca per un temporale del giorno precedente, ci ha consigliato di trovare una postazione migliore o di cambiare fiume.

In pochi minuti dal Potenza ci siamo trasferiti sulla parte di Musone che attraversa il comune di Recanati, dove l’acqua è decisamente più pulita. Soltanto che per le buche, di dimensioni minori rispetto al fiume precedente, questa caratteristica non è favorevole alla cattura perché aumenta il sospetto nei pesci.

Eravamo comunque lì per pescare, e ci abbiamo provato. Il fiume a carattere torrentizio ci ha dato ragione sulla scelta del galleggiante, che in trattenuta rispondeva bene alle passate fatte sfiorando tronchi caduti in acqua. Anche qui la presenza di cavedani di piccola taglia era notevole, ma per nostra scelta abbiamo deciso di non buttarli in nassa ma di rilasciarli subito. Il divertimento è stato continuo e assicurato, solo che pesci emozionanti e di taglia più grande non ne abbiamo presi.

Forse dovevamo provare in prossimità della foce, dove la profondità e la portata dell’acqua sono maggiori. Daremo sicuramente un seguito a questa curiosità e questa nostalgia dei tempi passati in passata.

Per Match Fishing LUIGI BELLI

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