AGONISMO CAMPANIA: IL RITORNO DEI GABBIANI COLMIC NEL REGIONALE COLPO

Per qualcuno l’Ufente è tecnico, per altri è difficile, per la maggior parte è semplicemente “Ufente fetente”!

Non me ne vogliano gli amici di Latina, ma quest’anno l’Ufente è stato veramente deludente.

A dire il vero, le prove del sabato avevano dato qualche speranza in più, quanto meno nella pesca di ripiego dell’alborella che, in alcune zone, non lasciava scendere in acqua il bigattino.

Ed invece la domenica anche le alborelle si sono date latitanti, spostandosi sulla sponda opposta, ma senza lasciarsi ingannare, se non in piccolo numero, dai 100 concorrenti partecipanti.

Purtroppo l’acqua sporca, i cumuli di erba (principalmente il sabato) che viaggiavano esattamente sulla linea dei 13 metri, uniti a detriti vari vaganti, hanno completato il quadro rendendo difficile la lettura del campo gara e come affrontarlo sul piano tecnico.

Eppure l’Ufente, per chi ci arriva per la prima volta, sembra essere veramente un paradiso della pesca: sponde pulite con ottime postazioni, macchina a pochi metri di distanza, profondità perfetta, condizioni praticamente uguali per tutti.

Tutto farebbe ben sperare se non fosse che i pesci non ne vogliono proprio sapere di abboccare, ma è da qui che occorre partire per valorizzare uno dei pochi campi gara che vanta il centro sud attraverso il controllo, i ripopolamenti e la gestione da parte della FIPSAS con le varie manifestazioni agonistiche che non debbono trovare altre strade.

Ci saranno tempi migliori e spazio maggiore anche per il divertimento perchè con tutta onestà, in questa occasione la pescosità è stata davvero bassa con la maggior parte dei settori che sono stati con poco più di un chilo, o anche meno (il settore A della quarta zona, che si reputava essere la più pescosa, è stato vinto con 830 grammi!), specialmente in considerazione delle 4 ore di gara.

Il settore in cui gareggiava il sottoscritto è stato vinto con soli 2 pesci, tra cui una bellissima tinca, e la maggior parte dei garisti ha dovuto cercare di raccattare qualche pescetto per evitare di portare la nassa vuota alla pesa.

Sinceramente questa situazione non collima con la mia idea di divertimento anche se, come dice sempre il direttore di matchfishing Alessandro Scarponi, le gare sono gare e si fanno anche quando c’è da catturare poco pesce (vedi Fiuma, Navigabile o altri campi gara del nord).

Venendo alla gara e valutando le sole 6 penalità dei Gabbiani Colmic, non si può fare altro che tributare i dovuti complimenti a questi bravissimi ragazzi che quest’anno (e questa è stata proprio una sorpresa) hanno avuto qualche problema in più, sicuramente frutto di episodi sfortunati, in considerazione della indiscussa bravura di Peppe Cicalese, Antonio Tammaro, Luigi Vuolo ed Enrico Agovino.

Peppe Cicalese con una bella carpa dell’Ufente catturata in prova

Obiettivamente la classifica precedente non gli rendeva merito.

Complimenti che vanno estesi anche alle altre società salite sul podio rispettivamente i Cannisti Club Avellino Maver, secondi con 12 penalità, i Pescatori Nolani, terzi con 16 penalità e l’ASD Pegaso, sempre con 16 penalità.

Per quanto riguarda la classifica progressiva troviamo al comando dopo quattro prove la Lenza napoletana Tubertini sq. A con 51 penalità, inseguita dal Lenza Club Brezza Colmic sq. A con 60,5 penalità  e terza la squadra A dei Cannisti Club Avellino Maver con 64 penalità.

I complimenti vanno estesi anche agli organizzatori che ci hanno fatto trovare un campo ottimamente picchettato ed una pesatura quasi immediata ed al giudice di gara, Franco Tagliaferri, serio e professionale.

Infine, ma non di certo per importanza, vengo alla nota più triste e dolente della giornata.

Poco prima della gara, un garista locale, Giuseppe Spata, probabilmente nell’atto di montare l’attrezzatura per una domenica di pesca, colto da malore, è venuto a mancare.

Sapere che a pochi metri da noi c’era un uomo riverso sul greto del fiume ormai esanime mi ha lasciato completamente svuotato.

Mi sono chiesto che senso avesse far iniziare la gara con una tragedia simile e che importanza può avere una gara di pesca che, a conti fatti, è solo una giornata di divertimento ed amicizia, rispetto ad una tragedia così grande.

E anche in questo caso ci siamo ritrovati di fronte all’eterno dilemma, già vissuto in altri sport, se la vita debba fermarsi o se lo show debba proseguire.

Alla famiglia le nostre più sincere condoglianze.
Per Match Fishing Italia
Michele Lozupone

Antonio Tammaro anche per lui una bella carpa

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