METHOD FEEDER AI CEFALI

Il feederfishing, si sa, nasce e si diffonde  nelle acque interne e si rivolge, in particolare, alla pesca ai ciprinidi, ma anche in mare puó regalare belle soddisfazioni, mantenendo quasi tutta l’impostazione che utilizziamo in acque interne ma attuando alcuni accorgimenti e cambiando il tipo di pasture.

Una della tecniche che preferisco in ambienti portuali é quella del method feeder rivolto alla cattura dei cefali, soprattutto nel periodo invernale in cui spesso sono presenti i cefali dorati.

il sistema interchange della Preston offre la possibilità, utilizzando una sola canna, di variare il peso del method in funzione della corrente, di utilizzare un banjo oppure una gabbietta per la fase di pasturazione iniziale.

Per quanto riguarda la pastura, va benissimo una classica fondo bianca con magari l’aggiunta di pangrattato per regolarne la meccanica, dopo la bagnatura è fondamentale un passaggio al setaccio a maglia fine, sia per distribuire uniformemente l’umidità che per eliminare ogni grumo e dare volume.

Con l’ utilizzo del mould, avere una giusta meccanica e una totale assenza di grumi è molto importante, solitamente divido la pastura secondo 2 gradi di bagnatura, una parte leggermente indietro d’acqua che utilizzo nel caso voglia ottenere una scia in calata, mentre il resto settato in modo da arrivare integro sul fondo.

come montatura utilizzo solitamente la classica inline scorrevole ma mi capita di utilizzare anche il sistema elasticated sempre della linea interchange, sistema che può darci qualche chance in più se dovessimo incontrare il cefalo oversize.

Per quanto riguarda il finale, come lunghezza sto sui 10cm, singolo, oppure doppio in caso si vogliano aumentare le probabilità di abboccata visto che sono solito non innescare nulla sull’amo ma semplicemente lo inserisco nella pastura.

Ho testato con successo i nuovi Natural N-30 che hanno dimostrato di essere degli ami spettacolari anche in mare.

Se si utilizzano 2 ami, uno si puó comunque innescare, con del pane o del verme coreano o anche del bigattino.

In ambito portuale va benissimo una canna all round sui 12 piedi, niente di meglio di una Supera 11.6′ 40g che ci permette di godere della sua azione sia con piccoli cefaletti che che con grossi muggini o saraghi e occhiate che spesso cadono inaspettatamente vittime dell’inganno.

l’azione di pesca parte sondando il fondo per trovare un punto libero da alghe o incagli, può essere utile l’utilizzo del deeper per verificare comodamente profondità e dislivelli del fondale.

trovato un buon punto si clippa la canna su quella distanza e si prepara un fondo abbondante, i cefali se sono in attività non tarderanno ad arrivare e si cercherà poi di tenerli in pastura rilanciando di frequente.

Avendo 2 gradi di bagnatura sulla pastura si può ogni 2 o 3 lanci caricare il method con la pastura più asciutta oppure fare un primo caricamento con la pastura più umida, inserire l’amo, e poi creare un secondo strato con la pastura più asciutta, in questo modo si crea una scia ma si tiene comunque una parte consistente di pastura che arriva sul fondo intatta in modo da garantire una presentazione corretta.

L’utilizzo del panchetto è sicuramente una comodità, soprattutto se si arriva sulla banchina con la macchina, avere vassoi, feeder arm e tutti gli accessori a portata di mano ci permette di rendere efficiente la postazione ed essere pronti nel caso di mangiate frenetiche e quindi di una pesca in velocità.

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