AMARCORD 1987: L’ARNO A FIRENZE VISTO DA FIORINI

Un bell’articolo tratto dal Pesca In di gennaio 1987 ci parla dei campi gara dell’Eccellenza 1987.

L’Arno in città era sicuramente uno dei campi gara più rinomati d’Italia e non è stato un caso se solo due anni prima venne organizzato un memorabile mondiale per Nazioni.

L’Arno fiorentino da qualche anno è ritenuto uno dei migliori campi di gara italiani, ma per arrivare a questo risultato si è dovuto lavorare molto, sia per la sistemazione esterna del campo, sia per la pescosità resa uniforme, attraverso oculate semine di pesci di fondo.

Iniziamo con questo numero la presentazione dei campi di gara del trofeo di Eccellenza.

Avevamo deciso di iniziare dall’Arno fiorentino, in quanto in attesa delle decisioni del Consiglio federale e delle polemiche che hanno travagliato questo fine stagione, sembrava che l’Eccellenza saltasse la tappa del Turano, dando in cambio due prove in Arno.

Invece si è tornati su una vecchia decisione, doppiando le gare di Peschiera e di Ostellato, ripescato a furor di popolo, e reinserendo il Turano, togliendo l’Arno ad Arezzo.

Aggiustamenti politici in attesa di arrivare a delle soluzioni logiche, perché ad esempio Peschiera in ottobre lascia adito a qualche dubbio ed il Turano rimane sempre un interrogativo per le sue sponde spesso non praticabili.

Ma tutto il problema reale ruota sul fatto se sia possibile o meno trovare un campo di gara decente nel Lazio, nelle Marche, in Campania.

Disse giustamente Chines alla riunione dell’agonismo che una gara come quella dell’eccellenza, deve prima di tutto trovare una sistemazione valida dei campi, campi valide in epoche valide.

Quindi cerchiamo un campo al centro sud: possibile che nella zona di Latina, dove i canali sono tanti quanti a Ferrara, non ce ne sia uno da adibire a campo di gara?

Possibile che il tratto canalizzato prima delle cascate delle Marmore non possa essere un campo di gara, visto che sembra la copia esatta di Peschiera?

È sufficiente incaricare una commissione di agonisti e mandarli a fare una ricognizione, abbiamo detto e sottolineiamo agonisti, perché la risposta deve venire da loro e non da altri.

Abbiamo bisogno di competenza, non di approssimazione, di questa ce n’è abbastanza.

Intanto cominciamo la nostra rassegna dall’Arno, guidati da Luciano Fiorini riconosciuto re dell’Arno.

Il forte pescatore della Fly ha detto e non ha detto ma come tutti i cavalli di razza ha detto quel tanto che a qualcuno potrebbe bastare.

Iniziamo dal Terrapieno, in primavera come si pesca?

In primavera il pesce si dovrebbe prendere sotto con canne da 6 a 8 m.

Si può pescare all’inglese?

No anche perché l’acqua camminerà molto.

Piombatura?

Le piombature andranno da 1 g a 2,5 g ed anche 3 g, quindi non c’è la pesca a galla del cavedano, ma si pesca tutto sul fondo, non tanto impiccati.

Che tipo di lenza si può fare?

Il tipo di lenza dovrebbe prevedere una Torpille e 7 – 8 pallini a scalare.

Che tipo di pesce si prende in questo periodo?

Si dovrebbero prendere il cavedano, per la maggior parte, e anche qualche carassio a seconda della primavera: se è una primavera molto inoltrata, il carassio mangerà molto, invece i primi giorni di primavera senz’altro sarà una pesca un po’ più ridotta.

Alborelle?

E alborelle penso di no, solo ed esclusivamente in caso di acque torbide.

Dalla parte opposta cioè la zona detta del frenista, dovrebbe essere molto più omogenea e dovrebbe esserci un maggior numero di catture.

Come conviene pescare ad inizio stagione?

Con canne fisse che variano come al Terrapieno dai 6 ai 9 e 10 m ad esagerare pescando sempre sul fondo e con la stessa lenza.

Come conviene pasturare?

Ad inizio stagione sarei propenso a buttare 1 kg di pastura e il resto bigattini incollati, anche 2, 3 kg, distribuiti nelle tre ore e facendo il fondo con la pastura.

Niente bigattini sfusi?

No, perché c’è molto fondo, varia dai 6 ai 10 m, l’acqua camminerà e i bigattini sfusi non servono.

C’è qualche posto privilegiato al terrapieno?

No, non ci sono posti privilegiati sono sempre gli ultimi o i primi di settore, benché io vedo sempre l’ultimo come favorito in tutto l’Arno.

Passiamo all’Ambasciata.

All’ambasciata c’è una pesca omogenea, una bellissima pesca con una profondità massima di 4, 4,50 metri d’acqua.

In primavera la profondità si riduce perché il fiume si abbassa. La pesca a primavera sarà a cavedani e savette.

Con che canna?

Anche qui la pesca può variare dai 6 ai 10 – 11 m da riva. Piombature quasi sempre le stesse, forse più leggere perché l’acqua all’Ambasciata cammina meno.

E a fine stagione?

Bisogna vedere di che fine stagione si tratta. A settembre può essere buona anche la pesca a galla a cavedani e alle carpe, che comunque si effettua dappertutto perché l’acqua in tutto l’Arno rallenta se non si ferma addirittura.

In questo caso rende la pesca all’inglese a galla o mezzofondo.

Dalla parte opposta del fiume abbiamo il campo chiamato Fonderia, come si presenta?

La Fonderia è un campo bellissimo, con una profondità che varia dai 4 ai 6 m.

In prima stagione si dovrebbero prendere tantissimi cavedani, da divertirsi veramente pescandoli sempre sul fondo, con canne da 7 a 9 m e piombatura da 1 a 2 g.

A fine stagione ci saranno sempre i cavedani, però ci saranno anche molte carpe da pescare all’inglese perché l’acqua sarà quasi ferma.

Bisognerà pescare più leggero?

Più leggero fino a 4 del 14 con canne di 6 – 7 m.

Addirittura! Ma solo in questa zona o dappertutto?

Solo qui.

E la piombatura sull’inglese?

Per l’inglese la piombatura varia da 2 a 2,5 g.

Risalendo il campo di gara si arriva alla Fontanella. C’è un fondale di 4,5 m, 5,5 m d’acqua. È una bellissima zona, ci saranno molti cavedani da pescare sul fondo specialmente in prima stagione e bisognerà pescare piuttosto leggero, da 0,80 a 1,50 g massimo.

Ed in estate ed a settembre?

Ci sarà una varietà di pesci e norme: carpe, carassi, gatti eccetera da pescare principalmente a canna fissa con lunghezze fino a 12 m e piombatura e da 1 g a 2,5 g.

Dalla parte opposta abbiamo la zona di Verrazzano.

A Verrazzano la pesca è la stessa, perché la profondità è identica. Per le gare dell’eccellenza queste sono le zone dove probabilmente si pescherà, del resto al muro nero le cose non cambiano molto, così come a Compiobbi.

In linea di massima estate e inverno in Arno si pesca sempre nel solito modo?

Sì eccettuato che nei periodi caldi quando c’è molta pesca a galla. Questa pesca la si effettua con una lenza molto leggera ed una profondità che varia da 70 – 80 cm a 1,5 – 2 m con canna fissa o con le Barbarina. Lenze leggerissime, massimo su una 6 m si può arrivare a pescare con 4 del 13 per dare un’idea del peso, il che vuol dire mettere 6 – 7 pallini del numero 11 con un bloccaggio a 60 – 70 cm e 2 , 3 pallini scalati e via, 40 cm dall’amo il primo piombo.

Che ami usi?

Di solito uso il 271 e del 18 – 19 quando devo pescare con un bigattino solo, perché mangiano con diffidenza. Ad inizio stagione adopero il 1209 con il 17 o con il 16 a seconda di quanti bigattini vogliono nell’amo, due nel 17 e con il 16 delle volte anche tre, perché se ne prende più con tre che con due.

La pasturazione è sempre la stessa, 1 kg di pastura e poi tutti i bachini incollati e distribuiti nelle tre ore.

Ma allora la differenza in Arno, essendoci una pesca uguale per tutti, chi la fa?

La differenza la fa il pescatore nel senso che se indovino la pesca subito ho l’80% di probabilità di vincere. Indovinare la piombatura, la profondità, il sistema di pesca, come mangiano, come non mangiano.

Il pesce viene rimesso nell’acqua dopo le gare, diventa sempre più furbo, per cui non mangia più con quella naturalezza di prima, mangio un po’ più con diffidenza.

Specialmente ai primi di stagione bisognerà fare una pesca ad inviti continui con la lenza che dovrebbe essere sempre in terra.

Ma altre esche alternative, tipo lombrico o cose del genere, si possono usare?

È successo di prendere pesci con lombrico: io li ho sempre portati però non ci ho mai pescato.

L’alborella quando accade di doverla fare?

Solo con l’acqua torba e alta. A Fontanella e a Verrazzano se ne possono fare anche 400 o 500 in tre ore.

Nelle altre zone è una pesca più a rapinata perché non ce ne sono tante e quelle che ci sono sono un po’ diffidenti a venire sotto perché ci sono tanti black Bass.

Che altro si può dire sull’Arno Firenze?

Penso che sia il più bel fiume d’Italia, dove è difficile pescare in gara perché a differenza di tutti gli altri posti non c’è una pesca ben precisa, oggi vinci con l’8 m, domani devi pescare a mezz’acqua con l’inglese.

È una pesca fatta di particolari secondo me è il più bel campo di gara d’Italia e qui chi vince è bravo davvero.

 

Roberto Trabucco in azione con la canna inglese

i carassi dorati dell’Arno fiorentino

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