AMARCORD: UN AMO AL GIORNO

Continua la rassega AMARCORD con l’amico Roberto Generali di Bologna. In questi giorni di reclusione forzata a causa del Covid19 molti di noi hanno dedicato qualche ora per sistemare le attrezzature da pesca e nell’armadio dei ricordi a volte ricompaiono accessori di qualche decennio fa che inevitabilmente fanno riaffiorare ricordi del tempo che fu quando l’agonismo era prevalentemente indirizzato alla pesca dell’alborella.
Uno dei grandi protagonisti di questi tempi era appunto Roberto generali il quale ci delizia da qualche puntata con i suoi viaggi nel passato.

“Un amo al giorno“….

Come promesso oggi riapro la mia valigetta degli ami di un tempo che fu e torniamo insieme indietro nei decenni.

Aime’ una sorta di macchina del tempo ….nel 1969 e poi nel 1971 e 1974 ebbi la fortuna di partecipare ad una importante competizione che si svolgeva in Francia e precisamente a Montereau fault Yonne (questo era il suo vero nome prima del 1992) una piccola cittadina alla periferia di Parigi.

Questa competizione internazionale era un torneo triangolare a coppie di pesca al colpo, triangolare perché le prove erano su tre campi di gara diversi, canale, lago, e sul fiume (riviere) Senna.

Una sorta di Campionato Europeo a coppie che raccoglieva i migliori agonisti dell’epoca di tutte le nazioni europee più qualche invitato di prestigio come ad esempio la nazionale Italiana, Francese e Belga e qualche amico.

Io ebbi la fortuna di essere fra questi ultimi perché il Presidente della mia società (CRAL Tranvieri di Bologna ) Felice Maldotti, qualche anno prima, in qualità di giudice di gara conobbe fra gli altri il responsabile della Nazionale Francese in quel di Adria dove sì disputò la Coppa Europa (così si chiamava allora l’Europeo) e che fu vinta, guarda caso, proprio dai Francesi.

Francesi che gentilmente lo invitarono a partecipare l’anno dopo a questo loro triangolare con 2 coppie.

Pensate che nel 1969 era alla sua 22a edizione!!

In pratica era dal 1947 che gareggiavano a livello europeo!

Ecco spiegato perché i Francesi e Belgi hanno dominato in Europa per tantissimi anni.

Magari in un altra occasione vi racconterò nel dettaglio e con curiosi aneddoti queste gare che per me furono un vero e proprio spartiacque nel modo della pesca agonistica e non solo.

Tornando all’argomento “ami” ….in quel di Montereau ebbi modo di vedere ed acquistare materiali che adesso si direbbe “roba che voi umani non avete mai visto“.

Infatti mettetevi nei miei panni, cioè di un giovane che fino a poco prima aveva pescato solo barbi, cavedani e stregge nel torrente vicino a casa ed alle prime armi con l’agonismo e relativa attrezzatura (che allora consisteva in 2 canne bolognesi, e 4/5 canne fisse NFT) e che aveva partecipato solo a gare sociali in Cavalletta o a Ostellato.

La vidi spalancarsi un universo meraviglioso fatto di strane canne (le Roubaisienne da 5 e 8 mt che un giorno vi racconterò…) con al posto del cimino un gancio in alluminio con un elastico pendente, fili di nailon dello 0,04 ,0,05 ,0,06, piombini tanto minuscoli che manco si vedevano, galleggianti stupendi, pasture che nell’acqua si disgregavano muovendosi con movimenti da sembrare meduse, con all’interno piccoli animaletti rossi dai movimenti inconsulti, il fuillis !!!

E poi ami invisibili tanto erano piccoli 22, 24, 26 …e 28

Io già allora, rispetto ai pescatori più grandi di me, pescavo con ami più piccoli usando le misure del 18/20 con filo dello 0,10 mentre per i miei mentori l’assetto standard era 14/14, cioè ami 14 con filo 0,14.

Tutto questo i miei occhi videro e ne restarono ammagliati.

Acquistai decine di bustine di ami che vedete nelle foto: i 333 della “pezon et michel“ nelle misure 22, 24, 26 e 28 e i Cristal X.X.X di color blu che i Francesi usavano per innescare il ve de vase.

E qui si apre un capitolo a parte, i transalpini erano già tanto avanti nell’uso di questa micidiale e delicatissima larvetta rossa da innesco, per loro esca abituale, che oltre a realizzare ami di filo sottilissimo in grado di non svuotarla e di mantenerla intatta per diverso tempo …non contenti di ciò inventarono la famosa pasta Mystic dello stesso colore del ver de vase molto appiccicosa in modo che con una piccolissima quantità sulla punta dell’amo accostandoci la larva essa vi rimaneva appiccicata e quindi non forata restava sempre viva e performante.

Questo nel 1969 …capite quanto erano avanti rispetto a noi nella pesca a pesci sospettosissimi e in condizioni di pressione di pesca.

A tal proposito quella coppa Europa che si svolse in Italia ad Adria e che i Francesi vinsero ricordo questo aneddoto: il Canal Bianco durante le prove si dimostrò con una pescosità quasi inesistente causa un precedente inquinamento, l’organizzazione propose uno spostamento del campo gara, credo nel vicino Po, ma i Francesi si opposero.

Della serie: se c’è poco pesce da prendere noi lo sappiamo prendere gli altri …si arrangino!

Tornando agli ami da me acquistati purtroppo in Italia alla nostra pesca seppur alle alborelle si dimostrarono una delusione infatti dopo una decina di catture si spuntavano ed erano da buttare.

Per il ver de vase e per i Francesi erano perfetti …tanto loro con 10 /20 pesci vincevano i settori e caso mai se c’era molta pesca il tempo per sostituirli l’avevano.

Alla prossima vi racconterò di acquisti più fortunati.

Roberto Generali

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