SPECIALE FEEDER: PROFILI E PERSONAGGI: STEVE RINGER!

Abbiamo sempre guardato l’Inghilterra nostra “madre” per questa specialità, con occhi sognanti, sperando un giorno di diventare dei forti agonisti come i suoi portacolori, pescatori che sono da anni nelle prime posizioni del ranking mondiale e che hanno vinto dal 2011, dal primo mondiale di Montemolino, tantissime medaglie a squadre ed individuali.

Per il momento conosciamo le vittorie con il CT Tommy Pickering, uomo che ammiriamo e stimiamo tutti, persona unica e determinata nei suoi obiettivi, ed aspettiamo nuove vittorie con il CT Barlow, anche lui atleta in diverse occasioni della squadra inglese.

Ho colto al balzo l’ultima vittoria internazionale, questa volta in terra spagnola, del più medagliato feederista inglese e numero uno nel ranking mondiale, STEVE RINGER approfittando anche della mia “amicizia” dovuta in particolare al lavoro che svolgo.

Mettetevi comodi, tanto adesso di tempo ne avete e spero che riuscirete a passare qualche momento di svago mentale con questa intervista.

Per MF, Natascia Baroni

Per prima cosa Steve, volevo ringraziarti, perche’ in questo momento cosi’ difficile per l’Italia e per il mondo, questa intervista puo’ allietare i nostri amici pescatori italiani!

Nessun problema Natascia, nel Regno Unito anche noi  stiamo vivendo la stessa vostra situazione e  siamo rinchiusi in casa, quindi è bello poter scrivere del nostro sport preferito: la pesca, anche se non possiamo  andarci per il momento.

 Innanzi tutto volevo fare conoscere meglio il personaggio Steve Ringer. A quanti anni hai iniziato a pescare e chi ti ha trasmesso questa passione?

Ho iniziato a pescare quando avevo circa a 6 anni, grazie a mio ​​padre che ha portato me e mio fratello Phil, per la prima volta in un laghetto. Mio padre era la principale forza trainante della mia pesca in tenera età, dato che io e mio fratello non eravamo facilmente gestibili e lui per rilassarsi andava a pescare da solo per alcune ore. Poi, ritornava a casa e portava anche noi. Per molti anni è stato impossibile pescare tutti e tre insieme!

Ti ricordi la tua prima gara di pesca, ce la vuoi raccontare?

Non ricordo troppo bene la mia prima competizione, so che non ho vinto! In effetti penso che Phil abbia vinto! Nelle competizioni Junior c’è sempre stata una grande rivalità tra me e Phil, ma ora questo è ovviamente scomparso e siamo entrambi felici, quando uno di noi vince!

Cos’è che ti ha attratto di questo sport?

Mi piacciono in generale quasi tutti gli sport, che seguo molto, ma senza dubbio la pesca è il mio primo amore. Con il passare degli anni ho scoperto di amare il lato competitivo delle cose, quindi ora per me la pesca è “Competizione”. Sento qualcosa dentro di me,  quando  competo contro gli altri, che mi spinge sempre a cercare di vincere o comunque a dare il meglio di me stesso!

Qual’ è stata la tua prima tecnica di pesca praticata?

Mi hanno comprato come prima attrezzatura un galleggiante, pescando con canna a mulinello. Mio padre mi ha sempre detto che non potevo pescare un pesce, fino a quando non  imparavo a pescare con una canna a un mulinello. Ricordo di aver visto mio padre catturare moltissimi pesci,  ed  lo guardavo per imparare la sua tecnica. E cosi’ dopo diversi anni, la sua esperienza mi ha permesso di iniziare la mia carriera agonistica.

Ed invece qual’ è quella attualmente preferita?

Attualmente vivo per la mia pesca a feeder. Non fraintendetemi, posso praticare tutti i tipi di pesca e divertirmi in tutte. Ma se dovessi sceglierne solo una, senza dubbio sarebbe il Feeder Fishing. Il Feeder è ancora molto nuovo e c’è molto da imparare ed è in costante evoluzione. Penso anche che questa tecnica,  stia diventando sempre più popolare in tutta Europa, quindi è un’ottima  disciplina che si svilupperà sempre di più.

C’è un pescatore che ammiri in modo particolare e magari sogni di diventare come lui?

Ci sono diversi pescatori  che ammiro, quando ero più giovane, il mio idolo era sempre Alan Scotthorne, quando ero a Shimano, poi più recentemente Will Raison durante il mio periodo a Daiwa. Ed ho avuto la fortuna di imparare molto da entrambi. Will Raison, in particolare, ha una fantastica capacità di cambiare  molto rapidamente tattica di gara. Penso che nel futuro, il giovane Matt Godfrey,  sarà  da tenere sott’occhio, è un pescatore che può fare tutto e sicuramente lo ritroveremo presto sulla scena mondiale e britannica.

La pesca in Inghilterra è praticata in modo molto diverso rispetto all’Italia, voi siete proprio dei professionisti. Ci racconti la tua settimana tra impegni di lavoro, video e fotografie?

Essere un consulente di pesca a tempo, pieno significa che la mia settimana normalmente va come segue. Lunedì sono a casa a scrivere articoli ed a recuperare vari documenti. Poi, dal martedi al giovedì’, sono nelle fisheries a fare video, foto ed interviste, per i vari social media. Nel fine settimana provo ad avere un giorno da dedicare completamente alla mia famiglia e poi l’altro, invece sono in gara.

Nelle vostre gare, potete utilizzare qualsiasi tecnica di pesca, in Italia invece no, ed è questo un fattore che incuriosisce moltissimo i pescatori italiani. Ma questo non significa dover preparare tanta attrezzatura per una competizione?

Sì, può significare dover portare un sacco di kit per la tua pescata, ad es.. feeder, roubaisienne e canne fisse! Aggiungerò però che nel Regno Unito ci sono sempre più competizioni a feeder,  e specialmente in questi ultimi è diventato davvero molto popolare. Uno dei motivi del suo successo credo sia perchè, per pescare a feeder, si può avere meno canne. Non hai bisogno di una roubaisienne con 10 punte, più 3 canne da wagggler. Invece  con 2 o 3 canne da feeder,  puoi pescare ad un buon livello.

Nel 1998 hai vinto  la competizione più famosa in Inghilterra, il Fish O’Mania e questa vittoria ti ha fatto conoscere in tutto il mondo. Cosa ricordi di questo fantastico momento?

Vincere il “Fish O’Mania” è stato un grande trampolino di lancio per me, era la mia terza finale ed infine vincere è stata una sensazione incredibile. Non si trattava tanto di soldi, ma di più del prestigio di ottenere il mio nome sul trofeo. È stato uno di quei rari giorni di pesca sportiva, in cui tutto è andato per il meglio e sono stato in testa alla classifica dall’inizio alla fine della competizione. Il mio “casting” è stato perfetto e non credo di aver perso un pesce per tutto il match!

Quanti anni sono che sei un componente della Nazionale Inglese di Feeder?

Sono stato un membro della Squadra Inglese di Pesca a Feeder sin dall’inizio, quindi sono ormai 9 anni. Penso che solo io e Mick Vials,  siamo stati  membri  del team per tutti questi anni.

Come si svolgono da voi le selettive per entrare in squadra nazionale?

La selezione della squadra viene fatta essenzialmente dal CT, nei primi anni c’erano delle selezioni. Ma poi è cambiato tutto, ed è il CT che sceglie, coloro che ritiene i migliori 6  per la squadra, osservando i vari feederisti. E’ quindi libero di scegliere chi vuole per la Nazionale. Personalmente, non penso che si possa ottenere la migliore squadra, facendo selettive in cui i primi 6 rappresentano il tuo paese. Potresti avere uno o due eccellenti pescatori da feeder in quel format,  e  magari chi è veramente forte, può cadere in un paio di gare negative, anche per sfortuna del picchetto, e quindi rischia di rimanere fuori dalla Nazionale. Questo per me non è giusto, il CT dovrebbe sempre avere la possibilità di scegliere i pescatori che ritiene piu’ forti, per poter rappresentare al meglio la Nazione ai Campionati del mondo.

Hai avuto un grandissimo CT, Tommy Pickering, quali sono le caratteristiche che ammiri di piu’ in lui?

In primo luogo Tommy è un grande CT ed uomo, non è facile prendersi cura di 6 ottimi pescatori con opinioni diverse, ma Tommy l’ha sempre gestito. Penso che questo sia dovuto al fatto che l’intera squadra lo ha sempre rispettato. In secondo luogo Tommy è un vincitore, sa come vincere. La prima volta che prese la squadra, ci fece sedere tutti e disse che il suo obiettivo era solo la  Medaglia d’oro. Al momento non capivo il suo atteggiamento, ma avendo ora vinto l’oro capisco esattamente che cosa intendeva, l’obiettivo è sempre e solo vincere. Ed a volte per vincere devi rischiare tutto e finire con niente. Un argento può essere buono come un bronzo, ma prima di tutto si dovrebbe sempre puntare all’oro.

Dal primo mondiale di feeder, proprio in Italia, a Montemolino nel 2011, l’Inghilterra  ha vinto tantissimo, Campioni del mondo per team e  Individuale, piazzando i suoi agonisti nelle prime posizioni della classifica individuale del ranking mondiale, addirittura tu primo assoluto e tuo fratello Phil, secondo assoluto e titolare della ditta Ringersbaits. Una grandissima soddisfazione per tutta la vostra famiglia ed in primis per tuo padre?

So che mio padre è molto orgoglioso quando vede come io e Phil, siamo stati bravi sulla scena mondiale. Dice sempre che vale lo sforzo ed il sacrificio dei primi anni!!

Essere il numero uno al mondo, lo vivi come un peso oppure ti sprona sempre di più, per dare il meglio di te in qualsiasi occasione?

Per essere onesti mi piace. Essere il numero uno al mondo e’ qualcosa a cui ho sempre ambito e vorrei rimanere lì, il più possibile. Mi sono posto degli standard molto alti e sono sempre molto critico verso le mie prestazioni, in quanto sento che questo è il modo migliore per imparare. Vorrei aggiungere però che nella pesca a feeder, sempre più popolare in tutta Europa, ci sono sempre più bravi  pescatori, così rimanere numero uno, diventa sempre più difficile. Ma ovviamente farò del mio meglio!

Ti ritieni un pescatore fortunato?

Sì, credo di essere stato un pescatore fortunato a volte. Nella competizione di pesca hai bisogno di un po’di fortuna in particolare nel sorteggio. Ed in momenti importanti credo di averla avuta. Direi anche che devi sfruttare al massimo tutte le opportunità che ti si presentano e credo di averlo fatto. Puoi avere un ottimo picchetto, ma devi ancora catturare i pesci e sfruttare al meglio la situazione.

Tu e tuo fratello Phil, siete simili di carattere?

Direi di no, non proprio, sono decisamente più motivato nella mia pesca mentre direi che Phil, lo è più nei suoi affari. Vivo per la mia pesca in larga misura, passo ore a pensare a come migliorare e a cosa posso fare di meglio. Sono anche un cattivo perdente, mentre Phil lo gestisce molto meglio.

Credo comunque che per essere un vincitore, la sconfitta debba far male!

Ti rende quindi più determinato a vincere. 

Chi dei due è più forte?

Per quanto riguarda la pesca, lo direi ora, ma ho dovuto lavorare molto duramente per essere più forte di lui. Phil è sicuramente un pescatore più naturale di me. Quindi può andare a pescare di meno ed essere ancora ad un livello molto alto. Mentre io, devo lavorare di più per essere a quel livello.

Phil da diversi anni, ha portato la sua azienda la RINGERSBAITS, ha livelli molto alti, lo aiuti anche  nello sviluppo dei prodotti?

Sì, Phil mi invia i prodotti per il test su base regolare. È molto importante per Phil, che i prodotti siano quelli che vogliamo usare per la nostra pesca. Pertanto, se un primo campione di un prodotto non è corretto, cerchiamo di migliorarlo per farlo come lo vogliamo. E se non riusciamo a portare un prodotto al livello che desideriamo, semplicemente non lo portiamo sul mercato.

Dopo tanti anni in Daiwa, da quest’anno sei totalmente legato all’azienda GURU, un marchio famosissimo e sempre all’avanguardia. Di che cosa ti occupi nello specifico?

Il mio lavoro per Guru è sostanzialmente quello di aiutarli a far crescere il marchio, in particolare in Europa. Aiuto anche con i test sui prodotti e nuove idee. Sono molto esigente riguardo al kit di pesca, quindi per me deve essere perfetto prima che accetto di dire che è pronto per la vendita. Ora sto anche lavorando su una gamma di canne per Guru, che usciranno all’inizio del prossimo anno, e sono molto contento di questo.

Il team Ringersbaits, parteciperà al Mondiale per Club Feeder in Bulgaria, che a causa di questo Coronavirus, è stato spostato ad ottobre, ci vuoi dire i nomi dei componenti della squadra, il Ct e gli accompagnatori?

Il nostro team per la Bulgaria sarà il seguente: Steve Ringer, Phil Ringer (cpt), Adam Wakelin, Jamie Harrison e Rob Wootton.

Avete qualche informazione sul campo gara?

Le informazioni non sono ancora molto aggiornate, poiché la pescata, sembra che  cambi di anno in anno. Da quanto ci è stato detto finora, le specie principali saranno carpe e carassio. Sembra un ottimo posto in cui spero che la squadra migliore vincerà.

Purtroppo ad oggi non sappiano se si svolgerà il mondiale Feeder per Nazioni in Francia a Luglio. Sembrerebbe che sia un campo gara ricco di breme, placchette e skimmer.  E’ una pescata che vi si addice?

In realtà siamo andati a Rieux lo scorso luglio, per dare un’occhiata al luogo, in pratica è un grande fiume largo con poco flusso. La pesca è stata molto buona, con breme e skimmer come specie principali. Penso che sia un luogo adatto a noi, come squadra, in quanto sembra che ci sia un sacco di pesce da catturare, ma si adatta anche ad altre squadre, quindi sarà molto difficile vincere lì. Incrociamo le dita !

Il vostro attuale CT Dean Barlow, è stato per diversi anni, tuo compagno di squadra, con cui hai vinto molto. Qual è la forza del vostro team?

Penso che al momento abbiamo una squadra molto forte, ma ciò non significa che vinceremo. Vincere un Campionato del  Mondo, significa elaborare la migliore tattica o metodo e non si sa mai se è stata giusta, neanche alla fine del primo giorno di gara. Puoi esercitarti per tutta la settimana e sentire di avere un buon piano. Ma poi arrivano i giorni della competizione, il campo di gara cambia e di conseguenza fai fatica.

Sono passate poche settimane, dalla tua ultima vittoria internazionale, all’Iberian Master in Spagna. Competizione a cui partecipavi per la prima volta. Cosa ti è piaciuto di questa gara?

Innanzitutto, l’Iberian Master, è una competizione molto ben organizzata, una delle migliori che abbia mai visto. È anche una gara molto amichevole, anche se tutti vogliono vincere. La pesca è dura ma relativamente equa, il che la rende anche un buon campo gara.

Ci vuoi raccontare come hai pescato nei tre giorni di gara?

Ho pescato nello stesso modo in tutti e 3 i giorni. Caricando il pasturatore con dei vermi. Il primo giorno, sono stato sorteggiato accanto a Tommy Pickering ed ho avuto un inizio terribile. Ma ho seguito Tommy ed alla fine ho vinto il settore. Ho praticamente iniziato a pescare alla distanza sbagliata con un feeder troppo piccolo. Alla fine ho copiato la linea di Tommy ed ho pescato con un pasturatore più grande e sono riuscito a vincere. È stata una giornata di apprendimento molto importante per me. Nel  Day 2 ho tirato fuori un pezzettino di finale, catturando 11 carpe per un peso complessivo di 24 chili, un’ottima giornata ed ottengo la mia seconda vittoria nel settore. Il sorteggio  ha giocato un ruolo importante nel  successo del secondo giorno, anche se ovviamente dovevo ancora portare in nassa il pesce. Il Day 3,  è stato più complicato perché ero in un settore dove il pesce era ad una distanza diversa, quindi mi ci è voluto un po’ per rendermene conto. Anche la pazienza era importante, perché dopo 2 ore non avevo in nassa nessun pesce, ma sapevo che alla fine sarebbero arrivate le abboccate, se avessi pescato alla giusta distanza ed avessi avuto pazienza. Cosi’ ottengo un terzo di settore e riesco a vincere questa bellissima manifestazione. Durante questi 3 giorni di gara, ho imparato molto dagli altri pescatori ed osservavo sempre a che distanza pescavano. Ci sono stati anche piccoli periodi di tempo nelle gare in cui il pesce ha mangiato di più e tu  dovevi sfruttare al meglio queste abboccate. Infine, il fiume ha molti ostacoli come rocce e alberi, quindi era molto importante  cercare di portare in nassa  tutti i pesci che avevi allamato. Perdere un pesce era  un disastro, perchè vedere delle  mangiate  era molto  difficile, specialmente in alcuni settori ed in particolare in alcuni picchetti .

Qual è stata la difficoltà più grande che hai avuto in gara?

Determinare la corretta distanza di pesca, era molto importante, in quanto variava da settore a settore. Anche catturare la carpa una volta agganciata, non è stato facile.

Perchè consiglieresti a qualcuno di parteciparvi?

È una competizione molto bella a cui chiunque può partecipare. È anche molto amichevole con tutti i partecipanti, che soggiornano nello stesso hotel. Chi volesse partecipare per la prima volta ad una competizione internazionale, l’Iberian Master è perfetta.

Se dovresti definire il  Rio Xuquer in una parola??

Stimolante.

Quest’anno non ti abbiamo messo il “tape”, hai sempre preso pesci in tutti e tre i giorni di gara. Cosa ne pensi di questo scherzo?

Penso che il “nastro” sia davvero una buona idea. È strano perché ti mette più pressione come pescatore. Anche io ho sentito la pressione di cercare di evitare la temuta cerimonia del tape! Aggiunge sicuramente un po’ più di divertimento alla competizione.

In Inghilterra esiste una manifestazione importante a squadre, con la partecipazione di team stranieri?

Purtroppo no, non abbiamo questi grandi eventi a livello internazionale nel Regno Unito. Penso che ciò sia in gran parte dovuto alla mancanza di campi di gara adatti.

Perchè un ragazzo dovrebbe iniziare a pescare?

La pesca è un ottimo modo per uscire e stare in contatto con la natura, è anche uno sport molto amichevole in cui non smetti mai di imparare e migliorare.

Manda un consiglio ai giovani italiani che da poco praticano questo hobby?

Il miglior consiglio che posso dare è di continuare a praticare. Più pratichi e più migliori. Inoltre consiglio di lavorare sodo su cose in cui non si è così bravi, invece di evitarle. Quindi, se non sei molto bravo a pescare sulla lunga distanza, prova a lavorare sodo sul tuo casting fino a quando non diventa facile.

Hai vinto tantissimo, qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno ora nel Regno Unito è quello di vincere il “Feedermasters”, ma nel complesso sarebbe quello di rimanere il numero uno al mondo, il più a lungo possibile ed anche aiutare l’Inghilterra a ottenere più medaglie d’oro. Ovviamente mi piacerebbe essere di nuovo Campione del Mondo, ma questo rientra in un buon piano di squadra.

Puoi elencarci il tuo palmares?

Di seguito elenco le vittorie più importanti che ho ottenuto fino ad oggi:

GOLD  Fish 0’Mania nel 1998

SILVER MEDAL  World Feeder Individual  Serbia 2016 e Italy 2011

BRONZE MEDAL World Team Feeder  South Africa 2013 e Belgium 2012

GOLD  MEDAL  World Individual Feeder Champion Ireland 2014

GOLD  Walterland Masters Individual Winner 2014 (float) (Szeged Hungary)

GOLD MEDAL   World Team Feeder Champions  Ireland 2014 e  Holland 2015

SILVER MEDAL World Team Feeder  Serbia 2016

GOLD Walterland Daiwa Feeder Challenge Individual Winner 2017 (Szeged Hungary)

GOLD Feedermasters Superleague Winners Ringerbaits 2017, 2018, 2019 

GOLD  Iberian Master nel 2020

 

Ti ringrazio immensamente Steve,  per aver risposto alle mie tante domande, ti auguro un 2020 ricco di salute e vittorie.  Spero di rivederti presto su qualche campo gara internazionale.

Grazie mille a te Natascia, ed un grossissimo saluto a tutti gli amici di Match Fishing Italia. A presto!!

 

 

 

 

 

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