LO SPECIALISTA: I CAVEDANI DEL METAURO A FOSSOMBRONE CON UBALDO CORSINI

Ubaldo Corsini è un pescatore agonista marchigiano che vanta una grande espereienza nella pesca del cavedano specialmente quello che abita nelle acque del fiume Metauro.

Il Metauro è un corso d’acqua lungo un centinaio di chilometri, dalla sorgente al mare, dove è possibile fare delle belle pescate come nel tratto della gola del Furlo e non mancano barbi e cavedani lungo tutto il suo corso fino alla foce dove è possibile pescare anche spigole  a bolognese in passata e anguille.

In questo articolo video intervista, il nostro Luigi Belli, ha messo a nudo le carrateristiche del tratto di fiume riservato a campo gara in località Fossombrone.

Il posto è molto bello è di grande fascino per l’ambiente che lo caratterizza e il ponte sul Metauro.

I consigli di Corsini sono molto preziosi e nel caso vi capitasse di fare una pescaa con le tecnbiche del colpo o del feeder il divertimento sarà assicurato.

Un cenno sul meraviglioso PONTE DELLA CONCORDIA

Il Ponte della Concordia compare con questa denominazione in una delibera di Giunta del Comune di Fossombrone del 1964, ma è anche conosciuto come Ponte Vittorio Emanuele, dato che durante la seconda guerra mondiale si chiamava Ponte Vittorio Emanuele III, o più semplicemente come Ponte sul Metauro.

Collega l’abitato di Fossombrone col vicino Borgo di S. Antonio in riva destra. E’ stato ricostruito nel 1947 dal Ministero dei Lavori Pubblici, come ricorda una lapide posta ad una estremità, in maniera fedele rispetto al ponte precedente, sempre a un solo arco, che risale al 1782.

NOTIZIE STORICHE

L’architetto del ponte del 1782 fu il pesarese Luigi Baldelli e il capomastro suo padre Annibale. Era ad un solo arco, con piano stradale a schiena d’asino nella parte centrale, con larghezza di 40 metri e altezza di 20, costruito in pietra del Furlo e rivestito di mattoni. Fu distrutto nel 1944 ad opera dei Tedeschi, come del resto tutti gli altri ponti della zona.

In epoca anteriore ne esisteva un altro a cinque archi, situato poco più a valle dell’attuale, e di esso rimangono i resti di un pilone sotto il livello dell’acqua. Venne completato nel 1292 sotto il podestà Palmulo dai maestri muratori Cresci e Angeluccio. Era lungo 70 metri e presentava al centro un’edicola religiosa. Crollò a seguito di una grande piena del Metauro nel 1765, come ricorda una lapide posta sul muraglione sottostante il Largo Ristorante (LUCCIARINI 1997).

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