PESCA ALL’INGLESE A MONTEDOGLIO

Questo stop alle gare di pesca, come quasi tutto nella vita, ci sta mostrando le due facce della medaglia: se da un lato ci manca l’agonismo, le prove, la tensione della gara e tutto quello che ruota intorno all’agonismo, da un altro ci permette di affrontare nuovi spot di pesca praticando tecniche che probabilmente non avremmo mai affrontato in gara.

Ed è così, su consiglio di un amico, ho deciso di affrontare il Lago di Montedoglio insieme a Maurizio Biancoli della Lenza Emiliana Tubertini, per una pescata all’inglese scorrevole che probabilmente non affrontavamo da almeno 20 anni.

Il lago di Montedoglio è un invaso artificiale molto recente (ho letto da qualche parte che la diga che lo forma è stata costruita nel 1993) e si trova nella provincia di Arezzo, ai confini con l’Umbria e la Romagna. E’ formato dalle acqua del fiume Tevere, che prima di immettersi nel lago è ancora un torrente, da qui la bellezza ed il colore delle acque che regalano all’occhio un paesaggio mozzafiato.

I pesci presenti sono davvero di tutte le specie tanto da renderlo un paradiso per tutte le tecniche: lucci enormi, persici reali e bass di tutto rispetto ne fanno il paradiso dello spinning, ma anche carpe di dimensioni generosi regalano emozioni agli amanti del carp fishing (infatti al nostro arrivo più di 200 metri di sponda erano occupati da carpisti, per fortuna il lago è grande ed abbiamo trovato un po’ di posto anche per noi). E poi breme di tutte le misure ma soprattutto gardon, un pesce molto tecnico che rende la pescata davvero interessante.

Lo spot scelto è quello vicino all’abitato di Madonnuccia, un posto dove si riesce ad arrivare vicini alla riva con l’auto: infatti uno dei grossi difetti di questo invaso è proprio l’accessibilità, non sono molti gli spot dove si riesce ad arrivare col veicolo vicino all’acqua, almeno per scaricare il veicolo e poi riportarlo nei posteggi.

Altra regola importante da ricordare è che in queste acque è vietato l’utilizzo della larva di mosca carnaria o bigattino. Per quanto riguarda la pesca al colpo la scelta ricade inevitabilmente sull’orsetto o sul lombrico. Infatti Maurizio ha deciso di optare per una pasturazione fatta con sfarinati (nel caso specifico un mix di Turbo ed Expo del marchio Van den Eynde) con all’interno dei lombrichi tagliati per aumentare l’attrattività del composto.

Pesca quasi obbligata all’inglese: Biancoli ha scelto una linea di pesca a circa 35 metri da riva, a questa distanza il fondo è abbastanza importante, circa 7 metri, così la scelta è caduta su un galleggiante scorrevole.

In questi casi la lenza deve essere molto semplice per evitare di ingarbugliare (cosa abbastanza frequente se non si rispettano determinati equilibri nella lenza). Vista la grande massa d’acqua Maurizio ha scelto un galleggiante da 25 grammi al quale ha tolto quasi tutte le rondelle in ottone ed ha utilizzato l’apposito insert in ottone, specifico per la pesca con lo scorrevole.

La lenza: linea madre dello 0,18/0,20 affondante, classica perlina e nodo di stop, una sfera da 10 grammi bloccata con due pallini di dimensioni generose attaccati ad una girella. Poi circa 120/150 cm di filo molto grosso (abbiamo utilizzato uno 0,25) in modo da evitare di ingarbugliare (il filo grosso rimane più rigido) , ultima girella e terminale da 40 cm dello 0,128 con una amo del 16 serie 204 di Tubertini. Sullo spezzone dello 0,25 Maurizio ha applicato tre pallini del n. 5 che spostava in su o in giù a seconda della situazione di pesca. E’ partito con i pallini equidistanti, poi quando ha visto che molte mangiate erano in starata ha deciso di spostarli tutti verso la girella e le mangiate sono diventate ben più visibili.

I pesci non hanno tardato a farsi vedere e già dopo tre o quattro minuti dalle prime palle di pastura i primi segni sul galleggiante ci hanno segnalato la presenza dei gardon, molto sensibili al richiamo della pastura. Dapprima la taglia è stata decisamente piccola, poi col passare del tempo sono aumentate sia la frequenza sia la taglia delle catture con diversi gardon da 200/300 grammi, molto divertenti. Sono arrivate poi le breme, esemplari da 100 a 300 grammi che hanno garantito continuità di catture. Purtroppo non abbiamo catturato nessun esemplare over size, ma i carpisti al nostro fianco ci hanno detto che breme da oltre 2 kg spesso gli “disturbano” la pescata .

Una giornata davvero divertente con una tecnica di pesca sicuramente inusuale per agonisti che nella stragrande maggioranza dei casi pescano quasi esclusivamente a roubasienne. La giornata di sole, con vento quasi assente e lago in condizioni perfette hanno completato il quadro che di inglese ha solo la tecnica, per il resto le tinte sono quelle stupende e coloratissime dei paesaggi del centro Italia.

                

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