FIPSAS PER LA RIPRESA: IN CANAL BIANCO VINCE LA LENZA EMILIANA TUBERTINI

Il livello del canale, viste le piogge abbondanti della settimana scorsa, si è presentato abbastanza alto e con un coefficiente di marea crescente già di per sé definito altissimo, nei giorni di venerdì e sabato il livello dell’acqua è cresciuto in maniera impressionante come si vede dalle foto con acqua leggermente macchiata e molto fredda.


Fortunatamente questo in gara è avvenuto in maniera molto meno importante e seguendo l’andamento previsto dalle tavole di marea.
Il campo di gara è stato picchettato in maniera impeccabile con ampio spazio tra i concorrenti e questo ha sicuramente aiutato la pescosità che è risultata più alta nelle zone 1 e 2 diminuendo man mano verso la fine del campo gara.

Per oltre 2 ore e trenta la velocità dell’acqua è risultata praticamente nulla e ha permesso la pesca con galleggianti sia a vela che normali da 6 a 4 gr per poi partire nel finale di gara dove sono state utilizzate vele fino a 20 gr.

La distanza di pesca per la maggior parte dei concorrenti è stata di circa 10mt per trovare un fondo piano dove stazionavano i pesci.

A differenza degli altri anni dove praticamente l’unica specie catturabile era la breme, sono comparsi diversi pesci gatto americani, specie che si sta diffondendo molto velocemente in tutto il bacino delle acque del fiume Po. Questo sicuramente modificherà nel futuro gli approcci di gara in questo canale ma pur sempre di pesci si tratta. Probabilmente occorrerà attrezzarsi sia di nasse che di attrezzature specifiche per velocizzare le operazioni di pesatura con questi pesci che si attaccano ad ogni forma di rete in tessuto.

Venendo alla gara la pesca si è svolta sempre alla ricerca delle breme che con questo abbassamento di temperatura dell’acqua andavano pescate con una pasturazione a base di terra e fouille senza però sforzare troppo per non uccidere il picchetto o far entrare i pesci gatto. Le mangiate del pesce erano veramente difficili e seguire una marea che è salita durante tutta la durata della gara ha reso ancora più difficile il compito dei 100 agonisti che si sono ritrovati sulle sponde del canale rodigino.


Al termine della competizione a vincere (ancora una volta) è stata la Lenza Emiliana Tubertini che con 9 punti ha prevalso sugli specialisti di questo canale, i ragazzi della Nettuno Tubertini protagonisti anche questa volta e secondi in classifica con 11 penalità. Terza piazza del podio per l’Oltrarno Colmic che con 12 penalità hanno dimostrato di essere anche loro una compagine temibile nel Canal Bianco.

Abbiamo chiesto lumi ai ragazzi della Lenza Emiliana Tubertini riguardo al materiale usato: i ragazzi di Bazzano hanno utilizzato delle vele modello Sting e galleggianti Rfloat 9 nelle misure più piccole, da 4 fino a 8 grammi per i momenti in cui l’acqua era più lenta. Quando l’acqua si è mossa in maniera più decisa la scelta è caduta sulle vele Vortex da 10 a 20 grammi, un modello questo studiato appositamente per le situazioni di acqua veloce e che garantisce un’ottima stabilità in acqua.

La pasturazione è stata effettuata con un mix di pastura Turbo Black e 3 kg di terra di fondo mentre per alimentare durante la competizione è stato scelto un mix di terra di somma nera, terra di fondo e grey leam. Sia per quanto riguarda la pastura che per quanto riguarda la terra l’obiettivo era quello di trovare un composto che fosse più o meno tenace in base al modo di stringerlo e con eventuale aggiunta di una spruzzata di acqua. Questa scelta è molto importante in questo canale poiché variando spesso le condizioni è necessario avere un composto che si possa adattare alle nuove regole dettate dalla velocità dell’acqua.

CLASSIFICHE

  

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