LECCO: IL “TROFEO AMICI DELL’ADDA” AD ANDREA GIAMBRONE

La torrida estate di questo 2021 passerà alla storia come quella più calda in assoluto con picchi fino a 45 gradi e anche se la la nostra passione si pratica molto bene nel periodo estivo si può affermare che è stato poco gradevole affrontare sessioni pesca in qualche lago o canale.

Alessandro Scarponi e Luca Caslini vengono invitati dal comune amico Luciano Gallista ad una pescata tra amici, diventata poi una gara alla quale hanno partecipato una trentina di pescatori, sul fiume Adda in quel di Lecco dove la pesca si pratica con la tecnica della bolognese a passata e i pesci da insidiare sono cavedani, barbi, pighi, scardole, persici reali, tinche, breme e si potrebbe continuare…

ragazzi quassù l’aria è buona, si sta bene e si pesca immersi nell’acqua fresca, vi aspetto senza se e senza ma…

Potevano i due amici di Matchfishing Italia rifiutare questo invito? no di certo!

foto repertorio

Tra l’altro il Luca Caslini è di quelle parti essendo nato e cresciuto a Giussano che da Lecco dista solo una ventina di minuti e dove di fatto ha iniziato a muovere i primi passi come pescatore e agonista.

Si parte dalla Romagna di buon mattino e dopo tre ore di viaggio si arriva all’appuntamento con il papà di Luca detto “il quaglia” anche lui pescatore che quel giorno era intento ad uscire in barca per una pescata di persici sul lago di Annone.

Arrivano finalmente a Lecco sul fiume Adda in zona “clinica o barche” dove trovano alcuni pescatori che già pescano a bolognese e tra questi anche il campione del mondo Umberto Ballabeni con il quale è stata fatta una diretta facebook sulla pagina matchfishing che ha registrato in poche ore oltre 20.000 visualizzazioni.

La cornice che circonda questo posto è meravigliosa e la bellezza viene amplificata dalla bella giornata di sole che mette in risalto l’azzurro del fiume, il verde dei monti, e ancora l’azzurro del cielo libero da nuvole anche grazie ad un tenace vento che spesso spinge da queste parti.

A differenza di Luca per Alessandro è la prima volta sul campo gara di Lecco, luogo che in molti per semplicità chiamano campo gara lago di Lecco ma che in verità non esiste perchè trattasi del fiume Adda.

In realtà trattasi del lago di Como nel ramo di Lecco e un certo Alessandro Manzoni ne decantò molto bene nel suo incipit del capolavoro letterario “i promessi sposi” e che faceva..

« Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni. La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, scende appoggiata a due monti contigui, l’uno detto di san Martino, l’altro, con voce lombarda, il Resegone, dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare a una sega: talché non è chi, al primo vederlo, purché sia di fronte, come per esempio di su le mura di Milano che guardano a settentrione, non lo discerna tosto, a un tal contrassegno, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome più oscuro e di forma più comune. Per un buon pezzo, la costa sale con un pendii lento e continuo; poi si rompe in poggi e in valloncelli, in erte e in ispianate, secondo l’ossatura de’ due monti, e il lavoro dell’acque. Il lembo estremo, tagliato dalle foci de’ torrenti, è quasi tutto ghiaia e ciottoloni; il resto, campi e vigne, sparse di terre, di ville, di casali; in qualche parte boschi, che si prolungano su per la montagna.”

Durante il viaggio i due amici, oltre a discutere di pesca e di come affrontare la pescata con le lenze se spallinate in un modo piuttosto che in un altro, hanno toccato diversi argomenti e ne è venuto fuori che Lecco calcisticamente parlando ha militato in serie A per tre volte nella sua storia, l’ultima delle quali negli anni 60, che Lecco ha dato i natali ad un certo Tedesco che per gli agonisti di oggi potrebbe essere un cognome insignificante ma che invece vinse il titolo di campione del mondo individuale nel mondiale del 1962 a Peschiera sul Mincio e l’oro con la squadra Italia formata da Tedesco, De Angelis, Leone, Vanelli, Vigarani e CT Giulio Mandelli.

Inoltre a Mandello Lario sulla riva sinistra del lago vive ancora il grande Adriano Fumagalli grande protagonista negli anni ruggenti della pesca all’alborella a Peschiera.

In questo paese ha sede lo stabilimento di produzione della famosa Moto Guzzi e al suo interno nel 1950 è nata la prima galleria del vento per ricerche aerodinamiche per le moto.

Finite le curiosità di cultura generale torniamo alla pesca.

I due amici si sistemano nella parte adiacente le barche e il posto è molto comodo per il fatto che a pochi metri è presente un ampio parcheggio custodito.

Per una funzionale sessione di pesca servono poche cose: una pedana per l’appoggio dei secchi e del materiale minimo, stivali wader, mezzo chilo di cagnotti incollati con due chili di ghiaia (in gara il limite del mezzo chilo è aumentato), una scatolina di orsetti, due chili di pastura barbo cavedano di colore rosso o nocciola, un barattolo di mais da mettere in pastura, due/tre canne bolognesi da sette metri (qui la profondità di pesca sui 15-20 metri arriva a sei metri), filo dello 0,14 o dello 0,16 in bobina, grammature galleggianti da 2 a 10 grammi a seconda della corrente o del vento, terminali dello 0,14 da 40 cm e amo del 14 oppure soluzioni più fini per aumentare le mangiate.

La prima giornata a Lecco per Luca e Alessandro termina con qualche cattura e una cena a casa dello zio di Luca a base piatti tipici come pizzoccheri, bresaola e formaggio taleggio.

La seconda giornata prevede il raduno alle ore 6 e il sorteggio vuole che i due capitino proprio a spalla ma in un settore dove sono presenti alcuni tra i migliori interpreti di questa pesca,  Mauro Zanolli della Pilastroni Trabucco, Umberto Ballabeni noto campione di pesca legato al marchio Tubertini e titolare del negozio  Sport Mania a Cinisello Balsamo, Andrea Giambrone noto agonista di alto livello legato alla Lenza Emiliana Tubertini, Luca Caslini anche lui in forza con la Lenza Emiliana Tubertini che in questo lago ci avrà pescato migliaia di volte e quindi favorito perchè ne conosce tutti i segreti, e poi tutti gli altri del settore che in questo fiume ci pescano spesso e infine c’è Alessandro che ci pesca per la prima volta.

In deroga al regolamento i più provvedono ad incollare 2 chili di cagnotti con 4 chili di ghiaia, la magica è quella che più si addice per questo incollaggio e il finissaggio avviene con della arabica.

Inizia la pasturazione pre gara, qualcuno mette subito cinque bocce di pastura subito fuori la gronda e poi continuare con qualche pallina di incollato della dimensione di un mandarino.

Inizia la gara, le passate si susseguono ma non si vede nessuna abboccata, occorre trovare una linea di pesca dal fondale pulito e senza ostacoli e nei picchetti sotto la mura a monte delle barche sembra essere sui 15-20 metri. Per pescare bene serve una lenza da 8 grammi.

La lenza più utilizzata è realizzata su un filo fluorcarbon dello 0,20 dove costruire la spallinata: galleggiante da 8 grammi, bilia da 5 grammi a un metro dalla girella e tra la bilia e la girella mettere pallini del n 8 distanziati 10 cm l’uno dall’altro anche se alla fine ognuno ha la sua lenza preferita.

La lenza di Luca dopo il secondo lancio…

I settori organizzati sono tre, il primo in zona barche (il più a monte) e gli altri due settori sono posizionati più a valle in un tratto meno pescoso anche perchè con una portata di acqua che spinge a 224 m cubi al secondo non è facile pescare e tutti sanno che la pescosità aumenta notevolmente in autunno quando il livello del fiume si abbassa.

Il primo a bollare nel settore C è Mauro Zanolli, un vero fuoriclasse della pesca al cavedano a bolognese, a ruota Andrea Giambrone e poi via via tutti gli altri. Man mano che la pasturazione fa il suo effetto le abboccate aumentano e soprattutto nell’ultima ora in assenza di vento e con meno barche che transitano provocando onde fastidiose, le mangiate sono state continue.

Ovviamente se si fossero potuti mettere in nassa tutti i pesci agganciati  il peso per ogni concorrente sarebbe stato più alto e forse anche l’esito della classifica.

Alessandro Scarponi ha agganciato due tinche imperiali, la prima sui 2300 grammi è riuscito a metterla in nassa ma la seconda ancora più grande si è slamata.

Inoltre ha strappato e slamato alcuni pesci importanti e sbagliato tante affondate perchè pescare i cavedani nel posto da cavedani per eccellenza per uno poco abituato a pescare a bolognese può essere frustrante.

Luca Caslini ha fatto una bella pescata costruita nel finale di gara grazie ad una ottima pasturazione costante e metodica mettendo in nassa una decina di pighi e cavedani.

Mauro Zanolli stupisce tutti con la cattura di alcuni cavedani jurassichi pescati con una sei metri della ditta Trabucco,

Ballabeni dopo una partenza difficile cambia linea e si allunga sui 25 metri rifacendo il fondo e riuscendo a catturare alla fine quasi 5 chili di pescato.

Giambrone con i suoi 6900 punti fa registrare l’assoluto di settore e di gara mettendo in nassa tanti pesci tra pighi e cavedani.

Alle 12,30 viene dato il fine alle ostilità davanti agli occhi di un folto pubblico assiepato sulla ringhiera ad osservare la pescata.

E’ stata una bella idea quella di mettere in piedi questa pescata degli amici dell’Adda, bravo a Lucio Gallista, evento che sarà ripetuto a furor di popolo anche il prossimo anno.

Tutti si sono divertiti, un pò meno che ha preso poco, ma l’importante era esserci per ritrovare gli amici, far viaggiare la lenza in queste acque stupende con la speranza di vedere affondare il galleggiante.

Un pensiero riguardo “LECCO: IL “TROFEO AMICI DELL’ADDA” AD ANDREA GIAMBRONE

  • 20 Agosto 2021 in 07:10
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    Sarebbe stupendo fare anche qui in Adda un campionato italiano fiume!

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